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Vecchio 06-10-2019, 07:01   #1
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Mi sono accorto che commetto una sorta di ingiustizia con i miei amici.
Quando qualcuno si dimostra intollerante verso i problemi degli altri ci discuto/litigo ma solo se è una persona che ha sofferto anch'essa e con problemi, se invece è una persona normale, spensierata e senza problemi lascio correre.
Penso di fare così perché tutto sommato delle persone normali non mi importa l'opinione, penso che non avendo sofferto non abbiano empatia e non si rendano conto, invece da chi ha sofferto e ha problemi pretendo che porti rispetto anche se ha problemi diversi.
Quindi paradossalmente finisco per creare astio con chi mi trovo più in sintonia.
Mi chiedevo se questa è una sorta di ingiustizia, se dovrei prendermela con tutti, con solo chi non soffre o con nessuno.
Ringraziamenti da
cringe (06-10-2019)
Vecchio 06-10-2019, 11:37   #2
Esperto
L'avatar di Dahmer
 

Secondo me parti da un'errore di base. Non è l'aver sofferto in sé che rende più empatici, anzi alcuni dalla sofferenza vengono resi più astiosi e si incattiviscono....o magari no ma si focalizzano talmente tanto sui loro problemi da non avere spazio per quelli altrui.
Comunque prova a spiegare il tuo punto di vista e magari favorire la comprensione senza "prendertela" con nessuno.
Ringraziamenti da
Green Tea (06-10-2019)
Vecchio 06-10-2019, 11:40   #3
Esperto
L'avatar di Green Tea
 

Così decontestualizzata e senza esempi è difficile farsi un'opinione, però in generale penso che non dovresti prendertela con nessuno.
Ogni persona metabolizza i suoi problemi e il suo vissuto in maniera diversa, non è detto che passando attraverso situazioni simili tutti quanti acquistino lo stesso grado di empatia.. e forse questo forum ne è l'esempio migliore, dovrebbe essere santuario di buone maniere e apertura mentale, il post medio è superficiale e mostra un totale disinteresse nei confronti del prossimo.
D'altra parte è anche diverso il modo in cui ci relazioniamo nei confronti degli altri quindi può anche essere che il modo di esporsi di alcuni tuoi amici sia semplicemente diverso dal tuo, ma empatico allo stesso modo.
Vecchio 06-10-2019, 11:45   #4
Principiante
 

Capisco cosa intendi. Solitamente a me capita di arrabbiarmi con chi ha direttamente sperimentato certe cose ma che pare non aver imparato nulla da esse, mettendole a sua volta in atto e ferendo altra gente. Ovviamente una parte di me però è anche portata a provare empatia per queste persone. Esiste l'apprendimento per imitazione. Per esempio, chi da piccolo ha subito un'educazione autoritaria o con pedagogia nera (punizioni fisiche, etc), a meno che non abbia attuato un lavoro su di sè, difficilmente non andrà incontro ad atti devianti o comunque non assumerà gli stessi comportamenti (intolleranti, aggressivi, etc).
Vecchio 06-10-2019, 11:47   #5
Esperto
L'avatar di incompresa88
 

Per esperienza in genere noto che chi non ha passato certe cose non capisce proprio. Non è nemmeno cattiveria, è proprio che ti guardano senza capire.
Per quanto riguarda chi ha sofferto… dipende. Non sempre la sofferenza rende più empatici, anzi, spesso succede proprio il contrario.
Vecchio 06-10-2019, 11:58   #6
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

Quote:
Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Mi sono accorto che commetto una sorta di ingiustizia con i miei amici.
Quando qualcuno si dimostra intollerante verso i problemi degli altri ci discuto/litigo ma solo se è una persona che ha sofferto anch'essa e con problemi, se invece è una persona normale, spensierata e senza problemi lascio correre.
Penso di fare così perché tutto sommato delle persone normali non mi importa l'opinione, penso che non avendo sofferto non abbiano empatia e non si rendano conto, invece da chi ha sofferto e ha problemi pretendo che porti rispetto anche se ha problemi diversi.
Quindi paradossalmente finisco per creare astio con chi mi trovo più in sintonia.
Mi chiedevo se questa è una sorta di ingiustizia, se dovrei prendermela con tutti, con solo chi non soffre o con nessuno.
Io solo di chi si lagna e si lamenta e poi si comporta da stronzi.
Vecchio 06-10-2019, 12:01   #7
Esperto
L'avatar di incompresa88
 

Quote:
Originariamente inviata da Equilibrium Visualizza il messaggio
Io solo di chi si lagna e si lamenta e poi si comporta da stronzi.
Ma nessuno si comporta bene o male con chiunque. Uno magari è empatico con certe categorie di persone e non con altre, come è normale che sia.
Vecchio 06-10-2019, 12:14   #8
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

Quote:
Originariamente inviata da incompresa88 Visualizza il messaggio
Ma nessuno si comporta bene o male con chiunque. Uno magari è empatico con certe categorie di persone e non con altre, come è normale che sia.
Io infatti nn c'è l ho per gli stronzi lagnosi, per il resto penso di essere empatico sia per chi sta avendo problemi sia per chi sta avendo dei successi.
Vecchio 06-10-2019, 12:19   #9
Esperto
L'avatar di incompresa88
 

Quote:
Originariamente inviata da Equilibrium Visualizza il messaggio
Io infatti nn c'è l ho per gli stronzi lagnosi, per il resto penso di essere empatico sia per chi sta avendo problemi sia per chi sta avendo dei successi.
Boh magari uno si lagna per sfogo e non pretende nulla da nessuno, ci sta anche questo. Io dipende… è una cosa a pelle, difficile da spiegare. Non necessariamente provo empatia per chi ha sofferto, bisogna vedere tante cose.
Vecchio 06-10-2019, 12:24   #10
Principiante
 

Basta non fare distinzioni e considerare che tutti vivono una vita sofferente oppure che nessuno, se stessi compresi, ha mai raggiunto una sofferenza tale da diventare consapevole nello paragonarsi e creare attrito, e quindi straparla.
Quindi arrabbiarsi e litigare senza discriminazione con tutti, o non farlo con nessuno perché alla fine ognuno sarà falciato dalla morte.
Vecchio 06-10-2019, 12:30   #11
Esperto
 

Tutti soffrono.
Vecchio 06-10-2019, 12:34   #12
Esperto
L'avatar di pokorny
 

Non abbiamo ancora fatto virare il topic sulle normali questioni di lotta tra i generi, validazione, dismorfofobia, e quello che le donne si aspettano da un uomo eccetera eccetera. Sususu, un po' di buona volontà

Scherzoooooooo... Ho una mia teoria per questo meccanismo, che ogni tanto vedo anche in me. Nel mio caso il motivo è diverso, ovvero che avevo, anche se per fortuna l'ho quasi persa, la tendenza a farmi valere con i deboli ma a tacere con i forti. Una persona che ha sofferto è in una condizione di debolezza "di default" e temo che questo possa innescare i normali meccanismi del mondo animale (cui apparteniamo) di prendersela con chi sentiamo in una posizione che non ci può minacciare. Naturalmente non pretendo che questo sia vero in generale ma sarei davvero sorpreso se almeno in piccola parte non contribuisca a spiegare questo genere di dinamiche. In questo tutti gli esseri viventi sono identici e non c'è motivo di credere a eccezioni. Insomma, una sfumatura di quello che rimane di meccanismi di sublimazione e chi sa che altro.
Vecchio 06-10-2019, 14:27   #13
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

Quote:
Originariamente inviata da FolleAnonimo Visualizza il messaggio
Basta non fare distinzioni e considerare che tutti vivono una vita sofferente oppure che nessuno, se stessi compresi, ha mai raggiunto una sofferenza tale da diventare consapevole nello paragonarsi e creare attrito, e quindi straparla.
Quindi arrabbiarsi e litigare senza discriminazione con tutti, o non farlo con nessuno perché alla fine ognuno sarà falciato dalla morte.
C'è un limite a tutto, io (prendo me come esempio ma è un discorso in generale) potrei essere comprensivo su tutto ma poi quando si supera il limite, che per me significa rispetto verso me, verso gli altri o verso per esempio, I defunti mi sento in dovere di intervenire. Questo è indice di mancanza di educazione al rispetto degli altri.
Essere troppo comprensivi non va bene

Rispetta se vuoi essere rispettato, é questo il messaggio.
Se nn lo fai allora nn lamentarti se sono gli altri a farlo a te, quando ti giudicano senza sapere é mancanza di rispetto per come la vedo io.
E quindi nn giudicare se nn vuoi essere giudicato, altrimenti di che ti lamenti?
Magari lamentati di quanto sei stronzo
Vecchio 06-10-2019, 18:33   #14
Esperto
 

Le persone sono incoerenti, c'è chi lo è moltissimo e chi lo è solo molto (per esempio anche chi ha un disagio psicologico solamente medio si muove incoerentemente se ha passato tutta la vita a cazzeggiare e non è nemmeno arrivato a capire 2 righe di psicologia da wikipedia).
Rispetto a questo si può essere più o meno coerenti arrabbiandosi e stupendosi più o meno spesso ogni volta che si incontra una delle frequentissime incoerenze.
Vecchio 06-10-2019, 18:38   #15
Principiante
 

@Equilibrium: Si ma il punto che ha presentato l'autore del topic è:
Mantieni la tua filosofia senza discriminazioni? Perché è facile a mente fredda fare come dici tu mentre poi vivere di compromessi nella realtà dei momenti, perdonare gli amici per la loro ignoranza, crocifiggere chi non si conosce per la propria, o il contrario.

Ultima modifica di FolleAnonimo; 06-10-2019 a 20:09.
Vecchio 06-10-2019, 19:16   #16
Esperto
L'avatar di Angus
 

Quote:
Originariamente inviata da Kitsune Visualizza il messaggio
Mi sono accorto che commetto una sorta di ingiustizia con i miei amici.
Quando qualcuno si dimostra intollerante verso i problemi degli altri ci discuto/litigo ma solo se è una persona che ha sofferto anch'essa e con problemi, se invece è una persona normale, spensierata e senza problemi lascio correre.
Penso di fare così perché tutto sommato delle persone normali non mi importa l'opinione, penso che non avendo sofferto non abbiano empatia e non si rendano conto, invece da chi ha sofferto e ha problemi pretendo che porti rispetto anche se ha problemi diversi.
Quindi paradossalmente finisco per creare astio con chi mi trovo più in sintonia.
Mi chiedevo se questa è una sorta di ingiustizia, se dovrei prendermela con tutti, con solo chi non soffre o con nessuno.
Ragioni come se il mondo fosse diviso in caste. I normali, come li chiami, che possono esprimersi liberamente senza che si possa dir loro nulla. E le persone con problemi, a cui non riconosci il diritto di uscire dal proprio ruolo di persone che sopportano tutto in silenzio. Ti senti, insomma, una persona di seconda fascia, e pretendi che chi consideri a te simile faccia lo stesso.
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