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Vecchio 28-03-2024, 20:05   #1
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Con introspezione intendo riflettere per conto proprio su se stessi cercando di arrivare il più possibile in profondità e capirsi meglio.
Può servire a chiarire la natura dei proprî problemi? O magari addirittura a trovare degli indizî per cominciare a risolverli?
Ha lo stesso valore di altri sistemi (confrontarsi con persone fidate, psicoterapia, farmaci, ecc.) o di più o di meno?
O non serve proprio a niente? O è addirittura controproducente?

Io tendo a riflettere molto ma spesso mi sembra che i miei problemi siano un groviglio tale da non sapere neanche da parte cominciare.
Se a un certo punto sono arrivato ad affidarmi ai servizî psicologici è perché da solo mi sembrava di non riuscire a combinare granché.
Ciò nonostante qualche risultato riflettendo su me stesso mi pare di averlo raggiunto. Con risultato intendo focalizzare meglio in cosa consistano i miei problemi.
Il punto (ma questo è il mio problema in genere con ogni cosa) è che ci ho messo tantissimo tempo, quando ormai gran parte della mia vita se n'è ormai andata.
Ringraziamenti da
Hitomi (30-03-2024)
Vecchio 28-03-2024, 20:15   #2
Esperto
L'avatar di cuginosmorfio
 

Serve nella misura in cui sei predisposta/o a sostenere lo sguardo dell'abisso.
Da una reale&concreta introspezione se ne può uscire tanto rinfrancati quanto distrutti. A me così è successo.
È comunque un "controllo qualità" che applico a me stesso costantemente.
Ovviamente il risultato è sempre
Ringraziamenti da
Xchénnpossoreg? (29-03-2024)
Vecchio 28-03-2024, 20:17   #3
Esperto
L'avatar di Darby Crash
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Ha lo stesso valore di altri sistemi (confrontarsi con persone fidate, psicoterapia, farmaci, ecc.) o di più o di meno?
tutti questi sistemi senza un minimo di introspezione sono impraticabili. Se ci si rivolge a un amico o a un terapeuta è perché prima si è comunque riflettuto per conto proprio e si è trovato dei problemi da esporre all'esterno.
Vecchio 28-03-2024, 20:20   #4
Esperto
L'avatar di Nightlights
 

ho molto bisogno dei momenti di introspezione, mi aiutano a fare chiarezza
Vecchio 28-03-2024, 20:31   #5
Banned
 

Per chi ha il doc credo di no, anzi fa star peggio.
Vecchio 28-03-2024, 21:16   #6
Esperto
 

Ma la psicoterapia, gli psicofarmaci e il confronto con terzi sono cose che uno va a cercarsi, richiedono una certa proattivitá e un minimo di impegno e/o collaborazione per sperare di ottenere qualche risultato. L’introspezione invece credo sia una cosa che avviene naturalmente, é uno scorrere dei pensieri, non é generalmente guidata o irregimentata. Questo ha pro e contro, perché lasciare a briglia sciolta i pensieri talvolta può portare a subirli e a perdersi, ma indubbiamente può favorire il dialogo con noi stessi e l’avvicinarsi ai nostri bisogni e alle nostre paure più profonde, che possiamo ammettere a noi stessi, anche se magari ne abbiamo paura, e quando ci sono altre persone tendiamo a reprimere o dissimulare, per un’infinità di ragioni.
Non sono peró processi che avvengono a compartimenti stagni: la terapia, il dialogo e anche le modificazioni chimiche indotte dai farmaci hanno ovviamente un effetto sui nostri pensieri, anzi diciamo che mirano esattamente a quello, e il pensare diventa inevitabilmente anche un “pensarci” autoreferenziale.
Vecchio 28-03-2024, 21:26   #7
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Quote:
Originariamente inviata da Teal Visualizza il messaggio
Ma la psicoterapia, gli psicofarmaci e il confronto con terzi sono cose che uno va a cercarsi, richiedono una certa proattivitá e un minimo di impegno e/o collaborazione per sperare di ottenere qualche risultato. L’introspezione invece credo sia una cosa che avviene naturalmente, é uno scorrere dei pensieri, non é generalmente guidata o irregimentata.
Mi hai tolto le parole dalla tastiera. Penso sia un elemento (non dico né qualità né difetto) della mente la cui capacità è innata se pure allenabile, dato che buona parte del lavoro di meditazione per certe correnti spirituali serve esattamente ad allenarla, e queste tecniche esistono da secoli; se non funzionasse o non fosse possibile dubito che le tradizioni che ne fanno uso sarebbero durate.

C'è chi ce l'ha abbastanza sviluppata e chi meno. Conosco anche gente che se mai ne è dotata non lo fa vedere per quanto i comportamenti messi in atto sono patentemente effetto di rimozioni e sublimazioni varie.

E come ritengo giustamente tu hai detto non abbiamo controllo su quando, come e quanto usarla.

Personalmente penso di averla abbastanza sviluppata e mi sia stato utile a non prendere cantonate e non dare fregature al prossimo. Chiaramente questo ha il suo prezzo per tutta una serie di freni che ne conseguono sul piano delle azioni e considerato che siamo in Italia forse forse meglio essere poco introspettivi se le conseguenze impattano le capacità di difesa.

Ultima modifica di pokorny; 28-03-2024 a 21:28.
Vecchio 28-03-2024, 21:33   #8
Esperto
L'avatar di Maffo
 

NO

5char
Vecchio 28-03-2024, 21:56   #9
Esperto
L'avatar di Clover
 

Io direi di sì, serve ad essere consapevoli dei meandri della nostra mente ed emozioni. Poi, come tutte le cose può avere i suoi risvolti negativi nel caso in cui diventa una fissazione. Sicuramente io lo trovo un metodo valido.
Vecchio 29-03-2024, 09:54   #10
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Io però non capisco bene di cosa si tratta, spesso si afferma che bisogna conoscersi veramente, ma poi chi decide cosa è vero e cosa no e io cosa desidero?
Come si verifica che un'affermazione introspettiva è vera?
Che significa che è vera?

A me sembra una cosa confusa, per questo non è che dico sia inutile, penso sia confusa ed è un sistema inaffidabile per conoscere cose vere effettivamente.

Pensare è utile, in relazione a tutto, ma in generale, non l'introspezione, questa presunta conoscenza profonda che di profondo non ha nulla.

Per me un buddista è andato probabilmente in uno stato mentale particolare simile a quello a cui si accede facendo uso di stupefacenti non possiede nessuna conoscenza approfondita del mondo e roba simile, sono scettico nei confronti di forme di "consapevolezza" vicine o simili a queste, non sanno di più su cosa sono loro o il mondo queste persone.
Meno scettico sono nei confronti di forme di conoscenza che tendo a distinguere nettamente da questa roba qua. Non si chiami consapevolezza lo stato mentale di un ubriaco o di un "meditatore" (che ha solo un tipo di ubriacatura mentale diversa) con la conoscenza vera di qualcosa, non c'entra nulla per me.

Ultima modifica di XL; 29-03-2024 a 10:29.
Vecchio 29-03-2024, 10:28   #11
Esperto
L'avatar di Trinacria
 

Quote:
Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Io però non capisco bene di cosa si tratta, spesso si afferma che bisogna conoscersi veramente, ma poi chi decide cosa è vero e cosa no e io cosa desidero?
Come si verifica che un'affermazione introspettiva è vera?
Che significa che è vera?
Sono i tuoi pensieri, è la tua vita, saprai tu cosa è vero e cosa non è vero. Sei l'unico a poterlo sapere.


Io credo che l'introspezione sia alla base di tutto. Se non capisci per primo cosa hai nella testa, cosa ti manca e cosa vuoi allora qualsiasi altro percorso sarà inutile e non porterà a niente.
Vecchio 29-03-2024, 10:35   #12
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Quote:
Sono i tuoi pensieri, è la tua vita, saprai tu cosa è vero e cosa non è vero. Sei l'unico a poterlo sapere.
Ci devo pensare comunque, su certe cose sono abbastanza certo su altre no, ma distinguo il pensare dall'introspezione che sembra una cosa particolare, mentre il pensare non ha regole precise, la riflessione è abbastanza anarchica, richiede solo un po' di coerenza.
La psicoanalisi, la meditazione, e così via non costituiscono un pensare.
Io una marea di cose non so se sono vere o no e dubito che l'introspezione me le farà sapere.
Esperienza, intuizione e pensiero poi il resto non serve, non c'è alcuna strada regia per conoscersi e conoscere.
La consapevolezza di cosa siamo e in che mondo viviamo con questa roba si costruisce.

Ultima modifica di XL; 29-03-2024 a 10:53.
Vecchio 29-03-2024, 11:51   #13
Esperto
L'avatar di froschio
 

Solo l'introspezione ha una dieta equilibrata. Se la si nutre troppo diventa nevrosi, come risulta spesso il caso.
Vecchio 29-03-2024, 11:54   #14
Esperto
L'avatar di Blue Sky
 

Per me è fondamentale, la pratico costantemente.

Ho sempre fatto fatica a valorizzare consigli di altre persone. Devo migliorare sotto questo aspetto, ma penso che dall'introspezione non si possa prescindere.

Forse, per quanto segnalavi tu Hor, l'introspezione può dare risultati solo lentamente, perché una mentalità fa fatica a contraddire se stessa e trovare le proprie "fallacie", perché c'è un istinto di coerenza che guida solitamente le personalità.
Vecchio 29-03-2024, 12:21   #15
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Quote:
Originariamente inviata da Blue Sky Visualizza il messaggio
Forse, per quanto segnalavi tu Hor, l'introspezione può dare risultati solo lentamente, perché una mentalità fa fatica a contraddire se stessa e trovare le proprie "fallacie", perché c'è un istinto di coerenza che guida solitamente le personalità.
Non saprei. Io ho notato che sono molto lento un po' in tutte le cose, ad esempio ho constatato spesso che impiego molto più tempo degli altri ad adattarmi e ingranare nelle nuove situazioni. L'ho visto all'inizio dell'università confrontandomi con gli altri iscritti, l'ho visto quando mi sono laureato e poi ho cominciato a lavorare e così via.
Vecchio 29-03-2024, 13:08   #16
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Quote:
Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Per me un buddista è andato probabilmente in uno stato mentale particolare simile a quello a cui si accede facendo uso di stupefacenti non possiede nessuna conoscenza approfondita del mondo e roba simile, sono scettico nei confronti di forme di "consapevolezza" vicine o simili a queste, non sanno di più su cosa sono loro o il mondo queste persone.
E' un ambiente che un po' conosco e sarebbe un bel miglioramento medio per la comunità dei meditatori se fosse così come dici. In realtà a quanto posso vedere dal comportamento esteriore non c'è il giustificativo della droga. L'effetto invece è quello di mettere così al centro del mondo sé stessi da perdere il contatto con la realtà.

Inoltre i testi dedicati al tema dicono abbastanza esplicitamente che è molto difficile distinguere i veri risultati da stati di esaltazione prodotti dal proprio approccio sbagliato. Aggiungiamo che circa il 5% della popolazione media ha la tendenza a stati di derealizzazione e depersonalizzazione ed ecco pronta la ricetta per credersi l'illuminato di Testaccio. Sospetto che se sugli appassionati di meditazione si facessero studi approfonditi scopriremmo che quel 5% salirebbe di qualche punto almeno, il che non stupirebbe considerando che certi stati di coscienza sembrano quelli descritti e di qui a interessarsi all'argomento è un attimo. Una specie di filtro che seleziona le persone in un inutile automatismo. L'argomento che seleziona in modo meccanico quelli a cui esso stesso interessa.

Quote:
Meno scettico sono nei confronti di forme di conoscenza che tendo a distinguere nettamente da questa roba qua. Non si chiami consapevolezza lo stato mentale di un ubriaco o di un "meditatore" (che ha solo un tipo di ubriacatura mentale diversa) con la conoscenza vera di qualcosa, non c'entra nulla per me.
Io invece penso che l'introspezione sia un aiuto. L'importante è avere la classica lampadina accesa in un angolo della mente che mantenga attivo il senso di autocritica inteso come consapevolezza che siamo un po' come una lampada: possiamo illuminare l'ambiente circostante (sempre inteso come metafora della mente) ma non la luce stessa, ovvero la capacità di guardarsi come se si fosse un osservatore esterno privo di bias cognitivi.

Chiaramente è impossibile, un riscontro serve sempre. Ma è un fatto - che molti utenti hanno condiviso in vari post - che spesso avere amici o terapeuti che fanno notare certi comportamenti ha permesso di prenderne coscienza e correggerli. Insomma, se non crediamo a quel che ci diciamo come se fosse una fonte perfettamente affidabile, l'introspezione ha una sua utilità.

Ultima modifica di pokorny; 29-03-2024 a 15:29.
Ringraziamenti da
XL (29-03-2024)
Vecchio 29-03-2024, 15:25   #17
Esperto
L'avatar di Blue Sky
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Non saprei. Io ho notato che sono molto lento un po' in tutte le cose, ad esempio ho constatato spesso che impiego molto più tempo degli altri ad adattarmi e ingranare nelle nuove situazioni. L'ho visto all'inizio dell'università confrontandomi con gli altri iscritti, l'ho visto quando mi sono laureato e poi ho cominciato a lavorare e così via.
Ok, puoi essere particolarmente lento ad adattarti alle cose in generale. Anch'io lo sono, almeno più della media delle persone. Però credo che sia un elemento comune il fatto che i percorsi di introspezione siano più lenti a far scaturire consigli utili al cambiamento, rispetto al consiglio di una persona esterna, il quale però d'altra parte sarà fatalmente più superficiale.
Vecchio 29-03-2024, 16:20   #18
Esperto
L'avatar di Barracrudo
 

No e fine a se stessa l introspezione
Vecchio 29-03-2024, 16:33   #19
Esperto
L'avatar di Varano
 

Penso che in alcuni momenti sia necessaria, ma per come siamo fatti noi andrebbe contenuta altrimenti c'è rischio di rimurginare in maniera sterile senza agire mai.
Riflettere va bene per es. dopo che torni da un viaggio, da un'esperienza frenetica, metti a posto i pensieri. Ma noi che abbiamo vite abbastanza monotone non dovremmo chiuderci troppo nell'introspezione
Vecchio 29-03-2024, 16:34   #20
Esperto
L'avatar di CamillePreakers
 

L'introspezione serve quando si è nelle condizioni materiali di agire sulle condizioni che ci danneggiano, ovvero quando dipendono principalmente da noi e siamo in grado di sistemarle/di cambiare. Altrimenti è semplicemente un elemento in più che rende ancora più infernale il nostro particolare inferno privato.
Ringraziamenti da
froschio (31-03-2024), probid (29-03-2024)
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