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Vecchio 29-12-2022, 23:29   #1
Principiante
 

Ciao.

Nel giro di pochi mesi ho avuto diverse diagnosi:
- da parte dello psichiatra e della psicoterapeuta, disturbo da stress post traumatico;
- da parte dello psichiatra, ADHD;
- da parte della psicoterapeuta, disturbo schizotipico di personalità e disturbo paranoico.

Il punto è che, se mi metto a riflettere su tutto questo, o se mi informo su i vari disturbi, mi sento sempre più "sbagliato", come se da ogni problematica che mi riguarda io avessi preso il peggio.

Sono solo io a sentirmi così?
Vecchio 29-12-2022, 23:45   #2
Esperto
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Originariamente inviata da meno Visualizza il messaggio
Il punto è che, se mi metto a riflettere su tutto questo, o se mi informo su i vari disturbi, mi sento sempre più "sbagliato", come se da ogni problematica che mi riguarda io avessi preso il peggio.

Sono solo io a sentirmi così?
Anche io mi sento spesso così, quindi no, solo non sei.
Vecchio 30-12-2022, 07:14   #3
Esperto
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Originariamente inviata da meno Visualizza il messaggio
mi sento sempre più "sbagliato"
Sbagliato no, giusto o sbagliato è qualcosa di soggettivo e arbitrario. Piuttosto parlerei di incompatibilità con la società. Io credo che i disturbi di personalità si pongano in essere come difesa da attacchi o percepiti come tali da parte delle altre persone e la società in adolescenza. Una difesa di cui poi non riesci più a sbarazzarti o difende in maniera inappropriata. La vita può cambiare, il disturbo rimane. Ma non è tutta colpa della società c'è anche una predisposizione genetica. Cercare un colpevole potrebbe non avere molto senso in molti casi.
A me la diagnosi di disturbo di personalità ha aiutato a conoscere il mio avversario, lo chiamo avversario perché sebbene faccia parte della mia identità e mi possa aver aiutato a modo suo in passato.. ad oggi mi rovina la vita. E' un difetto non è un pregio e conoscerlo mi aiuta a mitigarlo ma non bisogna cercare di distruggerlo perché potrebbe rendere instabili alla fine è una parte di se stessi perché una volta adulto ormai il carattere, la plasticità neuronale ha fatto il suo corso e si è fissata così.. è una parte che va accettata e con cui bisogna scendere a compromessi.
Ringraziamenti da
juan (30-12-2022)
Vecchio 30-12-2022, 10:12   #4
Esperto
 

Anche io mi sono sentito sbagliato quando ho ricevuto le diagnosi, ma poi alla fine a mio parere ci si convive, è semplicemente uno schema di pensiero deviato, che ti rende meno funzionale, ma alla fine si vive uguale, basta cercare il proprio spazio di serenità.
Io ho diagnosi multiple, e anche qualche problema al cervello organico, però che ci devo fare? Più che andare dalla psicoterapeuta e prendere i farmaci non posso fare altro per risolverlo, ovviamente nel mondo normale e nei confronti con gli altri cerco di farmi vedere normale.
Vecchio 30-12-2022, 14:47   #5
Intermedio
L'avatar di juan
 

A me invece la diagnosi ha fatto sentire validato, ho capito che se mi sentivo in un certo modo è perché avevo quella cosa lì e che non dovevo farmene una colpa, ma cercare di fare il meglio che posso entro i miei limiti.
Ringraziamenti da
edward00767 (30-12-2022), Warlordmaniac (30-12-2022)
Vecchio 30-12-2022, 14:53   #6
Esperto
L'avatar di Warlordmaniac
 

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Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Sbagliato no, giusto o sbagliato è qualcosa di soggettivo e arbitrario. Piuttosto parlerei di incompatibilità con la società. Io credo che i disturbi di personalità si pongano in essere come difesa da attacchi o percepiti come tali da parte delle altre persone e la società in adolescenza. Una difesa di cui poi non riesci più a sbarazzarti o difende in maniera inappropriata. La vita può cambiare, il disturbo rimane. Ma non è tutta colpa della società c'è anche una predisposizione genetica. Cercare un colpevole potrebbe non avere molto senso in molti casi.
A me la diagnosi di disturbo di personalità ha aiutato a conoscere il mio avversario, lo chiamo avversario perché sebbene faccia parte della mia identità e mi possa aver aiutato a modo suo in passato.. ad oggi mi rovina la vita. E' un difetto non è un pregio e conoscerlo mi aiuta a mitigarlo ma non bisogna cercare di distruggerlo perché potrebbe rendere instabili alla fine è una parte di se stessi perché una volta adulto ormai il carattere, la plasticità neuronale ha fatto il suo corso e si è fissata così.. è una parte che va accettata e con cui bisogna scendere a compromessi.
Forse uno dei migliori post che ho letto qui
Vecchio 30-12-2022, 17:49   #7
Esperto
 

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Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Sbagliato no, giusto o sbagliato è qualcosa di soggettivo e arbitrario. Piuttosto parlerei di incompatibilità con la società. Io credo che i disturbi di personalità si pongano in essere come difesa da attacchi o percepiti come tali da parte delle altre persone e la società in adolescenza. Una difesa di cui poi non riesci più a sbarazzarti o difende in maniera inappropriata. La vita può cambiare, il disturbo rimane. Ma non è tutta colpa della società c'è anche una predisposizione genetica. Cercare un colpevole potrebbe non avere molto senso in molti casi.
A me la diagnosi di disturbo di personalità ha aiutato a conoscere il mio avversario, lo chiamo avversario perché sebbene faccia parte della mia identità e mi possa aver aiutato a modo suo in passato.. ad oggi mi rovina la vita. E' un difetto non è un pregio e conoscerlo mi aiuta a mitigarlo ma non bisogna cercare di distruggerlo perché potrebbe rendere instabili alla fine è una parte di se stessi perché una volta adulto ormai il carattere, la plasticità neuronale ha fatto il suo corso e si è fissata così.. è una parte che va accettata e con cui bisogna scendere a compromessi.
Esatto la stessa cosa per me il disturbo di personalità evitante, quello che ho imparato è che l'evitamento mi è servito in passato per proteggermi dal disagio e dal bullismo, ora ho uno schema che continua, pur sapendolo la mia emotività è compromessa, ma la vedo come te, va accettata, non se ne esce così facilmente, il mio cervello si è formato così alla fine...
Ringraziamenti da
ansiosocronico (30-12-2022), juan (30-12-2022)
Vecchio 02-01-2023, 23:15   #8
Principiante
 

Il punto è che tentare di accettare determinati "limiti" personali mi fa sentire sempre più inadeguato e "incompleto", ed invece sentirmi meglio accade il contrario...

Boh, non so perché mi sento così: razionalmente so che è normale dover sempre lavorare su me stesso, ma dall'altro lato non riesco ad accettarlo e mi vorrei solo isolare e non aver a che fare con nessuno. Me compreso.
Vecchio 03-01-2023, 11:02   #9
Esperto
L'avatar di anahí
 

Non credo che le limitazioni siano condanne. È che medicalizzando la propria sofferenza c'è il rischio di identificarla con una serie di difetti che ci rendono inadeguati. Però (lo dicevo anche in un altro thread) non si può pensare che siamo solo le nostre limitazioni. In quanto esseri umani siamo tanto di più, e forse a volte le altre persone lo vedono meglio di noi. È la questione della distinzione tra liberi da e liberi di. Se non avessimo queste limitazioni, che cosa vorremmo fare? E che cosa possiamo comunque fare, cercando di aggirarle? Perché anche questo è ciò che siamo
Vecchio 03-01-2023, 11:16   #10
Esperto
L'avatar di muttley
 

Non è incompatibilità con la società, è incompatibilità con la propria famiglia di origine.
Ringraziamenti da
Angus (03-01-2023)
Vecchio 03-01-2023, 14:48   #11
Esperto
L'avatar di Angus
 

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Ciao.

Il punto è che, se mi metto a riflettere su tutto questo, o se mi informo su i vari disturbi, mi sento sempre più "sbagliato", come se da ogni problematica che mi riguarda io avessi preso il peggio.

Sono solo io a sentirmi così?
Riesci a distinguere tra l'essere un soggetto (indipendentemente dai limiti) e un oggetto, la cui dignità fluttua a seconda delle sue caratteristiche? Fai distinzione tra ciò che fai e ciò che sei? Sei talmente incazzato da sragionare e negare la realtà intuitiva delle cose, rivolgendo la tua rabbia contro te stesso?
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