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Vecchio 20-03-2016, 17:24   #1
Esperto
L'avatar di Atlas
 

Io sono obeso, di un'obesità grave e patologica in quanto è una condizione che mi affligge da quando sono nato; ho attraversato tutte le fasi della mia vita essendo la persona più grassa del gruppo. Peso 118 kg e sono alto 1 metro e sessanta con qualche sputo, per secondo l'indice di massa corporea dovrei stare tra i 49 e i 66 kg.

Vista dall'esterno un obeso è uno stronzo che mangia finchè non gli sfondano le rotule e che non riesce staccarsi dai panini del macdonald e dalle tavolette di cioccolata, che mangia e che pensa a mangiare e che non sa contenersi solo perchè è troppo pigro. Un obeso è una persona provo di spina dorsale, di carattere e volontà, e andrebbe preso a calci in quel culo grasso fino a crearsi una personalità.

Dall'interno un obeso vede le cose in modo distorto, vede gli altri che si preoccupano della sua salute, completi sconosciuti con l'enfisema alla porta e il fegato in una fossa che si fermano e ti dedicano il loro prezioso tempo per darti consigli. Gente che d'improvviso si improvvisano nutrizionisti, giurandoti che una cura a base di carciofi e minestroni ti faranno diventare un figurino.
I medici ti danno un'occhiata e ti dicono che devi dimagrire, qualsiasi problema tu abbia, dal mal di testa alla spalla lussata, e di fatto si rifiutano di visitarti. Con il tempo l'obeso impara che non merita andare dai medici, che non è necessario finché non cadi a pezzi.
Da obeso impari dai primissimi anni che sei un mostro, una creatura diversa dagli altri bambini e che non puoi giocare con loro perché sei grasso, le classi e gli spogliatoi sono luoghi orribili dove i tuoi compagni di tutti i giorni ti linciano, senza dirti mai il perché. Ti picchiano, ti spingono, fanno a gara tra di loro a chi ti tratta più male, ti seviziano e ti strappano via la tua dignità con lunghi coltelli scheggiati, e si comprende che gli adulti sono inutili. Un obeso impara che nessuno mai lo difenderà, e già a 6 anni sa molte delle cose che si porterà dietro.
Impara ad essere emotivamente autonomo, a stare da solo, e comprende che l'unico posto in cui è libero di esistere è in una stanza vuota. Inizia poco a poco a crearsi questa stanza dentro di sè.
Crescendo le cose peggiorano anno dopo anno, a valanga, con le medie e le superiori dove l'obeso sperimenta sulla propria persona i milioni di modi in cui viene somministrata la crudeltà, impara a comprendere l'odore della rabbia e con la pratica impara l'arte del cinismo. Si ritira sempre di più dentro il suo spazio, blinda finestre e spranga le porte, mandando in avanscoperta solo una propria versione robotica. Una creatura composta di migliaia di risposte montate ad arte che vede e non vede, ma sopratutto non sente nulla.
L'obeso impara ad amare gli inverni e a odiare le estati, quando il corpo non può più essere nascosto dai vestiti e il mondo intero diventa particolarmente inospitale per la vita. La strada e la folla diventano giungle fitte di nemici da cui difendersi o allontanare, il caldo sottolinea che il tuo corpo ha bisogno di traspirare e questo attrae la violenza e la rabbia di chiunque ti sta accanto. Con il tempo piscine e spiagge diventano luoghi incredibilmente pericolosi, campi di battaglia che nessuno Obeso osa davvero affrontare, a prescindere quanta esperienza abbia accumulato o quanto in profondità uno si sia nascosto. Un Obeso dopo una giornata al mare può pensare che non ne valga più la pena di lottare, e dato che nessuno si preoccupa dei sentimenti di una persona sovrappeso questo si ritrova da solo con questa bestia dentro la sua stanza personale, un grosso lupo nero fatto di filo spinato che minaccia di sbranare anche la sua più piccola esile volontà di esistere.
Per questo un Obeso evita.
Evita di uscire, perchè sa che il robot deve essere ben carico e pronto all'uso, lesto nel ragionare e rapito dello smitragliare risposte, svicolare gli attacchi alle parti sensibili, camuffare interessi, improvvisare situazioni, accentrare l'attenzione poichè ogni creatura fuori dal rumore è la preda preferita. Ma guidare il robot è anche noioso, oltre che faticoso, e alla fine rimane più facile vivere ai margini.
Ma la solitudine fa male, crea cisti dolorosissime che rimangono lì come infezioni e il cibo cura, consola e tiene compagnia.
Un obeso ha sempre avuto solo e sempre il cibo come consolazione, è stata la sua unica scelta in quanto ha sempre vissuto in un mondo che cerca di annientarlo giorno dopo giorno.

Nelle relazioni l'obeso, maschio o femmina che sia, è in una brutta situazione; le donne colano una massa che sembra pasta da pizza dalle braccia, dalle cosce, dalle guance, un misto di grasso e cellulite che si sdraia uno sull'altro, i fianchi spariscono sostituiti da un'unico panetto burroso e butterato. Il viso si deforma in lineamenti porcini, il seno si scioglie fondo alla pancia e nelle pieghe si formano delle piaghe impiastrate di sudore che arrivano fino a sanguinare. Agli uomini va meglio, il grasso si concentra sull'addome e sul petto, creando le famose "tettine da uomo", che allargano l'aureola dei capezzoli in modo grottesco, un cumulo di adipe si concentra sul pube rendendo ancora più misera la virilità di un uomo. I ginocchi di entrambi i sessi si piegano a "Y" creando la camminata a gallina causata dal valgismo e in alcuni casi dolori articolari, le smagliature squarciano la pelle di entrambi i sessi come saldature, e le gambe si riempiono di venature azzurrine.

Nelle relazioni le donne si ritrovano a cercare conferme, trovandosi spesso con uomini che abusano di loro, che le sfruttano o le tradiscono ma standoci comunque assieme, mentre per gli uomini è il deserto. Spesso fanno le dure e le veraci mentre in realtà hanno la fragilità di una bambina di quattro anni.

Un uomo obeso non ha modo di affrontare il bisogno di una partner, l'isolamento, l'aspetto e la mancanza di esperienza non permettono nessuna soluzione che il dimagrimento.

Il problema è che il corpo di una persona Obesa non è regolato sul peso ottimale ma sul massimo peso raggiunto: se un'individuo pesa 130 kg e ne perde 30 il suo corpo crederà che l'organismo sta soffrendo una carestia, e farà di tutto pere far sì che il peso ritorno a 130, non 100. Ne consegue che il regime dietetico deve essere assoluto e totale e deve perdurare tutta la vita, ogni sgarro che sarà compiuto sarà immagazzinato sotto forma di grasso alla prima occasione, per questo la maggior parte di chi dimagrisce finisce per riprendere i kg persi.
L'Obeso continua a vivere in un'ambiente ostile, senza la stampella del Cibo, ed è difficile. Per fare un esempio una persona obesa evita di guardarsi riflessa in uno specchio, non piace guardarsi mangiare e in genere si odia abbastanza ferocemente, la stanza in cui vive diventa stretta, piccola, il robot non risponde più ai comandi e si vorrebbe qualcosa, qualsiasi cosa per lenire il dolore dei ricordi o della immensa solitudine che si è sempre vissuto. Anche compreare vestiti è un dramma, il cavallo in genere si spacca o non si trova la taglia, alle donne la moda propone soltanto teloni pieni di cazzatelle.

L'obeso deve sopportare gli altri che parlano di obesità al posto suo e a nome suo, come quando volevano equiparare la sua condizione ad una malattia o quando le de donne si inventano il "Fat Acceptance Movement". Che è pretendere che le persone ti dicono le cose alle spalle e non in faccia, mancando completamente il bersaglio.

Francamente io la soluzione ce l'ho, mi è venuta in mente quando ho visto un piccolo documentario sulle dipendenze; spiegava che queste si curano meglio in un contesto amichevole, ed è tutto qui. L'obesità si combatterebbe meglio se le persone fossero meno maniacali nel crocifiggere gli altri. La pandemia di obesità che sta dilagando nel mondo è a mio dire legata alla condizione tossica in cui siamo immersi, non parliamo più e non comunichiamo più nulla.

E questo ci ammazza.

-Mass hysteria Massa Amnesia- dicevano i Radiohead in tempi non sospetti.
E ancora peggio l'intera canzone Street Spirit /Fade Out
Ringraziamenti da
Abuela (20-03-2016), berserk (20-03-2016), cancellato16021 (21-03-2016), claire (20-03-2016), Emil (21-03-2016), Mike Patton (21-03-2016), Moonwatcher (21-03-2016), Noriko (20-03-2016), Thermaltake (21-03-2016), ~~~ (21-03-2016)
Vecchio 20-03-2016, 18:18   #2
Esperto
 

Grazie, molto ben scritto
Io,nel mio piccolo,litigo con chi considera gli obesi degli smidollati e con chi ritiene che debbano solo dimagrire o nascondersi.
Ringraziamenti da
Blue Sky (20-03-2016)
Vecchio 20-03-2016, 18:44   #3
Esperto
L'avatar di Atlas
 

Grazie per aver letto!
Vecchio 20-03-2016, 18:58   #4
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Atlas Visualizza il messaggio
Grazie per aver letto!
Speriamo non arrivi qualche guru a inzozzare parlando di canoni estetici,è un post molto bello,anche se amaro,andrebbe lasciato stare.
Vecchio 20-03-2016, 19:39   #5
Esperto
L'avatar di berserk
 

Grazie per il tuo post,per il contenuto per l'icasticità della scrittura
Mi associo all'auspicio di Claire
Vecchio 21-03-2016, 00:26   #6
Esperto
L'avatar di Atlas
 

Ho pensato molto a quello che dovevo o non dovevo scrivere sull'aspetto fisico,ma alla fine ho pensato, da chi devo nascondermi? A chi darla a bere? Se quelli di herbalife mi stanno alle costole è perché sembro una pera vestita con un paio di jeans (calibrati). E alle donne va peggio, in quanto un corpo di una donna muscolosa è considerata grassa, solo a causa delle sue spalle larghe; gli uomini fanno a gara a raccontare come sono scappati da un'appuntamento con una ragazza sovrappeso. Le donne grasse sono facili, è un mantra piuttosto noto.

Gli obesi appaiono come catarifrangenti nella folla, e per questo ho sentito che è ridicolo nascondersi dietro ad un dito, un corpo obeso è sgradevole. Non esiste la favola del brutto anatroccolo che si trasforma in cigno, un fisico sottoposto a tanto stress può anche dimagrire, ma la pelle andrà trattata chiurgicamente. Ed ogni operazione comporta rischi di asimmetricità, di cicatrici che non se ne andranno mai, e credo che per iniziare a cambiare davvero bisogna sopratutto riuscire ad accettarci per quello che siamo. Perchè una volta che riusciamo ad accettarci impariamo a perdonarci e alla fine curarci, per questo il percorso è così difficile. Vorremmo fare all'incontrario, prima diventare altro, e di conseguenza cambiare in quello che avremmo sempre voluto essere.
Credo che dobbiamo cercare la bellezza e la dignità della nostra condizione, accettare i nostri problemi come una parte umana di noi, e non come un'arto vestigiale che penzola da qualche parte.
Noi abbiamo il diritto di pretendere un trattamento più umano.
Abbiamo imparato l'abilità di farci scivolare ogni cosa addosso e lo abbiamo fatto per sopravvivere, per non impazzire o per non suicidarsi, perchè l'alternativa sarebbe stata affrontarli tutti, e non ce l'avremmo fatta. Abbiamo imparato a recitare indifferenza quando veniamo feriti, perchè sappiamo che se mostriamo di avere una sensibilità tutti coloro che ci circondano si accalcherebbero per avere un pezzo sanguinante di noi. Ma questo ci impedisce di curarci, è un circolo vizioso.

Non possiamo cambiare solo quello che vogliamo.

Ammiro il tuo coraggio di aver scritto il tuo peso, quei numeri per me sono sempre un'angoscia, un metro per misurare la distanza dal mondo.
I dietologi e i nutrizionisti sono come gli psicoterapeuti, i cani che ci sono danneggiato l'intera categoria. E non pagano mai i danni che fanno.
Ringraziamenti da
Abuela (21-03-2016)
Vecchio 21-03-2016, 15:20   #7
Esperto
L'avatar di Atlas
 

Io credo che una persona si tratta come una merda perchè lo fanno sentire una merda. Quando ancora devi sviluppare un'identità ti inculcano l'idea che non vali nulla, e così parte il trenino del disastro.

Bisogna riscoprire la propria identità, magari avere anche il coraggio di scoprirsi egoisti...
Ringraziamenti da
Abuela (21-03-2016), Noriko (21-03-2016)
Vecchio 21-03-2016, 15:34   #8
Esperto
L'avatar di Noriko
 

Quote:
Originariamente inviata da Atlas Visualizza il messaggio

Bisogna riscoprire la propria identità, magari avere anche il coraggio di scoprirsi egoisti...

Più che giusto.
Quoto!
Vecchio 21-03-2016, 17:30   #9
Banned
 

Vorrei aggiungere che secondo me questo impulso e uno scuilibro che nasce dal cervello , e un modo diverso di percepire il cibo ed il senso di piacere. Se ti capitasse questa sfiga e molto difficile controllarla in un eta giovane quindi non ha senso parlare di assenza di volonta.
Il problema di accettazione del proprio corpo capita a molti.
Vecchio 21-03-2016, 19:19   #10
Esperto
L'avatar di TãoSozinho
 

Proprio ieri sono capitato sul video di una youtuber che era obesa ed è dimagrita di moltissimi kg. Devo dire che secondo me, anche se ho guardato solo qualche video e non tutti quelli pubblicati, vale la pena guardarla, se vuoi.
Forse non è il suo video rappresentativo questo, ne ha fatti tanti altri sull'argomento.


Ultima modifica di TãoSozinho; 21-03-2016 a 19:23.
Vecchio 21-03-2016, 23:48   #11
Esperto
L'avatar di Atlas
 

preferisco boogie.


Vecchio 29-03-2016, 13:49   #12
Esperto
L'avatar di Atlas
 

Ho deciso di riprendere una delle mie numerose diete.
Non sto neppure a segnarla, ormai sono ossessionato da quello che dovrei o non dovrei mangiare e so a memoria il conteggio calorico e di grassi di più o meno tutto, anche se ciò che mi frega sono i carboidrati. Pane pasta pizza biscotti cereali che siano integrali o no sono sempre energia da immagazzinare, e grazie a dio non mi piacciono i dolci. Forse è solo quello che mi hanno salvato dal diabete.

Il problema di una dieta è che non riguarda solo quello che mangi, ma il perché lo fai.
Dieta significa principalmente controllo
Vecchio 29-03-2016, 19:23   #13
Esperto
L'avatar di Atlas
 

perchè cancellare...lascia, fa bene al cuore leggere un pò di vulnerabilità...avere il coraggio di essere onesti con sè stessi è la cosa più anticonformista che si possa fare.

bella la frase di Svevo, ma il "segreto" credo sia nell'accettare che non te ne libererai mai, sopratutto dell'obesità. Lo sforzo non sta nel non mangiare, ma di relegare al cibo la sua funzione originaria, cioè nutrirsi, mangiare per fame. Non per consolarsi, guarirsi, o stordirsi.

Il che significa convivere con la groviera che lascia nell'anima, voragini di bisogni inespressi che venivano tenuta a bada con la panacea che è il cibo.

Per fortuna ho lo strumento della Mindfulness, che mi aiuta molto tutti i giorni ed é ottimo per affrontare la frustrazione di una dieta.

ho trovato questo, è soporifero ma spiega il concetto

Vecchio 03-05-2016, 19:26   #14
Banned
 

Il tuo racconto mi ha fatto immergere in situazioni vissute da uno dei miei migliori amici di sempre, lui obeso, con il quale ho condiviso tante tante esperienze, capisco come ti senti, insieme a lui ho scoperto quanto può essere cattivo il mondo verso una persona solo perchè ha dei Kg di troppo.
Io l'ho sempre messo a suo agio, lui con me si sente "protetto" io allo stesso tempo mi sento utile e sono felice di farlo sentire bene. A differenza d'altri, non gli ho mai dato consigli sull'alimentazione, anzi, gli ho sempre proposto attività da svolgere insieme senza alcun tipo di competizione.

In seguito ad una delusione amorosa........(una stronza lo prese in giro e lo tradì)............gli scattò una molla dentro, insieme a me che mi allenavo abitualmente (ai tempi ero un agonista) riuscì a scendere da 145Kg a 100Kg....................era felicissimo, si sentiva bene, si sentiva uguale, si sentiva all'altezza............e io ero più contento di lui.

Mi dispiace, spero che tu riesca a migliorare il tuo stato d'animo..........indipendentemente dal peso corporeo
Ringraziamenti da
Atlas (05-05-2016)
Vecchio 04-05-2016, 23:30   #15
Banned
 

Mi era sfuggito questo topic.
Mi è piaciuto, toccante e ben scritto.
Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri con noi.
Ringraziamenti da
Atlas (05-05-2016)
Vecchio 23-07-2016, 09:51   #16
Esperto
 

È vero che noi abbiamo una considerazione esagerata del giudizio altrui,ma è pur vero che la gente gli stramaledetti cazzacci suoi non se li fa mai
Ringraziamenti da
cancellato13564 (23-07-2016), cancellato16021 (23-07-2016)
Vecchio 28-07-2016, 12:08   #17
Esperto
L'avatar di Atlas
 

Il punto è che la gente è molto più cattiva con le donne obese, anzi non devono neppure essere obese...anche normali basta.
E se sono normali allora sono troie perché magari si permettono di scoprire le cosce o le spalle.

Le persone sono persone di merda, non devi lasciar correre e rispondere sempre, e rispondere male, devi azzannare ogni volta che puoi, in modo da mantenerti il tuo spazio personale. imbecilli o normali, giovani e vecchi, rispondi sempre, che capiscano che non sei un sacco da allenamento che ognuno può colpire a piacimento.
Ringraziamenti da
Abuela (28-07-2016)
Vecchio 28-07-2016, 19:24   #18
Esperto
L'avatar di Qwerty
 

Io di recente ho avuto esperienza opposta: le donne sovrappeso hanno criticato mia eccessiva magrezza
Vecchio 28-07-2016, 21:11   #19
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Qwerty Visualizza il messaggio
Io di recente ho avuto esperienza opposta: le donne sovrappeso hanno criticato mia eccessiva magrezza
Civil war
Vecchio 03-08-2016, 13:51   #20
Esperto
L'avatar di Atlas
 

cicciotto, ex cicciotto...quello che dà fastidio a me è il fatto che non riprendiamo mai la nostra umanità, noi..aspetta, meglio che parli per me, io sono e rappresento contemporaneamente il mio stigma. Sono obeso, e lo sarò anche quando sarò dimagrito, è un problema tipo l'essere drogato o alcolizzato. Per questo quando nei programmi (preparatissimi) c'è la gente che fa scena quando la Massa Di Carne dimagrisce, perché supera un problema e torna tra i normali. Tra gli umani.
Il sotto testo è da panico; questi programmi fanno successo perché l'obesità dà un carattere da circo degli orrori, con queste creature senza forme che ritornano velocemente umani grazie al coach miracoloso.

Credo che sia una specie di difesa rimbalzarsi contro i complimenti, io lo faccio perché SO che dietro ad ogni elogio c'è una coltellata pronta a partire, tu magari senti di non meritarli. Si vive l'obesità come una colpa anziché come una condizione, e questo è sbagliato.
Devi dirti brava da sola e perdonarti da sola prima di riuscire a credere a quello che dicono gli altri.
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