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Originariamente inviata da Mollusco
Be', a parte che la Costituzione e' stata scritta da comunisti e democristiani insieme, quindi andrebbe scorporata semmai la componente comunista, cosa non facile.
Ma il dettaglio non da poco e' che tale costituzione e' stata scritta all'interno di un sistema non neutro, ma gia' orientato in senso liberal-democratico e capitalista, ossia quello americano. La cornice americana-capitalista qui fa la differenza. I valori immessi dai comunisti nella costituzione erano semplicemente quelli delle moderne democrazie liberali. Il comunismo forse avrebbe immesso gli stessi valori al di fuori della suddetta cornice, ma con le distorsioni tipiche di quella ideologia (egualitarismo assoluto, utopia economica ecc) con le conseguenze disastrose che la storia ci mostra.
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Avrei delle osservazioni da un punto di vista metodologico.
Prima dici che nel valutare la "criminalità" del comunismo non bisogna guardare alle intenzioni (dottrine politiche più o meno teoriche e programmatiche) ma ai fatti, agli esiti dei regimi che si dichiaravano o si dichiarano tali. Poi però nel caso italiano sembra che tu ritorni di nuovo a considerare le supposte "intenzioni" (se non ci fosse stata la cornice liberal-capitalista, i comunisti avrebbero messo in atto soluzioni estremistiche "tipiche" di quel movimento/orientamento) come più indicative dei "fatti" (il PCI ha contribuito in maniera specifica al progresso civile e materiale del Paese, con la fase costituente e anche dopo con le battaglie civili e sociali).
Inoltre se parliamo di distorsioni ed esiti estremistici, anche il sistema capitalista ne ha e di non poco rilievo (colonialismo, imperialismo, dominio della finanza globalizzata).
In ogni caso mi pare che il quadro sia più complesso che rispetto al caso del fascismo, per il quale non sussistono esempi analoghi della stessa portata e che è e rimane un'ideologia molto più pragmatica ed essenzialmente orientata alla prevaricazione delle minoranze e all'irreggimentazione delle maggioranze.