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03-01-2026, 01:54
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#1
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Avanzato
Qui dal: Jan 2025
Messaggi: 304
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C’è una contraddizione enorme nelle relazioni di oggi, e non riguarda solo uomini o donne: riguarda come diamo valore alle persone.
Siamo diventati bravissimi a usare gli altri a compartimenti stagni. Uno per il sesso, uno per la compagnia, uno per i favori pratici, uno per lo sfogo emotivo. E guai a confondere i ruoli.
Il problema nasce quando il rispetto funziona a senso unico.
Quando qualcuno si sente legittimato a chiederti tempo, energie, aiuto concreto… ma non si sente mai in dovere di considerarti un pari, una persona completa, con bisogni, dignità e confini.
Non è una questione di intimità o di sesso.
È una questione di utilità.
Viviamo in una società che normalizza l’idea dell’“utile fesso”:
quello sempre disponibile, quello che non crea problemi, quello che “tanto capirà”, quello che c’è quando serve ma non viene mai considerato quando si tratta di scelte, emozioni, rispetto reciproco.
E la cosa più tossica è che spesso tutto questo viene mascherato da normalità:
“Non ti ho chiesto niente di male”,
“È solo un favore”,
“Non esagerare”.
Ma il punto non è il favore in sé.
Il punto è il modello mentale:
ti cerco quando mi servi, ti ignoro quando non mi convieni.
Questo schema non vale solo nelle relazioni affettive.
Lo vediamo nel lavoro, nelle amicizie, nella famiglia, nella società intera.
Chi dà viene dato per scontato.
Chi prende raramente si chiede se sta restituendo qualcosa, anche solo rispetto.
Forse il vero tema è questo:
abbiamo smesso di vedere le persone come persone, e abbiamo iniziato a vederle come funzioni.
Autista. Spalla emotiva. Corpo. Favori. Presenza utile.
Aprire questo topic significa chiedersi:
quanto siamo disposti a essere comodi per gli altri,
e quanto invece pretendiamo di essere riconosciuti come esseri umani, non come strumenti?
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03-01-2026, 05:08
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#2
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 2,899
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Di norma ho una visione egualitaria per tutta la storia dell'umanità, secondo me le pulsioni che guidano la nostra vita sono le stesse dagli albori e quello che riteniamo modernità come internet tecnologia etc è solo una percezione del nostro tempo, nel senso per esempio della medicina, è vero ogni giorno si fanno passi avanti ma resta comunque la morte ineluttabile per tutti, ma nel caso del discorso opportunismo e utile fesso siamo in tempi particolari, mai si è visto così tanto benessere, così tanta parità fra i sessi, capacità di informarsi e produrre ricchezza, questo porta a un livello di libertà almeno nelle democrazie mai raggiunto, quindi il sentirsi legati a qualcosa di extra è sempre meno, per mia scelta personale sono portato a non chiedere mai niente che non posso pagare e a aiutare chiunque me lo chiede di buon cuore, e non importa se l'altro è un opportunista spietato, la buona azione non ha bisogno di un tornaconto, anzi, il tornaconto materiale annulla una buona azione rendendola uno scambio, col tempo mi sono domandato come mai ho il comportamento del Candido di Voltaire o dell'utile idiota, la risposta l'ho trovata nella religione, il mio essere disponibile non è un pregio né un vanto, è come una corazza che mi è stata donata per le prove che devo sopportare, ognuno di noi nasce con delle prove da superare e il Signore non ci dà mai qualcosa che non possiamo affrontare, dalla malattia mortale a un qualsiasi altro fenomeno negativo, anche per questo mi ritengo sfortunato, anche nella sofferenza di ogni giorno, io di mio non pretendo niente se non lo stipendio, io sono padrone del mio comportamento non di quello degli altri, se un altro è opportunista e se ne approfitta è un problema tutto suo, il mio compito è fare del bene quanto posso senza doppio fine.
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03-01-2026, 05:25
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#3
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 2,899
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Mi ritengo fortunato non sfortunato, se pensassimo di più a cosa facciamo noi piuttosto che a quello che fanno gli altri sarebbe un mondo decisamente migliore, ogni persona è un universo a parte coi suoi problemi e le strategie di sopravvivenza, il miglior modo per ridurre l'egoismo è ridurre il proprio, è anche l'unico che funziona, prendermela con quel conoscente che si comporta come se non esisto fino a quando non gli servo non mi porta da nessuna parte, e rendere il male per il male produce solo altro male, anche se è molto difficile farlo a caldo dovremmo cercare almeno a mente fredda di vedere del buono anche chi è in palese colpa, non siamo giudici e soprattutto non siamo quasi mai imparziali.
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03-01-2026, 12:42
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#4
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Esperto
Qui dal: Jun 2018
Ubicazione: Milano
Messaggi: 1,264
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Il segreto per avere relazioni appaganti è non avere nessuna utilità
A parte questo, le relazioni sono un interscambio per definizione, il gioco è capire quale sia il piano di scambio che può essere accettabile per te (e contemporaneamente cosa sei interessato a chiedere dagli altri). E bada, io questo scambio lo reputo positivo, soprattutto se siamo sul piano dell'emotività (ci troviamo bene con chi risuoniamo)
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03-01-2026, 12:46
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#5
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Esperto
Qui dal: Sep 2015
Ubicazione: R'lyeh
Messaggi: 15,918
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Quote:
Originariamente inviata da Nodnod
Siamo diventati bravissimi a usare gli altri a compartimenti stagni. Uno per il sesso, uno per la compagnia, uno per i favori pratici, uno per lo sfogo emotivo. E guai a confondere i ruoli.
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Questo comporterebbe almeno avere dei rapporti con altri esseri umani, cosa che su questo forum è tutt'altro che scontata.
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03-01-2026, 20:24
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#6
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Avanzato
Qui dal: Jan 2025
Messaggi: 304
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Quote:
Originariamente inviata da Hor
Questo comporterebbe almeno avere dei rapporti con altri esseri umani, cosa che su questo forum è tutt'altro che scontata. 
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Io le rare volte che li ho avuto mi sono sempre ritrovato non volendo nella posizione dell'utile fesso, messo a forza in quella posizione e da li anche ho preferito isolarmi
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04-01-2026, 16:04
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#7
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Esperto
Qui dal: May 2010
Ubicazione: USS Enterprise • NCC1701E
Messaggi: 16,870
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Eccomi qua! Io sono stato tante volte l'utile fesso (v. le mie soloamiche) 
Non sono, però, sicuro che sia un fenomeno moderno, anche se è innegabile che un tempo una donna che avesse molti amici maschi venisse additata come "una poco di buono", anche se non andava a letto con tutti gli uomini che conosceva. In altre parole, fino agli anni '50, una donna poteva avere un soloamico senza essere guardata male, ma non poteva averne tanti contemporaneamente 
Per quanto riguarda le amicizie maschili, credo che la mia eterosessualità mi abbia reso più obiettivo verso chi diceva d'essermi amico senza esserlo realmente.
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Ultima modifica di barclay; 04-01-2026 a 16:17.
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04-01-2026, 18:26
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#8
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Esperto
Qui dal: Aug 2013
Ubicazione: Roma
Messaggi: 29,608
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Quote:
Originariamente inviata da Nodnod
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Se la tua presenza è sempre scontata allora perde di valore. Io ho notato questo.
Ed anche se sei solo perdi di valore e ti possono maltrattare.
Ho un'amica. L'unica amica donna che mi è rimasta. Lei sa che io preferirei non perderla, perché sa che non voglio perdere le poche amicizie che ho, e quindi mi da per scontato e mi può trattare anche un po' male. invece con uno che ti manda affanculo se lo tratti male c'è più rispetto.
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04-01-2026, 22:11
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#9
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Avanzato
Qui dal: Jan 2025
Messaggi: 304
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Quote:
Originariamente inviata da Keith
Se la tua presenza è sempre scontata allora perde di valore. Io ho notato questo.
Ed anche se sei solo perdi di valore e ti possono maltrattare.
Ho un'amica. L'unica amica donna che mi è rimasta. Lei sa che io preferirei non perderla, perché sa che non voglio perdere le poche amicizie che ho, e quindi mi da per scontato e mi può trattare anche un po' male. invece con uno che ti manda affanculo se lo tratti male c'è più rispetto.
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vero lo constatai ed è proprio in quei casi che prendere le distanze è la regola,almeno per me
meglio soli che discriminati o sfottuti/usati
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Ultima modifica di Nodnod; 04-01-2026 a 22:14.
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05-01-2026, 22:40
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#10
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Esperto
Qui dal: Sep 2022
Messaggi: 2,817
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Sì, c'è la tendenza a farlo.
Mi è capitato abbastanza spesso nella mia condizione. Di norma faccio quello che mi viene chiesto. Se si tratta di mandare degli appunti o di fare cose di poco conto, acconsento senza problemi. Ma se mi vengono chieste cose che non voglio fare e / o che mi darebbero disturbo, mi rifiuto.
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06-01-2026, 14:27
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#11
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Esperto
Qui dal: Aug 2013
Ubicazione: Roma
Messaggi: 29,608
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Quote:
Originariamente inviata da Nodnod
vero lo constatai ed è proprio in quei casi che prendere le distanze è la regola,almeno per me
meglio soli che discriminati o sfottuti/usati
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A me in realtà non mi usa, però sa, lei come anche altre persone, che può anche non rispondere ai messaggi, o rispondere a monosillabi, perché tanto anche se me la prendo sempre lì rimango.
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Ieri, 15:42
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#12
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Esperto
Qui dal: Aug 2006
Ubicazione: Campania
Messaggi: 8,333
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Quote:
Originariamente inviata da Nodnod
C’è una contraddizione enorme nelle relazioni di oggi, e non riguarda solo uomini o donne: riguarda come diamo valore alle persone.
Siamo diventati bravissimi a usare gli altri a compartimenti stagni. Uno per il sesso, uno per la compagnia, uno per i favori pratici, uno per lo sfogo emotivo. E guai a confondere i ruoli.
Il problema nasce quando il rispetto funziona a senso unico.
Quando qualcuno si sente legittimato a chiederti tempo, energie, aiuto concreto… ma non si sente mai in dovere di considerarti un pari, una persona completa, con bisogni, dignità e confini.
Non è una questione di intimità o di sesso.
È una questione di utilità.
Viviamo in una società che normalizza l’idea dell’“utile fesso”:
quello sempre disponibile, quello che non crea problemi, quello che “tanto capirà”, quello che c’è quando serve ma non viene mai considerato quando si tratta di scelte, emozioni, rispetto reciproco.
E la cosa più tossica è che spesso tutto questo viene mascherato da normalità:
“Non ti ho chiesto niente di male”,
“È solo un favore”,
“Non esagerare”.
Ma il punto non è il favore in sé.
Il punto è il modello mentale:
ti cerco quando mi servi, ti ignoro quando non mi convieni.
Questo schema non vale solo nelle relazioni affettive.
Lo vediamo nel lavoro, nelle amicizie, nella famiglia, nella società intera.
Chi dà viene dato per scontato.
Chi prende raramente si chiede se sta restituendo qualcosa, anche solo rispetto.
Forse il vero tema è questo:
abbiamo smesso di vedere le persone come persone, e abbiamo iniziato a vederle come funzioni.
Autista. Spalla emotiva. Corpo. Favori. Presenza utile.
Aprire questo topic significa chiedersi:
quanto siamo disposti a essere comodi per gli altri,
e quanto invece pretendiamo di essere riconosciuti come esseri umani, non come strumenti?
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Forse l'utile fesso deve smettere di rendersi utile ma questa è la solita manovra ingenua che non spiega bene perché i fessi restano fessi. In un certo campo di forze una persona o se ne sta da sola o paga così la compagnia, il fesso smetterebbe di esser tale se potesse scegliere altro, ma si trova stretto tra due opzioni, quella dello star da solo, e quella di dover "pagare" la compagnia con certe cose.
Visto l'isolamento sociale mi sa che dopo varie esperienze non siamo più disposti a renderci poi così disponibili, ma ci troviamo comunque in una situazione dove non abbiamo molta scelta, scegliere di non renderci disponibili significa non attirare più socialmente nessuno che ci interessa davvero frequentare, visto che magari questi hanno altre opportunità.
Capita la stessa cosa con le donne, se ti trovi in una certa posizione o ti muovi tu, o sei fottuto, resti solo.
Se ti trovi in un certo ambito sociale per cui quel che puoi offrire è di scarso valore per il mercato, puoi anche far capire a tutti che fai sforzi sovrumani per offrire certe cose, entrerà da un orecchio e uscirà dall'altro, vince il mercato sociale.
Una singola persona non manovra il mercato, se ci sono molte persone che valutano molto ma molto più costoso l'isolamento sociale che cedere rendendo disponibili certe cose, chi dice "ah adesso gliela faccio vedere io smetto di concedergli questo e quell'altro" otterrà ben poco perché ce ne sono altri dieci disponibili che lo concedono.
Questo presupposto per cui gli altri ti considerano una "persona" probabilmente è sempre stato falso, è solo un discorso ideale, idealistico, le solite belle parole, poi quando si atterra al concreto, alla pratica, alla sostanza questo non c'è, è una stronzata.
Il risultato che abbiamo è una minoranza di persone isolate che non smuovono di mezza tacca nulla, per questo io non credo nel dialogo, non può funzionare così, ad un certo punto si potrebbe ribaltare la cosa solo se questa o quella minoranza tagliata fuori dal gioco acquisisce qualche forma di potere coercitivo molto forte. Se quella minoranza avesse una bomba (metaforicamente o anche concretamente) e minacciasse di continuo di far saltare tutto in aria, allora sì che gli altri inizierebbero a negoziare, si modificherebbero drasticamente le opzioni in gioco perché se uno inizia a pensare "se mi comporto così non è che scelgo altro, salto in aria pure io" inizierebbero a guardare meglio con chi hanno a che fare, la percezione inizierebbe a cambiare. Comunque son cose ipotetiche, in soldoni penso che bisogna trovare un puntello efficace per smuovere o qualcosa di simile, e spesso non c'è. lungi da me fare il solito discorso trito e ritrito de "il rispetto te lo devi guadagnare", quel che dico è molto più semplice c'è rispetto se nel campo di forze sociali ci sono conseguenze negative sull'altro effettive nel momento in cui viene meno, se ti possono pisciare in testa nel campo di forze è molto probabile che molti lo faranno (se non hanno nulla che gli sta a cuore che potrebbero perdere facendolo). Là dove non lo fanno, tu spesso non ti accorgi nemmeno quali sono i fattori che bloccano la cosa fino a che non li perdi e capisci quindi che il concetto dell'esser rispettati come persone è una cosa costruita da un certo campo di forze e non un ideale che alcuni seguono o qualcosa che viene attribuito a tutti così a prescindere.
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Ultima modifica di XL; Ieri a 16:32.
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Oggi, 01:22
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#13
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Avanzato
Qui dal: Jan 2025
Messaggi: 304
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Quote:
Originariamente inviata da XL
Forse l'utile fesso deve smettere di rendersi utile ma questa è la solita manovra ingenua che non spiega bene perché i fessi restano fessi. In un certo campo di forze una persona o se ne sta da sola o paga così la compagnia, il fesso smetterebbe di esser tale se potesse scegliere altro, ma si trova stretto tra due opzioni, quella dello star da solo, e quella di dover "pagare" la compagnia con certe cose.
Visto l'isolamento sociale mi sa che dopo varie esperienze non siamo più disposti a renderci poi così disponibili, ma ci troviamo comunque in una situazione dove non abbiamo molta scelta, scegliere di non renderci disponibili significa non attirare più socialmente nessuno che ci interessa davvero frequentare, visto che magari questi hanno altre opportunità.
Capita la stessa cosa con le donne, se ti trovi in una certa posizione o ti muovi tu, o sei fottuto, resti solo.
Se ti trovi in un certo ambito sociale per cui quel che puoi offrire è di scarso valore per il mercato, puoi anche far capire a tutti che fai sforzi sovrumani per offrire certe cose, entrerà da un orecchio e uscirà dall'altro, vince il mercato sociale.
Una singola persona non manovra il mercato, se ci sono molte persone che valutano molto ma molto più costoso l'isolamento sociale che cedere rendendo disponibili certe cose, chi dice "ah adesso gliela faccio vedere io smetto di concedergli questo e quell'altro" otterrà ben poco perché ce ne sono altri dieci disponibili che lo concedono.
Questo presupposto per cui gli altri ti considerano una "persona" probabilmente è sempre stato falso, è solo un discorso ideale, idealistico, le solite belle parole, poi quando si atterra al concreto, alla pratica, alla sostanza questo non c'è, è una stronzata.
Il risultato che abbiamo è una minoranza di persone isolate che non smuovono di mezza tacca nulla, per questo io non credo nel dialogo, non può funzionare così, ad un certo punto si potrebbe ribaltare la cosa solo se questa o quella minoranza tagliata fuori dal gioco acquisisce qualche forma di potere coercitivo molto forte. Se quella minoranza avesse una bomba (metaforicamente o anche concretamente) e minacciasse di continuo di far saltare tutto in aria, allora sì che gli altri inizierebbero a negoziare, si modificherebbero drasticamente le opzioni in gioco perché se uno inizia a pensare "se mi comporto così non è che scelgo altro, salto in aria pure io" inizierebbero a guardare meglio con chi hanno a che fare, la percezione inizierebbe a cambiare. Comunque son cose ipotetiche, in soldoni penso che bisogna trovare un puntello efficace per smuovere o qualcosa di simile, e spesso non c'è. lungi da me fare il solito discorso trito e ritrito de "il rispetto te lo devi guadagnare", quel che dico è molto più semplice c'è rispetto se nel campo di forze sociali ci sono conseguenze negative sull'altro effettive nel momento in cui viene meno, se ti possono pisciare in testa nel campo di forze è molto probabile che molti lo faranno (se non hanno nulla che gli sta a cuore che potrebbero perdere facendolo). Là dove non lo fanno, tu spesso non ti accorgi nemmeno quali sono i fattori che bloccano la cosa fino a che non li perdi e capisci quindi che il concetto dell'esser rispettati come persone è una cosa costruita da un certo campo di forze e non un ideale che alcuni seguono o qualcosa che viene attribuito a tutti così a prescindere.
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preferirei 100 volte stare solo tanto mi sono abituato
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