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Vecchio 29-05-2022, 13:06   #1
Avanzato
 

Ciao a tutti
come da titolo volevo chiedere se avete mai pensato/provato a scrivere un'autobiografia (anche solo per voi stessi non per forza da pubblicare).
Potrebbe essere un modo per rielaborare il proprio vissuto, emozioni, ecc. e per ricordare le persone che sono state importanti per noi, lasciando al contempo una traccia della propria persona.

So che tra gli utenti ci sono diverse persone a cui piace molto leggere e scrivere: avreste dei titoli da suggerirmi da cui prendere spunto?
Intendo sia autobiografie interessanti sia libri che parlano di come scrivere un'autobiografia dando degli spunti pratici.
Ad esempio tempo fa acquistai il libro di Duccio Demetrio "Raccontarsi, l'autobiografia come cura di sé" ma l'ho trovato troppo teorico/filosofico per me (oltre che ridondante, ripete sempre gli stessi concetti), forse avrei bisogno di qualcosa con degli spunti più pratici.
Vecchio 29-05-2022, 13:15   #2
Esperto
L'avatar di MrBean
 

Idea interessante, seguo. Non penso che mi metterò a scrivere un'autobiografia, ma sono curioso di sentire gli altri pareri.
Vecchio 29-05-2022, 13:25   #3
Esperto
L'avatar di Franz86
 

Ho il diario qui: costa meno dello psicologo e, non dovendolo vendere a nessuno, posso anche permettermi strafalcioni, sintassi contorta e racconti di episodi assolutamente irrilevanti.
Ringraziamenti da
MrBean (29-05-2022)
Vecchio 29-05-2022, 14:27   #4
Esperto
L'avatar di Varano
 

le confessioni di rousseau, i saggi di montaigne e non me ne vengono altri in mente adesso. poi ci sono i diari. io ho letto quello di kierkegaard e i quaderni di kafka. le memorie di casanova (!) e la vita di cellini sono altrettanto famose
Vecchio 29-05-2022, 14:31   #5
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Per quanto riguarda me e il mio carattere sarebbe solo una potente e deleteria cassa di risonanza dei miei problemi e difetti. Oppure con un'immagine visiva sarebbe come rivestire di specchi un labirinto, eliminando quella possibilità su cento non dico di uscirne ma di spostarsi in una zona meno scomoda.

Ho sempre pensato che al fondo dei problemi di una fetta di utenti non piccola stia un'eccessivo senso del sé, dell'ego. Non parlo della comune accezione nel senso di cattiveria, ma di un centraggio eccessivo verso sé stessi, le proprie reazioni e aspettative. Ho sempre notato che cose che mi feriscono profondamente, alle persone normali scivolano addosso o comunque le gestiscono meglio, forse proprio perché hanno innescato la famosa reazione a catena che per dirla in soldoni fa sì che un rifiuto in qualche sfera (relazioni, lavoro, opportunità) non pesi perché si possono afferrare altre occasioni in tempi brevi. Questo è un fatto a modo suo oggettivo, indipendente dalla volontà e da quello che vorremmo essere. Ma se c'è qualcosa di vero, mettersi a scrivere è un atto di volontà e come se non lo è, quindi non ci sono più scusanti.

Poi c'è un fatto di indole; molti dei miei problemi sono derivati dalla convinzione di essere importante, per esempio quando me la prendevo perché non invitato alle feste. Ci ho messo tempo per capire che nessuno mi deve niente e che persone la cui biografia avrebbe meritato di essere narrata sono morte senza che se ne sapesse il nome (penso per esempio a tecnici che hanno creato sistemi di lavorazione industriali che oggi sono vitali; di molte soluzioni che consideriamo geniali non si conosce l'inventore). Se io pensassi di dovere o voler lasciare una traccia di me senza aver fatto qualcosa di così importante che merita di lasciare traccia per disinnescare problemi futuri al genere umano, so benissimo che riattizzerei delle braci sotto la cenere che se pure soffocate ancora sono accese.

Faccio ovviamente eccezione per casi mirati; che so, si vuole imparare a mettere ordine nell'espressione dei propri pensieri e si scrive di sé stessi come esercizio tecnico. Ma secondo me è come dare un potentissimo assist alle problematiche di cui sopra.

My 5 cents. Quanto detto vale per me, se a qualcuno scrivere di sé stessi fa bene posso solo che esserne contento.

Ultima modifica di pokorny; 29-05-2022 a 14:34.
Vecchio 29-05-2022, 16:31   #6
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Ho tenuto a lungo un diario, aggiornandolo con più o meno costanza nel corso degli anni. Poi ho smesso di tenerlo, sia perché stavo attraversando un periodo orrendo e fuggivo anche dal confronto con me stesso, sia perché da un certo punto in poi la mia vita s'è fatta davvero vuota di eventi, com'è tutt'ora, e quindi non ho quasi più nulla da scrivere, se non fatti pedestri e ininteressanti (il rinnovo del contratto d'affitto, l'arrivo di nuovi lavori, ecc.).
Qualche tempo fa ho pensato non di riprendere il diario, ma di cominciare a scrivere una sorta di autobiografia, anche per colmare tutte le lacune che il mio diario non copriva, specie nei primi anni in cui lo tenevo (l'avevo cominciato in terza media).
Poi mi sono detto che sarebbe tempo sprecato: chi leggerebbe mai una mia autobiografia? Attualmente mi dico invece che se mai arrivassi a pubblicare qualcosa di narrativo (su questo non ho ancora gettato la spugna) raggiungendo così una fetta discreta di pubblico, allora potrei riprendere in considerazione l'idea di un'autobiografia, potrebbero pubblicarla postuma per i miei lettori, se mai ne avrò.

Per quanto riguarda il come, io penso che in questo caso non ci siano delle regole da seguire: ci si mette davanti al foglio (o allo schermo con tastiera) e si comincia a scrivere quel che viene in mente, lasciandosi andare al flusso delle concatenazioni mentali; penso che in questo modo scrivere venga molto spontaneo.
Vecchio 29-05-2022, 16:42   #7
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Per quanto riguarda il come, io penso che in questo caso non ci siano delle regole da seguire: ci si mette davanti al foglio (o allo schermo con tastiera) e si comincia a scrivere quel che viene in mente, lasciandosi andare al flusso delle concatenazioni mentali; penso che in questo modo scrivere venga molto spontaneo.
Forse perché tu sei abituato alla scrittura. Io questo periodo (oh, beh, son tre anni e passa) sto tentando di mettere in piedi un testo che se pure di natura diciamo tecnica in ambito umanistico, mi sta dando da sempre filo da torcere proprio perché lo stile e l'organizzazione stanno riflettendo le mie idee non chiare. E nel complesso non vedo miglioramenti a ogni rimaneggiamento che ne faccio.

E allo stesso tempo sto facendo una traduzione che volevo sottoporre a una casa editrice specialistica. Persino in quel caso, dove teoricamente ho tutta una serie di vincoli, quando leggo quel che scrivo sono un po' imbarazzato. Mi sembra davvero di riuscire a intromettermi in qualcosa in cui dovrei fare solo il passamano, dato che non stiamo certo parlando dei lirici greci tradotti anzi riscritti da Quasimodo, oppure i fiori blu.

Invidio un po' voi umanisti; quando leggo un saggio scritto bene mi scatta un po' di bonaria invidia.
Vecchio 29-05-2022, 16:53   #8
Des
Intermedio
 

Anni fa ci ho provato, stava venendo anche una cosa discreta ma visto che non sono costante praticamente in nulla, ho abbandonato dopo poco. Però quasi quasi provo a riprendere.

Faccio però un'altra cosa, una specie di diario. Ho iniziato a scriverci qualcosa ormai 4 anni fa e ogni tanto rileggo le cose che scrivevo. Al di là del dolore, che è sempre stata una costante nalla mia vita, rileggendo le prime pagine ho realizzato di quanto siano cambiate le mie esigenze, il mio stato d'animo, i miei desideri e le mie prospettive. Quelli che per me erano dei problemi insormontabili, ora non lo sono più.
Da questo punto di vista è sicuramente un aiuto.


Non quotare.
Vecchio 29-05-2022, 17:30   #9
Esperto
 

Va bene farlo anche su Tinder a scopo terapeutico?
Vecchio 29-05-2022, 19:20   #10
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
.....
Qualche tempo fa ho pensato non di riprendere il diario, ma di cominciare a scrivere una sorta di autobiografia, anche per colmare tutte le lacune che il mio diario non copriva, specie nei primi anni in cui lo tenevo (l'avevo cominciato in terza media).
Poi mi sono detto che sarebbe tempo sprecato: chi leggerebbe mai una mia autobiografia? Attualmente mi dico invece che se mai arrivassi a pubblicare qualcosa di narrativo (su questo non ho ancora gettato la spugna) raggiungendo così una fetta discreta di pubblico, allora potrei riprendere in considerazione l'idea di un'autobiografia, potrebbero pubblicarla postuma per i miei lettori, se mai ne avrò.

Per quanto riguarda il come, io penso che in questo caso non ci siano delle regole da seguire: ci si mette davanti al foglio (o allo schermo con tastiera) e si comincia a scrivere quel che viene in mente, lasciandosi andare al flusso delle concatenazioni mentali; penso che in questo modo scrivere venga molto spontaneo.
Io la scriverei più che altro per me stessa, principalmente come esercizio per rielaborare il mio vissuto: potrei portare alla luce dei lati della mia vita che avevo lasciato in ombra, dare senso ai rapporti che sono stati significativi per me…
Credo che se riuscissi a partorire qualcosa di decente la mia autostima e senso di identità ne uscirebbero rafforzati.

Riguardo al come, a me purtroppo non viene spontaneo come hai scritto tu.
Sarà che non sono abituata alla scrittura “emotiva”, ma quando rileggo quanto ho scritto sento che non rispecchia il mio reale vissuto, mi sembra più freddo
Vecchio 29-05-2022, 19:22   #11
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da juan Visualizza il messaggio
.....
Ma ad un certo punto ho sempre dovuto lasciar perdere perché cominciavo ad avere pensieri angoscianti tipo ''ma questa cosa qua è successa davvero? come faccio a capire se i miei ricordi corrispondono a qualcosa che è successo davvero?'' e allora mi toccava trovare una distrazione per calmarmi.
Capita anche a me
Vecchio 29-05-2022, 19:30   #12
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Franz86 Visualizza il messaggio
Ho il diario qui: costa meno dello psicologo e, non dovendolo vendere a nessuno, posso anche permettermi strafalcioni, sintassi contorta e racconti di episodi assolutamente irrilevanti.
Sì infatti l’idea del diario condiviso piace anche a me, ma un po’ mi inibisce che gli altri possano leggere e di conseguenza non mi sento del tutto libera di esprimermi.
Ringraziamenti da
claire (30-05-2022)
Vecchio 29-05-2022, 19:38   #13
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Varano Visualizza il messaggio
le confessioni di rousseau, i saggi di montaigne e non me ne vengono altri in mente adesso. poi ci sono i diari. io ho letto quello di kierkegaard e i quaderni di kafka. le memorie di casanova (!) e la vita di cellini sono altrettanto famose
Grazie, non ho letto nessuno di questi romanzi.
Mi sembra alta letteratura, io mi riferivo a qualcosa di più basso da cui prendere spunto ad esempio ho letto “Il bar delle grandi speranze”, che è un’autobiografia leggera e scorrevole, la consiglio.
Vecchio 29-05-2022, 19:42   #14
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Quote:
Originariamente inviata da Purple rain Visualizza il messaggio
Grazie, non ho letto nessuno di questi romanzi.
Mi sembra alta letteratura, io mi riferivo a qualcosa di più basso da cui prendere spunto ad esempio ho letto “Il bar delle grandi speranze”, che è un’autobiografia leggera e scorrevole, la consiglio.
Io ho appena finito di leggere L'educazione, una sorta di autobiografia dell'autrice. È molto accessibile e scorrevole, ma parla anche di una vita dura e traumatica (è la storia della "fuga" dell'autrice dalla sua famiglia di fanatici religiosi che vivono isolati dalla società, con un fratello violento e così via), quindi non so quanto possa essere una lettura piacevole.
Ringraziamenti da
Purple rain (29-05-2022)
Vecchio 29-05-2022, 19:44   #15
Esperto
L'avatar di Franz86
 

Quote:
Originariamente inviata da Purple rain Visualizza il messaggio
Sì infatti l’idea del diario condiviso piace anche a me, ma un po’ mi inibisce che gli altri possano leggere e di conseguenza non mi sento del tutto libera di esprimermi.
Scrivere è anche una maniera per distaccarsi un po' da ciò di cui si scrive: nel momento in cui si pubblica, quel pensiero non è più solo privato. Può servire.

Poi devo dire che, nel corso degli anni, sulle cose più personali che ho scritto (ora cancellate) non ho ricevuto alcun feedback, mentre sulle sciocchezze pure troppi quindi alle volte basta un wall of text per nasconderci dentro le robe più scabrose che nessuno leggerà.
O magari qualcuno leggerà, ma alle volte c'è anche poco da rispondere, e questo l'ho sperimentato in prima persona nel ruolo di lettore di diari altrui.
Ringraziamenti da
Purple rain (29-05-2022)
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