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Vecchio 07-11-2020, 14:52   #1
Esperto
L'avatar di Brutton
 

Il disturbo schizoide di personalità (così come definito secondo i criteri diagnostici del DSM e, similmente, nell'ICD-10) è un disturbo di personalità del Cluster A, il cui tratto principale è la mancanza del desiderio di relazioni strette con altri esseri umani, e il “distacco” emotivo del soggetto rispetto alle persone e alla realtà circostante.

La sua prevalenza è bassa rispetto ad altri disturbi della personalità ed è stata valutata inferiore all'1% nella popolazione generale.[1] Si manifesta maggiormente nel genere maschile.[2]La personalità schizoide manifesta chiusura in sé stessa o senso di lontananza, elusività o freddezza.[3] La persona tende all'isolamento oppure ha relazioni comunicative formali o superficiali, non appare interessata a un legame profondo con altre persone, evita il coinvolgimento in relazioni intime con altri individui, con l'eccezione eventuale di parenti di primo grado.

Il soggetto schizoide, all'esame clinico mostra una tendenza pervasiva a vivere emotivamente in un “mondo proprio” rigidamente separato del mondo esterno delle relazioni sociali, e la sua stessa idea del sé è affetta da incertezze.

In alcuni casi manifesta "freddezza" all'esterno con atteggiamenti di rifiuto, disagio, indifferenza o disprezzo (rivolto magari a personalità non affini a sé), o comunque altre modalità di chiusura, elusività, blocco emotivo o distacco.

Le situazioni che scatenano la risposta schizoide, cioè la manifestazione dei sintomi, sono in genere quelle di tipo intimo con altre persone, come ad esempio le manifestazioni di affetto o di scontro. La persona schizoide non è in grado di esprimere la sua partecipazione emotiva coerentemente e in un contesto di relazione; in contesti dove è richiesta spontaneità, simpatia o affabilità appare rigida o goffa. Nelle relazioni superficiali e nelle situazioni sociali formali - come quelle lavorative e quelle abituali - il soggetto può apparire normale.

Un tratto caratterizzante tipico della personalità schizoide è l'assente o ridotta capacità di provare vero piacere o interesse in una qualsiasi attività (anedonia).

Nell'esperienza individuale del paziente schizoide prevale il senso di vuoto o di mancanza di significato, riferito alla sua esistenza esteriore: il soggetto non riesce a trarre piacere dalla realtà esterna, né a percepirsi come pienamente esistente nel mondo. Il soggetto schizoide spesso appare una persona tendenzialmente poco sensibile a manifestazioni di partecipazione emotiva o giudizi di altri - ad esempio incoraggiamenti, elogi o critiche - cioè può apparire una personalità “poco influenzabile”. Anche una scarsa paura in risposta a pericoli fisici, o una sopportazione del dolore più elevata del normale, possono far parte del quadro.

Il soggetto introverso/schizoide presenta spesso una immaginazione ricca ed articolata ed un vissuto emozionale intenso, concentrando molte delle sue energie emotive coltivando un mondo interiore "fantastico". Rievocando ricordi di eventi che riguardano la sua vita emotiva in qualche modo appaga alcuni bisogni senza partecipare attivamente al mondo reale. La risposta schizoide sarebbe cioè un meccanismo difensivo profondo rivolto verso la realtà in quanto tale, inconsciamente percepita come fonte di pericolo o di dolore.

Il paziente schizoide si distingue nettamente dallo schizofrenico per il fatto che il disturbo schizoide non intacca le capacità logico-cognitive: il soggetto è pienamente consapevole della realtà benché non vi partecipi emotivamente. La psicosi, stato mentale la cui persistenza è un sintomo della schizofrenia, nello schizoide è assente, oppure circoscritta a brevi episodi caratterizzati da forte tensione. Si potrà allora parlare di attacchi psicotici - o disturbo schizofreniforme - come reazioni dello schizoide a stress emotivi.

Le persone affette da disturbo schizoide hanno una vita sessuale scarsa o assente, oppure percepita come non appagante in senso affettivo: appagandosi di fantasie puramente ideali, gli schizoidi possono anche indefinitamente posporre la sessualità matura.[4] L'individuo schizoide è poco attratto dal costruire relazioni affettive intense, e può mostrare insofferenza verso intimità inter-personale. Può apparire riluttante a parlare degli aspetti intimi del proprio sé o a conoscere quelli del sé di altri individui.

Come segue, la diagnosi può essere posta solo nell'età adulta, poiché l'evoluzione della sintomatologia è compiuta al passaggio dall'adolescenza alla maturità. I caratteri espressi dalla personalità del bambino - come timidezza, aggressività, ecc. - perlopiù non sono indicatori attendibili di un futuro sviluppo del disturbo.

Come nel caso della schizofrenia, anche nel disturbo schizoide è spesso difficile convincere l'individuo dell'esistenza del disturbo e della necessità di intervento, in quanto se nello schizofrenico sono intaccati i processi logico matematici, e dunque non è in grado di capire che vi è un problema, nello schizoide invece, pur essendo un soggetto lucido, avendo egli una certa riluttanza all'apertura del suo sé di fronte ad altri, il tentativo di avvicinamento all'argomento può generare una forte chiusura o una reazione anche psicotica. Ciò è aggravato dall'immagine distorta del suo sé che il soggetto può aver costruito negli anni.

CHI SI RICONOSCE IN QUESTO DISTURBO? CHE LIMITAZIONI VI HA PORTATO? POTETE RACCONTARE LA VOSTRA ESPERIENZA...

Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
Vecchio 07-11-2020, 15:48   #2
Esperto
L'avatar di Dahmer
 

Credo che il mio nonno paterno ce lo avesse.

Stava sempre in silenzio a meno che non si parlasse dei suoi unici interessi (pullman e olio/prosciutto/ tutte cose con cui ha lavorato)...non ha mai avuto amici, e non sembrava ''timido'' o evitante, anzi aveva messo su un impresa sulla sua passione (pullman)...a me sembrava che provasse affetto per noi nipoti, ma lo dimostrava tramite gesti materiali, per il resto era totalmente chiuso in sè stesso. L'unica volta che son riuscita ad averci uno scambio mi sono sforzata a dimostrare interesse per i pullman, a quel punto non stava più zitto. Credo che il suo non fosse un problema nell aver paura di rapportarsi, semplicemente non nè sentiva il bisogno come le altre persone. Ovviamente non posso diagnosticare nulla e comunque sia è morto da anni. E' solo un'ipotesi.

Rimpiango di non aver passato più tempo con lui e di non essermi sforzata anche se la sua passione mi annoiava...

Ultima modifica di Dahmer; 07-11-2020 a 19:56.
Ringraziamenti da
Brutton (07-11-2020), Desirée (07-11-2020)
Vecchio 07-11-2020, 18:03   #3
Esperto
 

Non ho questo disturbo, di diagnosticato ho solo il disturbo bipolare e l’ossessivo , però alcune delle caratteristiche di questo disturbo sento comunque di averle in piccola parte, in realtà credo che molti disturbi psichici abbiano dei punti in comune
Vecchio 07-11-2020, 18:13   #4
Esperto
 

L'ho appena diagnosticato a una persona che conosco.Lo sospettavo già, ma questo dà conferma.
(E ad alcuni forumisti )
Vecchio 07-11-2020, 18:18   #5
Esperto
L'avatar di Stasüdedòs
 

Presente, mi ci ritrovo in quasi tutte le caratteristiche, tranne queste due:

Un tratto caratterizzante tipico della personalità schizoide è l'assente o ridotta capacità di provare vero piacere o interesse in una qualsiasi attività (anedonia).

Nell'esperienza individuale del paziente schizoide prevale il senso di vuoto o di mancanza di significato, riferito alla sua esistenza esteriore: il soggetto non riesce a trarre piacere dalla realtà esterna, né a percepirsi come pienamente esistente nel mondo. Il soggetto schizoide spesso appare una persona tendenzialmente poco sensibile a manifestazioni di partecipazione emotiva o giudizi di altri - ad esempio incoraggiamenti, elogi o critiche - cioè può apparire una personalità “poco influenzabile”. Anche una scarsa paura in risposta a pericoli fisici, o una sopportazione del dolore più elevata del normale, possono far parte del quadro.
Vecchio 07-11-2020, 23:41   #6
Intermedio
L'avatar di gordon77
 

è una delle due malattie che mi hanno diagnosticato ( l'altra è depressione maggiore cronica).

non ho molto da raccontare, se non che quando andavo al CSM ho fatto dei cicli di psicoterapia, due individuali e uno di gruppo...ma con risultati inesistenti come del resto con i farmaci).
Vecchio 08-11-2020, 00:51   #7
Esperto
L'avatar di Noradenalin
 

Quote:
Originariamente inviata da Giuseppe_ann Visualizza il messaggio
“distacco” emotivo del soggetto rispetto alle persone e alla realtà circostante.

La personalità schizoide manifesta chiusura in sé stessa o senso di lontananza, elusività o freddezza.[3] La persona tende all'isolamento oppure ha relazioni comunicative formali o superficiali, non appare interessata a un legame profondo con altre persone

Il soggetto schizoide, all'esame clinico mostra una tendenza pervasiva a vivere emotivamente in un “mondo proprio” rigidamente separato del mondo esterno delle relazioni sociali, e la sua stessa idea del sé è affetta da incertezze.

In alcuni casi manifesta "freddezza" all'esterno con atteggiamenti di rifiuto, disagio, indifferenza o disprezzo (rivolto magari a personalità non affini a sé), o comunque altre modalità di chiusura, elusività, blocco emotivo o distacco.

Un tratto caratterizzante tipico della personalità schizoide è l'assente o ridotta capacità di provare vero piacere o interesse in una qualsiasi attività (anedonia).

Nell'esperienza individuale del paziente schizoide prevale il senso di vuoto o di mancanza di significato, riferito alla sua esistenza esteriore: il soggetto non riesce a trarre piacere dalla realtà esterna, né a percepirsi come pienamente esistente nel mondo. Il soggetto schizoide spesso appare una persona tendenzialmente poco sensibile a manifestazioni di partecipazione emotiva

Il soggetto introverso/schizoide presenta spesso una immaginazione ricca ed articolata

La psicosi circoscritta a brevi episodi caratterizzati da forte tensione.

Le persone affette da disturbo schizoide hanno una vita sessuale scarsa o assente, oppure percepita come non appagante in senso affettivo
L'individuo schizoide è poco attratto dal costruire relazioni affettive intense

Non mi è stato diagnosticato con precisione il disturbo, ma solo riferito che presento qualche tratto affine, quelli quotati, i cui mi ci riconosco molto anch'io.
Soprattutto l'anedonia e il senso di vuoto; la freddezza, il distacco emotivo e la chiusira; l'immaginazione articolata (e aggiungerei a volte strana e perversa nel mio caso).

E comunque nella mia terapia sono presenti anche farmaci neurolettici antipsicotici.

Ultima modifica di Noradenalin; 08-11-2020 a 00:54.
Vecchio 08-11-2020, 08:10   #8
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Presente.
Quote:
La persona tende all'isolamento oppure ha relazioni comunicative formali o superficiali, non appare interessata a un legame profondo con altre persone, evita il coinvolgimento in relazioni intime con altri individui, con l'eccezione eventuale di parenti di primo grado.
La cosa che più odio di questo disturbo è che la gente ti reputa strano ma normale. Come dire.. hai qualcosa che non va ma è perché non ti impegni abbastanza ad essere normale. Passare la vita così è dura.
Essendo normale coi tuoi, non avendo amici e partner non c'è nessuno ad indirizzarti verso la diagnosi.
Io ci sono arrivato su insistenza di mio padre (che non viveva col resto della famiglia) perché ero diventato hikikomori.
La cosa assurda è che poi quando è arrivata la diagnosi nessuno dei miei l'ha neanche considerata davvero.
Quote:
Un tratto caratterizzante tipico della personalità schizoide è l'assente o ridotta capacità di provare vero piacere o interesse in una qualsiasi attività (anedonia).
Più che anedonia parlerei di alessitimia nel mio caso.
Quote:
La psicosi, stato mentale la cui persistenza è un sintomo della schizofrenia, nello schizoide è assente, oppure circoscritta a brevi episodi caratterizzati da forte tensione.
Io non l'ho mai avuta una psicosi vera e propria ma per un anno a 14anni ho avuto pensieri intrusivi ossessivi a carattere spaventoso. Per questo motivo il mio psichiatra si è deciso a diagnosticarmi il disturbo. Però ci fu un po' di confusione perché lui mi diagnosticò il disturbo schizotipico.. sebbene io sia appassionato di paranormale non ho assolutamente pensiero magico. Ad oggi non so com'è la situazione se risulto ancora schizotipico.
Quote:
Come segue, la diagnosi può essere posta solo nell'età adulta, poiché l'evoluzione della sintomatologia è compiuta al passaggio dall'adolescenza alla maturità.
Con me all'inizio valutavano l'Asperger, è stato fondamentale fare l'anamnesi e parlare anche coi miei genitori per capire se queste caratteristiche erano presenti fin dall'infanzia o dall'inizio dell'adolescenza.
Quote:
Come nel caso della schizofrenia, anche nel disturbo schizoide è spesso difficile convincere l'individuo dell'esistenza del disturbo e della necessità di intervento
Con me è stato il contrario, cioè non è che io insistevo ma lo psicologo non era d'accordo, in generale odiava le etichette.

Come ho detto sono arrivato alla diagnosi perché mio padre si era stufato di vedermi hikikomori e mi suggerì di farmi vedere da uno psicologo.
A distanza di quasi dieci anni dalla diagnosi non sono più hikikomori, lavoro part time, faccio alcune attività di risocializzazione in centro diurno(csm) ma non ho ancora amici (tranne due virtuali) e non ho partner.
Mi impegno a mantenere questo lavoro non per la paga che è misera ma perché vorrei un giorno diventare indipendente economicamente e in generale perché fa parte della terapia riabilitativa, mi serve per mantenere una connessione con la società. Non sento la necessità di altri amici e un partner, non so come fare a cambiare questa cosa. Passo ancora tutto il mio tempo al pc e non esco mai(mai di nuovo perché prima del covid uscivo un paio di volte nei weekend con mia madre e mia sorella e avevo cominciato ad andare al supermercato, in gelateria e in pizzeria d'asporto anche da solo). Vivo con mia madre ma non ci parliamo molto, in ufficio non parlo molto, coi miei fratelli parlo ogni tanto (ormai solo online). Le mie due amiche virtuali sono tutto per me sebbene continui a rifiutare l'idea e le proposte di incontrarle per l'ansia invalidante ci tengo moltissimo a loro e se dovessi perdere la frequenza con cui ci parlo si aprirebbe una crisi nera. Mi rendo conto che non dovrei rivestirle di così tanta responsabilità.. non è salutare per tutti ma non so come fare.
Vecchio 08-11-2020, 09:45   #9
Esperto
L'avatar di Stasüdedòs
 

Quote:
Originariamente inviata da gordon77 Visualizza il messaggio
non ho molto da raccontare, se non che quando andavo al CSM ho fatto dei cicli di psicoterapia, due individuali e uno di gruppo...ma con risultati inesistenti come del resto con i farmaci).
Il DSP ha una caratteristica che lo rende "incurabile" nella maggiorparte dei casi: non porta sofferenza / malessere, se non in minima parte o cmq non abbastanza da motivare adeguatamente il soggetto per combattere il disturbo. E senza motivazione, ogni terapia o obiettivo non può fare altro che fallire.

Lo schizoide vive nel suo mondo, nella sua bolla, e tuttosommato ci sta bene al contrario dell'evitante che "vorrebbe, ma non riesce"... perchè quindi cambiare e forzarsi in situazioni verso cui si prova disagio, fastidio o totale disinteresse? ... Magari si rende conto che non è normale, ma è una valutazione freddamente razionale che non lo smuove anche a livello emotivo per decidersi a cambiare qualcosa.
Vecchio 08-11-2020, 10:33   #10
Esperto
L'avatar di Brutton
 

Quote:
Originariamente inviata da gordon77 Visualizza il messaggio
è una delle due malattie che mi hanno diagnosticato ( l'altra è depressione maggiore cronica).



non ho molto da raccontare, se non che quando andavo al CSM ho fatto dei cicli di psicoterapia, due individuali e uno di gruppo...ma con risultati inesistenti come del resto con i farmaci).
In cosa consistono i cicli di psicoterapia individuali e di gruppo?
Hai smesso di prendere farmaci?

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Vecchio 08-11-2020, 10:35   #11
Esperto
L'avatar di JR_Reloaded
 

Una volta chiesi ad una psichiatra se potessi essere schizoide secondo lei e lei mi rispose "che brutta parola, no..."

Che brutta parola? è un disturbo e si chiama così, sono stata da psichiatri molto competenti.

Comunque non credo di essere schizoide, potrei essere schizotipica, gli schizoidi sono emotivamente freddi ma non sono bizzarri ed eccentrici, sono persone del tutto "normali". Io non sono così fredda, ma sono bizzarra ed eccentrica come gli schizotipici.

Per capire la differenza: lo schizoide potrebbe essere un uomo in giacca e cravatta che esce da lavoro e cammina solo senza guardare nessuno verso la sua abitazione dove si chiuderà nel suo silenzio.

Lo schizotipico il barbone con un gatto al guinzaglio che gli chiede due spicci all'uscita della metropolitana vaneggiando su una imminente apocalisse. Ecco io sono più simile al secondo.

Ultima modifica di JR_Reloaded; 08-11-2020 a 10:42.
Vecchio 08-11-2020, 10:36   #12
Esperto
L'avatar di Brutton
 

Quote:
Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Presente.

La cosa che più odio di questo disturbo è che la gente ti reputa strano ma normale. Come dire.. hai qualcosa che non va ma è perché non ti impegni abbastanza ad essere normale. Passare la vita così è dura.
Essendo normale coi tuoi, non avendo amici e partner non c'è nessuno ad indirizzarti verso la diagnosi.
Io ci sono arrivato su insistenza di mio padre (che non viveva col resto della famiglia) perché ero diventato hikikomori.
La cosa assurda è che poi quando è arrivata la diagnosi nessuno dei miei l'ha neanche considerata davvero.
Più che anedonia parlerei di alessitimia nel mio caso.
Io non l'ho mai avuta una psicosi vera e propria ma per un anno a 14anni ho avuto pensieri intrusivi ossessivi a carattere spaventoso. Per questo motivo il mio psichiatra si è deciso a diagnosticarmi il disturbo. Però ci fu un po' di confusione perché lui mi diagnosticò il disturbo schizotipico.. sebbene io sia appassionato di paranormale non ho assolutamente pensiero magico. Ad oggi non so com'è la situazione se risulto ancora schizotipico.
Con me all'inizio valutavano l'Asperger, è stato fondamentale fare l'anamnesi e parlare anche coi miei genitori per capire se queste caratteristiche erano presenti fin dall'infanzia o dall'inizio dell'adolescenza.
Con me è stato il contrario, cioè non è che io insistevo ma lo psicologo non era d'accordo, in generale odiava le etichette.

Come ho detto sono arrivato alla diagnosi perché mio padre si era stufato di vedermi hikikomori e mi suggerì di farmi vedere da uno psicologo.
A distanza di quasi dieci anni dalla diagnosi non sono più hikikomori, lavoro part time, faccio alcune attività di risocializzazione in centro diurno(csm) ma non ho ancora amici (tranne due virtuali) e non ho partner.
Mi impegno a mantenere questo lavoro non per la paga che è misera ma perché vorrei un giorno diventare indipendente economicamente e in generale perché fa parte della terapia riabilitativa, mi serve per mantenere una connessione con la società. Non sento la necessità di altri amici e un partner, non so come fare a cambiare questa cosa. Passo ancora tutto il mio tempo al pc e non esco mai(mai di nuovo perché prima del covid uscivo un paio di volte nei weekend con mia madre e mia sorella e avevo cominciato ad andare al supermercato, in gelateria e in pizzeria d'asporto anche da solo). Vivo con mia madre ma non ci parliamo molto, in ufficio non parlo molto, coi miei fratelli parlo ogni tanto (ormai solo online). Le mie due amiche virtuali sono tutto per me sebbene continui a rifiutare l'idea e le proposte di incontrarle per l'ansia invalidante ci tengo moltissimo a loro e se dovessi perdere la frequenza con cui ci parlo si aprirebbe una crisi nera. Mi rendo conto che non dovrei rivestirle di così tanta responsabilità.. non è salutare per tutti ma non so come fare.
Mi ha colpito il fatto che prima tuo padre ha insistito molto e poi non ha considerato la diagnosi... Come mai?

Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
Vecchio 08-11-2020, 13:33   #13
Esperto
L'avatar di matriX85
 

Leggendo i suoi sintomi mi ritrovo non dico completamente ma in molte cose, sul fatto di avere poco interesse ad instaurare rapporti più profondi con le persone specie in ambito sentimentale, sull'apparire freddo e distaccato, su un constante senso di vuoto e di apatia perenne derivata dalla incapacità di trovare piacere in qualsiasi attività soprattutto quelle sociali.
Pero' i dottori dove sono stato fino ad ora mi hanno tutti parlato di disturbi ansiosi tipo doc, e ansia generalizzata, ma mai questo qui
Vecchio 08-11-2020, 13:58   #14
Esperto
L'avatar di Stasüdedòs
 

Quote:
Originariamente inviata da JR_Reloaded Visualizza il messaggio

Per capire la differenza: lo schizoide potrebbe essere un uomo in giacca e cravatta che esce da lavoro e cammina solo senza guardare nessuno verso la sua abitazione dove si chiuderà nel suo silenzio.
Eccomi ... a parte la giacca e cravatta che non ho mai avuto (e neanche mi interessa avere) ... solo jeans e maglioni / magliette anonime.
Vecchio 08-11-2020, 16:58   #15
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Quote:
Originariamente inviata da Giuseppe_ann Visualizza il messaggio
Mi ha colpito il fatto che prima tuo padre ha insistito molto e poi non ha considerato la diagnosi... Come mai?
Mio padre (che secondo me ha il disturbo ossessivo compulsivo di personalità) voleva solo che io facessi quello che voleva, non gli importava se io stessi bene davvero ma sperava che uno psicologo mi "aggiustasse" per tornare a comandare sulla mia vita. Quando psichiatri/psicologi/educatori gli han spiegato che non era così che funzionava l'aiuto, che ogni familiare avrebbe dovuto collaborare mettendo un po' da parte i propri fini personali a favore di bisogni più condivisi da tutti si è tirato fuori perché non era disposto a mettersi in gioco. Difatti poi è stato escluso dal mio percorso riabilitativo/terapeutico.
Vecchio 08-11-2020, 19:42   #16
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Stasüdedòs Visualizza il messaggio
Eccomi ... a parte la giacca e cravatta che non ho mai avuto (e neanche mi interessa avere) ... solo jeans e maglioni / magliette anonime.
Non soffri le pressioni sociali legate all'ambiente di lavoro?
Vecchio 09-11-2020, 08:47   #17
Esperto
L'avatar di matriX85
 

Quote:
Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Mio padre (che secondo me ha il disturbo ossessivo compulsivo di personalità) voleva solo che io facessi quello che voleva, non gli importava se io stessi bene davvero ma sperava che uno psicologo mi "aggiustasse" per tornare a comandare sulla mia vita. Quando psichiatri/psicologi/educatori gli han spiegato che non era così che funzionava l'aiuto, che ogni familiare avrebbe dovuto collaborare mettendo un po' da parte i propri fini personali a favore di bisogni più condivisi da tutti si è tirato fuori perché non era disposto a mettersi in gioco. Difatti poi è stato escluso dal mio percorso riabilitativo/terapeutico.

Capisco purtroppo troppo bene questa situazione perché anche nella mia famiglia è così, non ho mai avuto quasi mai nessun supporto psicologico, hanno sempre creduto che le mie difficoltà non erano così gravi e che bastava solo che mi impegnavo di più e le avrei risolte.
L'unica cosa positiva almeno fino adesso è che seppur non siamo ricchi non abbiamo avuto mai problemi economici, ma per il resto zero.
È così facendo anche il percorso terapeutico arriva fino ad un certo punto, senza il supporto della famiglia e della accettazione del problema da parte loro per quello che è.
Vecchio 09-11-2020, 10:27   #18
Esperto
L'avatar di Teach83
 

Io ancora devo capire se lo schizoide è sensibile in qualche modo al giudizio, o proprio zero di zero. E se sta bene nel suo ritiro sociale.
Perchè soprattutto sull'ultimo punto, ho sentito pareri discordanti. La questione mi pare più sfumata...
Vecchio 09-11-2020, 14:23   #19
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Quote:
Originariamente inviata da Teach83 Visualizza il messaggio
Io ancora devo capire se lo schizoide è sensibile in qualche modo al giudizio, o proprio zero di zero. E se sta bene nel suo ritiro sociale.
Parlando per me dipende dalla persona che mi giudica, più una persona è importante per me e ne ho una grande stima più sono sensibile al suo giudizio (uno schizoide ha stima di poche persone ed è affezionato ad ancora meno quindi posso sembrare insensibile in generale). Più un determinato ambito è importante per me più sono sensibile a come vengo giudicato in relazione a quella cosa (anche qui uno schizoide complice l'anedonia/alessitimia non è esattamente un tumulto di passioni è difficile vedermi influenzato da qualcosa).
Nel ritiro sociale sto bene se mantengo quel minimo di relazioni, per minimo intendo una o due persone anche a distanza. Se non ho quel minimo sto molto male. Il dubbio è avere di più come sarebbe? forse estenuante.
Vecchio 09-11-2020, 16:34   #20
Esperto
L'avatar di Teach83
 

Quote:
Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Parlando per me dipende dalla persona che mi giudica, più una persona è importante per me e ne ho una grande stima più sono sensibile al suo giudizio (uno schizoide ha stima di poche persone ed è affezionato ad ancora meno quindi posso sembrare insensibile in generale). Più un determinato ambito è importante per me più sono sensibile a come vengo giudicato in relazione a quella cosa (anche qui uno schizoide complice l'anedonia/alessitimia non è esattamente un tumulto di passioni è difficile vedermi influenzato da qualcosa).
Nel ritiro sociale sto bene se mantengo quel minimo di relazioni, per minimo intendo una o due persone anche a distanza. Se non ho quel minimo sto molto male. Il dubbio è avere di più come sarebbe? forse estenuante.
Quindi se la gente del paese sparla di te, o i datori di lavoro pensano che tu sei un inetto non ti interessa, ma se ti giudica male un familiare o un amico fraterno si ?
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