FobiaSociale.com  
     

Home Messaggi odierni Registrazione Cerca FAQ Messaggi odierni Segna i forum come letti
 
Vai indietro   FobiaSociale.com > Fobia Sociale > SocioFobia Forum Generale
Rispondi
 
Vecchio 17-08-2018, 08:36   #81
Esperto
L'avatar di hermit94
 

Quote:
Originariamente inviata da Dorian Gray Visualizza il messaggio
Non c'è qualche posto nel mondo che ti piacerebbe vedere?
Ora ho altre priorità ,siamo off topic però
Vecchio 17-08-2018, 12:01   #82
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Life Visualizza il messaggio
Ora ho altre priorità ,siamo off topic però
Sì, hai ragione.
Vecchio 17-08-2018, 12:21   #83
Esperto
L'avatar di varykino
 

Quote:
Originariamente inviata da Life Visualizza il messaggio
Mi dispiace essere così drastico, ma la risposta sta nella morte, almeno nel mio caso, cosa dovrei fare lavorare 60 anni e poi morire? Io? Uno già depresso di suo? No, io non ci sto,già è stata un inferno la mia esistenza, se oltre alla depressione ci aggiungi il panico del lavoro ecco che il suicidio rimane un opzione appetibile, mi scuso ancora se il tenore dei miei interventi è sempre così nichilista e pessimista, ma tant'è
Pure io pensavo cosi prima di lavorare , la cosa bella e' che quando non hai niente , anche una cosa che e' sgradita ti da qualcosa e in un certo senso l' apprezzi .... Non dico che sei strafelice , pero sei più calmo , con una puntina di serenità' ... Una volta che lo gestisci ovviamente .... Il problema e' per quelli che hanno hobbie , sogni , voglia di viaggiare per loro e' più facile che sia una cosa negativa.

Da quello che dici secondo me staresti meglio col lavoro che senza , secondo me.

Ultima modifica di varykino; 17-08-2018 a 12:23.
Ringraziamenti da
hermit94 (17-08-2018)
Vecchio 17-08-2018, 13:19   #84
Intermedio
L'avatar di Psico[a]patico
 

Quote:
Originariamente inviata da dar1926 Visualizza il messaggio
Ciao ragazzi, come da titolo vorrei sapere da quelli che lavorano o hanno lavorato, se una volta che si inizia a lavorare, non si ha più il tempo di coltivare passioni, hobby, interessi, ecc. Prendiamo per esempio un classico impiegato che lavora dal lunedì al venerdì 8 ore al giorno. Si alza presto intorno alle 7, va in ufficio intorno alle 8:30, una tirata fino alla pausa pranzo, si riprende a lavorare fino alle 17 o anche oltre, mentre torna a casa si fanno le 18 se abita vicino, ma può anche fare più tardi tra traffico, mezzi pubblici insufficienti, e altri imprevisti tipo andar a fare la spesa. La giornata come potete vedere è finita, si ha giusto il tempo di fare una doccia, cenare, guardare un pò di tv o stare un pò al pc, e tutti a nanna che il giorno dopo si riprende la stessa giornata. Rimangono solo il sabato e la domenica per potersi "divertirsi", che però uno dovrebbe usare anche per riposarsi dalla intensa settimana lavorativa appena trascorsa. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Da quando ho finito le superiori, il lavoro è da sempre la mia croce. Il dover mandare cv, il pensiero di venire contattati, di dover interagire, di dover fare un colloquio dove un estraneo in dieci secondi capirà della mia fs nonostante i miei sforzi di apparire normale, sapere già che non lo supererò, nell’ipotesi che vada bene sentire l’ansia che sale alle stelle pensando al contesto lavorativo, ai colleghi, al titolare, alle scadenze, al sentirmi giudicato sempre e comunque, ecc.
Non c’è cosa che odio di più e che mi crea più ansia del dover lavorare/cercare un lavoro.
Le aspettative degli altri vertono su quello, l’intera società verte su quello, se non hai voglia di lavorare sei un disonore e una vergogna ambulante.
Il pensiero di qualcosa che mi risucchi via il mio tempo libero, già insufficiente di per sè, mi mangia vivo.
La mia ultima esperienza lavorativa risale a maggio in un mercato ortofrutticolo, non so neanche come ho fatto a fare buona impressione al colloquio.
Passo tre giorni di inferno in cui mi alzo alle 3.00, in cui vengo trattato come un ritardato, dove il titolare passeggia a braccia conserte nel capannone mentre lavoro e varie volte mi critica. Sento il cuore che ormai esplode dall’ansia, i colleghi mi smollano ogni cinque minuti perché testuali parole “mi considerano un buono a nulla e nessuno vuole insegnarmi niente” e mi ridono dietro.
Una fatica impossibile , questo nessuno lo ha capito perché mi vedono alto e robusto e quindi pensano tutti che io sia tipo pieno di energie.
L’ultimo giorno il titolare mi prende da parte e mi distrugge.
Mi dà del fallito, mi dice che lì dentro non servo a nulla, che i colleghi mi odiano, che nella vita non combinerò mai nulla.
Grazie a Dio era un tirocinio senza vincoli contrattuali, il giorno dopo e quelli successivi nessuno mi ha più visto lì dentro.

Questa è stata l’esperienza più negativa da me vissuta, ma anche quelle precedenti sono andate sufficientemente male da iniziare a distruggermi l’autostima e la voglia di lavorare, che a maggio di quest’anno hanno iniziato a sgretolarsi.
Io boh.
Mi sento un incompetente e temo che non riuscirò mai a inserirmi da nessuna parte.
Vecchio 17-08-2018, 13:47   #85
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Psico[a]patico Visualizza il messaggio
Da quando ho finito le superiori, il lavoro è da sempre la mia croce. Il dover mandare cv, il pensiero di venire contattati, di dover interagire, di dover fare un colloquio dove un estraneo in dieci secondi capirà della mia fs nonostante i miei sforzi di apparire normale, sapere già che non lo supererò, nell’ipotesi che vada bene sentire l’ansia che sale alle stelle pensando al contesto lavorativo, ai colleghi, al titolare, alle scadenze, al sentirmi giudicato sempre e comunque, ecc.
Non c’è cosa che odio di più e che mi crea più ansia del dover lavorare/cercare un lavoro.
Le aspettative degli altri vertono su quello, l’intera società verte su quello, se non hai voglia di lavorare sei un disonore e una vergogna ambulante.
Il pensiero di qualcosa che mi risucchi via il mio tempo libero, già insufficiente di per sè, mi mangia vivo.
La mia ultima esperienza lavorativa risale a maggio in un mercato ortofrutticolo, non so neanche come ho fatto a fare buona impressione al colloquio.
Passo tre giorni di inferno in cui mi alzo alle 3.00, in cui vengo trattato come un ritardato, dove il titolare passeggia a braccia conserte nel capannone mentre lavoro e varie volte mi critica. Sento il cuore che ormai esplode dall’ansia, i colleghi mi smollano ogni cinque minuti perché testuali parole “mi considerano un buono a nulla e nessuno vuole insegnarmi niente” e mi ridono dietro.
Una fatica impossibile , questo nessuno lo ha capito perché mi vedono alto e robusto e quindi pensano tutti che io sia tipo pieno di energie.
L’ultimo giorno il titolare mi prende da parte e mi distrugge.
Mi dà del fallito, mi dice che lì dentro non servo a nulla, che i colleghi mi odiano, che nella vita non combinerò mai nulla.
Grazie a Dio era un tirocinio senza vincoli contrattuali, il giorno dopo e quelli successivi nessuno mi ha più visto lì dentro.

Questa è stata l’esperienza più negativa da me vissuta, ma anche quelle precedenti sono andate sufficientemente male da iniziare a distruggermi l’autostima e la voglia di lavorare, che a maggio di quest’anno hanno iniziato a sgretolarsi.
Io boh.
Mi sento un incompetente e temo che non riuscirò mai a inserirmi da nessuna parte.
Un lavoro così, con quella compagnia, meglio perderlo che trovarlo.
Vecchio 17-08-2018, 14:07   #86
Esperto
L'avatar di Svalvolato
 

Quote:
Originariamente inviata da Psico[a]patico Visualizza il messaggio

Questa è stata l’esperienza più negativa da me vissuta, ma anche quelle precedenti sono andate sufficientemente male da iniziare a distruggermi l’autostima e la voglia di lavorare, che a maggio di quest’anno hanno iniziato a sgretolarsi.
Io boh.
Mi sento un incompetente e temo che non riuscirò mai a inserirmi da nessuna parte.
Purtroppo "là fuori" il non sapersi destreggiare, il dover richiedere sempre le stesse cose 1000 volte ecc... ti fanno passare come rincoglionito. Bisogna imparare in svelta; poi troverai ambienti migliori e altri più tossici, ma nessuno ti aspetta più purtroppo, la gente ha sempre più fretta ed è sempre più agitata. Sopravvivere, per quelli come noi, è un'impresa.
Vecchio 17-08-2018, 14:32   #87
Intermedio
L'avatar di Psico[a]patico
 

Quote:
Originariamente inviata da Svalvolato Visualizza il messaggio
Purtroppo "là fuori" il non sapersi destreggiare, il dover richiedere sempre le stesse cose 1000 volte ecc... ti fanno passare come rincoglionito. Bisogna imparare in svelta; poi troverai ambienti migliori e altri più tossici, ma nessuno ti aspetta più purtroppo, la gente ha sempre più fretta ed è sempre più agitata. Sopravvivere, per quelli come noi, è un'impresa.
Infatti è proprio questo il problema, non sono un ragazzo sveglio e sicuro di me, anzi mi ritengo lento e sensibile. In un tirocinio, ma in generale in qualsiasi esperienza lavorativa, il fatto che ti smollino a te stesso, senza sapere che pesci prendere e che poi arrivino a romperti perché non ti hanno visto attivo, la reputo una cosa assurda e fuori da ogni logica.
Ringraziamenti da
cancellato18523 (17-08-2018)
Vecchio 17-08-2018, 14:38   #88
Esperto
L'avatar di Svalvolato
 

Quote:
Originariamente inviata da Psico[a]patico Visualizza il messaggio
Infatti è proprio questo il problema, non sono un ragazzo sveglio e sicuro di me, anzi mi ritengo lento e sensibile. In un tirocinio, ma in generale in qualsiasi esperienza lavorativa, il fatto che ti smollino a te stesso, senza sapere che pesci prendere e che poi arrivino a romperti perché non ti hanno visto attivo, la reputo una cosa assurda e fuori da ogni logica.
Purtroppo è il modo di lavorare italiano. Formazione è una parola oramai sconosciuta, per 2 motivi principali: disorganizzazione (non si sa chi fa cosa, la stessa pratica o attività passa da 10 mani ecc...) e "gelosia" del proprio lavoro, nel senso "Non ti insegno perché domani magari lo sai fare meglio di me e mi lasciano a casa".
E' uno schifo, ed è chiaro che i datori stanno tornando i cari vecchi padroncini di 100 anni fa, della serie se sta minestra non ti piace ne ho altri 20 fuori dalla porta.
Vecchio 17-08-2018, 15:32   #89
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Psico[a]patico Visualizza il messaggio
Da quando ho finito le superiori, il lavoro è da sempre la mia croce. Il dover mandare cv, il pensiero di venire contattati, di dover interagire, di dover fare un colloquio dove un estraneo in dieci secondi capirà della mia fs nonostante i miei sforzi di apparire normale, sapere già che non lo supererò, nell’ipotesi che vada bene sentire l’ansia che sale alle stelle pensando al contesto lavorativo, ai colleghi, al titolare, alle scadenze, al sentirmi giudicato sempre e comunque, ecc.
Non c’è cosa che odio di più e che mi crea più ansia del dover lavorare/cercare un lavoro.
Le aspettative degli altri vertono su quello, l’intera società verte su quello, se non hai voglia di lavorare sei un disonore e una vergogna ambulante.
Il pensiero di qualcosa che mi risucchi via il mio tempo libero, già insufficiente di per sè, mi mangia vivo.
La mia ultima esperienza lavorativa risale a maggio in un mercato ortofrutticolo, non so neanche come ho fatto a fare buona impressione al colloquio.
Passo tre giorni di inferno in cui mi alzo alle 3.00, in cui vengo trattato come un ritardato, dove il titolare passeggia a braccia conserte nel capannone mentre lavoro e varie volte mi critica. Sento il cuore che ormai esplode dall’ansia, i colleghi mi smollano ogni cinque minuti perché testuali parole “mi considerano un buono a nulla e nessuno vuole insegnarmi niente” e mi ridono dietro.
Una fatica impossibile , questo nessuno lo ha capito perché mi vedono alto e robusto e quindi pensano tutti che io sia tipo pieno di energie.
L’ultimo giorno il titolare mi prende da parte e mi distrugge.
Mi dà del fallito, mi dice che lì dentro non servo a nulla, che i colleghi mi odiano, che nella vita non combinerò mai nulla.
Grazie a Dio era un tirocinio senza vincoli contrattuali, il giorno dopo e quelli successivi nessuno mi ha più visto lì dentro.

Questa è stata l’esperienza più negativa da me vissuta, ma anche quelle precedenti sono andate sufficientemente male da iniziare a distruggermi l’autostima e la voglia di lavorare, che a maggio di quest’anno hanno iniziato a sgretolarsi.
Io boh.
Mi sento un incompetente e temo che non riuscirò mai a inserirmi da nessuna parte.
hai tutta la mia comprensione, ste cose ti fanno davvero passare la voglia di lavorare.. non si dovrebbe rinunciare alla salute per un cazzo di lavoro
Vecchio 17-08-2018, 15:34   #90
Esperto
L'avatar di claire
 

Psicoapatico a me son successe le stesse cose.
Invece in ambito statale,senza "padroni"che sgridano,ce l'ho fatta per un po' di anni,ma con tante fatiche.Ora sono stanca.
Vecchio 07-09-2018, 16:27   #91
Esperto
L'avatar di Onizuka
 

Quote:
Originariamente inviata da Psico[a]patico Visualizza il messaggio
Da quando ho finito le superiori, il lavoro è da sempre la mia croce. Il dover mandare cv, il pensiero di venire contattati, di dover interagire, di dover fare un colloquio dove un estraneo in dieci secondi capirà della mia fs nonostante i miei sforzi di apparire normale, sapere già che non lo supererò, nell’ipotesi che vada bene sentire l’ansia che sale alle stelle pensando al contesto lavorativo, ai colleghi, al titolare, alle scadenze, al sentirmi giudicato sempre e comunque, ecc.
Non c’è cosa che odio di più e che mi crea più ansia del dover lavorare/cercare un lavoro.
Le aspettative degli altri vertono su quello, l’intera società verte su quello, se non hai voglia di lavorare sei un disonore e una vergogna ambulante.
Il pensiero di qualcosa che mi risucchi via il mio tempo libero, già insufficiente di per sè, mi mangia vivo.
La mia ultima esperienza lavorativa risale a maggio in un mercato ortofrutticolo, non so neanche come ho fatto a fare buona impressione al colloquio.
Passo tre giorni di inferno in cui mi alzo alle 3.00, in cui vengo trattato come un ritardato, dove il titolare passeggia a braccia conserte nel capannone mentre lavoro e varie volte mi critica. Sento il cuore che ormai esplode dall’ansia, i colleghi mi smollano ogni cinque minuti perché testuali parole “mi considerano un buono a nulla e nessuno vuole insegnarmi niente” e mi ridono dietro.
Una fatica impossibile , questo nessuno lo ha capito perché mi vedono alto e robusto e quindi pensano tutti che io sia tipo pieno di energie.
L’ultimo giorno il titolare mi prende da parte e mi distrugge.
Mi dà del fallito, mi dice che lì dentro non servo a nulla, che i colleghi mi odiano, che nella vita non combinerò mai nulla.
Grazie a Dio era un tirocinio senza vincoli contrattuali, il giorno dopo e quelli successivi nessuno mi ha più visto lì dentro.

Questa è stata l’esperienza più negativa da me vissuta, ma anche quelle precedenti sono andate sufficientemente male da iniziare a distruggermi l’autostima e la voglia di lavorare, che a maggio di quest’anno hanno iniziato a sgretolarsi.
Io boh.
Mi sento un incompetente e temo che non riuscirò mai a inserirmi da nessuna parte.
Madonna che stronzi. Ecco cosa crea il lavoro, spesso e volentieri. Ambienti inospitali dove ci sono le stesse meccaniche che si trovano altrove, il più forte e il più spigliato e con ottime skills sociali prevale sempre. Non riesco neanche ad avere voglia di cercarmi un lavoro, so che finirei così tanto, a giudicare da tutte le mie esperienze scolastiche e da un paio di piccole esperienze lavorative. Puntualmente faccio figure di merda e non riesco a stare al passo, qualsiasi cosa io faccia fuori di casa. Mi dispiace per questa brutta esperienza, non dovrebbero mai capitare queste cose ma purtroppo non c'è la minima empatia.

Riguardo al post in sé, un altro motivo è proprio quello dello smettere di vivere. Non mi rimarrebbe più tempo per me, sarebbe come annullarsi e andare avanti a stenti tra stress, malessere e tempo che non è mai abbastanza. Preferirei morire a quel punto, non avrebbe più senso per me vivere in quel modo.
Ringraziamenti da
hermit94 (07-09-2018), navigoavista (07-09-2018)
Vecchio 07-09-2018, 23:38   #92
Esperto
 

"hobby" è una parola che mi deprime come poche cose. Meglio lavorare.
Comunque dedicare la maggior parte del proprio tempo al dovere e non al piacere non è cosa solo degli umani ma di tutti gli esseri viventi, basta vedere il culo che si devono fare gli animali, fra trovare il cibo, l'acqua, un riparo, scappare dai predatori, non penso si rilassino molto.
Consideriamoci fortunati che lavoriamo 8 ore e le altre 16 no, e che c'è tutta una società intorno a noi che ci dà tante cose che siamo abituati a dare per scontate.
Ringraziamenti da
Evitante88 (08-09-2018)
Vecchio 07-09-2018, 23:56   #93
~~~
Esperto
L'avatar di ~~~
 

Quote:
Originariamente inviata da Creeper Visualizza il messaggio
ma senza un lavoro quel tempo probabilmente lo si passerebbe a dormire o a farsi le seghe.
aaahhhh
Ringraziamenti da
claire (08-09-2018)
Vecchio 08-09-2018, 14:40   #94
Esperto
L'avatar di Svalvolato
 

https://www.ilfattoquotidiano.it/201...aggia/4612349/

Non vorrà finire come Marchionne o come Musk, talmente rinco dal troppo lavoro da finire a fumare maria in diretta.
Vecchio 23-09-2018, 08:22   #95
Esperto
L'avatar di Gio.solo
 

infatti chi non ha conosciuto il la partner tra gli amici lo fa tra i colleghi
Rispondi
Strumenti della discussione Cerca in questa discussione
Cerca in questa discussione:

Ricerca avanzata


Discussioni simili a Con un lavoro non si ha più tempo per far niente?
Discussione Ha iniziato questa discussione Forum Risposte Ultimo messaggio
Non lavoro quindi non merito niente mezzastella Off Topic Generale 6 16-08-2017 23:37
Quanto tempo dedicate alla ricerca attiva del lavoro? cancellato16336 Forum Scuola e Lavoro 19 15-12-2016 14:36
Sopportare a tempo indeterminato le aggressioni in cambio di un contratto a tempo det Martello Ansia e Stress Forum 0 30-07-2012 13:53
Niente amici quindi niente ragazza Nothing87 Amore e Amicizia 32 17-07-2010 09:16
ma niente niente anche forrest gump... calinero Forum Cinema e TV 7 27-05-2009 22:12



Tutti gli orari sono GMT +1. Attualmente sono le 19:48.
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2020, Jelsoft Enterprises Ltd.
Powered by vBadvanced CMPS v3.2.2