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Vecchio 09-05-2018, 23:43   #1
Banned
 

Ogni sera bevo un bicchierone di vino. Se mi capita anche una bottiglia di birra. Faccio questo prima di andare a dormire. Ogni sera. Ogni notte.
L’alcol è la mia camomilla, ma non rilassa nulla, casomai intorpidisce.
Alla fine è quello che cerco. Essere intorpidito è il fine. In qualche modo mi fa sentire pieno. Una sensazione che rincorro nella mia vita a vuoto.
Tempo fa, sul bus, durante un viaggio extraurbano di 100 chilometri tra Catania e la mia città, ho ascoltato la discussione di due ragazzi seduti dietro di me. I tizi erano un ragazzo di colore con le treccine e ben impostato, e un ragazzo biondo, uno di quelli con cui passeresti una bella serata a tirare una canna.
Entrambi si lamentavano del datore di lavoro.
Allorché, a un certo punto della discussione, il ragazzo di colore dice: “ nella vita ci vuole coraggio “.
A suddetta frase ho appoggiato la tempia sul finestrino vibrante come uno colpito a morte. E così, con quello
stato d'animo e quella frase nella mente, sono rimasto per tutto il viaggio.
La vita non è facile per nessuno, ma la fuori, al di fuori di me, c’è della gente pronta a reagire. “ A tirare fuori le palle”, come si suol dire.
Da quindici anni ad adesso mantengo la scelta di non assumere farmaci, ne varrebbe la mia capacità di creare. E’ una scelta che mantengo tutt’ora, ma al contempo mantengo il dubbio se sia stata la scelta giusta, assieme al dubbio se non sia il caso di andare da un qualche psicologo o simili.
Parecchi anni fa andai da uno psicologo, al consultorio familiare della ASL.
Quando mi trovai lì, nel suo studio silenzioso, con la consapevolezza che dovevo vuotare il sacco con un completo sconosciuto che mi invogliava a parlare con i suoi sorrisi spenti da routine, mi chiusi ancora di più in me stesso.
La verità è che non ho mai creduto, né nei farmaci, e né negli strizza cervelli. Non ci credo per me, ma rispetto chi si fa supportare da tutto ciò, perché ogni aiuto è lecito nella nostra situazione.

La sensibilità, quella cosa che mi ha sempre contraddistinto, facendomi riempire di complimenti, ebbene, la odio.
Vorrei essere così insensibile da non sentire neppure me stesso. Invece mi avverto troppo, ed è un gran fastidio.
Noi non abbiamo bisogno di bilance: conosciamo bene il nostro peso, e ce lo carichiamo ogni fottuto giorno.
La sensibilità, la fragilità è una delle cosi più dure da gestire.
Nervi leggeri per una vita pesantissima.

Guardo mio padre e vorrei spiegargli il mio dramma.
A che pro?
E’ un ottuagenario sordo che ha fatto l’operaio per tutta la vita, e se solo gli accennassi il termine “sociofobia”, mi guarderebbe come uno appena sceso sulla Luna.
Lo spiego a mia madre, cerca di capire, forse lo capisce, ma è più debole e remissiva di me, quindi confidarsi con chi ha meno forze di te equivale a zero. Sarebbe come parlare di Rolex con un intoccabile Indiano, quelli dell’ultima casta.
Le mie sorelle? Lasciamo stare... discussione a vuoto.

E sono qui, nel silenzio della cucina.
Il ronzio del frigo si alza insolente. La lancetta gira: affetta il tempo a ogni secondo.
Mi sento pieno di torpore.
Ma alla fine, nel mio profondo, mi sento sempre vuoto.
E penso questo, mentre osservo immobile il bicchiere vuoto di fronte a me
che stringo in mano.

Mi sembra di stringere me stesso...

Ultima modifica di Melancholio; 10-05-2018 a 02:33.
Ringraziamenti da
Angus (10-05-2018), cancellato19424 (10-05-2018), elliot_m (10-05-2018), FitterHappier (11-05-2018), Iac80 (10-05-2018), Jupiter (10-05-2018), Lucernario (10-05-2018), navigoavista (10-05-2018), Palladipelo (11-05-2018), SamueleMitomane (11-05-2018), SenzaCielo (10-05-2018), Solitaria23 (10-05-2018), syd_77 (10-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 17:35   #2
Esperto
L'avatar di hermit_nightman
 

Bel post.
Purtroppo per me cambia il finale, ovvero riempio di nuovo il bicchiere, e non va bene.
Aggiungo che ormai senza ansiolitico non potrei più neppure sopravvivere...
Ma non durerà a lungo, sono inadatto, debole anche fisicamente
Ringraziamenti da
Melancholio (11-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 18:02   #3
Esperto
L'avatar di Lucernario
 

Grazie per questo post.
Ringraziamenti da
Melancholio (10-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 18:07   #4
Principiante
 

Melancholio il tuo post è veramente toccante. Hai mai pensato di scrivere poesie, canzoni o quello che vuoi?
Vecchio 10-05-2018, 18:11   #5
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Iac80 Visualizza il messaggio
Melancholio il tuo post è veramente toccante. Hai mai pensato di scrivere poesie, canzoni o quello che vuoi?
faccio tutto quello che hai citato.
riguardo alle canzoni sono in contatto con un ragazzo del forum che è un chitarrista in gamba.
Speriamone esca fuori qualcosa.

ah
grazie per l'apprezzamento

Ultima modifica di Melancholio; 10-05-2018 a 19:49.
Vecchio 10-05-2018, 18:12   #6
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Lucernario Visualizza il messaggio
Grazie per questo post.
figurati.. grazie a te Martina

con la depressione che ho in questi giorni ne tirerò fuori molti altri...
ora capisci perché non posso prendere medicine?

Ultima modifica di Melancholio; 10-05-2018 a 18:41.
Ringraziamenti da
elliot_m (10-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 18:25   #7
Esperto
L'avatar di Lucernario
 

Quote:
Originariamente inviata da Melancholio Visualizza il messaggio
figurati..

con la depressione che ho in questi giorni ne tirerò fuori molti altri...
ora capisci perché non posso prendere medicine?
Io non le prendo. Per motivi simili ai tuoi.
Vecchio 10-05-2018, 18:27   #8
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Melancholio Visualizza il messaggio
faccio tutto quello che hai citato.
riguardo alle canzoni sono in contatto con un ragazzo del forum che è un chitarrista provetto.
dovrebbe uscirne fuori qualcosa.

ah
grazie per l'apprezzamento
Fammi sapere se fate qualcosa e dove è possibile seguirvi
Vecchio 10-05-2018, 18:36   #9
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Lucernario Visualizza il messaggio
Io non le prendo. Per motivi simili ai tuoi.
le medicine ti fanno stare meglio, ma ti annebbiano al contempo...
si deve scegliere a quale compromesso stare...

io non conosco nessuno di voi, ma per ognuno di voi nutro lo stesso dispiacere,
perché è come se vi conoscessi, dato che proviamo lo stesso dolore...

un abbraccio a tutti
Ringraziamenti da
elliot_m (10-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 18:37   #10
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Iac80 Visualizza il messaggio
Fammi sapere se fate qualcosa e dove è possibile seguirvi
senz'altro, contaci
Vecchio 10-05-2018, 18:38   #11
Esperto
L'avatar di Shjatyzu
 

Quote:
Originariamente inviata da Melancholio Visualizza il messaggio
le medicine ti fanno stare meglio, ma ti annebbiano al contempo...
si deve scegliere a quale compromesso stare...

io non conosco nessuno di voi, ma per ognuno di voi nutro lo stesso dispiacere,
perché è come se vi conoscessi, dato che proviamo lo stesso dolore...

un abbraccio a tutti
Lol, sai che da quando ho iniziato la terapia farmacologica, sono migliorato dal punto di vista musicale?
Vecchio 10-05-2018, 18:42   #12
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Shjatyzu Visualizza il messaggio
Lol, sai che da quando ho iniziato la terapia farmacologica, sono migliorato dal punto di vista musicale?
basta che non ti finisce come dj Avicii

( ohu, scherzo )

humore nero
Vecchio 10-05-2018, 18:43   #13
Esperto
L'avatar di Shjatyzu
 

Quote:
Originariamente inviata da Melancholio Visualizza il messaggio
basta che non ti finisce come dj Avicii

( ohu, scherzo )

humore nero
Ma magara! Almeno qualche anno di grana a palate lo vivrei
Vecchio 10-05-2018, 18:44   #14
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Shjatyzu Visualizza il messaggio
Ma magara! Almeno qualche anno di grana a palate lo vivrei
ahahah
allora dacci dentro
Vecchio 10-05-2018, 19:49   #15
Esperto
L'avatar di hermit_nightman
 

Pure io scrivevo poesie,e tanto altro.
Ora perso tutto, ma non credo per le medicine.
Per la disillusione che inesorabilmente ha avvolto ogni mio lato,varcandone i confini,conquistandomi.
Poi l'età... Logorato.
In bocca al lupo
Ringraziamenti da
Hor (10-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 19:52   #16
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da hermit_nightman Visualizza il messaggio
Pure io scrivevo poesie,e tanto altro.
Ora perso tutto, ma non credo per le medicine.
Per la disillusione che inesorabilmente ha avvolto ogni mio lato,varcandone i confini,conquistandomi.
Poi l'età... Logorato.
In bocca al lupo
Viva il lupo.

Nei momenti di sconforto profondo neanche l'arte mi solleva.
In quei momenti vorrei solo sprofondare nel materasso come in delle sabbia mobili
Vecchio 10-05-2018, 21:03   #17
Esperto
L'avatar di Jacksparrow
 

Quote:
Originariamente inviata da Melancholio Visualizza il messaggio
Ogni sera bevo un bicchierone di vino. Se mi capita anche una bottiglia di birra. Faccio questo prima di andare a dormire. Ogni sera. Ogni notte.
L’alcol è la mia camomilla, ma non rilassa nulla, casomai intorpidisce.
Alla fine è quello che cerco. Essere intorpidito è il fine. In qualche modo mi fa sentire pieno. Una sensazione che rincorro nella mia vita a vuoto.
Tempo fa, sul bus, durante un viaggio extraurbano di 100 chilometri tra Catania e la mia città, ho ascoltato la discussione di due ragazzi seduti dietro di me. I tizi erano un ragazzo di colore con le treccine e ben impostato, e un ragazzo biondo, uno di quelli con cui passeresti una bella serata a tirare una canna.
Entrambi si lamentavano del datore di lavoro.
Allorché, a un certo punto della discussione, il ragazzo di colore dice: “ nella vita ci vuole coraggio “.
A suddetta frase ho appoggiato la tempia sul finestrino vibrante come uno colpito a morte. E così, con quello
stato d'animo e quella frase nella mente, sono rimasto per tutto il viaggio.
La vita non è facile per nessuno, ma la fuori, al di fuori di me, c’è della gente pronta a reagire. “ A tirare fuori le palle”, come si suol dire.
Da quindici anni ad adesso mantengo la scelta di non assumere farmaci, ne varrebbe la mia capacità di creare. E’ una scelta che mantengo tutt’ora, ma al contempo mantengo il dubbio se sia stata la scelta giusta, assieme al dubbio se non sia il caso di andare da un qualche psicologo o simili.
Parecchi anni fa andai da uno psicologo, al consultorio familiare della ASL.
Quando mi trovai lì, nel suo studio silenzioso, con la consapevolezza che dovevo vuotare il sacco con un completo sconosciuto che mi invogliava a parlare con i suoi sorrisi spenti da routine, mi chiusi ancora di più in me stesso.
La verità è che non ho mai creduto, né nei farmaci, e né negli strizza cervelli. Non ci credo per me, ma rispetto chi si fa supportare da tutto ciò, perché ogni aiuto è lecito nella nostra situazione.

La sensibilità, quella cosa che mi ha sempre contraddistinto, facendomi riempire di complimenti, ebbene, la odio.
Vorrei essere così insensibile da non sentire neppure me stesso. Invece mi avverto troppo, ed è un gran fastidio.
Noi non abbiamo bisogno di bilance: conosciamo bene il nostro peso, e ce lo carichiamo ogni fottuto giorno.
La sensibilità, la fragilità è una delle cosi più dure da gestire.
Nervi leggeri per una vita pesantissima.

Guardo mio padre e vorrei spiegargli il mio dramma.
A che pro?
E’ un ottuagenario sordo che ha fatto l’operaio per tutta la vita, e se solo gli accennassi il termine “sociofobia”, mi guarderebbe come uno appena sceso sulla Luna.
Lo spiego a mia madre, cerca di capire, forse lo capisce, ma è più debole e remissiva di me, quindi confidarsi con chi ha meno forze di te equivale a zero. Sarebbe come parlare di Rolex con un intoccabile Indiano, quelli dell’ultima casta.
Le mie sorelle? Lasciamo stare... discussione a vuoto.

E sono qui, nel silenzio della cucina.
Il ronzio del frigo si alza insolente. La lancetta gira: affetta il tempo a ogni secondo.
Mi sento pieno di torpore.
Ma alla fine, nel mio profondo, mi sento sempre vuoto.
E penso questo, mentre osservo immobile il bicchiere vuoto di fronte a me
che stringo in mano.

Mi sembra di stringere me stesso...
Mi sono rivisto allo specchio specie quando dici no Medici no farmaci.
Quanto alla bottiglia spesso ottima compagnia al peggior amico, mi trattengo per non rovinarmi il fegato ma davvero e' una delle poche cose insieme al cibo per cui vale la pena vivere.
Sensibilita' e fragilita' emotiva sono una spada sulla testa pronta a cadere nel cesto .Tu parli di nervi leggeri io di nervi a fior di pelle, forse due canne al giorno nemmeno basterebbero per affrontare leggermente la vita o per annebbiarsi un cervello che invece deve stare vigile per non prenderlo in quel posto.

Ultima modifica di Jacksparrow; 10-05-2018 a 21:10.
Ringraziamenti da
Melancholio (10-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 22:16   #18
Esperto
L'avatar di Atlas
 

io ho un'altra visione della sensibilità, non credo che sia una qualità ma una forma di narcisismo.
L'empatia che porta all'azione è una qualità, ma il sentimento romantico della sensibilità è legato da un lato al pietismo della vittima dall'altro all'arroganza del giudice.
Vecchio 10-05-2018, 22:20   #19
Esperto
L'avatar di syd_77
 

Il tuo racconto è molto bello.

Però il coraggio da solo non basta.. io il coraggio ce l'ho, ma faccio le cose a vuoto.. intraprendo molte iniziative per migliorarmi ma molte volte sbaglio.. perchè la testa non è lucida..non c'è un'obiettivo, uno scopo di vita, un traguardo.

Anche il mio psichiatra/psicologo pensava che con me fosse più facile.. in effetti l'ansia me la fatta diminuire dopo poco tempo, ma la depressione no, quella ce l'hai se vivi una vita non all'altezza dei tuoi sogni e delle tue aspettative.. in pratica se fai una vita di merda.. e per la vita di merda non ci sono rimedi se non cambia, ma d'altronde in questa società non tutti possiamo fare una vita decente, è proprio strutturata così, e i più deboli e meno furbi soccombono.. e quando soccombi i farmaci fanno poco.. alleviano un po' la disperazione e ti fanno tirare avanti, non di più.
Ringraziamenti da
hermit_nightman (11-05-2018), Lory (11-05-2018), Melancholio (11-05-2018), XL (11-05-2018)
Vecchio 10-05-2018, 22:21   #20
Banned
 

Quote:
Originariamente inviata da Atlas Visualizza il messaggio
io ho un'altra visione della sensibilità, non credo che sia una qualità ma una forma di narcisismo.
L'empatia che porta all'azione è una qualità, ma il sentimento romantico della sensibilità è legato da un lato al pietismo della vittima dall'altro all'arroganza del giudice.
detta così è più una forma di NarciMasochismo... comunque
ci sta anche come dici tu
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