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Vecchio 14-02-2018, 15:05   #41
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Il Buddha ha detto: non fatevi guidare da dicerie, da tradizioni,
dal sentito dire; non fatevi guidare dall’autorità dei testi religiosi,
oggetti spesso di manipolazioni; non fatevi guidare solo dalla
logica o dalla dialettica, né dalla considerazione delle apparenze,
né dal piacere del filosofare, né dalle verosimiglianze,
né dall’autorità dei maestri e dei superiori.
Imparate da voi stessi a riconoscere ciò che è nocivo,
falso o cattivo e, dopo averlo osservato e investigato, avendo
compreso che porta danno e sofferenza, abbandonatelo.
Imparate da voi stessi a riconoscere ciò che è utile, meritevole e
buono e, dopo averlo osservato e investigato, accettatelo e seguitelo.


Per definire religione questo ci vuole coraggio.
Ringraziamenti da
nibiru86 (14-02-2018)
Vecchio 14-02-2018, 16:02   #42
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Originariamente inviata da nibiru86 Visualizza il messaggio
Per eliminare la sofferenza fisica e mentale è necessario capire innanzitutto da cosa è causata, non basta curare i sintomi della sofferenza.
Inoltre nessuno può eliminare la sofferenza al posto tuo, nè Buddha nè altri. Il medico può dirti quali sono le cause della malattia e prescriverti una medicina ma è il paziente che deve prenderla, se vuole curarsi veramente.
La malattia in generale nasce da uno squilibrio, è giusto curare i sintomi ma è importante anche capire da cosa si origina altrimenti è chiaro che prima o poi il problema si ripresenta.
Io credo che avere un atteggiamento diverso (o una visione diversa) della realtà ci sia di aiuto per affrontare anche le situazioni di sofferenza, d’altra parte su cosa altro possiamo agire se non su noi stessi?
Io però ho detto che in fin dei conti chi dice che ha risolto ogni forma di sofferenza è un bugiardo perché nemmeno la medicina attuale possiede cure né conosce le cause di ogni malattia. E' il fatto che sia stata già trovata questa soluzione definitiva che secondo me risulta piuttosto improbabile. La sofferenza in molte esistenze attualmente è necessaria e non si possiedono sempre rimedi per eliminarla, escludendo l'autosoppressione o l'uso di farmaci che mandano in coma ovviamente, al più ci si adatta al male e si fa quel che si può, ma il soffrire non è che viene eliminato o risolto.
Supporre che sia necessario riuscire a capire le cause della sofferenza è fede, si può provare a capire, come fa la medicina, ma che si riesca o meno poi rappresenta un'incognita da determinare.
Tu prima hai affermato che questo budda sarebbe riuscito ad eliminare ogni forma di sofferenza, ma è una favoletta per bambini questa, dimmi tu se non è religione e non è una storia simile a quella di un cristo risorto.
Ci sono molte analogie per me.

Ultima modifica di XL; 14-02-2018 a 16:12.
Ringraziamenti da
nibiru86 (14-02-2018)
Vecchio 14-02-2018, 16:14   #43
XL
Esperto
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Originariamente inviata da Joseph Visualizza il messaggio
Il Buddha ha detto: non fatevi guidare da dicerie, da tradizioni,
dal sentito dire; non fatevi guidare dall’autorità dei testi religiosi,
oggetti spesso di manipolazioni; non fatevi guidare solo dalla
logica o dalla dialettica, né dalla considerazione delle apparenze,
né dal piacere del filosofare, né dalle verosimiglianze,
né dall’autorità dei maestri e dei superiori.
Imparate da voi stessi a riconoscere ciò che è nocivo,
falso o cattivo e, dopo averlo osservato e investigato, avendo
compreso che porta danno e sofferenza, abbandonatelo.
Imparate da voi stessi a riconoscere ciò che è utile, meritevole e
buono e, dopo averlo osservato e investigato, accettatelo e seguitelo.


Per definire religione questo ci vuole coraggio.
Però poi insieme a questo "imparatelo da voi" ci sono i precetti e tutto un formalismo da seguire. Devo impararlo da me? Al diavolo budda allora.
Prendo in parola quel che mi ha detto. I buddisti però poi non seguono quel che gli ha detto il maestro e pendono comunque dalle labbra delle loro autorità.
Poi non capisco come fa a non essere incoerente il messaggio "fate da voi, io non so casa fare, però mi raccomando fate e non fate questo questo e quest'altro. Sarebbe stato più coerente starsene zitti se davvero si pensano certe cose.
Io non so cosa fare, sto zitto e non scrivo nulla. Non è che dico "io non so nulla però secondo me queste e quest'altro vanno fatti così".
Per questo 'sto tipo di discorsi per me son religiosi fino al midollo. Preferisco i filosofi sinceramente che non usano questo tipo di retorica suggestivo-ipnotica dove si cerca di impartire degli ordini in modo velato.

Se devo fare io non hai nulla da insegnarmi, se vuoi insegnarmi qualcosa non è vero che pensi che io saprò fare da solo senza una guida. Sarebbe stato meglio dire "io propongo questo, se pensi che possa tornarti utile, usalo, ma può essere anche che non ti servirà a niente" e basta senza spalar merda sulla logica o su altro. Secondo me questi discorsi qua lasciano davvero tutto aperto e responsabilizzano totalmente il singolo.
Ognuno poi deciderà da sé e non c'è con certezza né una soluzione definitiva né un'illuminazione... E' sempre tutto da verificare... Si potrebbe essere in un inferno e non poterci comunque uscire vivi e vegeti, è una possibilità che non si può sopprimere questa se non con la fede.
E' tutto aperto, c'è oscurità e non illuminazione, l'illuminazione potrebbe essere un limite irraggiungibile o anche qualcosa che risulterà sempre molto lontana e verso cui non si può neanche tendere come se fosse un limite.

Invece il discorso di sopra è in cattiva fede come tutti i discorsi religiosi, si afferma che la propria religione e il proprio credo sono corretti e che gli altri sono scorretti (ricordate il discorso relativo ai falsi idoli presente nella bibbia?). Perché poi bisognerebbe seguire le direttive di questo discorso (a sua volta scritto da un'autorità) e non quelli di altre autorità? E' una proposta tra tante altre, non ha nulla di definitivo o così migliore rispetto a tanti altri credi, precetti, modi di intendere la vita...

Perché prenderlo in considerazione come rimedio definitivo contro il male di vivere o come sistema di senso?
E' questo che non condivido e chi dice che le cose stanno così necessariamente abbraccia una fede e fa diventare necessariamente tutte queste pratiche una religione chiusa. Tu hai risolto tutto facendo così... Bene parla per te, non mettere in mezzo altri o l'umanità o la mia sofferenza... Di cosa sia per me la sofferenza tu non ne sai nulla, non è detto che ne condividiamo a monte il senso e le cause variano in funzione anche di questo.

Se sono malato e prendo un raffreddore che non passa vado da un medico, affidandomi ad una certa forma di autorità di cui mi fido (ma mi fido io usando una mia forma di logica) ed uso perciò anche la logica... non vado dal buddista e non credo proprio si possiedano precetti per vincere ogni forma di male, ci sono svariati rimedi, ma non è detto ci siano rimedi per tutto.

Ultima modifica di XL; 14-02-2018 a 17:11.
Vecchio 14-02-2018, 16:34   #44
Principiante
L'avatar di nibiru86
 

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Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Io però ho detto che in fin dei conti chi dice che ha risolto ogni forma di sofferenza è un bugiardo perché nemmeno la medicina attuale possiede cure né conosce le cause di ogni malattia. E' il fatto che sia stata già trovata questa soluzione definitiva che secondo me risulta piuttosto improbabile. La sofferenza in molte esistenze attualmente è necessaria e non si possiedono sempre rimedi per eliminarla, escludendo l'autosoppressione o l'uso di farmaci che mandano in coma ovviamente, al più ci si adatta al male e si fa quel che si può, ma il soffrire non è che viene eliminato o risolto.
Supporre che sia necessario riuscire a capire le cause della sofferenza è fede, si può provare a capire, come fa la medicina, ma che si riesca o meno poi rappresenta un'incognita da determinare.
Tu prima hai affermato che questo budda sarebbe riuscito ad eliminare ogni forma di sofferenza, ma è una favoletta per bambini questa, dimmi tu se non è religione e non è una storia simile a quella di un cristo risorto.
Ci sono molte analogie per me.

Ma infatti risolvere la sofferenza non significa cancellare tutte le situazioni che provocano sofferenza, quello non può farlo nè Buddha nè la medicina perchè è oggettivamente impossibile. Il dolore e la malattia non sono evitabili (anche se tutto in realtà avviene in seguito a delle cause) ma possiamo agire sul sentimento di sofferenza che è in noi stessi che si manifesta. Ad esempio non posso fare ovviamente niente per evitare l’invecchiamento del corpo, però posso imparare a sviluppare un atteggiamento di accettazione verso ciò che non può certo andare diversamente. Impuntarsi sull’idea che non dovrebbe andare così provoca solo altra sofferenza e non cambia l’inevitabilità dei fatti.
Se un problema è risolvibile chiaramente faccio quanto posso per risolverlo e cerco anche in questo caso di avere un atteggiamento positivo: se ho una malattia che posso curare vado dal dottore e cerco di curarla.
Se la sofferenza dovesse essere causato dal mio stesso modo di agire e di vedere le cose cerco di cambiarlo in modo da migliorare la mia situazione.

Ovviamente mi rendo conto anche io che non è così semplice, ma mi sembra che non ci siano alternative migliori. Io non ci vedo nessuna fede ma solo un modo pratico di vedere le cose.
Vecchio 14-02-2018, 17:13   #45
XL
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Originariamente inviata da nibiru86 Visualizza il messaggio
Ma infatti risolvere la sofferenza non significa cancellare tutte le situazioni che provocano sofferenza, quello non può farlo nè Buddha nè la medicina perchè è oggettivamente impossibile. Il dolore e la malattia non sono evitabili (anche se tutto in realtà avviene in seguito a delle cause) ma possiamo agire sul sentimento di sofferenza che è in noi stessi che si manifesta. Ad esempio non posso fare ovviamente niente per evitare l’invecchiamento del corpo, però posso imparare a sviluppare un atteggiamento di accettazione verso ciò che non può certo andare diversamente. Impuntarsi sull’idea che non dovrebbe andare così provoca solo altra sofferenza e non cambia l’inevitabilità dei fatti.
Se un problema è risolvibile chiaramente faccio quanto posso per risolverlo e cerco anche in questo caso di avere un atteggiamento positivo: se ho una malattia che posso curare vado dal dottore e cerco di curarla.
Se la sofferenza dovesse essere causato dal mio stesso modo di agire e di vedere le cose cerco di cambiarlo in modo da migliorare la mia situazione.

Ovviamente mi rendo conto anche io che non è così semplice, ma mi sembra che non ci siano alternative migliori. Io non ci vedo nessuna fede ma solo un modo pratico di vedere le cose.
Che si riduca al minimo la sofferenza non implica che poi si vivrà bene e se una persona non vuol vivere in certe condizioni con queste pratiche ci si può anche pulire il deretano, l'assunto relativo al fatto che siano utili a tutti, secondo me non è completamente corretto, non funzionano nemmeno certi farmaci con tutti.
Poi l'ho detto, la sofferenza cos'è lo decide il singolo, se al singolo non sta comunque bene vivere invecchiando per quale motivo lamentarsi aumenterebbe la sofferenza visto che comunque non si ha voglia di vivere in certe condizioni?
Lamentandosi magari qualcuno la attenua la sofferenza visto che cercare di accettare contro ogni voglia quel che non si accetta davvero soggettivamente l'aumenta. Per me non è detto che si condividano i valori che definiscono cosa sia questa sofferenza a monte e perciò metodi assoluti non ne esistono.
C'è la medicina che cerca di risolvere davvero qualcosa e non vende fuffa spirituale, perché di fuffa si tratta per me, a qualcuno può tornare utile un certo genere di fuffa ad altri potrebbe non servire a niente.
In senso relativo può tornare utile a tutti un diverso genere di fuffa, quindi non dico che è inutile, ma non è nemmeno così indispensabile come sostengono le persone che entusiasticamente ne fanno uso.
Il buddista dice che la vita si accetta con la meditazione, lo psicoanalista che la si accetta con l'analisi, il cristiano dirà ancora altro e così via...
Qualcuno legge un libro e pensa che è un capolavoro, altri lo cestinano dopo due righe... E' utile questo libro? Certo chi l'ha letto ci ha trovato qualcosa, si è riconosciuto magari ma non è detto che questa cosa valga per tutti.
Altrove già l'ho detto, le psicoterapie stesse non sono qualcosa di così lontano dalle pratiche religiose, non sono trattamenti medici.
Ognuno cerca la propria e ha la fede sua, ma non è generalizzabile al genere umano questa cosa qua perché quello a cui si dà valore, che conta, che ha senso, varia da persona a persona.
Queste pratiche in sé non producono conoscenza, qualche volta magari solo accidentalmente, servono in genere a fare altro ed in un continuum tra religone/non religione piazzerei tutti questi sistemi molto vicini alle religioni un po' più distante ci sarebbe l'arte, la letteratura... E al capo opposto la scienza, e tutti quei sistemi che non definiscono cosa sia la sofferenza ma danno e forniscono al più solo strumenti per eliminarla davvero senza ridefinirla in svariati sensi.
Ridefinire il senso di sofferenza non corrisponde al curarla, è un'operazione che con la conoscenza non ha nulla a che fare. Le religioni sono a monte sistemi che veicolano anche valori, ma veicolare valori non significa descrivere qualcosa o dar sistemi per comprendere e risolvere, si passa in un campo in cui c'è l'influenza sociale ed anche lo scontro di valori e sensi diversi.
Su cosa sia una buona esistenza o un'esistenza migliore si può essere a monte in disaccordo. Su cosa accettare o non accettare anche e così via. Ma non sono problemi conoscitivi questi, sono orientamenti diversi, è folle sostenere che qualcuno debba aver ragione in questi ambiti, qua di sicuro non è applicabile perché non c'è a monte un oggetto che si presuppone comune. Ognuno dice questo mi fa soffrire, se fossi in questo stato qua mi riterrei non sofferente o meno sofferente, e questi stati poi variano, la medicina fornisce solo sistemi per andare da uno stato all'altro poi se a te piace di più l'altro stato ci vai, se non ti interessa non ci vai (per me il consenso informato ha ancora valore), non cerca di convincere o indottrinare le persone in certi sensi paternalistici e retorici, anche se ultimamente si sta trasformando in questo senso qua anche la pratica medica.

Io la penso così.

Ultima modifica di XL; 14-02-2018 a 18:01.
Vecchio 14-02-2018, 17:22   #46
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Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Bene parla per te
La mia idea di te appartiene a me, la tua idea di te appartiene a te, dunque quando parlo della mia idea di te sto parlando per me, non per te.
Vecchio 14-02-2018, 19:38   #47
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L'avatar di lauretum
 

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Originariamente inviata da Myway Visualizza il messaggio
il vero buddismo è una religione, prevede riti culti ha divinità in gran numero, terre paragonabili al paradiso ecc, nasce dall'induismo e dai Veda(come il cristianesimo nasce dall'ebraismo e prima ancora dall'egitto), poi ci sono filoni p iù di tipo monastico altri più di tipo sciamanico/magico.

Se poi guardiamo il buddismo new age occidentalizzato (soka gokkai e similari) allora è semplicemnte un insieme di regolette mantra e visualizzazioni varie che non hanno molto di religioso, ma appunto si tratta di solo di un pastrocchio new age ad uso e consumo di occidentali che vogliono fare qualcosa di esotico...
Però non mi sembra ci sia il culto delle divinità, in questo si discosta dalla religione canonica
Vecchio 14-02-2018, 19:58   #48
Esperto
L'avatar di Myway
 

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Originariamente inviata da lauretum Visualizza il messaggio
Però non mi sembra ci sia il culto delle divinità, in questo si discosta dalla religione canonica
avoja se ci sta...non di un dio unico , ma di una sfilza di divintà lunghe un km d aingraziarsi, non far adirare, in alcuni casi specie in quello tibetano si arriva a sfiorare l'animismo con le divinità dei monti dei laghi, ci sono divnità irate divinità benevole, maestri reincarnati , come son presenti nell'induismo da cui il buddismo deriva.
Chiaro che tutto questo non è molto digeribile dall'occidentale medio che già non abbozza la religione cattolica, e quindi gli si da una forma ultraomeopatica dove tutte queste cose non sono presenti...
DIciamo che cmq anche in questi riti e pratiche è posta maggiore importanza sull'avanzamento e miglioramento del singolo praticante, mentre nella religione cattolica è tutto più passivo, devi pregare dio chiedere perdono e sperare che ti faccia la grazia.
Vecchio 14-02-2018, 20:24   #49
XL
Esperto
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Originariamente inviata da Joseph Visualizza il messaggio
La mia idea di te appartiene a me, la tua idea di te appartiene a te, dunque quando parlo della mia idea di te sto parlando per me, non per te.
Può appartenere a chi ti pare un'idea ma se a me il gelato non piace e tu dici che mi piace non so bene che senso abbia metter su questo giochetto se non quello di cercare retoricamente di modificare i gusti degli altri, tu vuoi modificare me e io voglio modificare te, io questo almeno lo ammetto, ma non c'è alcun mondo oggettivo da guardare, è uno scontro. Tu parli e io ti dico quel che penso "parla per te" e vaffanculo anche tu e budda e tutta sta gente che vuol parlare di me e dirmi cosa dovrebbe piacermi e interessarmi senza avermi mai interpellato o preso in considerazione. Gli interessi miei son miei, non mi si vuol rispettare in tal senso e avere un atteggiamento paternalistico con me che io non ho richiesto? E va bene...
Fatelo, parlate di me a vanvera ma io poi vi mando comunque a quel paese... Semplice e lineare... A questo si arriva... Un bel conflitto alla faccia dello spirito buddista per la pace.
Io con voi la guerra non la voglio fare non vi dico cosa dovrebbe piacervi e in cosa dovrebbe consistere una vita senza sofferenza, volete vivere sotto una cascata o invecchiare felicemente, non vi volete lamentare delle cose che non vi stanno bene, fatelo, ve la vedete voi, a me personalmente non frega una cippa, ma se tu vuoi metterti a pontificare su quel che mi dovrebbe piacere o che a me fa cacare, direi di andare a moralizzare ed indottrinare qualcun altro perché io rispondo e inizio a rompere i coglioni per bene in modo speculare anche io.
Non si sta dalla stessa parte, l'idea di bene e non sofferenza tua va a soffocare la mia se la si vuole estendere così su di me.
La convivenza non è più possibile quando un sistema di valori vuol mettersi a pontificare sugli altri possibili che comunque esistono.
E qua torniamo anche sulla questione "malattia mentale", i malati di mente potrebbero seguire sistemi di valori e priorità non riconosciuti e per questo in genere non vengono rispettati per nulla. Se poi delle persone rispondono e si incazzano per me la cosa risulta comprensibile.
La chiesa che ha sempre rotto i coglioni sull'orientamento sessuale di certe persone può dire quel che le pare certo che io poi ste persone quando si comportano così le mando a cacare.
E' inevitabile, a questo si arriva se dei sistemi vogliono fagocitare tutto il resto.
La verità è una soltanto, ma questioni del genere non hanno a che fare con la verità secondo me, affermare non si soffre facendo questo e quell'altro quando non si parla di sofferenza fisica o qualcosa di ben identificabile non si afferma nulla, che cosa si dovrebbe verificare quando una persona è felice a sentire il dolore dei chiodi che le trapassanop la carne e a stare inchiodata su di una croce e un'altra no?
Ha ragione una delle due a sentire così? Una delle due si illude?
Questo sentono, e questo sentire è, basta, non c'è illusione qua, non si descrive nulla.
Al limite il primo potrebbe dire al secondo che non dovrebbe sentire quel che sente e sentire quel che sente lui e viceversa, ma la ragione con questioni del genere cosa può mai c'entrare?
Si è fuori da questi ambiti e quando si cerca un appoggio che non c'è per fagocitare tutto il resto e lo si crea dal nulla, si fonda una nuova religione, quando si cerca di trasportare il sistema vero/falso in questi ambiti si bara, non sono più applicabili.

Ultima modifica di XL; 14-02-2018 a 21:02.
Vecchio 14-02-2018, 20:28   #50
Banned
 

Ma anche il pantheon delle divinità a volte viene considerato come rappresentazione (esterna) dell' (interno dell') essere umano, cosa su cui la logica della mente razionale può porre il solito quesito "in quale dei due modi stanno le cose?", ma la mente razionale è considerata solo una parte dell'essere umano, dunque si ritiene che i suoi quesiti abbiano importanza relativa.

Dal punto di vista dello Zen approcciare lo Zen con la mente logica non ha senso. È come voler giocare a un gioco senza rispettarne le regole. Cosa che comunque è abbastanza Zen.

Quote:
Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
Parlate di me a vanvera e io vi mando a quel paese, semplice e lineare.
Psicologicamente questo lo interpreterei come Narciso che pretende che gli altri siano uno specchio d'acqua.

Ultima modifica di Joseph; 14-02-2018 a 20:31.
Vecchio 14-02-2018, 20:41   #51
Esperto
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Originariamente inviata da Myway Visualizza il messaggio
avoja se ci sta...non di un dio unico , ma di una sfilza di divintà lunghe un km d aingraziarsi, non far adirare, in alcuni casi specie in quello tibetano si arriva a sfiorare l'animismo con le divinità dei monti dei laghi, ci sono divnità irate divinità benevole, maestri reincarnati , come son presenti nell'induismo da cui il buddismo deriva.
Chiaro che tutto questo non è molto digeribile dall'occidentale medio che già non abbozza la religione cattolica, e quindi gli si da una forma ultraomeopatica dove tutte queste cose non sono presenti...
DIciamo che cmq anche in questi riti e pratiche è posta maggiore importanza sull'avanzamento e miglioramento del singolo praticante, mentre nella religione cattolica è tutto più passivo, devi pregare dio chiedere perdono e sperare che ti faccia la grazia.
Uhm no

Se sei cristiano, devi parimenti svolgere una intensa attività su te stesso, per poter seguire Gesù, la vita di fede cristiana deve essere molto attiva, occorre combattere ogni istante il lato "umano" e la tentazione diabolica per poter entrare in comunione col divino

Rinunciare a sè stessi,
È una sorta di ricerca dell'illuminazione pure questa
Vecchio 14-02-2018, 21:11   #52
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Quote:
Originariamente inviata da Joseph Visualizza il messaggio
Psicologicamente questo lo interpreterei come Narciso che pretende che gli altri siano uno specchio d'acqua.
La mia idea era "se tu ti comporti da stronzo con me e non mi rispetti io faccio lo stesso con te" più che altro faccio specchiare l'altro qua dentro



comportandomi in modo simile e non rispettando i valori a cui si affida a mia volta.
Va a finire che mi buttano fuori, però era per chiarire il concetto.

Io posso seguire un certo tipo di psicoterapia ed usarla per me e scoprire che mi fa star meglio e che riduce la mia sofferenza (stessa cosa vale per meditazione, yoga, agopuntura, sesso a pagamento... Insomma di tutto) altra cosa è affermare che dovrebbero usarla anche gli altri per star bene o che sicuramente questa cosa li farà star bene. E' in questa seconda parte che si insinua la parte più deleterea e negativa di tutti i tipi di culti e quando lo faccio anche io mi sa che di sicuro sbaglio, perché io non sono gli altri e gli altri non sono me.
Chi inizia ad affermare queste altre cose per me ha un atteggiamento paternalistico. Se vuoi farmi la paternale sei libero di farlo, ma poi io mi vendico e per metterti a posto inizio a fartela anche io per farti capire cosa si prova.

Un buddista (o presunto tale) una volta voleva farmi fuori tanto lo feci incazzare, lui voleva colpire me, gli resi pan per focaccia.

Ultima modifica di XL; 14-02-2018 a 21:23.
Vecchio 14-02-2018, 21:12   #53
Esperto
L'avatar di SamueleMitomane
 

hahahahahaha
Vecchio 14-02-2018, 21:40   #54
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da XL Visualizza il messaggio
.
Non ti ho fatto nessuna paternale, come spesso accade sei aggressivo e offensivo (a volte verso gli altri, a volte verso ignoti) senza ragione e attribuisci pensieri non detti. Mi fermo con l'ot.
Vecchio 14-02-2018, 23:04   #55
Esperto
L'avatar di Myway
 

Quote:
Originariamente inviata da lauretum Visualizza il messaggio
Uhm no

Se sei cristiano, devi parimenti svolgere una intensa attività su te stesso, per poter seguire Gesù, la vita di fede cristiana deve essere molto attiva, occorre combattere ogni istante il lato "umano" e la tentazione diabolica per poter entrare in comunione col divino

Rinunciare a sè stessi,
È una sorta di ricerca dell'illuminazione pure questa
Ma la chiesa cattolica visto il suo potere si è posta come via insostituibile per realizzare tutto questo, devi confessarti devi ricevere i sacramenti, devi andare a messa, devi accettare i dogmi, se non passi attraverso cristo non ti salvi ecc
In oriente èmancata una istituzione monolitica così potente, ci sono tante scuole e sottoscuole , spesso cambiano aseconda della nazione, quindi la presenza di una istituzione cui spetta il compito di guidarti rigorosamente non c'è, viene posta più attenzione sulla figura dei singoli maestri come guide, ma i precetti vertono più sulle pratiche individuali che non su quelle strettamente legate alle indicazioni della chiesa, pur non mancando come detto prima riti pratiche monaci lama ecc
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