Ho appena trovato su Facebook questa perla, scritta da una donna, ovviamente:
"Un tempo, se esisteva un pazzo, "lo scemo del villaggio", lo venivi a sapere subito. Lo tradiva l'abbigliamento, l'andatura, il modo di guardare, di parlare, e chi preferiva evitarlo lo evitava, chi ci voleva scambiare due chiacchiere, che fosse per pena o per prenderlo in giro, lo faceva, ma non venivi fregato, insomma non potevi divenirne vittima, e se eri uno straniero venivi avvisato "stia attento a quello lì". Si era salvi. Oggi, no. Oggi, il malato psichiatrico lo puoi incontrare anche in giacca e cravatta, con atteggiamenti normali, magari seduttivi, magari è il ragazzo gentile che ti apre la porta per farti passare, o quello che si offre per aiutarti con le buste della spesa, o quello che incontri tutte le mattine mentre vai al lavoro, che ti sorride e ti dice "buongiorno". Bisognerebbe chiedersi se Federico Vella è figlio del patriarcato o della continua indifferenza, sociale e politica, riguardo le gravi problematiche mentali di questi tempi. Manicomi chiusi, bene. E poi? Quanti omicidi negli ultimi decenni perché i malati di mente possono vivere "non controllati" al di fuori delle proprie mura domestiche? Quante madri e padri uccisi? Quante donne perseguitate? Stiamo attenti quando "deleghiamo" al patriarcato la soluzione di certi assassinii. E se uno psichiatra non si accorge per primo ("era tranquillo") della gravità, figuriamoci noi comuni mortali, senza arte né parte. Di questi tempi, siamo tutti in pericolo."
Ogni commento è superfluo.