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Vecchio 13-02-2020, 19:29   #101
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Ma è un giudizio morale il tuo, alla fine la cosa mancante, quella ragazza e relazione specifica, in relazione a questa soluzione qua, rimane mancante.
La morale c'entra e come.
Se un altro si ammazza, non avrebbe palle secondo te, giusto?
Ma alla fine non è che la seconda soluzione è più funzionale rispetto alla mancanza, lasciano la mancanza intatta tutte, poi a seconda dei gusti morali si giudica la prima migliore della seconda e così via.
Sono cazzate queste per me, non mi sfiorano minimamente.
Per me se non si risolve la mancanza, c'è sempre e solo castrazione, altro che palle, ognuno si adegua a modo suo.
E vabbé, ti rispondo ancora

Non è per niente un giudizio morale.

Diventando un po' più resilienti e un po' meno testardi come muli nel pretendere l'impossibile, si vive meglio e si hanno più opportunità da cogliere, e questo è un fatto. E' una strategia più funzionale non rispetto alla mancanza, ma al resto della vita.

Non sono cazzate, anche se è vero che passare dalle chiacchiere alla realtà non è scontato per niente (e potrebbe forse essere l'obiettivo di una buona psicoterapia*).


* Questo l'ho aggiunto per farti incazzare
Vecchio 13-02-2020, 19:31   #102
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E vabbé, ti rispondo ancora

Non è per niente un giudizio morale.

Diventando un po' più resilienti e un po' meno testardi come muli nel pretendere l'impossibile, si vive meglio e si hanno più opportunità da cogliere, e questo è un fatto. E' una strategia più funzionale non rispetto alla mancanza, ma al resto della vita.
Ma il resto della vita potrebbe anche non interessare e quindi poi diventa più funzionale il suicidio. Per questo poi dipende da altri valori e giudizi la cosa, in relazione al problema specifico invece sono tutte inefficaci ed egualmente disfunzionali.
Si parte dal presupposto (sbagliato) che tutti abbiano gli stessi valori, ma non è così.
Per essere giudicata funzionale una strategia bisogna avere un obiettivo, e una volta che viene a mancare uno sensato per me non è detto che debba essercene per forza un altro.
Se una persona nella vita si annoia a stare senza quella persona che cavolo di opportunità ci sarebbero? Ci sono per chi è interessato ad altro.
Capita che una persona perde il partner e poi si lascia morire o muore dopo un po', pare quasi che per voi 'ste cose risultano incomprensibili.
Ma non è che chi ha questi valori qua ha meno palle di altri, ha valori diversi, punto. Ve l'ho detto non provo particolare ammirazione per chi dà valore ad altro, a me non frega quasi nulla, al più posso condividere certi valori (e disvalori) con qualcuno.
Chi reagisce in certi modi avendo certi valori sbaglia rispetto a cosa?
In che modo potrei mai gerarchizzarlo rispetto ad altro?
Ognuno fa della vita cosa gli pare in relazione alle sue priorità. Stai bene a vivere così? Buon per te, ma non rompere le palle ad altri supponendo che il tuo modello sia universalmente esportabile.

Ultima modifica di XL; 13-02-2020 a 19:44.
Ringraziamenti da
Masterplan92 (13-02-2020)
Vecchio 13-02-2020, 19:37   #103
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Ma il resto della vita può anche non interessare e quindi poi diventa più funzionale il suicidio. Per questo poi dipende da altri valori e giudizi la cosa, in relazione al problema specifico invece sono tutte inefficaci.
Mah, questa mi sembra (senza offesa, e non è detto che abbia ragione) la voce della depressione o della cazzimma. A meno che il tuo orizzonte (oggettivo) non sia davvero ristrettissimo, la vita di cose interessanti ne ha.

Un conto è un sessantenne che si toglie la vita perché ha perso la compagna, un altro è un trentenne.

Ultima modifica di Angus; 13-02-2020 a 19:40.
Vecchio 13-02-2020, 19:41   #104
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E' che a me di 'ste cose non frega nulla, mi interessa cosa si ottiene e con quali sforzi, ammiro chi ottiene molto senza fare quasi un cazzo non chi ha carattere, gli eroi di ogni tipo non mi sono mai piaciuti, in positivo e in negativo.
Sono tutti discorsi e discorsi, pure questo motivazionale relativo alla grinta mi ha rotto le palle.
Vuoi motivarmi? Fammi vedere come posso ottenere molto con poco sforzo e senza rischiare di finire in galera, così mi motivi, il resto sono chiacchiere e delle chiacchiere io mi sono ormai stufato.
Bravissimo..quando parlo di sforzarsi 100 per ottenere 20 intendo proprio questo..uno alla fine si logora e la corda si spezza
Vecchio 13-02-2020, 19:51   #105
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E' che a me di 'ste cose non frega nulla, mi interessa cosa si ottiene e con quali sforzi, ammiro chi ottiene molto senza fare quasi un cazzo non chi ha carattere, gli eroi di ogni tipo non mi sono mai piaciuti, in positivo e in negativo.
Sono tutti discorsi e discorsi, pure questo motivazionale relativo alla grinta mi ha rotto le palle.
Vuoi motivarmi? Fammi vedere come posso ottenere molto con poco sforzo e senza rischiare di finire in galera, così mi motivi, il resto sono chiacchiere e delle chiacchiere io mi sono ormai stufato.
Ma cosa c'è da ammirare in chi ottiene tanto facendo poco? Se fa poco come ottiene tanto? Per botta di culo? Perché è nato in un contesto che gli ha dato più possibilità? Perché ha vinto alla lotteria genetica (cit. perla letta su questo forum)? Perché ha tentato e ha avuto la fortuna che fosse al posto giusto al momento giusto? Ammiri una persona per meriti che non ha?

Poi sinceramente non so neppure di cosa stai parlando a questo punto. Magari ammiri idoli di cartapesta e non ti rendi conto che è solo l'alibi che il cervello ti serve sul piatto d'argento, per evitarti lo sforzo di reinventarti se qualcosa è andato storto e non hai raggiunto quello che speravi per te. Molto comodo, tiri i remi in barca, risparmi energie e via. Nulla di male: praticamente tutte le persone che conosco e continuo a conoscere hanno sempre una scusa, una giustificazione per le loro mancanze, per le loro debolezze, mai che si mettano in discussione. La colpa è sempre fuori di sé, non c'è mai una quota di responsabilità, ma soprattutto mai nulla che si possa fare. Ed è un vero peccato perché è proprio quando ti rendi conto di cosa hai sbagliato (nella tua magari anche piccola quota di responsabilità) che ok, ti senti male e ti detesti e non puoi cambiare il passato, ma realizzi che una percentuale di potere ce l'hai e te la puoi giocare. Non so quanti anni hai e cosa ti manca nella vita, ma vedo che sei iscritto da tempo qui e te lo chiedo sinceramente: tu vuoi vivere una vita di rimpianti? Ha senso continuare a pensare a quello che hai perso e non puoi avere o val la pena considerare che non esiste solo la vita perfetta che si pensava avremmo avuto, che la vita non è mai una linea retta da A a B senza intoppi, cambi di percorso e cambi di obiettivi? Forse per capirci dovremmo abbandonare le metafore e parlare chiaramente: cosa ti manca e che vorresti, così i consigli possono aver senso altrimenti si resta sul livello delle discussioni teoriche in cui è facile rifugiarsi e sottrarsi.

Ultima modifica di funambolic; 13-02-2020 a 19:57.
Vecchio 13-02-2020, 19:54   #106
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Mah, questa mi sembra (senza offesa, e non è detto che abbia ragione) la voce della depressione o della cazzimma. A meno che il tuo orizzonte (oggettivo) non sia davvero ristrettissimo, la vita di cose interessanti ne ha.
Ma di questa o quella cosa siamo noi che proviamo interesse, non risultano interessanti in modo oggettivo. Due persone vanno a teatro, una delle due resta sveglia e segue e si diverte mentre l'altra prima si annoia e poi si addormenta russando rumorosamente.
Cambiamo scenario, andiamo a seguire uno spettacolo porno dal vivo, la prima che seguiva la rappresentazione teatrale esce inorridita la seconda si fa una sega con gli occhi spalancati, vedendo che altri fanno lo stesso tranquillamente.
L'esistenza non è interessante in sé a monte, è identica ad una rappresentazione teatrale o ad un film, sono i singoli soggetti che provano 'ste cose in relazione alla rappresentazione, questa a monte non ha alcun valore intrinseco.
Se alcune persone non riescono a dargliene abbastanza di valore alla propria vita non accogliendo volentieri le opportunità di piacere che sono di piacere per altri, per me non gliene si può fare una colpa.
E' come quando ti offrono una pietanza, a te fa schifo, e poi devi pure fingere che ti piace per non offendere perché all'altro piace.

Ultima modifica di XL; 13-02-2020 a 20:05.
Ringraziamenti da
clark (13-02-2020)
Vecchio 13-02-2020, 20:17   #107
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Ma cosa c'è da ammirare in chi ottiene tanto facendo poco? Se fa poco come ottiene tanto? Per botta di culo? Perché è nato in un contesto che gli ha dato più possibilità? Perché ha vinto alla lotteria genetica (cit. perla letta su questo forum)? Perché ha tentato e ha avuto la fortuna che fosse al posto giusto al momento giusto? Ammiri una persona per meriti che non ha?

Poi sinceramente non so neppure di cosa stai parlando a questo punto. Magari ammiri idoli di cartapesta e non ti rendi conto che è solo l'alibi che il cervello ti serve sul piatto d'argento, per evitarti lo sforzo di reinventarti se qualcosa è andato storto e non hai raggiunto quello che speravi per te. Molto comodo, tiri i remi in barca, risparmi energie e via. Nulla di male: praticamente tutte le persone che conosco e continuo a conoscere hanno sempre una scusa, una giustificazione per le loro mancanze, per le loro debolezze, mai che si mettano in discussione. La colpa è sempre fuori di sé, non c'è mai una quota di responsabilità, ma soprattutto mai nulla che si possa fare. Ed è un vero peccato perché è proprio quando ti rendi conto di cosa hai sbagliato (nella tua magari anche piccola quota di responsabilità) che ok, ti senti male e ti detesti e non puoi cambiare il passato, ma realizzi che una percentuale di potere ce l'hai e te la puoi giocare. Non so quanti anni hai e cosa ti manca nella vita, ma vedo che sei iscritto da tempo qui e te lo chiedo sinceramente: tu vuoi vivere una vita di rimpianti? Ha senso continuare a pensare a quello che hai perso e non puoi avere o val la pena considerare che non esiste solo la vita perfetta che si pensava avremmo avuto, che la vita non è mai una linea retta da A a B senza intoppi, cambi di percorso e cambi di obiettivi? Forse per capirci dovremmo abbandonare le metafore e parlare chiaramente: cosa ti manca e che vorresti, così i consigli possono aver senso altrimenti si resta sul livello delle discussioni teoriche in cui è facile rifugiarsi e sottrarsi.
Io rimpianti non ne ho, non ho mai avuto niente a portata di mano che ho lasciato, le poche cose che ho ottenuto mi sono fatto in quattro per ottenerle, e 'sta cosa qua non mi sta bene, sempre male mi ha fatto stare.
Mi manca proprio una vita più facile e meno faticosa di questa, se mi ripeti che la vita è già fatta a monte di questi intoppi qua e tutta 'sta merda, 'sta mancanza qua come la tolgo?
Già è presente nella tua introduzione l'impossibilità di sanarla.
A me per questo mi fanno incazzare 'sti discorsi, prima mi si chiede cosa mi manca, poi lo dico chiaramente cosa mi manca e mi rispondono che non dovrebbe mancarmi e mi rimproverano per il fatto che mi manchi una cosa del genere, che non dovrei frignare e così via.
Ma andate al diavolo. Non mando te al diavolo, sono questo tipo di risposte che mando al diavolo. Sono altre risposte che si ripetono sempre identiche.

Ultima modifica di XL; 13-02-2020 a 20:30.
Vecchio 13-02-2020, 20:28   #108
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Originariamente inviata da Masterplan92 Visualizza il messaggio
Bravissimo..quando parlo di sforzarsi 100 per ottenere 20 intendo proprio questo..uno alla fine si logora e la corda si spezza
Se fatichi 100 e ottieni 20 significa che stai facendo la cosa sbagliata.

È come se il tuo obiettivo fosse quello di svuotare una piscina e, per tutta una serie di ragioni legate al tuo modo di pensare, tu decida di usare uno scolapasta. Faresti della fatica inutile fin quando non ti stufi e smetti di provarci.
In alternativa devi capire che i ragionamenti che sei abituato a fare (e che ti hanno portato a scegliere di usare uno scolapasta) sono sbagliati e devi cambiarli.
Magari capirai che è meglio usare un secchio o magari capirai che non te ne frega niente della piscina e vuoi un piatto di spaghetti.

In sostanza credo che sia importante non pensare mai di aver "capito" qualcosa, ma di mettere sempre in discussione qualsiasi idea o ragionamento che avete in testa, magari ragionandoci bene (o meglio parlandone con qualcuno), capirete che vi sbagliavate e avete sempre pensato una cosa stupida.
Lo so che la sto facendo estremamente semplice, però il concetto di base è quello che penso.
Vecchio 13-02-2020, 20:37   #109
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Originariamente inviata da Giancarlo96 Visualizza il messaggio
Se fatichi 100 e ottieni 20 significa che stai facendo la cosa sbagliata.

È come se il tuo obiettivo fosse quello di svuotare una piscina e, per tutta una serie di ragioni legate al tuo modo di pensare, tu decida di usare uno scolapasta. Faresti della fatica inutile fin quando non ti stufi e smetti di provarci.
In alternativa devi capire che i ragionamenti che sei abituato a fare (e che ti hanno portato a scegliere di usare uno scolapasta) sono sbagliati e devi cambiarli.
Magari capirai che è meglio usare un secchio o magari capirai che non te ne frega niente della piscina e vuoi un piatto di spaghetti.
Ma qua si parla impropriamente di ragionamenti, in quest'ultima parte si modificano proprio dei valori, non è che c'è qualcosa che si capisce.
Faccio un esempio analogo.
Uno ci prova con le donne vede che non riesce e poi capisce che gli piace ingropparsi la torta di mele.
Qua non è che si è capito qualcosa, la mente ha spostato l'interesse su altro, ma questo processo non è certo, non è che se io non riesco con le donne è sicuro che cambio preferenze sessuali come quest'altro ipotetico individuo, potrei anche non cambiarle mai e rimanere frustrato.
Il ragionamento cosa c'entra?

Ultima modifica di XL; 13-02-2020 a 20:40.
Vecchio 13-02-2020, 20:37   #110
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Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Ma di questa o quella cosa siamo noi che proviamo interesse, non risultano interessanti in modo oggettivo. Due persone vanno a teatro, una delle due resta sveglia e segue e si diverte mentre l'altra prima si annoia e poi si addormenta russando rumorosamente.
Cambiamo scenario, andiamo a seguire uno spettacolo porno dal vivo, la prima che seguiva la rappresentazione teatrale esce inorridita la seconda si fa una sega con gli occhi spalancati, vedendo che altri fanno lo stesso tranquillamente.
L'esistenza non è interessante in sé a monte, è identica ad una rappresentazione teatrale o ad un film, sono i singoli soggetti che provano 'ste cose in relazione alla rappresentazione, questa a monte non ha alcun valore intrinseco.
Se alcune persone non riescono a dargliene abbastanza di valore alla propria vita non accogliendo volentieri le opportunità di piacere che sono di piacere per altri, per me non gliene si può fare una colpa.
E' come quando ti offrono una pietanza, a te fa schifo, e poi devi pure fingere che ti piace per non offendere perché all'altro piace.
Tengo il mio punto: mi pare un discorso ispirato dalla depressione o dalla rabbia.
Non so cosa manchi a te, ma finché si è giovani e relativamente liberi di cose appaganti realizzabili (non necessariamente gli hobby, la pizza il sabato, il cinema la domenica) ce ne sono per... tutti?

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A me per questo mi fanno incazzare 'sti discorsi, prima mi si chiede cosa mi manca, poi lo dico chiaramente cosa mi manca e mi rispondono che non dovrebbe mancarmi e mi rimproverano per il fatto che mi manchi una cosa del genere.
Ma andate al diavolo.
Ma anche questo è appunto "avere le palle", riconoscere liberamente ciò che si desidera, sentendosi liberi di mandare al diavolo i rompi-palle (o almeno di non dargli retta).
Con me sfondi proprio una porta aperta.
Vecchio 13-02-2020, 20:56   #111
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Io rimpianti non ne ho, non ho mai avuto niente a portata di mano che ho lasciato, le poche cose che ho ottenuto mi sono fatto in quattro per ottenerle, e 'sta cosa qua non mi sta bene, sempre male mi ha fatto stare.
Mi manca proprio una vita più facile e meno faticosa di questa, se mi ripeti che la vita è già fatta a monte di questi intoppi qua e tutta 'sta merda, 'sta mancanza qua come la tolgo?
Già è presente nella tua introduzione l'impossibilità di sanarla.
A me per questo mi fanno incazzare 'sti discorsi, prima mi si chiede cosa mi manca, poi lo dico chiaramente cosa mi manca e mi rispondono che non dovrebbe mancarmi e mi rimproverano per il fatto che mi manchi una cosa del genere, che non dovrei frignare e così via.
Ma andate al diavolo. Non mando te al diavolo, sono questo tipo di risposte che mando al diavolo. Sono altre risposte che si ripetono sempre identiche.
Ma come ti può "mancare" una vita che non hai mai vissuto? Non è una sottigliezza, e ti dico perché secondo me: tutti hanno una vita faticosa, chi più e chi meno, c'è chi sembra sopportare meglio e chi invece no. Non sembra una mancanza la tua, ma un desiderio, legittimo anche: condurre una vita meno in salita, meno faticosa, chiunque lo desidera per sé. Però i disturbi colpiscono tutti, sia chi ha una vita all'apparenza facile e sia chi difficile, altrimenti non ci sarebbero suicidi anche tra persone di successo che sembrano avere tutto, o mi sbaglio? Allora forse la discriminante non è il tipo di vita che si fa, ma l'essere ammalati, che ad esempio non fa vedere quel che si ha, ma solo le mancanze, fa apparire tutto estremamente pesante e difficile. Ci sono persone che riescono a campare anche con grosse mancanze, allora sono poveri illusi/fessi o sono fortunati dal non essere stati colpiti da depressione, ad esempio? Allora vedi che la questione alla fine è tutta lì: i disturbi psicologici colpiscono chiunque, senza guardare in faccia a nessuno, bisogna quindi capire quando a parlare è la malattia e quando la realtà oggettiva. Io non dico che non hai diritto a stare male e a sentire che ti manca leggerezza, è chiaro che il malessere lo senti e quindi esiste, ma un conto è provare fatica e sentirsi poi anche soddisfatti della giornata o di quel che mano a mano si ottiene, un altro è provare fatica e non sentire alcuna soddisfazione per i risultati ottenuti (come hai scritto tu). Non ti viene da pensare che il malessere sia dovuto a una malattia?

Ultima modifica di funambolic; 13-02-2020 a 21:00.
Vecchio 13-02-2020, 21:06   #112
XL
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Ma come ti può "mancare" una vita che non hai mai vissuto? Non è una sottigliezza, e ti dico perché secondo me: tutti hanno una vita faticosa, chi più e chi meno, c'è chi sembra sopportare meglio e chi invece no. Non sembra una mancanza la tua, ma un desiderio, legittimo anche: condurre una vita meno in salita, meno faticosa, chiunque lo desidera per sé. Però i disturbi colpiscono tutti, sia chi ha una vita all'apparenza facile e sia chi difficile, altrimenti non ci sarebbero suicidi anche tra persone di successo che sembrano avere tutto, o mi sbaglio? Allora forse la discriminante non è il tipo di vita che si fa, ma l'essere ammalati, che ad esempio non fa apprezzare quel che si ha, ma solo le mancanze, fa apparire tutto estremamente pesante e difficile. Ci sono persone che riescono a campare anche con grosse mancanze, allora sono poveri illusi o fessi o sono fortunati dal non essere stati colpiti da depressione, ad esempio? Allora vedi che la questione alla fine è tutta lì: i disturbi psicologici colpiscono chiunque, senza guardare in faccia a nessuno, bisogna quindi capire quando a parlare è la malattia e quando la realtà oggettiva. Io non dico che non hai diritto a stare male e a sentire che ti manca leggerezza, è chiaro che il malessere lo senti e quindi esiste, ma un conto è provare fatica e sentirsi poi anche soddisfatti della giornata o di quel che mano a mano si ottiene, un altro è provare fatica e non sentire alcuna soddisfazione per i risultati ottenuti (come hai scritto tu). Non ti viene da pensare che il malessere non sia oggettivo ma dovuto a una malattia?
Io non ho scritto che non provo piacere per i risultati ottenuti ma che il piacere va a farsi benedire quando l'ottengo con certi sforzi, è tutto questo processo nell'insieme che non va e non ha mai funzionato, non c'è un prima e un dopo.
Poi quando c'è sforzo e non ottengo nulla ne vengo fuori ancora più frustrato, tutta questa cosa nell'insieme io non la sopporto volentieri, tiro avanti male, non mi va di vedere certe persone, mi sono pure sforzato come suggeriva la psicoterapeuta ma mi sono stancato lo stesso.
Se devo impegnarmi e alla fine di energie ne perdo ancora di più, preferisco non far nulla, non ho voglia di alzarmi la mattina, non la sento come una malattia, è la mia vita con le sue possibilità che mi interessa poco.
Per qualsiasi cosa minimamente positiva mi si presenta puntalmente il conto salato da saldare.
Che posso fare se non trascinarla faticosamente?

Ultima modifica di XL; 13-02-2020 a 21:15.
Vecchio 14-02-2020, 15:18   #113
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Ma qua si parla impropriamente di ragionamenti, in quest'ultima parte si modificano proprio dei valori, non è che c'è qualcosa che si capisce.
Faccio un esempio analogo.
Uno ci prova con le donne vede che non riesce e poi capisce che gli piace ingropparsi la torta di mele.
Qua non è che si è capito qualcosa, la mente ha spostato l'interesse su altro, ma questo processo non è certo, non è che se io non riesco con le donne è sicuro che cambio preferenze sessuali come quest'altro ipotetico individuo, potrei anche non cambiarle mai e rimanere frustrato.
Il ragionamento cosa c'entra?
Non intendevo che se vedi che non ti sta andando bene con le donne allora devi provare con gli uomini o con le bambole gonfiabili (a meno che non sia questo che ti farebbe ottenere la serenità).

Con "ragionamenti" intendo il "modo di pensare" che, detto così, è un concetto molto vago, ma credo che sia proprio questo il punto fondamentale.

La mia psicologa mi ha fatto capire che ognuno di noi ha un modo di pensare che si è costruito partendo dalle caratteristiche innate del suo temperamento, poi adattate ed evolute in base alla personalità che sviluppa e alle esperienze e i traumi che vive.

Ogni difetto che tu pensi di avere e che, per quanto ti sforzi, non riesci a correggere, è invece un comportamento che tu SCEGLI di utilizzare per ottenere dei VANTAGGI.

Prima di tutto bisogna capire quali sono le cose che facciamo (o che non facciamo) che ci fanno stare male, poi bisogna capire cosa si intende con "stare male" e infine bisogna chiedersi "Quale sarebbe il vataggio di un comportamento che mi ha portato a soffrire per tutta la vita?"

Farsi questa domanda è più importante di cercare di capire il perchè ci comportiamo in una certa maniera, perchè i motivi che stanno dietro sono, il più delle volte, inattaccabili: ci hai messo tutta la vita a costruirti un castello di ragionamenti e gisutificazioni (anche validissime) per convicerti che era meglio fare in un certo modo. Nel mio caso mi sono impegnato così tanto nel cercare le giustificazioni dei miei comportamenti che mi sono dimentacato quali fossero i vantaggi che stavo ottenendo (anzi non avevo mai pensato che potessero esserci dei vantaggi).

Eppure (parlo sempre di me), anche isolarsi dal mondo e non volere più uscire di casa ha dei vantaggi ENORMI perchè si evitano tutte le situazioni che per noi sono "pericolose" e, nel mio caso, evito di incontrare qualsiasi persona per paura che questa possa farmi soffrire emotivamente.

Visto così (non esco di casa perchè ho paura che qualcuno mi faccia soffrire), non sembra un ragionamento che sta in piedi perchè i vantaggi (cioè il fatto che nessuno mi fa soffrire) non sono giustificati dalla sofferenza che comporta il mio comportamento di isolarmi dal mondo.
Però se mi metto lì, potrei scriverti 100 pagine di motivazioni e giustificazioni (anche validissime per me) che mi hanno portato a comportarmi così e vedrai che, seguendo il MIO ragionamento, alla fine tutto starà in piedi perfettamente e io non potrò fare altro che lamentarmi (e compiacermi di quanto io riesca a capire bene i miei problemi).

Beh non è così, almeno per me, è per questo che ho messo in disucssione tutto quello che pensavo di me stesso e del mio modo di pensare, perchè per quanto un ragionamento mi possa sembrare valido ed inconfutabile, se mi fa stare male, significa che è sbagliato.


Tornando all'esempio del mio precendente post: per tutta la mia adolescenza ho pensato che per essere accettato dalle ragazze dovevo essere come i "fighi" e ho sempre cercato di imitare il loro comportamento, solo che se hai uno scolapasta e imiti qualcuno che ha un secchio, non otterrai niente comunque, quindi:
- Se quello che ti interessa sono veramente le ragazze attratte dai "fighi" e, come loro, ti interessa solo scopartele, allora devi capire cos'è che ti ha portato a scegliere di usare uno scolapasta
- Se invece capisci che a te non interessa veramente quel tipo di ragazze e quel tipo di rapporti, devi smetterla di imitare gli altri e andare per la tua strada.

Se fai quello che VUOI davvero fare, allora ci riesci bene. Se non riesci bene in qualcosa, significa che non è quello che vuoi davvero fare. Il problema è che capire quello che si vuole davvero dalla vita è difficilissimo, ma rinunciare a volerlo scoprire, equivale a rinunciare di voler vivere.
Vecchio 14-02-2020, 16:47   #114
Esperto
L'avatar di Nightlights
 

Che poi c'è il dettaglio non trascurabile che non tutte le persone iscritte sono propriamente fobiche, c'è chi arriva qui ad esempio x problematiche depressive ma non ha ansia sociale quindi gli eventuali metodi terapeutici sarebbero differenti, in teoria.

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Vecchio 14-02-2020, 16:50   #115
Principiante
 

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Originariamente inviata da Nightlights Visualizza il messaggio
Che poi c'è il dettaglio non trascurabile che non tutte le persone iscritte sono propriamente fobiche, c'è chi arriva qui ad esempio x problematiche depressive ma non ha ansia sociale quindi gli eventuali metodi terapeutici sarebbero differenti, in teoria.

Inviato dal mio SM-J510FN utilizzando Tapatalk
Assolutamente, io non soffro di fobia sociale vera e propria e non voglio insegnare a nessuno come deve affrontare i suoi problemi, volevo solo condividere alcuni punti della mia esperienza che magari potrebbero essere utili anche per qualcun altro.
Vecchio 14-02-2020, 17:07   #116
Esperto
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Originariamente inviata da Giancarlo96 Visualizza il messaggio
Assolutamente, io non soffro di fobia sociale vera e propria e non voglio insegnare a nessuno come deve affrontare i suoi problemi, volevo solo condividere alcuni punti della mia esperienza che magari potrebbero essere utili anche per qualcun altro.
Quello si può essere utile, ma x esempio una persona che ha un carattere introverso e fasi depressive avrà scarse energie per "l'esposizione" continua, non sarà un problema di ansia, senso di inadeguatezza etc. ma più che altro di motivazione interna a fare cose, come è anche importante riuscire a individuare le cose che fanno per noi, non è detto che buttarsi a capofitto in ogni situazione sia sempre di aiuto.

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Vecchio 14-02-2020, 17:16   #117
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Ma poi c'è questo kernel immutabile?
Uno pensa "sono eterosessuale" poi non si sa come uno potrebbe cambiare anche preferenze sessuali in base a certe esperienze o modifiche interne.
Perdiamo certe caratteristiche e ne acquisiamo altre e magari la continuità non è data dal fatto che ci sono caratteristiche essenziali stabili, ma che cambiamo poco, un po per volta. Cambiando piccoli pezzi puoi far mutare un oggetto in qualcosa di completamente diverso. Chi osserva questa mutazione però assocerà quel che c è alla fine con quel che c è all inizio senza che debba esserci una qualità costante.
Immagina una sedia di metallo che sostituisce piccoli pezzi che so con pezzi di plastica, alla fine la sedia sarà diventata tutta di plastica, se poi muta a piccoli passi anche forma, potrebbe divenire che so, una sfera, in un essere che muta così il kernel quale sarebbe?
Noi secondo me riconosciamo certe forme di continuità non in base a qualità essenziali ma in base al fatto che le variazioni istante per istante sono lievi.
Può capitare che se non vediamo un tizio da molto tempo siamo incapaci di riconoscere la stessa persona a differenza di chi gli è stato a fianco giorno per giorno.
Boh, alla fine non è che la ritenga una questione così rilevante, ma per me un nucleo immutabile c'è, se non altro quello che ti fa pensare a te stesso come "io" oggi, domani, tra 20 anni.

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Originariamente inviata da Giancarlo96 Visualizza il messaggio
Anche a me piacerebbe essere Superman
Io preferirei Iron-Man, ormai 'ste tutine attillate sono assai demodè.

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Originariamente inviata da Angus Visualizza il messaggio
Se ho un nido di vespe in camera, posso andare a dormire in bagno. A questo punto, però, o accetto la cosa (e il fastidio che comporta), o cambio idea e tolgo il nido di vespe, o finisco per essere frustrato e arrabbiato, e magari rovino una serata o una relazione di amicizia.
Mi hai fatto tornare alla mente quella volta che mi è entrata in casa una cavalletta gigante (anzi era una locusta mi sa), ed inizialmente ho pensato di andare a dormire sul divano in soggiorno. Poi però ho "tirato fuori le palle" ed ho imbracciato il lanciafiamme.

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Originariamente inviata da Angus Visualizza il messaggio
Se i problemi sono più rilevanti, aumenta il livello di frustrazione, ma il discorso non mi sembra che cambi.
Vorresti sostenere che ci siano problemi più rilevanti delle ragazze? Ed il senso di questi 17 anni di forum dove andrebbe a finire?

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Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Ma se il problema per me consiste nel fatto che vivere è faticoso come può una soluzione che mi chiede di vivere faticosamente risolverlo?
Purtroppo è il circolo vizioso di ogni pensiero depressivo, "dovresti"* sostituire pezzetto dopo pezzetto il pensiero che è faticoso con il pensiero che la fatica è accettabile, magari iniziando da fatiche molto leggere, e col tempo tramutare la fatica in qualcosa di gestibile se non addirittura piacevole.

*non nel senso che devi ma che non credo ci sia altra soluzione

Toh ho risposto seriamente solo a XL non so perché, spero gli altri non si offendano se li ho presi a spunto solo per fare l'imbecille. XD
Vecchio 14-02-2020, 17:22   #118
Principiante
 

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Originariamente inviata da Nightlights Visualizza il messaggio
Quello si può essere utile, ma x esempio una persona che ha un carattere introverso e fasi depressive avrà scarse energie per "l'esposizione" continua, non sarà un problema di ansia, senso di inadeguatezza etc. ma più che altro di motivazione interna a fare cose, come è anche importante riuscire a individuare le cose che fanno per noi, non è detto che buttarsi a capofitto in ogni situazione sia sempre di aiuto.

Inviato dal mio SM-J510FN utilizzando Tapatalk
Sì, più che per l'introversione credo che il problema sia la depressione perchè è quella che ti toglie la voglia di fare.
Poi sono d'accordissimo con te che l'esposizione continua non risolve proprio nulla, e che bisogna trovare quello che fa veramente per noi, ma penso anche che se non ci si espone nemmeno un po', non si capirà mai cos'è che cerchiamo.

Se uno è fobico e non esce di casa, non risolve il problema sforzandosi ad uscire di più, ma lo risolve cambiando il suo modo di pensare, ma se uno è pure depresso e non fa niente per cercare di stare meglio, non risolverà niente comunque. IMHO
Vecchio 14-02-2020, 17:26   #119
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L'avatar di Nightlights
 

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Originariamente inviata da Giancarlo96 Visualizza il messaggio
ma se uno è pure depresso e non fa niente per cercare di stare meglio, non risolverà niente comunque. IMHO
E anche qui le strade per uscirne possono essere le più disparate, c'è chi ha tratto giovamento dalla psicoterapia, chi dai farmaci (come nel mio caso), o chi da entrambe, le variabili sono tantissime..


Inviato dal mio SM-J510FN utilizzando Tapatalk
Vecchio 14-02-2020, 17:32   #120
Principiante
 

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Originariamente inviata da Nightlights Visualizza il messaggio
E anche qui le strade per uscirne possono essere le più disparate, c'è chi ha tratto giovamento dalla psicoterapia, chi dai farmaci (come nel mio caso), o chi da entrambe, le variabili sono tantissime..


Inviato dal mio SM-J510FN utilizzando Tapatalk
Certo, l'importante è cercare di fare qualcosa per uscirne fin quando non si trova la terapia, il farmaco o chissà cos'altro che ti faccia star meglio.

Volevo solo dire che, stando alla mia esperienza personale, penso che starsene rinchiusi in casa a non fare niente e lamentarsi di quanto si stia male, non aiuta ad uscirne, ma è l'esatto opposto.
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