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Vecchio 13-10-2020, 00:09   #1
Principiante
L'avatar di misanthropyh_
 

Cioè, (al di là della psicoterapia), 'in concreto' cosa si dovrebbe fare per essere 'felici' - o se non altro per avere una vita normale?

Schematizzare il proprio tempo può aiutare?
Vecchio 13-10-2020, 00:19   #2
Esperto
L'avatar di eely
 

Quote:
Originariamente inviata da misanthropyh_ Visualizza il messaggio
Cioè, (al di là della psicoterapia), 'in concreto' cosa si dovrebbe fare per essere 'felici' - o se non altro per avere una vita normale?

Schematizzare il proprio tempo può aiutare?
Prima di tutto devi definire cio' che per te e' una vita normale. Poi vai in quella direzione, una volta stabilito il concetto. Pero' se "il tuo essere normale" e' in contrasto con il tuo carattere (per es. te sei introverso e vuoi 1000 amici e vuoi andare a 1000 feste),piano piano ti annulli nella ricerca di uno stile di vita non tuo, che non ti porta felicita'. E' fondamentale costruire la tua strada in base a cio' che sei te e se sei un introverso che ha voglia di essere felice bisogna accettare questo modo solitario di vivere la vita, altrimenti si cade nella depressione. Piu' stai bene con te stesso piu' le persone si avvicinano a te.
Schematicamente, come dici te e' cosi: 1) faccio cose piacevoli che mi fanno stare bene
2)imparo a conoscere me stesso e rispetto me stesso
3)mi pongo dei chiari e raggiungibili obiettivi che uniscono il rispetto di me stesso e del mio carattere con cio' che desidero nella vita
3) raggiungo gli obiettivi stabiliti
4)mi stacco dalle pressioni sociali e mando a fanculo chi vuole a tutti i costi impormi uno stile di vita non mio
5)cerco sempre il contatto con me stesso, con le mie emozioni e cerco sempre la gioia dentro di me, la forza, la bellezza
6)amo me stesso e gli altri
Ringraziamenti da
Angus (13-10-2020), matriX85 (15-10-2020), misanthropyh_ (13-10-2020), Misty. (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 05:18   #3
Esperto
 

Per me una vita normale sarebbe non avere problemi d’ansia e fobia , riuscire a fare le cose senza esserne spaventato , mi basterebbe questo
Ringraziamenti da
Cancelletto (13-10-2020), Goh (14-10-2020), matriX85 (15-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 05:59   #4
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Anzitutto bisogna "funzionare" in maniera normale, se esiste il concetto di normale o meno è relativo.

Saper socializzare, avere scopi e obiettivi, non avere disturbi mentali o malanni fisici e che impediscono queste cose condannandoti ad un vita d'inferno.

Esiste una selezione naturale per cui tot persone devono essere tagliate fuori dalla normalità, non c'è posto per tutti a questo mondo. Alcuni soggetti nascono con tutte le funzioni al loro posto, altri sono geneticamente deficitari e restano fuori.

Per cui la mia risposta è che una vita normale non si ottiene, o ce l'hai o passi la vita tra farmaci e psichiatri.

Ultima modifica di Black_Hole_Sun; 13-10-2020 a 06:55.
Ringraziamenti da
misanthropyh_ (13-10-2020), Noradenalin (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 06:32   #5
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Siamo infelici perché le cose non vanno come vorremmo.
Le cose che vogliamo sostanzialmente le prendiamo confrontando la nostra vita con quella degli altri e vediamo che hanno più cose di noi.
Per essere felici bisogna ottenere queste cose ma non solo non è facile a volte è impossibile.
Oltre a dei nostri limiti potrebbero esserci metodi sbagliati, quello è qualcosa su cui si potrebbe lavorare. In questo caso è difficile dare consigli concreti perché ogni caso è a sé.
In generale sarebbe meglio non focalizzarsi troppo sulle vite degli altri, sopratutto di chi sta molto meglio di noi perché è quello che tediamo a vedere soltanto, noi vogliamo sempre migliorare e la cosa è da perseguire perché ha un suo senso.
Magari aiuterebbe abbassare l'asticella, cercare di raggiungere i traguardi di chi sta meglio di noi ma non tanto meglio di noi e continuare così poco alla volta godendo dei piccoli successi perché se non han significato per noi è tutto inutile.
Ringraziamenti da
Ezp97 (13-10-2020), matriX85 (15-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 07:39   #6
Principiante
L'avatar di Sil25
 

Per me una vita "normale" sarebbe quella dove si ha la propria stabilità interiore. Stare bene con se stessi è tutto. Poi ovviamente, c'è anche quella economica, almeno per chi come me lavora e vive ancora a casa con i suoi.
In questo periodo tra Covid e cassa integrazione, mi sento molto nervosa e insoddisfatta, perché mi tocca lavorare lo stesso e purtroppo, devo limitare o scegliere le cose che vorrei fare. E non sono il tipo che chiede qualcosa in più, nonostante i miei genitori lo fanno lo stesso.
Ringraziamenti da
Cancelletto (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 08:03   #7
Intermedio
L'avatar di Servo di Yahweh
 

Io penso che uno appena si realizza lavorativamente, inizia a tracciare il suo percorso di felicità, poi ovviamente con il lavoro ti si apre un mondo, puoi iniziare ad uscire di più ed essere indipendente.
Ringraziamenti da
Goh (14-10-2020), tsubaki (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 08:16   #8
Esperto
 

già farsi sta domanda o cmq arrivare a formularla , allontana parecchio dal risultato finale
Vecchio 13-10-2020, 08:24   #9
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Quote:
Originariamente inviata da misanthropyh_ Visualizza il messaggio
Cioè, (al di là della psicoterapia), 'in concreto' cosa si dovrebbe fare per essere 'felici' - o se non altro per avere una vita normale?

Schematizzare il proprio tempo può aiutare?
Avere delle relazioni, un lavoro dignitoso, una ragazza magari, una casa.
Ringraziamenti da
Goh (14-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 09:22   #10
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Personalmente mi interessa poco una vita "normale", intesa come l'adesione a ciò che fa normalmente la media delle persone (ad es. uscire per locali, viaggiare, cercare determinate persone, ecc.).
Mi interesserebbe molto invece vivere tutte le mie particolarità, ciò che sono (che è molto lontano dalla norma) e così via in modo sereno, ed è questo il problema, visto che attualmente ciò che sono cozza contro il senso comune ed è questo che mi condanna all'alienazione e alla solitudine.
Dovrebbero cambiare diverse cose del Mondo perché io possa vivere quanto meno serenamente, ma so che ciò è impossibile o quantomeno molto improbabile, e lo è altrettanto che io possa cambiare cose di me che sono profondamente radicate (ma nemmeno lo voglio, che cambino).
Il risultato è molto sconfortante ma non ci posso far molto, e cerco di portare avanti nonostante tutto una specie di vita. Il fatto di avere un lavoro quantomeno decente è già qualcosa.
Ringraziamenti da
Delta80 (13-10-2020), Inner_Beauty89 (13-10-2020), Wolf5 (13-10-2020), XL (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 09:48   #11
Esperto
L'avatar di gaucho
 

Senza rompiballe
Vecchio 13-10-2020, 09:56   #12
Esperto
L'avatar di IO&EVELYN
 

Non si ottiene, ci si nasce semplicemente.

Io farmaci e psichiatri gli ho mandati affanculo, non ho mai ottenuto niente.

A me dovevano buttarmi nella spazzatura appena nato.
Ringraziamenti da
gaucho (14-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 10:06   #13
Intermedio
L'avatar di tsubaki
 

solo noi stessi possiamo portarci ad avere la vita che possiamo considerare soddisfacente e quindi normale (anche se trovo soggettivo il concetto di normalità).
quindi come raggiungerlo? prendendo come modello me stessa, credo che l'unica cosa da fare sia rimboccarsi le maniche e darsi una svegliata.
purtroppo nulla cade dal cielo, il tempo passa e solo noi possiamo esser capaci di costruire qualcosa.
nessun altro lo farà per noi.
magari saranno necessari piccolissimi passi e molto più tempo rispetto agli altri.
però ecco, non so cosa intendi con schematizzare il tempo, ma penso che darsi dei piccoli obbiettivi e raggiungerli sia una buona idea.
mi fisso un obbiettivo, devo mettermi al lavoro per arrivare alla meta e se ci arrivo mi sentirò soddisfatta e carica, se non ci arrivo proverò un senso di delusione.
voglio stare male? no, quindi devo impegnarmi.

Ultima modifica di tsubaki; 13-10-2020 a 10:08.
Vecchio 13-10-2020, 10:13   #14
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Quote:
Originariamente inviata da tsubaki Visualizza il messaggio
solo noi stessi possiamo portarci ad avere la vita che possiamo considerare soddisfacente e quindi normale (anche se trovo soggettivo il concetto di normalità).
quindi come raggiungerlo? prendendo come modello me stessa, credo che l'unica cosa da fare sia rimboccarsi le maniche e darsi una svegliata.
purtroppo nulla cade dal cielo, il tempo passa e solo noi possiamo esser capaci di costruire qualcosa.
nessun altro lo farà per noi.
magari saranno necessari piccolissimi passi e molto più tempo rispetto agli altri.
però ecco, non so cosa intendi con schematizzare il tempo, ma penso che darsi dei piccoli obbiettivi e raggiungerli sia una buona idea.
mi fisso un obbiettivo, devo mettermi al lavoro per arrivare alla meta e se ci arrivo mi sentirò soddisfatta e carica, se non ci arrivo proverò un senso di delusione.
voglio stare male? no, quindi devo impegnarmi.
Se devi impegnarti il primo punto è stabilire in COSA.

Impegnarsi a fare cose che costano fatica fine a se stessa senza garanzie di risultati peggiora solo le cose.

Aggiungi affanno e frustrazione in una vita già fatta di affanno e frustrazione. Mi rimbocco le maniche ma sono sempre al punto di partenza. Serve uno scopo, se non ce l'hai meglio lasciar perdere e campare alla giornata.
Ringraziamenti da
matriX85 (15-10-2020), untipostrano (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 10:22   #15
Intermedio
L'avatar di tsubaki
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Se devi impegnarti il primo punto è stabilire in COSA.

Impegnarsi a fare cose che costano fatica fine a se stessa senza garanzie di risultati peggiora solo le cose.

Aggiungi affanno e frustrazione in una vita già fatta di affanno e frustrazione. Mi rimbocco le maniche ma sono sempre al punto di partenza. Serve uno scopo, se non ce l'hai meglio lasciar perdere e campare alla giornata.
io penso che nessuna esperienza sia fine a se stessa, se la pensiamo così allora finiamo per non fare più niente.
lo scopo ce l'hai: avere una vita normale.
siccome ognuno di noi parte da livelli diversi l'obbiettivo potrebbe anche solo essere uscire di casa da solo a fare una passeggiata nella strada di fronte.
non mi riferisco a chissà quali ambizioni, non possiamo averle se non riusciamo a fronteggiare situazioni di base.
poi, la fatica è la base della vita e se non sei disposto ad affrontarla e magari anche a prenderti delle grandi delusioni rimarrai per sempre fermo in un punto.
ma io stessa sono così, sono ferma immobile nello stesso punto che ormai è diventato confortevole.
ma se voglio cambiare, non posso stare qui e tanto meno vivere alla giornata.
Vecchio 13-10-2020, 10:23   #16
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Io direi che è una vita soddisfacente per sé quella che si cerca e non una vita normale.
Il problema di fondo è che spesso, in base a quel che si è e al mondo com è fatto si riesce a condurre una vita molto lontana da questo modello, mancano persone, cose da fare e oggetti che si desiderano davvero e per questo si vive male.
Io soluzioni per questo conflitto di fondo non ne possiedo, o si adattano le aspettative all esistenza concreta che si può condurre (ma non è una scelta è una cosa che dovrebbe avvenire non si sa come) o il conflitto resta piú o meno aperto a seconda dei casi... E si vive male.

Ultima modifica di XL; 13-10-2020 a 10:35.
Ringraziamenti da
~ Gazer (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 10:35   #17
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

La vita non dovrebbe essere fatica, è quello che ci vogliono far credere ma è una stronzata.

Se fai fatica a fare le cose stai facendo le cose sbagliate e imbocchi solo strade senza uscita. Sei come un cieco che si muove a destra e sinistra in una stanza chiusa e invece di trovare l'uscita sbatte sempre contro i muri e alla fine si sfracella la testa.
Ringraziamenti da
matriX85 (15-10-2020), pure_truth2 (14-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 10:54   #18
Esperto
L'avatar di JR_Reloaded
 

In questo mio post non parlerò di concetti "filosofici" e spirituali,benchè sia consapevole che la felicità non sia solo una questione materiale, in questo post parlerò più che altro di concetti "pratici" e concreti, poichè se mi inoltrassi nell'ambito filosofico verrebbe un post troppo lungo.

Essendo esseri che vivono in un corpo fisico la nostra felicità e il nostro appagamento derivano anche dalla produzione di delle sostanze chimiche all'interno del nostro organismo. Il punto è che non tutti siamo fatti allo stesso modo, ognuno di noi ha una genetica differente, un vissuto differente, e dunque anche un modo differente di reagire a di queste sostanze. C'è chi è più sensibile alla dopamina ad esempio, chi più alla serotonina. Una persona più sensibile alla dopamina non sarà mai felice a fare una vita troppo tranquilla, ma dovrà costantemente sfidare se stesso, ottenere sempre di più e velocemente, chi è più sensibile a questa sostanza è felice solo quando si sente gratificato dopo uno sforzo importante (ad esempio l'attività fisica), ottenendo sempre di più da se stesso e dagli altri.

Chi invece è più sensibile alla serotonina riesce a trarre piacere anche dalle piccole cose quotidiane, come mangiare un cioccolatino ad esempio, o ridere insieme ad un amico. Il modo in cui possiamo essere felici dunque dipende da noi, dalla nostra fisiologia, dobbiamo arrampicarci su una montagna, comprare macchine costose, conseguire master su master per essere felici o possiamo esserlo anche conducendo una vita "normale", conseguendo piccoli traguardi per noi significativi?

Il problema principale è che questa nostra società è una società "dopaminergica", ci arriva da ogni parte l'informazione errata che la felicità è per tutti solo giungere "ad alte vette", avere sempre di più e subito, ma non è per tutti così. Io ad esempio sono una persona "serotoninergica" non ho bisogno di comprarmi una macchina costosa per provare "l'ebbrezza" della felicità e della soddisfazione, mi bastano piccole cose, come ad esempio ascoltare una canzone che mi piace o guardare sorgere l'alba, consapevole di questo ormai non guardo più quello che fanno gli altri, conduco la mia vita come sento di doverla condurre, traendo soddisfazione e appagamento dalle piccole cose che sono piacevoli per me. Allo stesso modo però non condanno ne giudico più chi invece deve vivere sempre "spingendosi" oltre i propri limiti per essere felice, perchè so che è il suo modo di essere e non condannando e non giudicando più nessuno sono anche più serena con me stessa e con gli altri.

Ultima modifica di JR_Reloaded; 13-10-2020 a 11:21.
Ringraziamenti da
Inner_Beauty89 (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 10:55   #19
Esperto
L'avatar di Architeuthis-
 

Per ottenere una vita normale è fondamentale non perdere tempo, e chi ha problematiche varie lo perde quasi sempre, tutte le persone di successo hanno posto le fondamenta del proprio futuro da giovani.

Ritrovarsi a 30+ anni a porsi queste domande è un pessimo segnale, e vale anche per me.
La cosa paradossale è che si vive a lungo, ma il tempo per costruire la felicità è limitato, tutto il resto scorre per inerzia.
Ringraziamenti da
probid (14-10-2020), pure_truth2 (14-10-2020), syd_77 (13-10-2020)
Vecchio 13-10-2020, 11:35   #20
Intermedio
L'avatar di Servo di Yahweh
 

Chi ha iniziato ad avere delle basi per il futuro verso i 21-22 anni sicuramente parte avvantaggiato. Quando superi i 30 le porte iniziano a chiudersi, a meno che non hai fatto molta esperienza lavorativa. I grandi supermercati stanno assumendo solo giovani dai 16 ai 29 anni, per sfruttarli e pagandoli una miseria.
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