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Vecchio 13-01-2022, 20:54   #1
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Come ve la cavate quando una persona che conoscete ha bisogno di essere consolata, incoraggiata o confortata?
Io, lo confesso, su cose del genere credo di essere abbastanza una frana. Faccio già di per sé fatica a capire come funzionano i rapporti umani in generale, ma in questo caso specifico la mia fatica si moltiplica esponenzialmente.
Uno dei problemi è che le frasi che mi sembra le persone "normali" (cioè non come me) usano in questi casi mi suonano vuote, banali, convenzionali. Vedo che si dicono a ripetizione cose tipo "andrà tutto bene", "non preoccuparti", e così via, ma fatico a capire come si possa dar credito a rassicurazioni così stereotipate. Tanto varrebbe farsi consolare da un robot o un computer.
A volte immagino che forse, invece di cercare di dire le cose più giuste, basterebbe far capire alla persona che ha dei problemi in corso che le si è vicini, senza ricorrere a chissà quali trucchi retorici, però poi mi sembra che anche questo sia poco. Certo, la cosa migliore sarebbe dare un aiuto concreto per risolvere i problemi che affliggono l'altro, ma questo non sempre è possibile, anzi, spessissimo non lo è.
Mi sono trovato diverse volte vicino a persone che stavano attraversando problemi anche gravi, gravissimi, e tutte le volte mi sono trovato alle prese con la domanda sul come reagire, come rapportarmi con queste situazioni, come fare per essere d'aiuto. Quasi sempre la domanda per me è rimasta senza risposta, non sapevo proprio come e cosa fare, in particolare quando i problemi dell'altra persona non erano di natura concreta, ma di natura psicologica, mentale, esistenziale. È in questi ultimi casi che mi sento soprattutto impotente.

Mi piacerebbe sapere se questo è un problema solo mio oppure no.
Vecchio 13-01-2022, 21:58   #2
Intermedio
 

Un po' mi trovo in difficoltà riuscendo malapena a confortare me stesso
Ringraziamenti da
XL (14-01-2022)
Vecchio 13-01-2022, 22:02   #3
Esperto
L'avatar di Blue Sky
 

Dipende dai momenti e dalla persona. A volte ci sono riuscito, altre volte no. In generale per una persona timida non è facile.
Vecchio 13-01-2022, 22:26   #4
Principiante
L'avatar di Kairo
 

Non ho amicizie dal vivo tali che uno scenario del genere possa mai verificarsi.
Al massimo può capitare con gli amici online, che sono messi male come me e allora lì è facile.
Vecchio 13-01-2022, 22:31   #5
Esperto
L'avatar di Clover
 

Penso di esserne in grado in base alle volte che mi è stato riferito dagli altri ,detto questo ,non sempre è facile sapere cosa dire soprattutto davanti a problematiche che non si conoscono o particolarmente gravi. Già che ti poni la domanda significa che ti importa e non è da tutti, sicuramente è una bella qualità, poi per il resto tu fai il possibile senza essere troppo severo con te stesso
Ringraziamenti da
Hor (14-01-2022)
Vecchio 13-01-2022, 22:33   #6
Esperto
L'avatar di Varano
 

di solito la gente non si confida con me, quando è capitato è stato molto imbarazzante...forse nemmeno cercavano un conforto, volevano solo sfogarsi...
ad ogni modo me ne sono stato lì seduto impassibile, a guardare un punto indistinto nel vuoto, annuendo di tanto in tanto, a volte sorseggiando dell'alcol a volte con le mani in tasca, chiedendomi il perché di quelle confidenze
Vecchio 13-01-2022, 22:49   #7
Esperto
L'avatar di Trinacria
 

Malissimo. Non so mai cosa dire quindi preferisco non dire niente. Se vogliono sfogarsi sono pronta ad ascoltare ma non so fare piú di quello.
Vecchio 13-01-2022, 23:34   #8
Esperto
 

Non sono capace di farlo perchè anche io penso che sia inutile dire "frasi fatte" , mi viene proprio innaturale, quello che mi viene naturale il più delle volte è raccontare mie esperienze simili all'esperienza che sta passando l'altra persona, ad esempio se mi capita di parlare con qualcuno che ha un genitore ammalato di cancro io gli racconto della mia esperienza con mio papà, non do consigli perchè anche questo mi viene totalmente innaturale (mi capita di dare consigli ma prettamente pratici del tipo "rivolgiti a questo dottore, ti potrà aiutare"), non cerco di consolare, semplicemente racconto ciò che ho vissuto io.

A volte invece cerco di razionalizzare e far ragionare la persona più razionalmente che emotivamente, non so se questo mio approccio possa andar bene, a volte in verità credo di risultare un pò troppo insensibile. Ricordo quando mio padre era ricoverato in condizioni gravissime, era arrabbiato, sbatteva i pugni sul letto perchè era l'unica cosa che poteva fare, io dalla finestra (perchè non potevamo entrare) gli dissi "pa, non devi essere arrabbiato, le malattie sono una cosa naturale, non hai idea di quello che vediamo qui il giorno, c'è un via vai di gente, una marea di persone malate, non possiamo farci nulla, è la vita, quello che possiamo fare è combattere e non arrenderci" sto ancora male per questa cosa perchè forse avrei dovuto essere più "delicata", lui aveva tutto il diritto di essere arrabbiato, comunque sia, nonostante il mio rimorso, credo di averlo fatto star meglio, perchè prima di salutarci fece un gesto con il pungo, come a dire "tengo duro" e non lo aveva mai fatto.

Quello che è certo che non riesco proprio ad essere "dolce" e consolare in maniera delicata, perchè è una cosa che infastidisce in prima persona me quando sto male, che mi trattino "in maniera delicata", mi mette ansia paradossalmente, perchè è come se io fossi in condizioni talmente drammatiche da dover essere trattata con cautela, come se fossi di cristallo e mi potessi rompere. Mia sorella mi dice che questo mio approccio "freddo" la tranquillizza, infatti viene da me a farsi consolare o rassicurare (perchè mia madre ad esempio, o mia nonna sono, decisamente ansiogene "oddio, che disgrazia, che scatafascio") ma forse non vale per tutti.

Ultima modifica di JR_Reloaded; 13-01-2022 a 23:52.
Vecchio 14-01-2022, 03:49   #9
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Come ve la cavate quando una persona che conoscete ha bisogno di essere consolata, incoraggiata o confortata?
Male, vivo in una situazione stagnante dove le cose non vanno bene ma non succede mai nulla di molto grave, credo che questa condizione mi abbia portato a diventare cinico. Penso che le persone medie abbiano una vita felice e solo ogni tanto le succedano cose brutte, per quelle persone ha senso la consolazione.. perché il momento brutto passerà e relativamente in fretta mentre per le altre persone un po' meno. Penso che quando hai momenti molto brutti è anche più facile aggrapparsi alla speranza e alle parole di incoraggiamento, ti viene naturale tornare ad una sorta di equilibrio di serenità che hai sempre mantenuto. Quindi non sono bravo a consolare perché non ho familiarità con l'angoscia temporanea ma piuttosto la malinconia perenne. Ci proverei pensando che non devo crederci io ma chi mi ascolta però sembro falso e preferisco evitare.
Vecchio 14-01-2022, 13:07   #10
Esperto
 

Non so farlo ed evito di farlo ma neanche gli altri sono sta gran bravura. Sono mesi che mi sento dire solo "devi essere forte", "devi pensare a te" e dentro di me cresce grandissima la voglia di mandare affanculo tutti.
Ringraziamenti da
Kairo (14-01-2022), Newage (14-01-2022)
Vecchio 14-01-2022, 17:07   #11
Avanzato
L'avatar di spezzata
 

Non me la cavo bene.
Sono impacciata e poi bisogna anche vedere chi sono gli altri. Perché se si tratta di famiglia e parenti allora prendo le distanze e basta. Come sempre cerco di fare quando si tratta di loro. Credo sia un meccanismo di difesa abbastanza primitivo, rafforzato sempre di più negli anni. Scappo se posso. Una volta mia madre si mise a piangere perché un suo collega di lavoro era morto. Io non facevo altro che andare in un'altra stanza quando lei piangeva. Un po' mi dispiaceva per lei, ma il rapporto tra di noi è complesso e io voglio essere poco coinvolta nelle sue cose. Non riesco a fagocitare tutto quel veleno che c'è tra noi. Lo stesso vale per mio padre ma assai peggio: l'unica volta che l'ho visto con gli occhi leggermente umidi (e non credevo fosse umanamente possibile) è stato quando mio nonno (suo padre) è morto. In quel caso lì, è stato brutto perché con mio padre ho un rapporto che definirlo pessimo non sarebbe abbastanza.. il suo dolore non mi interessava. Mi è dispiaciuto per mio nonno (è morto negli anni e tra mille dolori) anche se avevamo un rapporto in parte tossico in parte inesistente, mi dispiaceva per la sua condizione però. Non la augurerei a nessuno.
So che la gente forse la prenderà male ma io non voglio proprio essere un conforto per famiglia e parenti. Vorrei solo trovare un modo per lasciarmeli alle spalle e farmi una vita tranquilla, che posso definire mia.
Anche nei confronti degli estranei o di persone con le quali non ho nessun legame mi allontano, preferisco evitare la gente...specie quando vive un lutto o qualcosa di grave. Ironicamente faccio la stessa cosa con me stessa.. sto male per qualcosa? Mi dissocio, trovo un modo per scappare mentalmente o fisicamente o entrambi.
Cosa diversa se si tratterebbe di qualcuno a cui tengo. Molto diversa. Tenderei a preoccuparmi, ad ossessionarmi perché questa persona sta male e io non sono sicura che saprei aiutarla in modo adeguato, viste le mie mancanze. L'unica cosa che posso fare (e che sicuramente mi verrebbe naturale specie se amassi quella persona) è prendere quel dolore e farlo mio. Viverlo allo stesso modo in cui lo vive la persona in questione. Quantomeno provarci. Posso dirgli che starò lì tutto il tempo, gli farei sapere che ci sono. Prendergli la mano, essergli anche vicino fisicamente (secondo me questa cosa è molto più importante di quello che si pensi).

Comunque la questione è parecchio spinosa da poter essere sviscerata in un semplice post. Davvero troppo complicato.

Ultima modifica di spezzata; 14-01-2022 a 17:24.
Vecchio 14-01-2022, 18:35   #12
Principiante
L'avatar di paurapersone87
 

io invece me la cavo benissimo. Anzi penso sempre a far stare bene gli altri, mentre a me stesso non mi dò niente.
Ringraziamenti da
Newage (14-01-2022)
Vecchio 14-01-2022, 18:41   #13
Esperto
 

Non lo so se me la cavo bene o male, questo bisogna chiederlo a chi ha ricevuto il mio conforto.
Come suggerisce l'OP, cerco innanzitutto di far sentire la mia presenza e la mia vicinanza. Ricordare che ci sono è, credo, la cosa più importante.
In seconda battuta le strategie sono differenti a seconda della situazione: mi posso prodigare per cercare una soluzione assieme oppure cercare di distrarre dalle preoccupazioni, oppure ancora farlo sfogare a ruota libera senza giudizio. In alcuni casi può anche essere utile razionalizzare e ridimensionare la situazione, ma non sempre.
Vecchio 14-01-2022, 19:25   #14
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

Quando passo dei periodi di serenità pare che mi prendono per psicologo
Vecchio 14-01-2022, 21:25   #15
Esperto
 

Non è che mi sia capitato moltissime volte, però penso di cavarmela.
Vecchio 15-01-2022, 04:11   #16
Avanzato
L'avatar di Sykusia
 

Quote:
Originariamente inviata da JR_Reloaded Visualizza il messaggio
Quello che è certo che non riesco proprio ad essere "dolce" e consolare in maniera delicata, perchè è una cosa che infastidisce in prima persona me quando sto male, che mi trattino "in maniera delicata", mi mette ansia paradossalmente, perchè è come se io fossi in condizioni talmente drammatiche da dover essere trattata con cautela, come se fossi di cristallo e mi potessi rompere.
Conosco perfettamente questa sensazione. Idem. Anch’io sono travolta dall’ansia quando, spesso e volentieri, mi si cerca di nascondere la verità per ‘delicatezza’ (chi lo fa poi, nella mia esperienza, causa un crescendo d’ansia. diventa il problema nel problema)

Ultima modifica di Sykusia; 15-01-2022 a 10:45.
Vecchio 15-01-2022, 16:35   #17
Esperto
L'avatar di Konkurs
 

difficilmente mi interesso dei problemi altrui e comunque non ho amici eheh.
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