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Vecchio 10-04-2021, 14:39   #21
Intermedio
 

Io sono stata una bambina timida e perfettina, che piangeva se sgridata o se prendeva un (rarissimo) brutto voto. Ho avuto episodi di doc Che riversavo su Mia madre: in maniera molto dolorosa e ossessiva sentivo l'impulso di raccontarle compulsivamente eventuali vizi/monellerie/peccati e pensieri cattivi, come per liberarmi da un peso. Mia mamma reagiva ignorandomi finche' non si incazzo' e mi minaccio' di mandarmi dallo psicologo. Ho cosi imparato a mettermi in disparte e non chiedere mai aiuto, con la complicita' delle personalita' dei miei Che materialmente non mi hanno Mai fatto mancare niente ma che ho sempre sentito emotivamente distanti da me. Il rapporto con mio padre in particolare e' stato sempre condito da distanza e imbarazzo, e' permissivo e penso di non averlo Mai sentito sgridarmi veramente. E' stato un figlio molto trascurato e in qualche Modo la mia personalita' riflette la sua. Alle elementari ero timidina ma stavo relativamente bene con gli altri, ma ad esempio rapportarmi con adulti mi mettevo ansia. Alle medie interruppi un'amicizia intensissim finita male perche' lei era diventata troppo peperina mentre sostanzialmente si vergognava di frequentarmi. Il dolore e la consapevolezza di essere "Meno" degli altri mi porto' a fare una scelta razionale Che purtroppo ho interiorizzato fin troppo: lo studio in Cambio della vita sociale che non mi potevo permettere. HQuell'evento in particolare, e la conferma dell'inabilita' sociale vissuta poi nel passaggio Alle superiori mi hanno cambiata definitivamente
Vecchio 10-04-2021, 14:51   #22
Esperto
 

Già da piccolo ricordo che evitavo di interagire con compagni di classe, quando venivano i parenti in casa spesso mi chiudevo in camera per evitare di parlare o che mi chiedessero qualcosa.
Quelle pochissime volte, molti anni fa, che qualcuno provava a propormi qualcosa, di uscire eccetera, dove magari c'era altra gente, evitavo, e in rare occasioni che accettavo, speravo sempre che saltasse l'uscita per non trovarmi a disagio.
Devo dire che l'evitamento è simile al disturbo schizoide, il quale si caratterizza dal fatto di evitare tutto ciò per il quale non si trova proprio interesse e piacere a fare le cose e andare assieme agli altri, non si prova piacere a conoscere persone.
La differenza con evitamento normale è che evitamento normale si soffre perché si vorrebbe fare come gli altri ma si evita perché ci si sente a disagio, mentre schizoide proprio alcune cose non si prova interesse.
Io temo di avere entrambi i problemi, lo capisco perché analizzo me stesso, e non è difficile capire che alcune cose proprio non mi sono mai interessate, invece per altre soffro di non farle/averle.
Vecchio 10-04-2021, 15:10   #23
Esperto
L'avatar di Masterplan92
 

Per me si diventa..con le esperienze o con la crescita,per varie ragioni..uno non nasce evitante
Vecchio 10-04-2021, 15:23   #24
Avanzato
L'avatar di Texas
 

Io sono abbastanza convinto che si diventa.
Certo bisogna avere tanti pezzi del puzzle che si incastrano alla perfezione per diventarlo fino a un certo modo (come lo sono io ad esempio)... predisposizione, genitori, esperienze poco fortunate, contesto scolastico;

Io quello che vorrei capire è se si possa fare il percorso inverso. Da evitante iniziare a trovare la forza e la sicurezza per affrontate situazioni che normalmente mi sconfiggono in partenza e piano piano ripercorrere la strada all'opposto verso una normalità o una parvenza di essa.
Vecchio 10-04-2021, 15:57   #25
Esperto
L'avatar di Sintra
 

Quote:
Originariamente inviata da Crepuscolo Visualizza il messaggio
neanche all'asilo volevo andare.
Io mi aggrappavo allo stipite della porta e urlavo :c
Ringraziamenti da
Crepuscolo (10-04-2021)
Vecchio 10-04-2021, 16:08   #26
Esperto
L'avatar di Angus
 

Nel mio caso, c'è stato un momento nell'adolescenza in cui mi sono sentito defraudato della libertà di agire, e dunque della responsabilità su ciò che accadeva attorno a me. Di base c'è stato un forte senso del dovere nei confronti dell'autorità (astratta), sicuramente indotto.

Il messaggio che mi è stato comunicato è stato "lascia perdere, non puoi farci nulla, e comunque un tuo intervento sarebbe sgradito". Quando cercavo di intervenire nei litigi familiari, mi si invitava a farmi "gli affari miei", come se non lo fossero.

Questo è stato secondo me l'innesco dell'evitamento che è venuto dopo. In precedenza non mi trovavo a mio agio in alcune situazioni "normali", ma si trattava più che altro di miei gusti particolari, non di evitamento.
Vecchio 10-04-2021, 16:09   #27
Avanzato
L'avatar di Trinacria
 

Per quanto mi ricordi sono sempre stata così.
Alle elementari avevo qualche amichetta da cui andavo a giocare ma più che altro era perché i miei genitori lavoravano e quindi a volte mi lasciavano da qualche compagna di classe. Per la maggior parte del tempo preferivo stare per i fatti miei. Le mie compagne di classe si sentivano per telefono, si andavano a fare la passeggiata o passavano i pomeriggi insieme. A me non me n'è mai importato niente e la cosa è andata sempre peggiorando.
Vecchio 10-04-2021, 16:33   #28
Esperto
L'avatar di syd_77
 

Io lo sono nato. Poi la vita è come il film "sliding doors", in base alla casualità delle cose che accadono si possono prendere strade diverse. Nel mio caso sono successe cose che hanno a volte alleviato, ma soprattutto come negli ultimi anni aumentato l'evitamento.
Quando ti trovi bene e vieni accettato in un gruppo l'evitamento quasi scompare, ma quando invece vieni rifiutato reagisci peggio delle persone comuni, diventando totalmente evitante.

Il primo episodio che mi ricordo è a 8 anni quando non sono andato ad una festa di compleanno di un compagno di classe perché semplicemente preferivo andare a nuoto. Però non era sempre così, altre volte andavo.
Vecchio 10-04-2021, 19:03   #29
Esperto
L'avatar di dottorzivago
 

Quote:
Curiosa la prima parte. Io ero un po come te.
Hai detto che il picco dello schema evitante l'hai raggiunto tra i 18 e i 26, posso chiederti cosa ti ha portato ad esserlo meno rispetto a quegli anni? Obblighi e quindi esposizione forzata ad esempio al lavoro oppure altro?
Si,l'università e il lavoro dopo
A 23 anni mi iscrissi all'università. Ero completamente isolato dal mondo, fu uno sforzo enorme per me, aldilà dello studio. Corso di studi dove la maggiorparte erano donne( io non avevo amiche e venivo da scuole superiori maschili) Furono 4 anni che mi cambiarono abbastanza per tutti i vari motivi.
Da allora iniziai a sforzarmi per uscire, in quel periodo andai anche in ferie con degli sconosciuti, andò male ma era scattata la molla del provarci ad uscire dall'isolamento. Seminai tanto ma raccolsi poco, non avevo amici e quando uno è fuori dai giri è difficile rientrarci,ma migliorai...ricordo che a 23 anni avevo paura anche ad andare dal fornaio qui in zona
Ringraziamenti da
Texas (10-04-2021)
Vecchio 10-04-2021, 22:17   #30
Esperto
L'avatar di Noradenalin
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Nel mio caso posso azzardare che c'era una base evitante lieve sin da quando mi ricordo, cioè sin dalla prima infanzia, che poi s'è via via accentuata coi ripetuti incontri-scontri con la realtà, cioè coi ripetuti fallimenti che ho avuto (soprattutto in àmbito sociale), e ora fatico a vedere come uscirne fuori.
Idem

E dopo oltre dieci anni isolato in casa ad evitare completamente il mondo non vedo più tante prospettive per il futuro.

Oltre a quello c'era pure mia madre che aveva una certa tendenza ossessivo compulsiva per certe cose e...da un pero non nasce un melo

In me queste condizioni hanno sempre trovato terreno fertile (come anche la depressione e la fobia sociale forse c'è anche una certa predisposizione genetica), sono cresciute e si sono radicate
Vecchio 11-04-2021, 04:11   #31
Principiante
 

Difficile non considerarlo un fattore genetico.
Si nasce evitanti, si peggiora nel tempo, e chi non ci nasce lo può diventare.
Anche da bambino strisciavo sui muri e pregavo di tornare rapidamente a casa durante gli orari scolastici.
I traumi vari hanno caricato ulteriormente l'evitamento, poi i traumi passano e resta solo l'abitudine, l'esserci nati e cresciuti.
Se esistono terapie per superarlo non le ho mai trovate, anche mettendoci tutto il buon impegno le brutte sensazioni non mi hanno mai lasciato.
Ringraziamenti da
Noradenalin (12-04-2021)
Vecchio 11-04-2021, 09:54   #32
Esperto
 

io presumo di esserlo diventato. da bambina (asilo, primi anni elementari) ero vivace e furbetta, ma poi con l'ambiente scolastico ostile in cui mi trovavo, e la non accettazione da parte dei miei compagni che sistematicamente mi escludevano dal gioco o semplicmente dalle conversazioni, sono cambiata.. ho cominciato a sentirmi completamente inadeguata in qualsiasi contesto sociale.
Vecchio 11-04-2021, 10:37   #33
Esperto
L'avatar di Boyyy82
 

Una parte è sicuramente genetica, poi se ci metti ambiente famigliare (nel mio caso anche i miei decisamente introversi, ma anche qui la genetica ci ha messo lo zampino) e anche contesto in cui vivi (nel mio caso paesino) allora penso che gli ingredienti ci siano tutti.
Quello che ho notato è che comunque nel corso della mia vita ci sono stati momenti in cui avevo molta più voglia di socializzare e in cui ho avuto anche amici e uscivo, non dico regolarmente, ma quasi...


Ora alla soglia dei 40 anni, complice "lockdown", ma non solo (purtroppo è un età in cui fisiologicamente tendi di nuovo a chiuderti se sei single, amici e conoscenti che convivono/sono sposati o comunque hanno casini tra divorzi e figli, ma anche altri problemi) sono di nuovo abbastanza evitante....
Il fatto è che non sento neanche tutta questa necessità di socializzare o sentire qualcuno (a parte poi che di veri amici mi sa che manco ne ho, qualcuno si è allontanato con altri invece ho rapporti superficiali)
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