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Vecchio 21-07-2021, 13:30   #61
XL
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Originariamente inviata da Dr. House
Come ti ho detto è un bivio, il cambiamento è possibile o impossibile, hai già risposto che per te è impossibile dunque non vedo cosa mai posso aggiungere, è perfettamente plausibile che sia come dici tu.
L'unica cosa che conta è che la valutazione sull'impossibilità del cambiamento sia fatta con grande cura e cognizione di causa, non tralasciando nulla di rilevante che possa provare il contrario (su questo dovremmo essere tutti d'accordo)
In realtà non ho scritto che è impossibile nulla, ho scritto che io lo valuto molto improbabile e quindi conseguentemente ci investirei poco visto che magari comporta anche disagi che vanno ad aggiungersi a quelli che già ci sono.
Se poi rischio di non guadagnarci nulla vado di male in peggio.
Avendo poche garanzie (in base a quel che so) che agendo in certi modi le cose si accomoderanno difficilmente lo farò visto che l'esperienza accumulata e certe osservazioni fatte mi farebbero scommettere contro.
Scommettere sulla squadra sfavorita permette di guadagnare tanto proprio perché le possibilità di perdita sono elevate.
È impossibile che la squadra molto molto sfavorita vinca?
Direi di no, qualche volta magari lo si è anche osservato effettivamente.
Insomma in conclusione farei solo un tentativo poco convinto, se va va, non riuscirei ad impegnare molte risorse.
Se già ero convinto di avere ottime possibilità e i disagi perciò sarebbero stati ammortizzati dal guadagno avrei già agito in certi mod ed ora vivevo diversamente se le cose davvero stavano in quest'altro modo e ne ero convinto.
Anche rispetto alla questione ateismo scommetterei piú sulla non esistenza che sull'esistenza, ma non sono certo di quasi nulla.

Tornando al tema principale io ora nutro una grande sfiducia nei confronti di forme di aiuto e conforto sociali e perciò investirò pochissimo nella speranza di poter ottenere qualcosa di significativo in tal senso.

Sono certo che di sicuro non otterrò nulla? no, ma non sono molto motivato ad impegnarmi e sbattermi più di tanto.

Se provo e ottengo un'altra porta chiusa in faccia avrò un atteggiamento ancora piú chiuso e diffidente.

Insomma non posso partire da un atteggiamento molto aperto e motivato e resistente; se la precondizione per riuscire a cambiare e reinserirsi a chi si trova in questi stati mentali è questa, mi pare paradossale questa cosa, non potrà mai funzionare secondo me.

Se uno ha a che fare con un animale diffidente avrebbe senso cercare di spiegargli razionalmente che è una sua costruzione? Secondo me con questo sistema non si va da nessuna parte. L'animale da solo, senza creare segnali appositi e particolari e quindi dando delle forme di garanzia, non si avvicinerà mai ad un essere umano che non percepisce come amico in base ad esperienze pregresse.

Non ci si può aspettare che questo animale sarà spontaneamente socievole come altri o chiedergli di diventarlo quando a monte ha un'altra costruzione che non si smonta da sola, e se l'esposizione crea più spesso esperienze negative secondo me poi dal ciclo non riesce ad uscirne.

Ultima modifica di XL; 21-07-2021 a 18:46.
Vecchio 21-07-2021, 16:18   #62
Esperto
L'avatar di Dr. House
 

Hai scritto un post sincero e aperto, ed è molto chiaro quello che stai dicendo. Il soggetto è sempre il lavoro?
Vecchio 21-07-2021, 19:00   #63
XL
Esperto
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Quote:
Originariamente inviata da Dr. House Visualizza il messaggio
Hai scritto un post sincero e aperto, ed è molto chiaro quello che stai dicendo. Il soggetto è sempre il lavoro?
Quando parlo di inserimento può anche non avere a che fare col lavoro, un inserimento sociale significa occupare un qualche posto significativo e che abbia un certo valore.
Essere inseriti lavorativamente per me non equivale ad occupare questo posto, come ho già scritto ci sono persone che lavorano ma egualmente emarginate e svalorizzate socialmente.
Ci sono viceversa persone che non hanno una professione ufficiale ma che magari questa forma di inserimento positiva ce l'hanno.
Io poi ho l'impressione che siano inserite in qualche modo anche le persone che stanno male, perciò non è l'inserimento lavorativo che permette di ottenere questa forma di benessere.
Non credo sia una cosa soltanto mentale, certo è che diversi individui restano in qualche modo emarginati, lavorano ma il loro lavoro diventa una forma di sfruttamento (sono i cosiddetti fantozzi della situazione), è chiaro che un lavoro del genere non nutre umanamente serve solo per poter avere la pagnotta casomai non si riesce ad ottenerla diversamente.
Se poi una persona ha solo questo e non trova altre forme di inserimento positive è quasi sicuro che anche lavorando diventerà depressa e si sentirà esclusa e sempre più inaridita anche dal lavoro stesso.
Trovare un posto dove star bene in ambito sociale è difficile per me, in base alla mia esperienza sento che uno spazio del genere non c'è per me, penso che mi posso inserire male, in modo conflittuale e frustrato.
E' una convinzione mia?
Ecco adesso la sento molto molto forte dato che io anche in ambito scolastico non riuscivo ad inserirmi senza ripercussioni negative, e dicono che quello sia una pacchia in confronto ad altre cose.

Ultima modifica di XL; 21-07-2021 a 19:16.
Vecchio 21-07-2021, 21:27   #64
Esperto
L'avatar di Dr. House
 

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Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Quando parlo di inserimento può anche non avere a che fare col lavoro, un inserimento sociale significa occupare un qualche posto significativo e che abbia un certo valore.
Essere inseriti lavorativamente per me non equivale ad occupare questo posto, come ho già scritto ci sono persone che lavorano ma egualmente emarginate e svalorizzate socialmente.
Sì infatti ho chiesto per chiarire il soggetto.
Ecco, non c'è nessun dubbio che inserimento lavorativo non significa benessere sociale.
Se essere senza vita sociale vuol dire essere un emarginato allora sono un emarginato in questo senso. Anche se è una parola che non mi piace usare, perché sembra più adatta quando il fatto di non avere una vita sociale dipenda dal rifiuto degli altri, mentre nel mio caso non è così.
Dopodiché è evidente che il lavoro può favorire o sfavorire la depressione. Inutile dirlo dipende da varie circostanze, ad esempio un lavoro può anche non piacere ma allo stesso tempo se l'ambiente è buono e i colleghi sono affabili, gentili ecc. la cosa può cambiare radicalmente in positivo.
Oppure, se anche non hai una vita sociale, ma svolgi un lavoro che fai volentieri, esso diventa l'unico elemento di benessere sociale di cui l'individuo può godere. E così via.
Dico tra parentesi che per me (quindi lo vivo sulla mia pelle) il volontariato che sto svolgendo, sia per il tipo di attività sia per le persone con cui collaboro, è l'unica fonte di benessere sociale che ho. Non è nulla di esagerato o straordinario, ma a volte basta anche poco, specialmente quando non hai praticamente niente (l'unica cosa di rilevante che mi appassiona è leggere e studiare sui libri per conto mio, ma essendo un'attività solitaria, non mi basta affatto per essere felice, neanche lontanamente...anzi, la depressione delle volte può farmi percepire come insignificante anche quest'unica passione).

Insomma, occorre trovare una propria dimensione, una giusta omeostasi direbbe un medico. Nonostante gli scompensi.

Ultima modifica di Dr. House; 21-07-2021 a 21:32.
Ringraziamenti da
XL (22-07-2021)
Vecchio 10-09-2021, 18:17   #65
Intermedio
L'avatar di Bamboladipezzi
 

Adesso come adesso il solo pensare di fare una famiglia e figli da destinare ad un futuro terribile credo sia davvero egoistico.
Io non destinerei i miei presunti figli ad un futuro di stenti e schiavitù.
La societá è peggiorata, a scuola bullismo, violenze varie, tu penseresti di mandare tuo figlio in mezzo a gente idiota che lo picchierà o lo sevizierà o lo traumatizzerà a vita? Io non sarei cosí egoista.
Ok magari trovarti una tipa con cui stare ma credo che il futuro sarà sempre peggio.
Vecchio 10-09-2021, 18:31   #66
Esperto
L'avatar di Barracrudo
 

Quote:
Originariamente inviata da Bamboladipezzi Visualizza il messaggio
Adesso come adesso il solo pensare di fare una famiglia e figli da destinare ad un futuro terribile credo sia davvero egoistico.
Io non destinerei i miei presunti figli ad un futuro di stenti e schiavitù.
La societá è peggiorata, a scuola bullismo, violenze varie, tu penseresti di mandare tuo figlio in mezzo a gente idiota che lo picchierà o lo sevizierà o lo traumatizzerà a vita? Io non sarei cosí egoista.
Ok magari trovarti una tipa con cui stare ma credo che il futuro sarà sempre peggio.
Sì ho messo famiglia solo x citare le famose tappe dei normaloni, io sono contrario alla riproduzione perché non voglio alimentare il cricolo della reincarnazione, poi non potrei mai ingravidare una ragazza per la mia visione pessimistica di questa esistenza, non lo farei mai un torto così a mio figlio.
Vecchio 10-09-2021, 22:08   #67
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Ormai sono fuori da anni dai giri...rientrerei solo per compagnie decenti, altrimenti meglio così
Vecchio 11-09-2021, 02:00   #68
Esperto
L'avatar di Nightlights
 

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Originariamente inviata da Barracrudo Visualizza il messaggio
X rientrare intendo passare da una situazione da outcast emarginato rassegnato ad una in cui si insegue le fantomatiche tappe tipo coppia, lavoro, casa, famiglia ecc... (pur senza diventare normalone).
Secondo me quello non vuol dire rientrare nella società, vuol dire seguire il copione, fare le cose come le fanno tutti, non è detto che siccome la fanno loro, se la fai anche tu, starai automaticamente bene.
La vita sociale si può avere, oppure no, anche in assenza dell'iter che hai scritto tu.
Non sono due cose collegate tra loro, a mio parere.

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Ringraziamenti da
Trinacria (12-09-2021)
Vecchio 11-09-2021, 06:26   #69
Esperto
L'avatar di vikingo
 

Ho visto gente come Galeazzi Franco lauro e Sposini uscire di scena senza riconoscimenti da mamma rai.e sono 3 famosi figurarsi cosa gli e ne frega alla società di gente comune.
Vecchio 11-09-2021, 11:17   #70
Avanzato
 

sì che poi pure se uno decidesse di rientrare nella società, bisogna vedere anche come fare materialmente. bisogna vedere se le cause che hanno portato all'esclusione sono ancora lì o se sono state risolte, poi se si riesce a trovare qualche porta ancora aperta e se è una strada che si riesce a percorrere
Vecchio 11-09-2021, 20:10   #71
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Quote:
Originariamente inviata da sconfitto Visualizza il messaggio
sì che poi pure se uno decidesse di rientrare nella società, bisogna vedere anche come fare materialmente. bisogna vedere se le cause che hanno portato all'esclusione sono ancora lì o se sono state risolte, poi se si riesce a trovare qualche porta ancora aperta e se è una strada che si riesce a percorrere
Il problema è proprio quello: come rientrare. Per dirti oggi gli ho detto a un signore di 45 anni che non lavoro e non ho praticamente progetti e non ho vita sociale a 24 anni e lui solita risposta; " non puoi stare così, creati qualcosa". A parole però sono tutti fenomeni.
Quando ti senti un verme fin da piccolo, solo come un cane, escluso da tutti e visto come un alieno, scansato sempre da tutti i compagni di elementari e medie, preso per il culo per anni voglio vedere poi che bel 24/25enne diventi, con zero autostima e continue voci nella testa che ho.
Che ne sanno i normali...e poi sarà facile per loro attaccare bottone.
Ringraziamenti da
Dark97 (11-09-2021), pure_truth2 (12-09-2021), sconfitto (11-09-2021)
Vecchio 12-09-2021, 07:25   #72
Esperto
 

Io ho 47 anni. Mi ricordo che a 20,25,30 dicevo ah ma c'è tempo, prima o poi si risolverà tutto, troverò una che mi apprezza per come sono "...
Invece eccomi qui, a 47 anni, e se penso a rientrare in società, sinceramente non lo vedo possibile, prima cosa per i problemi che ho che più passa il tempo più sono un blocco di cemento armato, secondo perché dove voglio rientrare in società a 47 anni quando gente che ha la metà dei miei anni ha già fatto esperienze e messo su casa e famiglia e hanno una vita ben oliata e impostata?
Ringraziamenti da
sconfitto (12-09-2021)
Vecchio 12-09-2021, 07:42   #73
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Quote:
Originariamente inviata da Maximilian74 Visualizza il messaggio
Io ho 47 anni. Mi ricordo che a 20,25,30 dicevo ah ma c'è tempo, prima o poi si risolverà tutto, troverò una che mi apprezza per come sono "...
Invece eccomi qui, a 47 anni, e se penso a rientrare in società, sinceramente non lo vedo possibile, prima cosa per i problemi che ho che più passa il tempo più sono un blocco di cemento armato, secondo perché dove voglio rientrare in società a 47 anni quando gente che ha la metà dei miei anni ha già fatto esperienze e messo su casa e famiglia e hanno una vita ben oliata e impostata?
Appunto, oggi a 20 anni già comprano casa e si sposano. Nessuna ti apprezzerà mai per quello che sei, sono le solite frasi da filosofi. Ci deve essere sempre un minimo tornaconto dietro, è crudo da dire ma è così.
Poi a 30 anni già deve essere un campanello d'allarme secondo me, se a quell'età ancora non è cambiato qualcosa vuol dire quasi sempre che è finita e si è fottuti.
C'è qualche caso di 30enne nella merda che ha trovato un lavoro, smuna ragazza, si è rifatto una vita sociale, ma quanti sono? E di sicuro sono i classici tendenti estroverso e bellocci.

Ultima modifica di Ezp97; 12-09-2021 a 07:59.
Ringraziamenti da
Maximilian74 (12-09-2021)
Vecchio 12-09-2021, 09:29   #74
Intermedio
 

Quote:
Originariamente inviata da Ezp97 Visualizza il messaggio
Poi a 30 anni già deve essere un campanello d'allarme secondo me, se a quell'età ancora non è cambiato qualcosa vuol dire quasi sempre che è finita e si è fottuti.
Il classico slogan "E' finita", lo conosco bene
Impossibile a parere mio rientrare nella società, è un po come suicidarsi, non si torna indietro.
Vecchio 12-09-2021, 10:54   #75
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Le città hanno un ruolo chiave nella società e sono nate quando c'era sufficiente cibo e acqua per tutti con la rivoluzione agricola, quando favoriva gli scambi e far nascere un'economia, con maggior numero di guardie facilitavano la difesa contro i nemici/briganti e con la rivoluzione industriale si sono sviluppate tantissimo per la vasta offerta di impiego offerto e in qualche misura anche per il ritrovo/confronto/scambio culturale.
Se il cibo e l'acqua finiscono, se l'economia recede, gli scambi commerciali regolati/ostacolati/limitati, non ci sono nemici o comunque forte insoddisfazione nelle forze dell'ordine e la giustizia, se non c'è lavoro, se non c'è scambio culturale(es: ormai c'è internet). La città perde il suo scopo. Tuttavia non credo che siamo difronte al collasso della società piuttosto penso che ci sia una trasformazione in atto verso una sorta di virtualizzazione del tutto. Penso che sarà perfettamente normale in futuro spendere quasi tutto il tempo in casa collegati al web dove si farà la spesa, lavorerà, intratterrà.
Tutt'altra cosa è la sofferenza di questa condizione.
La sofferenza nasce dal confronto del mondo che abbiamo in testa e vorremmo con la realtà delle cose.
Come siamo arrivati ad avere il mondo che abbiamo in testa? Tanto ha a che vedere su in che società siamo cresciuti, che valori ci hanno inculcato.
La società occidentale bombarda i suoi pupilli di buone intenzioni su come vorrebbero che la società del futuro diventasse ma poco viene mostrato sullo status quo e stato di fatto.
Si spendono molte risorse nel mostrare come si vorrebbe un essere umano ideale a cui dobbiamo aspirare ma poco viene mostrato sul com'è veramente ad oggi.
Quando il giovane diviene adulto la favola dysneiana si disperde e c'è un momento di transizione che sicuramente comporta delusione che bene o male tutti superano.
Le generazioni occidentali di oggi vengono su depresse perché vivono in una società decadente, di nonni che han costruito grandi ricchezze col boom economico e loro che non han futuro o le briciole con la recessione. Questo oltre che ad essere demotivante è non avere le risorse, un ostacolo a tutti gli effetti su ogni aspetto di vita, di sviluppo verso il futuro. Stanno vivendo una transizione, se questo processo non si inverte e ci sarà effettivamente un declino la generazione ancora dopo non me la immagino più triste. Possiamo dire che le persone del terzo mondo sono più tristi di un occidentale? Che nel medioevo regnasse la depressione in tutti? Non ne sono così sicuro penso che sia tutto relativo, tutta una percezione soggettiva. Io sono triste perché non ho la mia villa di 1000mq con piscina? no, non so neanche di che stiamo parlando? se ci fossi cresciuto e c'avessi vissuto tutta la mia vita ad oggi e l'avessi scambiata con monolocale con doccino probabilmente sarei triste.
TLDR: Quindi cosa avete in testa?
Io non sono mai stato davvero nella società o comunque è passato veramente tanto tempo. Non è più tanto importante.
Vecchio 12-09-2021, 12:44   #76
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Quote:
Originariamente inviata da tex89 Visualizza il messaggio
Il classico slogan "E' finita", lo conosco bene
Impossibile a parere mio rientrare nella società, è un po come suicidarsi, non si torna indietro.
E dipende anche dal contesto...se vivi in un paesino sperduto sei ancora più fregato.
Vecchio 12-09-2021, 14:42   #77
Esperto
L'avatar di syd_77
 

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Originariamente inviata da FolleAnonimo Visualizza il messaggio
C'è un periodo, secondo me, dove tutto si decide, e avviene per quasi tutti molto prima dei trentanni.
Dai 15 ai 25 anni, la frazione di tempo dove si decide la formazione, sociale nei rapporti, scolastica e lavorativa.
Il periodo dove si è giovani e predisposti alla cresciuta personale.
Tutelati, incoraggiati e giustificati dalla società, la famiglia, chiunque.
Questa realtà è data per scontata perché la maggiorparte delle persone la vive naturalmente, forzatamente o meno.
Le amicizie e conoscenze create dalla frequentazione assieme ai titoli e le esperienze manuali.
Recuperare dopo e ha un gusto diverso.
Giusto. E in quell'età si perde troppo tempo in cose futili. Quella è l'età fertile, anche perché dopo non ti si fila più nessuno se vuoi recuperare o ricominciare, nessuno scommette più sul 40enne.
Vecchio 12-09-2021, 14:46   #78
Intermedio
 

Quote:
Originariamente inviata da syd_77 Visualizza il messaggio
... nessuno scommette più sul 40enne.
Le donne (40/50 anni una buona maggioranza) ormai cercano il ragazzo giovane di 20/30 anni chiamale sceme
Ringraziamenti da
syd_77 (12-09-2021)
Vecchio 12-09-2021, 15:04   #79
Intermedio
 

Quote:
Originariamente inviata da Desire Visualizza il messaggio
E gli uomini, no?
Si ma è questo che fa sorridere, l'uomo ha sempre fatto così (cioè di cercarle giovanissime) e ora pure le donne si sono svegliate e se lo cercano giovanissimo e manzo
Vecchio 12-09-2021, 19:51   #80
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Quote:
Originariamente inviata da FolleAnonimo Visualizza il messaggio
C'è un periodo, secondo me, dove tutto si decide, e avviene per quasi tutti molto prima dei trentanni.
Dai 15 ai 25 anni, la frazione di tempo dove si decide la formazione, sociale nei rapporti, scolastica e lavorativa.
Il periodo dove si è giovani e predisposti alla cresciuta personale.
Tutelati, incoraggiati e giustificati dalla società, la famiglia, chiunque.
Questa realtà è data per scontata perché la maggiorparte delle persone la vive naturalmente, forzatamente o meno.
Le amicizie e conoscenze create dalla frequentazione assieme ai titoli e le esperienze manuali.
Recuperare dopo e ha un gusto diverso.
Ne ho 24, sempre lavorato in nero così, zero amici, zero donne...manca poco all'essere fottuti.
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