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Visualizza i risultati del sondaggio: L'autostima si aumenta come?
Non cercare scuse, dipende solo da te 2 10.53%
Dipende dall'esperienza, ma puoi aumentarla senza dipendere per forza dal successo 10 52.63%
Dipende dai successi e gli insuccessi e non è controllabile volontariamente 7 36.84%
Chi ha votato: 19. Non puoi votare questo sondaggio

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Vecchio 27-06-2020, 16:51   #1
Esperto
L'avatar di Warlordmaniac
 

Ho trovato sempre confusionario il modo con cui si parla di sicurezza di sé e autostima. Mi pare che molto spesso vengano considerate nel momento in cui non si riescano a spiegare gli insuccessi in maniera più tecnica.
Diversamente dalle virtù innate (es.aspetto fisico) e da quelle innato-culturali (es.carattere), c'è una categoria di virtù che discriminano il torto dalla ragione, l'innocenza dalla colpevolezza. Queste virtù sono legate al concetto di "volontà" o di "impegno", che sono considerate completamente controllabili e distribuite a sufficienza in ogni persona e chi non ne mostra non deve fare altro che cercare dentro di sé.

CERCARE DENTRO DI SÉ.

Premesso che il concetto di insicurezza secondo me è aria fritta, perché confuso con quello di autostima, mi piacerebbe sapere da voi se reputate l'autostima...
1) totalmente controllabile, si tratta solo di "tirare fuori le palle",
2) controllabile tramite degli insegnamenti di esperti,
3) non controllabile volontariamente e dipendente unicamente da successi ed insuccessi.
Vecchio 27-06-2020, 17:17   #2
Principiante
L'avatar di Persistente
 

È difficile, io credo che venga da dentro. Certo è condizionata da eventi passati in una certa misura, ma da una parte è condizionata dal tuo umore di base.

Quando sono depresso vorrei sotterrarmi e al contrario, se sono di buon umore divento sfacciato e pieno di me.

Anche banalmente il "credersela" anche se autoimposto, riesce a dare almeno la parvenza che tu sia una persona con grande autostima.
A furia di recitare potresti finire per crederci anche tu, o almeno per me in passato è stato cosi.
Vecchio 27-06-2020, 17:18   #3
Esperto
 

Per me la risposta e' a meta' fra l'opzione 2 e l'opzione 3.
Dipende dai successi e insuccessi perche' se per esempio tutto ci dimostra che siamo dei cessi o dei tonti per quanto uno possa cercare di superare tale sensazione, di autoconvincersi che no (perche' pensa sia meglio un approcio positivo) , razionalmente non potra' far a meno di rendersi conto di quale e' la realta'.
Quello che invece si puo' fare non essendo la realta' spesso cosi' bianca o nera e' avuto un insuccesso cercare di non darci peso, riprovare con un'attitudine migliore, ricordarsi magari di quella volta in cui c'era stato un successo, in cui siamo stati apprezzati, di un qualche complimento ricevuto... se si otterra' un esito positivo questo ci incoraggera' su questa strada, se invece insuccesso di nuovo cercare di darci un peso relativo... entro certi limiti...insomma che non diventi controproducente, inutile tentare, tentare e tentare se zero successi e ci si fa solo un sacco di male tutte le volte, intelligenza in questo caso e' capirlo, puntare le enegie su altro o comunque farsene una ragione.

Ultima modifica di ila82; 27-06-2020 a 19:51.
Ringraziamenti da
Guybrush (28-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 17:24   #4
Esperto
L'avatar di Warlordmaniac
 

Quote:
Originariamente inviata da Persistente Visualizza il messaggio
A furia di recitare potresti finire per crederci anche tu, o almeno per me in passato è stato cosi.
Tipo ripetersi "sono figo" di fronte allo specchio?
Vecchio 27-06-2020, 17:33   #5
Esperto
L'avatar di Masterplan92
 

Le ho provate tutte..dopo anni ed esperienze sono giunto alla conclusione che la soluzione sia la 3..come dice ila82 inutile ripetere all infinito cose che non portano a nulla..sulla mia pelle l ho capito
Vecchio 27-06-2020, 17:47   #6
Esperto
L'avatar di Darby Crash
 

Quote:
Originariamente inviata da Warlordmaniac Visualizza il messaggio
Ho trovato sempre confusionario il modo con cui si parla di sicurezza di sé e autostima. Mi pare che molto spesso vengano considerate nel momento in cui non si riescano a spiegare gli insuccessi in maniera più tecnica.
Diversamente dalle virtù innate (es.aspetto fisico) e da quelle innato-culturali (es.carattere), c'è una categoria di virtù che discriminano il torto dalla ragione, l'innocenza dalla colpevolezza. Queste virtù sono legate al concetto di "volontà" o di "impegno", che sono considerate completamente controllabili e distribuite a sufficienza in ogni persona e chi non ne mostra non deve fare altro che cercare dentro di sé.

CERCARE DENTRO DI SÉ.

Premesso che il concetto di insicurezza secondo me è aria fritta, perché confuso con quello di autostima, mi piacerebbe sapere da voi se reputate l'autostima...
1) totalmente controllabile, si tratta solo di "tirare fuori le palle",
2) controllabile tramite degli insegnamenti di esperti,
3) non controllabile volontariamente e dipendente unicamente da successi ed insuccessi.
nel mio caso è controllabile nel senso che più faccio cose di cui vado fiero e più aumenta, più spreco il tempo e più diminuisce.

Se esco con un amico, prendo il massimo a un esame, scrivo un bel racconto: aumenta

Se non faccio niente dalla mattina alla sera, evito persone, non faccio alcuna esperienza interessante: diminuisce

...a seconda di quel che faccio e di quel che mi capita posso sentirmi migliore degli altri oppure una persona di valore nullo

Ultima modifica di Darby Crash; 27-06-2020 a 17:49.
Vecchio 27-06-2020, 17:50   #7
Principiante
L'avatar di Persistente
 

Quote:
Originariamente inviata da Warlordmaniac Visualizza il messaggio
Tipo ripetersi "sono figo" di fronte allo specchio?
Esatto proprio cosi, hai capito tutto!
Vecchio 27-06-2020, 17:52   #8
Esperto
L'avatar di muttley
 

La mancanza di autostima è data dalla mancanza di un adeguato investimento affettivo da chi di dovere. Poi esistono autostime settoriali, legate ad ambiti specifici e precisi, ma la sensazione complessiva di possedere un valore in quanto persone in mezzo alle altre persone, dipende da quell'investimento affettivo. Se non c'é stato, non so come sia possibile tentare di rimediarvi in età adulta. Il che non significa che non lo ritenga possibile, ma che non ho ancora sviluppato un'idea dai contorni più delineati su come sia possibile aumentarla.
Posso dire però cosa ha funzionato per me: per me ha funzionato la frequentazione di determinate persone e l'assimilazione del loro modo di essere (avevano un background sistemico-relazionale diverso dal mio, molto più funzionale), in pratica mi sono lasciato contagiare. Un'altra cosa che ha funzionato, ma solo nei primissimi tempi, è stata l'assunzione di psicofarmaci: il beneficio in termini di gestione dell'ansia era all'inizio una cosa nuova che ho subito riconvertito in punti autostima.
Ringraziamenti da
~~~ (27-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 18:39   #9
Esperto
L'avatar di Masterplan92
 

Quote:
Originariamente inviata da Architeuthis- Visualizza il messaggio
In teoria la 3 è la sola e unica via, ma non sempre, a volte non conta nessun risultato a meno che non siano proprio super e quindi raggiunti da pochi.

Dopo ogni laurea ai complimenti di mia mamma io rispondevo :"si ma è solo "..." mica è ingegneria", come a dire che avevo ottenuto una laurea facile e quindi di nessun valore e non meritassi complimenti di sorta.

Quanto ti reputi una merda c'è poco da fare.
Si anche autosvalutarsi dopo traguardi così non è proprio il massimo ecco..questa è bassa autostima
Vecchio 27-06-2020, 18:40   #10
Esperto
L'avatar di claire
 

Io ho un buon livello conscio di autostima che deriva da un'analisi razionale del mio percorso di vita.
Ma: 1)non mi ha portato vantaggio la cosa, intanto perché eliminare i sensi di colpa ha aumentato il senso di essere vittima che è peggio (avendoli provati entrambi, lo posso dire: alle colpe puoi porre rimedio, anche solo perdonandoti o comunque risolvendo, a ciò che non dipende da te, no).E dalle consapevolezze non si torna indietro, purtroppo quando le hai le hai.

2) non cambia nulla a livello di sintomi se non si rimuove la disistima inconscia, infatti questa stima di me stessa razionale e il riconoscermi pieni meriti e qualità, non mi ha portato ad un aumento della sicurezza in me stessa e miglioramento dei sintomi di ansia e fobia.Anzi.Sempre peggio.

Percui insomma direi che è utile solo se si va alla radice, come,non lo so, se si riescono a sbloccare dei meccanismi non consci, ammesso che sia possibile, altrimenti può anche essere peggio.
Da quando ho queste consapevolezze, certi complimenti e riconoscimenti sociali mi danno solo fastidio e non li voglio più sentire.
Ringraziamenti da
~~~ (27-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 18:57   #11
Esperto
L'avatar di claire
 

Quote:
Originariamente inviata da Architeuthis- Visualizza il messaggio
Quindi con un investimento affettivo adeguato " da chi di dovere" il Q.I. mi aumenta di 20 punti e mi viene il viso di Patrick Dempsey? figo.
Eppure c'è gente brutta e con basso qi che di autostima ne ha da vendere, come lo spieghi?

Ultima modifica di claire; 27-06-2020 a 19:02.
Vecchio 27-06-2020, 19:13   #12
Banned
 

La mia è aumentata lavorando su me stessa e grazie ai successi in ambito scolastico e lavorativo. Detto questo, secondo me questa cosa dell'autostima è molto sopravvalutata, perché se si è fatti in un certo modo la vita non cambia molto aumentando l'autostima. Cioè, se non mi trovo con le persone non cambia niente se mi sento brava e sto bene con me stessa. Forse se il problema è solo la fobia sociale, aumentando l'autostima si riduce la fobia, ma avendo io altri problemi, per me è cambiato poco.
Vecchio 27-06-2020, 19:15   #13
Esperto
 

L’autostima a mio parere è il riflesso di ciò che sei nella vita di tutti i giorni, se in una cosa riesci di conseguenza in quella cosa hai autostima
Vecchio 27-06-2020, 19:17   #14
Esperto
L'avatar di Ogard
 

Ci sono tante cose che possono influenzare l'autostima. Diciamo che si può lavorare su se stessi per piacersi di più ed accettarsi ma la crescita dell'autostima può essere solo la conseguenza di un qualcosa. Dalla mia esperienza posso dire che è un po' una trappola. Quando ho l'autostima a 0 non sento di avere speranze e quindi accetto la mia situazione.
Vecchio 27-06-2020, 19:19   #15
Esperto
L'avatar di claire
 

Quote:
Originariamente inviata da Delta80 Visualizza il messaggio
L’autostima a mio parere è il riflesso di ciò che sei nella vita di tutti i giorni, se in una cosa riesci di conseguenza in quella cosa hai autostima
Eh, effettivamente se uno a causa dei suoi problemi non riesce a fare niente, dove la trova l'autostima?
Un minimo di successo in qualcosa ci vuole
Ringraziamenti da
Delta80 (27-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 19:22   #16
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da claire Visualizza il messaggio
Eh, effettivamente se uno a causa dei suoi problemi non riesce a fare niente, dove la trova l'autostima?
Un minimo di successo in qualcosa ci vuole
Infatti io in quelle pochissime cose in cui so di essere preparato ho autostima, mentre su tutto il resto della mia vita ho una autostima a zero , e non è che posso farla crescere l’autostima se in quelle cose non riesco perché non ne ho i mezzi
Vecchio 27-06-2020, 19:33   #17
Esperto
L'avatar di Franz86
 

Quote:
Originariamente inviata da Warlordmaniac Visualizza il messaggio
Diversamente dalle virtù innate (es.aspetto fisico) e da quelle innato-culturali (es.carattere), c'è una categoria di virtù che discriminano il torto dalla ragione, l'innocenza dalla colpevolezza. Queste virtù sono legate al concetto di "volontà" o di "impegno", che sono considerate completamente controllabili e distribuite a sufficienza in ogni persona e chi non ne mostra non deve fare altro che cercare dentro di sé.
Mah, questo secondo l' interpretazione che riporti, che esiste ma però è senz' altro opinabile ( e alla quale tu per primo non credi, immagino ), non mi pare sia un dogma indiscusso e accettato da tutti.

L' autostima è assimilabile a tutto il resto del carattere, e in quanto tale rientra nell' annosa diatriba "innato-immodificabile"/"appreso-modificabile", con la sintesi tra le due antitesi che mi pare l' opzione più verosimile.
Vecchio 27-06-2020, 19:48   #18
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Per me è una questione legata ad un insieme di capacità.
Chi non è riuscito a svilupparne tante (per gli standard presenti nelle gerarchie sociali) o non ha compensato con capacità sopra la media, ha scarso valore sociale, ma non è che sia poi un costrutto soggettivo, è la sua rappresentazione media sociale che questa è. Si parla sempre di autostima, io già l'ho detto più volte che questo termine andrebbe sostituito con quest'altro eterostima, l'autostima sarebbe la valutazione del soggetto di quest'altra grandezza che è oggettiva e dipende dal suo valore sociale, e non è soggettivo. Il soggetto può sbagliare a misurarla, ma non è una cosa che si dà da solo.

Noi per gli altri siamo cose con più o meno valore, poi va be' c'è il discorso buonista che vorrebbe sostenere che valiamo tutti lo stesso per tutti, ma poi in concreto quando gli altri devono scegliere lo si vede chi è più preferito e chi meno, chi è stimato e chi viene trattato come un sacchetto della spazzatura.

Si insiste sempre su questa cosa dei genitori, ma supponiamo per assurdo che tutti abbiano avuto genitori fantastici, in un mondo del genere secondo voi non verrebbero a crearsi comunque delle gerarchie dove qualcuno è maggiormente preferito, mentre altri finiscono in fondo? Cosa c'entrano i genitori con questa cosa?

Supponiamo per assurdo che tutto un gruppo di persone investono nell'atletica e tutti hanno avuto genitori fantastici e tutti cercano di emergere nella gara dei cento metri... Poi cosa succederebbe? Vincerebbero tutti?

Come dovrebbero fare queste persone a stimarsi molto nella professione scelta se ce n'è una che vince più spesso e un'altra che finisce spesso col fare ultima? Si autovaluteranno tutte allo stesso modo perché hanno avuto genitori fantastici?

Queste gerarchie secondo me verrebbero a crearsi comunque in ogni caso, ci troviamo in un sistema competitivo che è competitivo a vari livelli, sessuale, lavorativo ecc. Se c'è chi vince, ci sarà anche chi perde e i genitori cosa c'entrano con tutto questo?

Se c'è selezione sessuale e delle persone vengono preferite meno e cioé hanno uno scarso valore in tal senso dipende poi dal fatto che hanno avuto dei genitori cattivi? Immaginiamo per assurdo che tutti i genitori si comportino perfettamente, sparirebbe questa selezione? Secondo me no.

Verrà a crearsi comunque una gerarchia e chi finisce ultimo avrà scarsa autostima comunque, ma non dipenderà dai genitori perché abbiamo assunto per assurdo in questo mondo ideale genitoriale che si comportano perfettamente.

A me sembra una cosa che non regge, ma ci ho ragionato più volte su questa cosa.

Al più si può sostenere che dei buoni genitori e una buona educazione ti rendono capace di sviluppare al massimo certe capacità, ma poi avere una buona autostima dipende comunque dal confronto con gli altri, che mica dormono.

Ultima modifica di XL; 27-06-2020 a 20:13.
Vecchio 27-06-2020, 19:56   #19
Principiante
 

Manca la risposta giusta quindi non ho votato, l'autostima aumenta aumentando il proprio valore, non a chiacchiere ma realmente.
Ringraziamenti da
Darby Crash (27-06-2020)
Vecchio 27-06-2020, 20:13   #20
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Si insiste sempre su questa cosa dei genitori, ma supponiamo per assurdo che tutti abbiano avuto genitori fantastici, in un mondo del genere secondo voi non verrebbero a crearsi comunque delle gerarchie dove qualcuno è maggiormente preferito, mentre altri finiscono in fondo?
Cosa c'entrano i genitori con questa cosa?

Se tutto un gruppo di persone investono nell'atletica e tutti hanno avuto genitori fantastici e tutti poi cercano di emergere nella gara dei cento metri... Poi che succederebbe? Vincerebbero tutti?

Come dovrebbero fare queste persone a stimarsi molto nella professione scelta se ce n'è una che vince più spesso e un'altra che finisce spesso col fare ultima?
Si autovaluteranno tutte allo stesso modo perché hanno avuto genitori fantastici?

A me pare una cosa abbastanza assurda.
No ma ci sono persone che non si sentono mai abbastanza, fanno per colmare l'insicurezza di fondo, ottengono successo pero' mantengono un'autostima modesta, anche se certo se attorno tutti ti ammirano un po' di segno lo lascia, ma nel senso che gli basta poco, un rimprovero, per sentirsi delle merdine
C'e' anche il caso opposto persone che si sentono perfettamente serene con se stesse se ottengono rimproveri e' il capo che e' un c.glione, i concorsi pubblici non superati evidentemente son truccati, la loro mancanza di concentrazione e' perche' son geni e star fermi su una cosa per loro e' limitante ecc, i voti a scuola ingiusti ecc.

Poi credo che il discorso autostima di base dato dal rapporto educativo affettivo coi genitori sia un po' piu' generico, sia del tipo "io valgo, varrei anche se resto su una sedia a rotelle, con una malattia neurologica che mi rende difficile parlare e ingrassato pesantemente a causa di farmaci" cioe' un valore intrinseco, perche' ho sempre comunque delle qualita' che mi rendono valevole (chesso' gentilezza, generosita' ecc.), la mia essenza resta e e' quella ha un suo valore non "io valgo finche' finche' arrivo primo nelle gare e purche' non mi vengono brufoli, speriamo in bene"(ammetto che anche cio' che si fa, si ottiene influenza l'autostima e lo stesso modo in cui ci si percepisce chesso' essere un atleta, un artista pero' penso che tanto sia avere uan autostima di fondo a prescindere che quindi ti fa dire " posso farcela, voglio mettercela tutta ma so bene che se non riesco a ottenere i risultati che vorrei non e' la fine, continuo a valere come persona", questo anche toglie un po' di tensione quindi forse aiuta anche a lanciarsi un po' di piu' temendo meno l'insuccesso)

Ultima modifica di ila82; 27-06-2020 a 20:22.
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