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Vecchio 14-06-2016, 09:05   #21
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

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Originariamente inviata da Black_ Visualizza il messaggio
Eppure ho amici introversi che in ciò sono opposti a me, hanno molta memoria e sono sempre presenti.
"Dunque, l’estroverso ha un rapporto positivo con l’ambiente esterno: lo osserva, studia tutte le circostanze e cerca di adattarsi ad esse il più possibile. La persona estroversa cerca l’approvazione altrui e tende a esprimere giudizi non troppo diversi da quelli del gruppo. L’introverso, invece, tende a rimanere distante dal mondo esterno, perché è più attratto dal suo mondo interiore. A differenza dell’estroverso, le sue energie non sono rivolte all’esterno, ma si concentrano sulla dimensione individuale. Più che con fatti e parole, la dimensione preferita dall’estroverso, si sente a suo agio con emozioni e pensieri. Ama la solitudine, ha un atteggiamento schivo e tende a essere diffidente e pessimista."
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/03/in...estroversione/

Ovviamente qua, nel tuo caso specifico, mi sa che ci potrebbe essere una forma di rimuginio fastidiosa (in cui magari si pensa ad episodi tristi del passato e cose del genere che rappresentano un motivo di sfondo che disturba un po' tutto il resto) dovuta forse alla depressione che non c'entra nulla con queste classificazioni qua.
La depressione ed uno stato dell'umore estremamente basso mi sembra che comporti anche una serie di difficoltà mnemoniche. Perciò direi che dipende un po' dal sovraccarico quale sia, il rimuginio toglie spazio al resto.

Anche di forme di distrazione ce ne sono diverse, ce n'è una in cui la persona nota poche cose e poi si concentra su queste non prestando attenzione al resto (e la persona si trova in una sorta di trance, nel senso che certi stimoli vengono praticamente azzerati e non si presta più attenzione a questi, in compenso però si presta attenzione ad altro) e ce n'è un'altra in cui si notano troppe cose una di seguito all'altra (presenti nell'ambiente e non) non concentrandosi mai su nulla, in questo caso gli stimoli si susseguono incessantemente e la persona non riesce a concentrarsi su nulla, di interno ed esterno.

Quella da deficit dell'attenzione, in base alle descrizioni che ho letto in rete, mi sembra più simile alla seconda forma di distrazione, la prima invece è quella forma di distrazione del tipo "testa fra le nuvole" che può essere caratteristica anche del tipo di personalità introversa.

L'introverso trova più rilevante quel che pensa, sente e così via, l'estroverso invece trova più rilevante quel che succede effettivamente là fuori. Io così ho afferrato la distinzione. Ma non è che uno dei due non risulta più attento o distratto, il primo indirizza l'attenzione verso certe cose, il secondo verso altre.

Ultima modifica di XL; 14-06-2016 a 10:01.
Vecchio 14-06-2016, 11:21   #22
Intermedio
L'avatar di Baley
 

Ho il tuo stesso problema/atteggiamento. A distanza di anni non ho trovato una soluzione, il sintomo però è altalenante a secondo del periodo...
Vecchio 14-06-2016, 15:53   #23
Intermedio
L'avatar di maralgiu
 

Quando si parla di introversione, spesso capita di confonderla con i disagi sociali. La nascita di questo termine è dovuta a Jung che l'introdusse nel suo saggio "tipi psicologici". Nella sua definizione l'introverso non ha disagi, ha un modo di essere. Se c'è disagio, allora dobbiamo parlare di ansie sociali.
L'introverso è una persona che vive e interpreta eventi, situazioni, cose eccetera, attraverso il filtro della propria interiorità (non emotività!). La realtà che legge l'introverso è soggettiva.
L'introversione è un modo di essere, nulla a che vedere con i comportamenti compensativi che, invece, sono propri degli ansiosi sociali che si comportano similmente come gli introversi, ma lo fanno come reazione ai disagi che provano e vivono.
Per questa ragione tende alla riflessione (attenzione, non rimuginìo o ruminazione) e non teme di star da solo. La "riservatezza" dell'introverso non è determinato da condizionamenti interni o esterni, ma da uno stile di vita, un modo di essere. Infatti, sono gli ansiosi sociali (timidi, sociofobici ecc) che tendono a star da soli perché con gli altri, si trovano a disagio, reagiscono alla non corrispondenza degli altri alle proprie aspettative.
L'introverso non si trova a disagio in situazioni che non gli sono predilette. Egli predilige una modalità. Ma non esclude l’altra.
Invece, l'ansioso sociale sta da solo e vi si abitua perché condizionato: ma abituarsi alla solitudine può indurre a far confusione tra abitudine e predilezione costitutiva del sé.
Mentre l'apparente introversione del ansioso sociale è un tratto caratteriale (che per definizione è l'insieme dei comportamenti abituali di un individuo), nell'introverso, l'introversione è un tratto temperamentale.
Ringraziamenti da
Vale90 (14-06-2016)
Vecchio 15-06-2016, 00:31   #24
Esperto
L'avatar di Black_
 

Quote:
Originariamente inviata da maralgiu Visualizza il messaggio
Quando si parla di introversione, spesso capita di confonderla con i disagi sociali. La nascita di questo termine è dovuta a Jung che l'introdusse nel suo saggio "tipi psicologici". Nella sua definizione l'introverso non ha disagi, ha un modo di essere. Se c'è disagio, allora dobbiamo parlare di ansie sociali.
L'introverso è una persona che vive e interpreta eventi, situazioni, cose eccetera, attraverso il filtro della propria interiorità (non emotività!). La realtà che legge l'introverso è soggettiva.
L'introversione è un modo di essere, nulla a che vedere con i comportamenti compensativi che, invece, sono propri degli ansiosi sociali che si comportano similmente come gli introversi, ma lo fanno come reazione ai disagi che provano e vivono.
Per questa ragione tende alla riflessione (attenzione, non rimuginìo o ruminazione) e non teme di star da solo. La "riservatezza" dell'introverso non è determinato da condizionamenti interni o esterni, ma da uno stile di vita, un modo di essere. Infatti, sono gli ansiosi sociali (timidi, sociofobici ecc) che tendono a star da soli perché con gli altri, si trovano a disagio, reagiscono alla non corrispondenza degli altri alle proprie aspettative.
L'introverso non si trova a disagio in situazioni che non gli sono predilette. Egli predilige una modalità. Ma non esclude l’altra.
Invece, l'ansioso sociale sta da solo e vi si abitua perché condizionato: ma abituarsi alla solitudine può indurre a far confusione tra abitudine e predilezione costitutiva del sé.
Mentre l'apparente introversione del ansioso sociale è un tratto caratteriale (che per definizione è l'insieme dei comportamenti abituali di un individuo), nell'introverso, l'introversione è un tratto temperamentale.
Un introverso non può essere ansioso?
E poi cosa significa temperamentale?
Vecchio 15-06-2016, 10:59   #25
Esperto
L'avatar di Abuela
 

Anche io ho queste difficoltà a vivere il momento e concentrarmi.

Ma volevo dire una cosa che non c'entra con eventuali problematiche, introversione, ansia.

Sulla memoria l altro giorno ho sentito una bella intervista di Guccini in cui raccontava di avere una buona memoria. E che lui era cresciuto in una zona di contadini con la terza elementare ma capaci di citarti l'Ariosto per filo e per segno. Questo per merito della volontà di fare proprio quel che si imparava per poi poterlo trasmettere ad altri. Una volta era la propria testa l'unico hard disk di cui si disponeva.

Credo questo problema della memoria diverrà invece sempre più comune oggi, se anche ci dimentichiamo le informazioni le abbiamo sempre a portata di mano e quando a qualcuno chiedi qualcosa ti dice: cercatela su Google. Anzi neanche la chiedi e te la cerchi direttamente.
Vecchio 15-06-2016, 11:04   #26
Esperto
L'avatar di Vale90
 

Quote:
Originariamente inviata da Abuela Visualizza il messaggio
Anche io ho queste difficoltà a vivere il momento e concentrarmi.

Ma volevo dire una cosa che non c'entra con eventuali problematiche, introversione, ansia.

Sulla memoria l altro giorno ho sentito una bella intervista di Guccini in cui raccontava di avere una buona memoria. E che lui era cresciuto in una zona di contadini con la terza elementare ma capaci di citarti l'Ariosto per filo e per segno. Questo per merito della volontà di fare proprio quel che si imparava per poi poterlo trasmettere ad altri. Una volta era la propria testa l'unico hard disk di cui si disponeva.

Credo questo problema della memoria diverrà invece sempre più comune oggi, se anche ci dimentichiamo le informazioni le abbiamo sempre a portata di mano e quando a qualcuno chiedi qualcosa ti dice: cercatela su Google. Anzi neanche la chiedi e te la cerchi direttamente.
Esatto! Io ricordo che prima di essere così internet dipendente avevo un'ottima memoria. Adesso invece mi accorgo che penso sempre 'tanto posso sempre cercarlo'.
Vecchio 15-06-2016, 11:10   #27
Esperto
L'avatar di berserk
 

Quote:
Originariamente inviata da Vale90 Visualizza il messaggio
Esatto! Io ricordo che prima di essere così internet dipendente avevo un'ottima memoria. Adesso invece mi accorgo che penso sempre 'tanto posso sempre cercarlo'.
Sì,ma anche sapere dove cercare cerca è esercizio di memoria;e anche confrontare le fonti.
Vecchio 15-06-2016, 12:26   #28
Esperto
L'avatar di Vale90
 

Quote:
Originariamente inviata da berserk Visualizza il messaggio
Sì,ma anche sapere dove cercare cerca è esercizio di memoria;e anche confrontare le fonti.
Se quello che trovi non lo ricordi...a me succede così, faccio tante ricerche, visito tanti siti ma alla fine non mi resta nulla perché mi scatta il diabolico meccanismo del "tanto lo ritrovo", "tanto sta sempre lì". La memoria non la esercito affatto in questo modo.
Vecchio 15-06-2016, 13:04   #29
Esperto
L'avatar di dentromeashita
 

...dicono che l'alzaimer cominci a manifestarsi lentamente dopo i 30 anni...a me par di peggiorare progressivamente infatti..
sulla memoria breve...
sul concentrarmi...
e nel venirmi il sovraccarico..
...

...
io non lo so se esistano cure farmacologiche a riguardo?
so di stili di vita adeguati...a rallentare il processo di invecchiamento,ma non so migliorare la situazione...solo provare a gestirla...e certo a volte...socialmente le persone mi hanno etichettato inaffidabile per via di questi deficit...

magari ci fosse una soluzione...
Vecchio 15-06-2016, 15:46   #30
Principiante
L'avatar di JeanneClaude
 

Vivo nella tua stessa situazione. Prima mi capitava quasi esclusivamente la sera, parlavo, interagivo, scambiavo opinioni totalmente da sola. La cosa si è estesa all'intera giornata, a volte mi parlano ed io non ci sono, penso ad altro e a volte non ricordo nemmeno a cosa. Mi distraggo vado in un altro mondo, non saprei come spiegartelo, a volte invento persino luoghi, conversazioni, persone. Per strada a volte il mio pensiero si proietta su tante di quelle cose che sbaglio strada, non ricordo dove stavo andando, non ricordo in quanto tempo sono arrivata a destinazione.

Io, preciso, ho una scarsa memoria a breve termine. Non so se ciò aggrava la situazione.
Vecchio 15-06-2016, 16:55   #31
Intermedio
L'avatar di maralgiu
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_ Visualizza il messaggio
Un introverso non può essere ansioso?

Tutti possono essere ansiosi, quindi, sia gli introversi e sia gli estroversi. La questione è che introversione ed estroversione sono definizioni che non attengono a problematiche psicologiche. Con questi termini Jung, divideva in due categorie principali l'indole innata dell'essere umano, a prescindere da qualsiasi tipo di problematica e valutando, in particolare, l'attitudine alla soggettività e l'attitudine alla oggettività.
L'ansia, intesa come emozione è questione che non ha nulla a che vedere con queste due categorie, appartiene a un dominio differente ed è legata alla reattività dell'individuo agli stimoli.
Poi bisogna anche distinguere tra ansia intesa come emozione (che si manifesta per mezzo di sintomi riconoscibili) e ansia sociale che è una categoria (in cui sono raggruppati disagi e disturbi collegati all'interazione sociale e che hanno in comune la manifestazione dei sintomi dell'ansia).
L'ansia sociale (categoria di disturbi e disagi) non ha nulla di innato, si forma in funzione della storia dell'interazione sociale del soggetto, anche se la innata tendenza a reagire con ansia (l'emozione) agli stimoli rende l'individuo più vulnerabile.
La tendenza dell'ansioso sociale alla interiorizzazione delle esperienze, la riservatezza, ecc, sono un effetto che scaturisce dal disagio nell'interazione sociale, ed è una reazione che parte dall'inconscio. Se poi un introverso diventa anche un ansioso sociale, il tratto caratteriale si unisce al tratto temperamentale.

Quote:
Originariamente inviata da Black_ Visualizza il messaggio
E poi cosa significa temperamentale?
Il temperamento è una indole innata, uno stile naturale nel reagire agli stimoli. Spesso lo si confonde col carattere che, invece, è l'insieme dei comportamenti abituali che caratterizzano un individuo.
Al riguardo puoi leggere questo articolo: http://www.homomentis.it/carattere-t...e-personalita/

Vecchio 20-06-2016, 22:49   #32
Esperto
 

In pratica io sono te.
Non so come uscirne da questo modo di essere.
Vivere nella mia testa mi sta rovinando la vita.
Anche quando studiavo, non riuscivo a essere produttiva perché continuava ad andarmi la testa da un'altra parte... piuttosto che stare in una vita che mi andava stretta, me ne sono sempre inventata un'altra.
E invece avrei dovuto cercare di cambiare quella che avevo...
Vecchio 25-04-2017, 17:00   #33
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_ Visualizza il messaggio
Penso sempre forse troppo.
Mi capita sempre, anche quando devo lavorare su qualcosa, penso sempre, penso a tutt'altro.
Anche quando mi riposo passo tutto il tempo a non "fare niente", ascolto musica (spesso sempre la stessa canzone) e nel frattempo mi lascio andare nei miei pensieri: giro nella stanza, parlo anche da solo immaginando scenari vari frutto della mia fantasia, potenziamente reali o completamente fantastici.
Ma anche fuori, mentre cammino per strada, non riesco mai a stare nella realtà, sono sempre sovrappensiero. Così che non sto attento a niente. Non conosco vie, non conosco negozi, etc.
Ma anche quando devo stare attento a chi mi parla, chi mi spiega qualcosa, capita che mi distraggo e mi perdo.
A tutto ciò aggiungo (non so se collegato) che ho una pessima memoria. Già faccio fatica a ricordare i volti delle persone addirituttra a volte confondendo persone che non conosco con persone che conosco.
O non mi "vengono" i nomi delle persone (non quelle nuove, che è normale).

Forse penso troppo, dovrei essere più presente nella realtà, così da perdere anche meno tempo. Non è possibile che passi intere giornate praticamente senza fare niente. Ne giocare ne lavorare. Potrei leggere, vedere film, serie tv, etc e invece niente. È come non vivere.

Qualcuno ha esperienze simili?
riprendo questo vecchio topic perchè devo dire che vivo situazioni simili di tanto in tanto
a volte mi ritrovo a fantasticare su situazioni che mi piacerebbe vivere..come se fossi in un film, creo il mio mondo.. e ci sto molto bene
Ringraziamenti da
Vale90 (25-04-2017)
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