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Vecchio 26-08-2008, 18:24   #1
Intermedio
 

é un argomento delicato del quale voglio parlare e non credo sia facile per nessuno affrontare il problema della vita e della morte, ma il mio psicologo mi ha spiegato che una persona è consapevole della morte e della vita solo dopo aver ottenuto una accettazione da parte di coetanei, quindi per voi un eventuale scelta di morte per porre fine ai dolori della vita diventa possibile solo dopo la consapevolezza della propria morte oppure anche in assenza della stessa?

Insomma vi siete mai sentiti accettati e scegliete la morte o meditate la morte comunque anche senza aver "avvertito" questa accettazione?

SCUSATE per la lunghezza del post, spero che possiate leggerlo e scrivere molte cose a riguardo!
Vecchio 26-08-2008, 20:06   #2
Intermedio
L'avatar di Pride6
 

Se per essere consapevole della vita devo essere accettato dai miei coetanei (che neanche guardo in faccia)...non lo sarò mai neanche a 70 anni!
Vecchio 26-08-2008, 20:28   #3
Principiante
L'avatar di Joker3
 

Forse non ho capito bene che intendi...

Comunque il fatto che una persona sia "accettata" non vuol dire che sia anche felice. La maggior parte delle volte l'accettazione di qualcuno non è che indifferenza (finto rispetto), e penso che la maggior parte di noi non voglia tanto essere riconosciuta e accettata come fobica, quanto rimuovere mitigare o aggirare le propria fobia in moda da poter stare serenamente insieme agli altri.

Di per se, poi, ci sono cose nelle persone che non dipendono dagli altri, ma che gli altri possono aiutarci a vedere sotto altri punti di vista. Se una persona non riesce a realizzarsi e medita la morte, gli altri potrebbero aiutarlo a sdrammatizzare e razionalizzare la cosa.

Io, personalmente, penso a occhio e croce che non potrei meditare la morte se fossi sicuro della presenza accanto a me di persone che ritengo importanti.
Vecchio 26-08-2008, 20:37   #4
Principiante
L'avatar di hooors
 

credo che il tuo psicoanalista abbia ragione
ho fatto all'univ qlk corso di sociologia
cmq la nostra esistenza è sostanzialmente legata all'ambiente, e cioè agli altri.
ogni uno ha un ruolo (lavoro, familiare)nella società che viene riconosciuto dagli altri

facciamo l'esempio del medico, in questo caso so e sono consapevole di essere medico dopo l'esame di laurea ecc, e gli altri mi assegnano il ruolo di medico perche si aspettano cure e associano la loro salute a me.
come il ruolo di padre strettamente legato alle aspettative del figlio

ora la morte è secondo me una medaglia che ha due facce
da una parte la società mi considera un suicida, e mi etichetta come il suicida, è logico che non saprei essere consapevole di essere morto (a differenza di essere medico o padre, fratello comunque un ruolo) perche perdo tutti i canali cognitivi,
sono quelli la chiave di volta!la cognizione (tatto udito, consapevolezza)

ecco perchè chi è in coma è vivo MA non sa di esserlo!
ergo sei consapevole della morte solo "dopo" la conferma degli altri

se non sono stato chiaro scrivimi
Vecchio 26-08-2008, 20:44   #5
Esperto
L'avatar di gattasilvestra
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio
una persona è consapevole della morte e della vita solo dopo aver ottenuto una accettazione da parte di coetanei
... intendi accettazione globale, indiscriminata, derivata dalla capacità di rapportarsi a chiunque?
Vecchio 26-08-2008, 21:43   #6
Avanzato
L'avatar di caliserio
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio
il mio psicologo mi ha spiegato che una persona è consapevole della morte e della vita solo dopo aver ottenuto una accettazione da parte di coetanei
non prendere alle lettere questi accentti alle teorie di individuazione-separazione
Vecchio 27-08-2008, 17:47   #7
Intermedio
 

scusate ho fatto un topic troppo difficile da risolvere su internet, cmq grazie per le risposte
Vecchio 27-08-2008, 19:38   #8
Intermedio
L'avatar di calireo
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio
scusate ho fatto un topic troppo difficile da risolvere su internet, cmq grazie per le risposte
:lol: :lol: :lol:
non stai facendo saggio il saccente, vero? dimmi di no :wink:
:lol: :lol: :lol:
Vecchio 28-08-2008, 23:36   #9
Intermedio
 

no, mi sono espresso male..
volevo solo dire che è un'argomento troppo complesso per riuscire a risolverlo senza un dibattito "face to face"
Vecchio 29-08-2008, 01:08   #10
Intermedio
L'avatar di soloio
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio
é un argomento delicato del quale voglio parlare e non credo sia facile per nessuno affrontare il problema della vita e della morte, ma il mio psicologo mi ha spiegato che una persona è consapevole della morte e della vita solo dopo aver ottenuto una accettazione da parte di coetanei, quindi per voi un eventuale scelta di morte per porre fine ai dolori della vita diventa possibile solo dopo la consapevolezza della propria morte oppure anche in assenza della stessa?

Insomma vi siete mai sentiti accettati e scegliete la morte o meditate la morte comunque anche senza aver "avvertito" questa accettazione?

SCUSATE per la lunghezza del post, spero che possiate leggerlo e scrivere molte cose a riguardo!

...eh?!?!?...mah, io sinceramente non ho capito nulla! ...sarà che l'argomento è troppo impegnativo per me?! boh!
Vecchio 29-08-2008, 01:16   #11
Principiante
L'avatar di Joker4
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio
no, mi sono espresso male..
volevo solo dire che è un'argomento troppo complesso per riuscire a risolverlo senza un dibattito "face to face"
Probabilmente il contrario .
Vecchio 30-08-2008, 15:13   #12
Intermedio
 

allora, rieccomi:
semplifichiamo!

_1)se avete voglia di suicidarvi è perchè avete consapevolezza della vostra morte

_2)per avere consapevolezza della morte è necessaria l'accettazione da parte della gente

_3)se interpreti i comportamenti degli altri come "buoni", non hai la fobia sociale

per me è così
Vecchio 30-08-2008, 15:38   #13
Esperto
L'avatar di Fear
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio
allora, rieccomi:
semplifichiamo!

_1)se avete voglia di suicidarvi è perchè avete consapevolezza della vostra morte

_2)per avere consapevolezza della morte è necessaria l'accettazione da parte della gente

_3)se interpreti i comportamenti degli altri come "buoni", non hai la fobia sociale

per me è così
Io continuo a capirci poco (nulla?) ma sarà un mio limite culturale.

Anche perchè se non sta in piedi il puto 1) crolla il resto.
Tale punto non sta in piedi perchè se ho voglia (per assurdo) di suicidarmi
è perchè non sopporto + la vita o il dolore della.
Non certo perchè ho la consapevolezza(?) della morte.

bye :wink:
Vecchio 09-03-2010, 23:28   #14
Esperto
L'avatar di calinero
 

Quote:
Originariamente inviata da Saggio Visualizza il messaggio
é un argomento delicato del quale voglio parlare e non credo sia facile per nessuno affrontare il problema della vita e della morte, ma il mio psicologo mi ha spiegato che una persona è consapevole della morte e della vita solo dopo aver ottenuto una accettazione da parte di coetanei
mi pare una scemata questa
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