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Vecchio 08-02-2008, 21:42   #61
Esperto
L'avatar di calinero
 



lo ammetto, l'ho postato solo per far colpo su qualche fobica cineasta
quindi x non fare arrabbiare mefiori scrivetemi pure in privato, don zelle
:lol:
Vecchio 17-02-2008, 21:49   #62
Esperto
L'avatar di calipero
 



la prima storia è commoventissima ops: ops: ops:

ma anche le altre non scherzano
Vecchio 05-03-2008, 02:01   #63
Esperto
L'avatar di pain
 





titolo originale: He Was a Quiet Man
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 95'
Regia: Frank A. Cappello
Sito ufficiale: www.hewasaquietman.com
Sito italiano: www.uomoqualunque.com


Cast: Christian Slater, Elisha Cuthbert, William H. Macy, Sascha Knopf, Jamison Jones, Cristina Lawson, Greg Baker, Nicole Hawkyard
Produzione: Neo Art & Logic, Quiet Man Productions
Distribuzione: ONE MOVIE
Data di uscita: 22 Febbraio 2008 (cinema)

Trama:
Oppresso e stanco del grigiore della propria vita da impiegato qualunque, Bob Maconel, decide di porre fine alle angherie subite dai colleghi, all'oblio in cui é costretto a vivere, insomma, decide di riassumere un ruolo da protagonista nella propria vita. Mette a punto un piano per vendicarsi dei colleghi, ma il giorno stabilito per consumare la sua vendetta, un suo collega impazzisce ed, in effetti, anticipa le sue intenzioni, spara contro tutti i suoi colleghi, ma un attimo prima che la stessa sorte capiti a lui, Bob, spara per primo, uccidendo il collega e passando per un eroe... Il suo capo gli offre un posto da vice-direttore, Vanessa, la collega della quale é infatuato e che é rimasta paralizzata dopo la sparatoria, mostra un certo interesse per lui... La vita di Bob é cambiata per sempre, ma non nel modo che aveva immaginato lui, sarà in grado di accettare la nuova realtà?









uno introverso trattato male da tutti, solo senza famiglia e senza amici, ke fa una strage...strano vero? o forse no?
Vecchio 06-03-2008, 17:36   #64
Zed
Avanzato
L'avatar di Zed
 



Sotto le mentite spoglie di un fantathriller si nasconde un'attualità disarmante, soprattutto per quel che riguarda l'informazione italiana che ormai è allo sfascio.

PS: il V-Day prende il simbolo da questo film!

Anche se non siete seguaci del Beppe nazionale, il film merita la visione
Vecchio 20-03-2008, 00:37   #65
Esperto
L'avatar di calinero
 



un po' lento in alcuni punti ma tutto sommato niente male!

un filino drammatico!
Vecchio 25-03-2008, 21:14   #66
Avanzato
L'avatar di calimerlo
 



Un dolce e bravo maritino che lavora dalla mattina alla sera per mantenere la famiglia, viene lasciato dalla cattiva, ingrata ed insensibile moglie, che non solo gli ruba un sacco di averi nonostante sia stata mantenuta per tutta la vita, ma inizia anche ad odiarlo, costringendo l'uomo ad abbandonare l'amore per l'odio... ma solo uno dei 2 proverà il vero odio, uno invece sarà ancora innamorato... chissà chi sarà dei 2?
Il dolce e sensibile uomo amante dei cani coccoloni o la fredda ed aggressiva donna amante degli opportunisti gatti? :lol: :lol: :lol:
(frecciatina doppia carpiata per le amicone con le quali si sta discutendo in questi giorni, le altre si astengano please :lol: )
Vecchio 28-03-2008, 16:17   #67
Principiante
L'avatar di YellowDaisy
 

Vorrei segnalare un film che a me è piaciuto tantissimo, sarà che l'ho visto d'inverno, al calduccio, in una particolare atmosfera, non so, ma io lo adoro e lo rivedo spesso. Al solo pensiero mi tornano alla mente paesaggi bucolici, cieli grigi, atmosfere magiche! Insomma, ne sono innamorata cotta! Sicuramente non è una pietra miliare del cinema, però se amate le storie romantiche ve lo straconsiglio! E poi c'è una bellissima scena di passione, riuscita benissimo lontano anni-luce dalla volgarità di molti films!
Il film è Possessio-Una storia romantica, i protagonisti sono il bellissimo Aaron Eckhart e la magnifica Gwyneth Paltrow e questa è la locandina:



La recensione è quella di My Movies, dato che non sono molto brava a scrivere! :wink:
Lei, Maud Bailey, sta facendo ricerche su una poetessa lesbica dell'epoca vittoriana. Lui, Roland Mitchell, studia un grande poeta dello stesso periodo. Lui scopre una lettera dell'epoca che testimonierebbe di un'improbabile relazione tra i due scrittori... Direi che l'ultima parte è da omettere se vi volete godere il film! :wink:
Buona Visione! E fatemi sapere se vi è piaciuto! :wink:
Vecchio 30-03-2008, 14:37   #68
Banned
 

BAISE MOI



tramaue giovani donne, che hanno commesso ciascuna un omicidio, partono per un folle viaggio a base di sesso e delitti, fanno saltare le cervella alla gente senza il minimo scrupolo, bevono, praticano la fellatio e il coito plurimo.

Un “Thelma e Luise” a base di sesso e violenza, anarchicheggiante e grondante rabbia che disturberà molto i palati delicati. Dopo aver suscitato scandalo in Francia sbarcando nell’austero scenario dell’Assemblea Nazionale come elemento di discussione (censura sì? Censura no?), il film, tratto dal romanzo di Virginie Despentes ed interpretato da pornostar, arriva in Italia vietato ai minori di diciotto.
niente di sensazionale, ma me lo ricordo ancora nonostante non lo vedo da anni, quindi un pò mi ha colpito.ah non e un film porno cmnq.


Vecchio 03-04-2008, 12:56   #69
Banned
 



Mery per sempre

Mery per sempre è un film del 1989 diretto dal regista Marco Risi, ambientato a Palermo, nel carcere minore di Malaspina.la vicenda ruota intorno al rapporto difficile fra i ragazzi reclusi e un professore che tenta di aiutarli e a farli uscire da quello stesso tunnel di violenza e degrado che li ha fatti finire in carcere.film considerato neorealista,in cui molti attori non sono professionisti.il film non e male, la storia e sà di già visto mille volte , ma credo che questo film sia di una marcia in più rispetto agli altri del genere.e stato girato anche un seguito"ragazzi fuori"sempre di marco risi del 1990.
Vecchio 06-04-2008, 21:23   #70
Esperto
L'avatar di piocca
 

Edward mani di forbice....eheheh

non importa quanto diversi possiamo sembrare agli occhi degli altri, ognuno di noi ha qualcosa di splendido da offrire.
Edward, che al posto delle mani ha delle affilate forbici, non è capace di vivere come una persona "comune" nè tantomeno di relazionarsi con gli altri. Ha sempre vissuto ai margini e le forbici gli hanno in qualche modo impedito di avere relazioni o anche solo semplici contatti fisici (rispecchia un po' la nostra situazione :lol: )Tuttavia è in grado di realizzare splendide sculture, con tutti i materiali. E con queste esprime sentimenti ed emozioni che non riesce ad esternare...
Vecchio 13-04-2008, 22:51   #71
Esperto
L'avatar di calinero
 



Fuga di mezzanotte

Un cult, non necessita di presentazioni, novellino chi non lo conosce.

Aggiungo solo che è un ottimo film da vedere quando si è depressi, triste ma rassicurante.
Vecchio 20-04-2008, 19:19   #72
Avanzato
L'avatar di caliserio
 



L'odio

L'unico sentimento che riesco a provare adesso, contro il mio destino, contro di me, contro il mondo intero.

A parte tutto, un buon film.
Vecchio 24-04-2008, 20:07   #73
Esperto
L'avatar di muttley
 



Un film che credo tutti i frequentatori di questo forum apprezzeranno. Il protagonista potrebbe benissimo essere uno di noi.
Vecchio 28-04-2008, 19:55   #74
Esperto
L'avatar di Redman
 


La Trama

Chuck Barris ha una doppia vita: di giorno è un celebre conduttore di show televisivi, ideatore del "reality show" (autore di programmi come _The Dating Game_, conosciuto anche in Italia col titolo _Il gioco delle coppie_); di notte si trasforma in uno spietato agente della Cia, con una predilezione per gli omicidi efferati. Ma quando l'amore entra nella sua vita, la situazione è destinata a cambiare...
Vecchio 29-04-2008, 18:56   #75
Avanzato
L'avatar di calimerlo
 



Il pasto nudo

film semplicemente delirante

Cronenberg dovrebbero internarlo
Vecchio 09-05-2008, 21:26   #76
Esperto
L'avatar di Amylee17
 

Come in uno specchio di Ingmar Bergman

:



La trama

Karin, col marito medico Martin, il fratello Minus ed il padre scrittore David, trascorrono le vacanze su un'isola dei mari del Nord. Karin, uscita da una clinica psichiatrica, preoccupa molto Martin, che l'ama e che sa come la donna sia incurabile. Non conosce però le sue periodiche allucinazioni durante le quali Karin si reca in una camera in soffitta e ode alcune voci che le annunciano la venuta di un qualcuno, che ella è convinta essere Dio. David, d'altro canto, pur amando la figlia, è preoccupato dei suoi successi di scrittore e annota i sintomi della malattia di Karin su un diario per poterne eventualmente trarre l'ispirazione per un suo romanzo. Karin scopre questo diario e viene a sapere di essere senza speranza. Ciò provoca in lei un trauma e si confida con Martin, che cerca di consolarla. Durante una gita in barca, fra Martin e David, soli, avviene un colloquio piuttosto violento, durante il quale David comprende e ammette i suoi errori e cerca un riavvicinamento alla famiglia. Karin, intanto, rimasta sola sull'isola con Minus, confida al fratello le sue visioni nonché il fatto che per vivere in questo nuovo mondo ella si allontana sempre più dal marito. Al ritorno di Martin e David, Karin chiede di ritornare in manicomio, distaccandosi per sempre da un mondo nel quale ormai non può trovare piu' pace. La sua decisione provoca peraltro un riavvicinamento fra Minus e il padre, i quali d'ora in poi riusciranno a comprendersi meglio.

Recensione

"Come in uno specchio" inaugura la trilogia dedicata specificatamene al problema religioso, che sarà completata, nel breve arco di due anni, da "Luci d'inverno" e "Il silenzio". Di fatto, questi tre film sembrano prestarsi a un'analisi globale. Troppe sono le analogie sostanziali, troppe quelle formali. Bergman era solito suggerire che i suoi film fossero esaminati singolarmente, ma egli stesso accomunò i tre film nella seguente classificazione: "Trattano di una riduzione. Come in uno specchio: certezza conquistata. Luci d'inverno: certezza messa a nudo. Il silenzio - silenzio di Dio - la copia in negativo. Perciò formano una trilogia".
Si è molto parlato del significato religioso finale delle tre opere viste in successione, e qualcuno si è meravigliato dello strano itinerario. Lo avrebbe preferito inverso, dal dubbio alla certezza. Ma l'apparente incongruenza si spiega accettando una lettura più semplice della trilogia. Bergman non vuol dimostrare qualcosa. Vuole soltanto proporre qualcosa alla riflessione, vuole stimolare alla ricerca. E lo fa di volta in volta presentando personaggi - persone a loro volta in stato di ricerca. Non è né credente è ateo. È solo un uomo desideroso, nel suo cammino di artista, di far partecipare il suo prossimo alle sue meditazioni, alla sua avventura nella foresta del silenzio dell'infinito. [... ...]
Stilisticamente la trilogia rivela la tendenza a circoscrivere sia lo spazio, sia il tempo.
Le vicende si svolgono in ambienti rigorosamente chiusi e in segmenti temporali bevi, ben delimitati. È l'uomo prigioniero delle sue angosce l'oggetto dell'attenzione del regista.
[......]La ricerca dell'infinito avviene su due binari principali e su un binario secondario. I binari principali sono Karin e David. Il binario secondario è Minus. Nessun binario segue il personaggio di Martin, sempliciotto medico positivista, banale, incapace, nonostante la sua apparente gentilezza, di dar risposta all'ansia d'amore che lo circonda. Il binario Karin parte da un presupposto, la malattia mentale, che induce la donna a una sorta di sdoppiamento esistenziale tra la realtà e le sue fantasie. [... ...] Diverso è il percorso di David. All'inizio del film è un uomo che sbaglia tutto. Ha sbagliato a lasciare la famiglia, sbaglia pensando di lasciarla di nuovo. Ha portato regali inutili e poco graditi... Ma David è un peccatore in fase di conversione. [... ...]
Resta da svelare il mistero del titolo. Le parole "come in uno specchio" sono tratte dagli Atti degli apostoli, e più esattamente dalla prima Lettera di San Paolo ai Corinti, capitolo 13, versetto 12: "Adesso noi vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; allora vedremo faccia a faccia". [da Ingmar Bergman di Sergio Trasatti Editrice Il Castoro S.r.l.]
Vecchio 09-05-2008, 21:33   #77
Esperto
L'avatar di Amylee17
 

Sussuri e grida di Ingmar Bergman

:



Trama

A Stoccolma, agli inizi del Novecento, Agnese sta morendo di cancro nella villa di famiglia; ad assisterla al suo capezzale ci sono le due sorelle, Maria e Karin, e l’amorevole badante Anna. Fra ricordi d’infanzia ed insanabili tensioni familiari Agnese giunge al termine della propria vita, ma la notte successiva il suo spirito tornerà per manifestare il tormento della donna…

Recensione

Presentato in concorso al Festival di Cannes 1973 e candidato all’Oscar come miglior film dell’anno, “Sussurri e grida” è universalmente considerato come uno dei massimi capolavori nella carriera di Ingmar Bergman. Prodotta, diretta e sceneggiata dallo stesso Bergman, che si è ispirato al teatro di August Strindberg, questa pellicola è una delle opere più intime e personali del grande regista svedese, che anche qui sceglie di trattare alcuni dei temi principali della sua produzione: l’ineluttabilità della sofferenza, la complessità delle relazioni interpersonali (in primo luogo quelle familiari) e il difficile confronto fra l’essere umano e la morte. Davanti alla macchina da presa, in un’affascinante esplorazione dei diversi aspetti dell’animo femminile, un gruppo di magnifiche attrici alle prese con un quartetto di personaggi indimenticabili.

Al centro del film c’è la figura di Agnese (Harriet Andersson), che nel suo letto di morte, nel corso di una lenta e dolorosa agonia in attesa della fine, si trova a ripercorrere alcuni episodi del proprio passato e a rimpiangere la felicità dell’infanzia. Attorno ad Agnese, punto focale dell’intera trama, si innesca il conflitto fra le sue due sorelle, accompagnate dai rispettivi mariti: Maria (Liv Ullmann), egocentrica ed ossessionata dalla propria bellezza, e Karin (Ingrid Thulin), una donna fredda ed incapace di qualunque contatto umano. All’atteggiamento insensibile e distaccato delle due sorelle fa da contraltare il personaggio di Anna (Kari Sylwan), la fedele badante che, con silenziosa e sincera devozione, si prende cura della moribonda Agnese accompagnandola nel suo viaggio verso l’aldilà; e infatti, nel finale, sarà lei l’unica ad avere il coraggio di avvicinarsi al cadavere di Agnese, per placarne lo spirito inquieto.

Intensa, angosciosa, a tratti addirittura straziante, la pellicola è contraddistinta da un’eccezionale potenza espressiva e da un acceso simbolismo, quasi sempre declinato in chiave psicanalitica. Bergman mette la propria regia al completo servizio degli interpreti, facendo un largo uso dei primi piani, e gioca in maniera formidabile sui contrasti cromatici per creare un’atmosfera cupa e opprimente, che rispecchia lo stato d’animo dei protagonisti. Non a caso, infatti, tutto il film è ambientato nello spazio circoscritto (e in qualche modo teatrale) della villa di Agnese, nella quale la costante penombra degli interni viene messa in opposizione con il chiarore della neve nelle scene in esterno, quelle che corrispondono ai flashback di Agnese con la madre. Straordinaria la fotografia di Sven Nykvist (premio Oscar), basata sull’utilizzo di pochi colori essenziali e fortemente simbolici: il bianco, il nero e soprattutto il rosso, tonalità dominante nelle stanze della villa (“ho sempre immaginato il rosso come l'interno dell'anima”, ha detto Bergman). Nella colonna sonora, musiche di Chopin e di Bach. Nel 1978, Woody Allen ha preso spunto da “Sussurri e grida” per girare il suo film più bergmaniano, “Interiors”.
Vecchio 09-05-2008, 21:39   #78
Esperto
L'avatar di Amylee17
 

Fanny & Alexander di Ingmar Bergman

:



Recensione

“E' una meravigliosa summa dei motivi bergmaniani, la fede e la magia, la paura e il mistero, la malvagità che guida molte vite e il riscatto che si ricerca nella morte, la scommessa con il diavolo, con i simboli mai cancellati dell'immaginazione infantile e dell'istituzione adulta. C'è stato un periodo in cui si considerava Bergman una specie di filosofo cinematografico, un divulgatore di problemi esistenziali, un piccolo prontuario per spettatori mezzo-colti, ma molto ambiziosi: 'Fanny e Alexander' dimostra soprattutto la qualiltà poetica di Bergman, la sua capacità di rendere piana, struggente e necessaria ogni storia. Il riepilogo bergmaniano di questo bellissimo film è in chiave di favola infantile, di un'infanzia rivisitata con gli occhi, le malinconie e il coraggio degli adulti, storia di una famiglia di teatranti agli inizi del secolo, storia di due fratelli, il bambino Alexander, la bambina Fanny, che aprono gli occhi sul mondo tra la finzione dell'arte e le durezze dell'esperienza. Bergman non rinuncia a nulla delle sue paure autobiografiche (tanto è vero che il film comincia con il piccolo Alexander che vede la morte accucciata in salotto), ma aggiunge quella parte lieta di sé, che si vede, per esempio, in 'Sorrisi di una notte d'estate', e aggiunge una nuova filosofia, che supera i dubbi e le angosce esistenziali: gli uomini sono soli, non c'è una realtà fuori dal mondo, la felicità consiste nell'adattarsi alle cose, la felicità è la piccola o grande gioia laica dell'amore e dei sensi."
(Stefano Reggiani, 'La Stampa')
Vecchio 11-05-2008, 06:05   #79
Avanzato
 



Un uomo approda alla stazione di Helsinki. La sera stessa viene derubato e ferocemente picchiato. Scappato dall'ospedale dove lo davano ormai per morto scopre di aver perso la memoria. Sperduto in una realtà che non conosce e privo di qualunque punto di riferimento (non ricorda nemmeno il proprio nome), l'uomo sembrerebbe destinato al peggio. Ma l'incontro con una famiglia di marginali e in seguito con Irma, sfiorita rappresentante dell'Esercito della Salvezza, gli permetterà – con tutte le lentezze e le esitazioni del caso – di rifarsi una vita.
Vecchio 14-05-2008, 22:19   #80
Esperto
 




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