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Vecchio 08-01-2021, 10:13   #1
Esperto
L'avatar di Smeraldina
 

https://www.bigodino.it/senza-catego...01_1077774_756
Vecchio 08-01-2021, 10:33   #2
Intermedio
L'avatar di Psico[a]patico
 

Una forza e un coraggio invidiabili per scappare da un mondo crudele.
Ringraziamenti da
Architeuthis- (08-01-2021), IO&EVELYN (08-01-2021), Noradenalin (08-01-2021), pokorny (08-01-2021), probid (08-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 10:49   #3
Esperto
L'avatar di pokorny
 

.

Ultima modifica di pokorny; 08-01-2021 a 12:20.
Vecchio 08-01-2021, 11:47   #4
Esperto
L'avatar di utopia?
 

17 anni, ad un passo dal momento in cui avrebbe abbandonato il tremendo distruttivo discriminatorio eccetera eccetera mondo scolastico e avrebbe potuto godere di una boccata d'aria fresca, ho pensato in un primo momento.

Poi, però, viene il "dettaglio" che il mondo di oggi non è più quello che era appena 10 anni fa, ora tutto vola sui social e la scarsa reputazione che uno può avere nel "ristretto" ambiente dell'istituto che si frequenta può arrivare a perseguitare più o meno ovunque.

Se la soluzione non può essere la semplice risposta al "come", a quel punto si deve aggiungere la domanda "dove".

Ultima modifica di utopia?; 08-01-2021 a 11:51.
Vecchio 08-01-2021, 12:04   #5
Esperto
L'avatar di DeadSoul
 

RIP per questo povero ragazzo.
Ringraziamenti da
hypnos688 (09-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 12:11   #6
Esperto
L'avatar di TheCopacabana
 

Quote:
Originariamente inviata da Smeraldina Visualizza il messaggio
E' una notizia del 2017. Ricordavo di averla gia' letta
Vecchio 08-01-2021, 12:21   #7
Esperto
 

A quei tempi prendevo quotidianamente del cesso schifoso indegno di vivere dalle ragazze (parole letterali), botte a non finire dai miei coetanei maschi bulli (tutti attualmente felicemente accoppiati), banalizzazioni sulla mia condizione dai professori e negazione della mia condizione dai miei defunti genitori...
Adesso ho passato la quarantina e sono ancora qui solo, orfano sempre cesso e schifato....
Ma sarei dovuto morire allora sarebbe stato molto meglio per me e per chi mi circonda....
Ringraziamenti da
hypnos688 (09-01-2021), Psico[a]patico (11-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 12:25   #8
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Markos Visualizza il messaggio
A quei tempi prendevo quotidianamente del cesso schifoso indegno di vivere dalle ragazze (parole letterali), botte a non finire dai miei coetanei maschi bulli (tutti attualmente felicemente accoppiati), banalizzazioni sulla mia condizione dai professori e negazione della mia condizione dai miei defunti genitori...
Adesso ho passato la quarantina e sono ancora qui solo, orfano sempre cesso e schifato....
Ma sarei dovuto morire allora sarebbe stato molto meglio per me e per chi mi circonda....
Ma era un classe di liceo markos?
Vecchio 08-01-2021, 13:08   #9
Intermedio
 

Markos mi dispiace, un po' sono stato male per te a leggere quello cha hai scritto
Vecchio 08-01-2021, 13:26   #10
~~~
Esperto
 

A me il tutto lascia estremamente scoraggiata, l'articolo poi boh, non lo prendo come oro colato ma mi fa chiedere cosa devono fare esattamente i genitori allora; non gli hanno permesso di giocare a un “videogioco violento” a cui il gruppo dei pari giocava e quindi è finito emarginato, si dice che questa è stata la causa per cui è stato preso di mira per anni perché visto come cacasotto e debole (mi sembra un po' riduttivo però va a sapere), i genitori gli hanno vietato i social perché veniva bullizzato(?) ma così è finito ancora più escluso
Insomma la verità è che il tuo gruppo dei pari occupa una realtà precisa, fa certe esperienze, e se tu non le fai rimani tagliato fuori, come si rimedia a questo? Cercando un altro gruppo? Sì ma dove? Chi te lo trova? Cambiando classe e scuola fino a quella giusta? Cercando gruppi sportivi?
Poi implicando che non ci sia un tessuto sociale di ragazzi di paese/quartiere/condominio che costituiscono il tuo mondo.

Ma poi mi dico cosa possono i genitori contro la potenza del gruppo dei pari e delle cose del mondo esterno: videogiochi, mode etc.?
Fino a che punto possono arginare e negare etc.?
[poi i genitori possono anche non comprarti il videogioco ma col pc lo pirati in tre secondi]
Perciò che cazzo devono fare, uno fa un figlio e se lo trova sballottato fra marchi d'abbigliamento, videogiochi, musica con testi particolari, gruppi di pari che hanno più influenza di te perché per un ragazzo il gruppo dei pari è il suo mondo e l'adolescenza è quel momento di distacco etc., perciò fino a che punto si può proteggere un figlio, e come? E poi magari il male non lo trova dove tu pensi che possa trovarlo, ma in altri posti. Magari era più sano che giocasse a GTA piuttosto che andasse tre mesi a lavorare sottopadrone al mare trattato di merda.
Oppure magari gli fotte la testa più la classe sbagliata che 300 ore a GTA
Che palle
Penso che bisogna scegliere bene da genitori le proprie battaglie e come aiutare il figlio, ma non c'è neanche una vera e propria perfezione perché le regole degli adolescenti sono regole della jungla in cui non c'è una giustizia, si gioca secondo altre regole ed altri valori, e allora come si fa?
Se si cambia classe cento volte ma il ragazzo o la ragazza hanno delle caratteristiche caratteriali “perdenti” nel contesto della crudeltà adolescenziale?
Come cazzo si fa insomma?
E se cambiare classe fa sentire il ragazzo un fallimento e un debole minando ancora di più l'autostima?
Perché il gruppo dei pari è sentito in maniera fortissima, in quel momento ci si distacca dagli adulti in maniera fortissima e quello che è giusto e sbagliato passa in ultimo piano, conta solo il mondo in cui sei immerso quotidianamente, che è quello dei tuoi coetanei, ed è estremamente soffoccante e claustrofobico, non c'è una fuga, specialmente ora che internet e irl sono fusi insieme

Ultima modifica di ~~~; 08-01-2021 a 13:31.
Ringraziamenti da
cringe (08-01-2021), DownwardSpiral2 (08-01-2021), HelterSkelter (08-01-2021), Xchénnpossoreg? (09-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 13:44   #11
~~~
Esperto
 

https://it.findagrave.com/memorial/1...elix-alexander


Felix was bullied to death. He is forever loved and missed.

Letter written by Felix’s Mum:

“On April 27th 2016 our beautiful 17-year-old son took his own life. He decided to do this because he could not see any way to be happy.

His confidence and self-esteem had been eroded over a long period of time by the bullying behaviour he experienced in secondary education.

It began with unkindness and social isolation and over the years with the advent of social media it became cruel and overwhelming.

People who had never even met Felix were abusing him over social media.

He found that he was unable to make and keep friends as it was difficult to befriend the most "hated' boy in the school.

His schoolwork suffered and he found school a daily struggle.
He changed schools for 6th form, something he would not contemplate before, as even though he was miserable he was also terrified of the unknown and was sure that because he felt he was so worthless, another school would make no difference.

He did make friends at his new school and the teaching staff found him to be bright, kind and caring.

He was however so badly damaged by the abuse, isolation and unkindness he had experienced that he was unable to see just how many people truly cared for him.

I write this letter not for sympathy, but because there are so many more children like Felix who are struggling and we need to wake up to the cruel world we are living in.

I am appealing to children to be kind ALWAYS and never stand by and leave bullying unreported.

Be that one person prepared to stand up to unkindness. You will never regret being a good friend.

I have been told that ‘everyone says things they don't mean on social media’.

Unkindness is dismissed as 'banter' and because they cannot see the effect of their words they do not believe there is one.

A quote I saw on Facebook recently resonated with me and I think is worth thinking about before posting anything on social media.

Our children need to understand that actions have consequences and that people are wounded, sometimes fatally by these so called 'keyboard warriors".

Not all children participate in online abuse, but they may be guilty of enabling others to do it.

They do this by not reporting it, by not supporting or befriending the child being abused, which just validates the bully's behaviour.

I appeal to teachers to look out for signs that children are struggling.

Poor grades or poor behaviour may signal a child crying out for help.

Listen to parents who may report problems and monitor their social interactions. Are they sitting alone at break time or lunchtime? Are they particularly quiet or are they perhaps too loud?

I do not expect teachers to be psychologists but they have a unique overview of children's lives and they are able to recognise a difficulty early and help signpost towards help.

Education is a vital part of change. Children need to be shown from a very early age the necessity of kindness to each other.

Incorporate these valuable lessons into the PSHE programme early in a child's school life.

They all have smart-phones at a very young age and it is vital that they are guided on how to use them responsibly and kindly.

Finally I appeal to parents. Please take an interest in what your children do online.

Find out what social media platforms they are using and be sure that their use is appropriate and kind.

We don't like to think that OUR children could be responsible for being cruel to another child, but I have been shocked by the "nice' kids who were responsible in part for Felix's anguish.

Even if they only say something horrible once, that will not be the only person who will have said something that week.

Group chats can be a particular problem and they can disintegrate into hate-fests very easily.

It is too simplistic to say, ‘Why don't you just block them?’ or ‘You don't have to read it!’

This is the way young people communicate now and many are actually are losing the ability to communicate effectively face to face.

On several occasions we removed all form of social media from Felix as it was causing so much distress, but that just isolated him further and he felt that it was a punishment and not a protection.

Look at your children's Twitter, Instagram, Snapchat, Googlechat and Facebook.

Help them understand that if they are writing or posting something that they would not want you to read then they should not be doing it. Help them self-edit before they post.

What are they watching online in their bedrooms? Children are witnessing a warped form of reality as violence and pornography are being 'normalised"
by their ease of access.

We have a collective responsibility to prevent other young lives being lost to unkindness and bullying.

You may see that I have repeatedly used one word in this letter and I make no apology for this.

The word is kindness. I said this at our son's funeral. Please be kind always, for you never know what is in someone's heart or mind.

Our lives have been irrevocably damaged by the loss of our wonderful son; please don't let it happen to any other family.”
Vecchio 08-01-2021, 13:46   #12
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Quote:
Originariamente inviata da sconfitto Visualizza il messaggio
Markos mi dispiace, un po' sono stato male per te a leggere quello cha hai scritto
E io lo capisco bene, abbiamo avuto storie per certi aspetti simili, e non certo unici casi sul forum.
Ringraziamenti da
Psico[a]patico (11-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 13:53   #13
~~~
Esperto
 

A me sinceramente sembra impossibile che un genitore possa controllare più di tanto l'attività online del figlio ["controllo" che poi magari porterebbe ad altri problemi]. La verità è che si è aperta una possibilità enorme e fuori controllo
Non esiste più tornare a casa e "staccare" dall'ambiente scolastico e dai bulli
Non hai più uno spazio per te, dove riprendere fiato
Penso che sia anche questo soffocamento e questa assenza di via di fuga a far sentire una persona con le spalle al muro
Ringraziamenti da
funambolic (08-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 14:21   #14
Intermedio
L'avatar di Texas
 

Un problema oggi coi social è che per un ragazzo afflitto dal bullismo non c'è tregua.
Un tempo il bullizzato viveva l'incubo a scuola e trovava conforto a casa. Al massimo provava terrore all'idea di andare a scuola il giorno dopo.
Oggi coi social non c'è più quella separazione e come la storia di questo ragazzo ci mostra, il rischio è che ci siano ragazzi o ragazze che prima vengono bullizzati a scuola e poi esclusi o cyberbullizzati sui social.

Ultima modifica di Texas; 08-01-2021 a 17:44.
Ringraziamenti da
hypnos688 (09-01-2021), zoe666 (10-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 14:22   #15
Avanzato
L'avatar di funambolic
 

Quote:
Originariamente inviata da ~~~ Visualizza il messaggio
A me sinceramente sembra impossibile che un genitore possa controllare più di tanto l'attività online del figlio ["controllo" che poi magari porterebbe ad altri problemi]. La verità è che si è aperta una possibilità enorme e fuori controllo
Non esiste più tornare a casa e "staccare" dall'ambiente scolastico e dai bulli
Non hai più uno spazio per te, dove riprendere fiato
Penso che sia anche questo soffocamento e questa assenza di via di fuga a far sentire una persona con le spalle al muro
sono d'accordo con te e anche sulle tue riflessioni precedenti riguardo la difficoltà di essere genitori
Vecchio 08-01-2021, 15:19   #16
Avanzato
L'avatar di cringe
 

Penso che se non avessi avuto i videogiochi o internet come via di fuga all'epoca del bullismo forse sarei messo ancora peggio. che è un pò la "trappola" degli hikikomori ma è anche ciò che ti ""salva""
Ringraziamenti da
hypnos688 (09-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 16:24   #17
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

È stato coraggioso e anche parecchio, si è risparmiato rotture di coglioni, gente di merda, delusioni, sofferenze. Bravo.
Ringraziamenti da
Darby Crash (08-01-2021), DeadSoul (08-01-2021), IO&EVELYN (08-01-2021), probid (08-01-2021), Psico[a]patico (11-01-2021)
Vecchio 08-01-2021, 17:16   #18
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

È l'età a cui ci ho provato io (senza riuscirci).
Vecchio 08-01-2021, 17:43   #19
Intermedio
L'avatar di Texas
 

Premesso che per capire cosa si prova certe situazioni bisogna viverle.
Però ritengo che 17 anni sia veramente troppo presto per togliersi la vita.
Sei ancora in una fase dove non sei definito e nel giro di un anno o due la tua esistenza si può ribaltare in positivo senza che tu ti accorga di come sia potuto succedere. A 17 anni devi poter sperare. Poi magari andrà di merda uguale, ma non puoi saperlo ancora.
Mi auguro ad ogni modo che tutti quegli ignobili bulli che lo ha rovinato e che avran cercato di pararsi il culo in ogni modo trincerandosi dietro ai "non credevamo che..."
periscano lentamente dietro i sensi di colpa o il destino riservi loro qualcosa di beffardo.
Vecchio 08-01-2021, 18:34   #20
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Quote:
Originariamente inviata da Texas Visualizza il messaggio
Premesso che per capire cosa si prova certe situazioni bisogna viverle.
Però ritengo che 17 anni sia veramente troppo presto per togliersi la vita.
Sei ancora in una fase dove non sei definito e nel giro di un anno o due la tua esistenza si può ribaltare in positivo senza che tu ti accorga di come sia potuto succedere. A 17 anni devi poter sperare. Poi magari andrà di merda uguale, ma non puoi saperlo ancora.
Mi auguro ad ogni modo che tutti quegli ignobili bulli che lo ha rovinato e che avran cercato di pararsi il culo in ogni modo trincerandosi dietro ai "non credevamo che..."
periscano lentamente dietro i sensi di colpa o il destino riservi loro qualcosa di beffardo.
Non sono d’accordo, anche se a 17 anni sei ancora un ragazzino ed e’ vero, si vede gia’ da li’ in un certo senso la tua vita che piega prendera’, uno che e’ stato preso di mira dai bulli da piccolo rimane comunque segnato a vita, e con il passare degli anni la vedo dura un incremento di autostima perche’ le cicatrici non si eliminano.
Quei bulli tanto la faranno franca come sempre, e continueranno a prendere per il culo altri ragazzi, va sempre cosi’, pure gli insegnanti sono omertosi e si girano dall’altra parte, a nessuno frega niente di nessuno.
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