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Vecchio 21-11-2020, 13:42   #21
Principiante
 

Anche a me è capitato che al risveglio si formassero nella mente delle parole, ad esempio una volta ho sentito "capisci l'origine delle tue parole" o comunque il senso era quello, e poi ho provato davvero a mettermi a pensare a qual'è l'origine delle parole che scaturiscono dalla mia mente e eventualmente dalla mia bocca. E sono arrivato alla conclusione che i pensieri che abbiamo sono sempre originati da qualcosa che accade prima, dai pensieri precedenti, dalle parole ascoltate precedentemente, da quello che abbiamo appena visto. Tutto è un domino di pensieri che bene o male sono prevedibili dato l'input iniziale, allora quello che conta veramente è far iniziare i pensieri nel modo giusto. L'inizio è la cosa più importante. Ma l'inizio non può venire dall'interno, se proviamo a pensare a cosa vorremmo pensare non ne veniamo fuori, bisogna cercare spunti all'esterno, nei libri, nella natura, nelle parole create da altri per rappresentare tutto quello che è conosciuto, e se mancasse qualche parola per rappresentare cose ancora indefinite dovremmo ricorrere all'accademia della crusca.
Vecchio 21-11-2020, 22:10   #22
Esperto
L'avatar di Oblomov
 

Oggi durante la seduta settimanale per la prima volta mi sono messo a piangere. In questo periodo sto assistendo mia mamma, ed ho pensato che quando avrò la sua età non avrò nessuno perché non ho mai voluto fare un figlio. Non è stata una scelta razionale, mi sono sempre sentito inadatto a crescere un figlio, troppo insicuro, pigro anche, timoroso di prendermi delle responsabilità. Mi è venuta in mente una canzone di Guccini, due versi : ripensi ad un figlio temuto / che ora non hai. Anche se si riferiva ad una donna, mi sono entrati dentro questi due versi. Lei mi ha detto una cosa a cui non avevo mai pensato, che potevo vedere quello che ho scelto è stato un atto di amore verso una persona che la mia fragilità non avrebbe effettivamente potuto rendere felice. Un atto di consapevolezza, più che uno sfuggire alla responsabilità. In effetti quando penso a me stesso, tendo a giudicare negativamente tutto quello che faccio. Ai miei comportamenti che non riesco ad attribuire all’uomo che dovrei essere diventato visto che ho 51 anni. Forse parlare con lei un’ora alla settimana mi porterà a veder me stesso da un punto di vista differente, meno negativo, pur accettando i miei lati negativi. perché finora non lo ho mai fatto, ho solo cercato di compensare questo vedermi come uno sfigato inetto con degli illusori sogni di grandezza, prima sportiva, poi artistica ed intellettuale. Oppure cercando di confrontarmi con persone che ho erroneamente ritenuto più sfigate di me. Non è facile ma spero che funzioni. Ho iniziato a settembre e mi pare che anche lei stia iniziando a conoscermi appena.
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