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Vecchio 30-06-2021, 14:55   #1
Principiante
 

Mi rendo conto che ad alcuni di voi verrà da vomitare. La parola è vulnerabilità. Bisogna entrare in contatto con la propria vulnerabilità, mi ha detto una volta una psicologa. Non ho risposto, ho girato gli occhi.
Ho pensato

vulnerabile a chi, vulnerabile sarai tu, frignona

vaffanculo tu e queste cose da psicologa

ho sbagliato posto, devo andarmene, magari mi arruolo nell'esercito.

Diagnosi: disturbo evitante.

Diversi anni dopo sono entrata in contatto con la mia vulnerabilità. Mi è arrivata un'immagine, ero piccolissima e già volevo morire. Mia madre mi urlava in faccia, poi mi guardava con disprezzo, poi tornava ad urlare. Io non parlavo, non chiedevo, sognavo, leggevo. Ero una bambina modello.

Odio ancora gli psicologi, perché vogliono portarti in posti da dove poi non sanno tirarti fuori. E ti lasciano solo, perché tanto stai bene. Pronto? Certo che sto bene, sono sempre stata bene, anche quando volevo morire fuori... ero una "bambina serena".
Ringraziamenti da
Angus (30-06-2021), Cincinnati90 (01-07-2021), claire (30-06-2021), Goh (30-06-2021), HelterSkelter (30-06-2021), sconfitto (30-06-2021)
Vecchio 30-06-2021, 17:21   #2
Esperto
L'avatar di Varano
 

Mah…io a tutte queste cose astratte non do troppo peso, mi sembra tutta fuffa, preferisco affrontare problemi concreti e tangibili.
Ringraziamenti da
Chiocciola (30-06-2021)
Vecchio 30-06-2021, 17:23   #3
Esperto
L'avatar di JR_Reloaded
 

Stavo pensando proprio in questo momento di scrivere un post riguardo la vulnerabilità ma non sapevo dove scrivere, che sincronicità. Anche io prima non riuscivo ad entrare in contatto con la mia vulnerabilità, in realtà da ragazzina ero una frignona sensibilissima ma poi crescendo sono diventata molto dura, quasi priva di sentimenti, il solo sentimento che provavo era la rabbia, era divenuta spietata con me stessa e con gli altri, una specie di "ariete" che andava avanti a testate spazzando via tutto ciò che poteva farmi sentire fragile, non accettavo la debolezza e non accettavo le mie emozioni.

Stavo meglio? Apparentemente si perchè mi sentivo "forte", invincibile, un "Übermensch" invulnerabile, ma c'era qualcosa che non andava. Non stavo bene, ero "cieca" alle mie emozioni e a quelle delle altre persone poi mio papà si è ammalato e se ne andato, in quel periodo la mia corazza si è crepata e lentamente è crollata, ma ancora non avevo ripreso contatto con le mie emozioni. Sono andata dalla psicologa che mi ha detto che devo entrare in contatto con le mie emozioni represse, in particolare la tristezza, io non riuscivo neanche ad ascoltare una canzone triste prima perchè rifiutavo totalmente la tristezza. Poi dalla psicologa non sono più andata perchè non c'avevo più i sordi (è impossibile seguire una terapia a lungo termine con quei prezzi) ma non è stato un problema perchè da sola sono riuscita a riprendere contatto con le mie emozioni e con il mio lato più vulnerabile, è stata una cosa naturale "attivata" in me dal lutto ed è stato come tornare a vedere il mondo da nero a colori (colori anche malinconici ma colori).

Ora sento la tristezza, la paura, la fragilità, mie ed altrui, sentimenti che prima evitavo come fossero la mia kriptonite. Se qualcuno mi chiedesse se mi piacerebbe tornare come prima a non sentire più niente e sentirmi "invulnerabile" gli risponderei senza pensarci due volte "mai", non ero me stessa e non ero invulnerabile, (anzi ero molto più fragile di quanto pensassi, un qualcosa di "duro" se cade si spezza molto più facilmente, un qualcosa di morbido attutisce i colpi) ero solo prigioniera di me stessa.

Ultima modifica di JR_Reloaded; 30-06-2021 a 17:26.
Ringraziamenti da
Chiocciola (30-06-2021), Ortica (01-07-2021)
Vecchio 30-06-2021, 17:37   #4
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Varano Visualizza il messaggio
Mah…io a tutte queste cose astratte non do troppo peso, mi sembra tutta fuffa, preferisco affrontare problemi concreti e tangibili.
Io quelli preferirei proprio evitarli e darmi "alle seghe mentali", ma purtroppo.
Ringraziamenti da
Chiocciola (30-06-2021)
Vecchio 30-06-2021, 17:57   #5
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Goh Visualizza il messaggio
Come sei entrata in contatto con la tua vulnerabilità?
Ho avuto un bambino... ho cominciato ad avere degli attacchi di panico, ero aggressiva sia con mio marito che con mio figlio, mi sono fatta dare tutto quello che consentiva la moderna farmacologia, ma alla fine mi hanno detto che non potevano mica ammazzarmi: dovevo fare una psicoterapia. Ormai sono più di tre anni e vi posso assicurare che sto male più di prima. Il primo che mi dice che l'evitamento è una strategia maladattiva gli faccio mangiare il Favoloso Mondo di Amelie, in vhs
Ringraziamenti da
claire (30-06-2021), Goh (30-06-2021)
Vecchio 30-06-2021, 18:13   #6
Esperto
L'avatar di faria
 

Prova a cambiare psicologaì, se puoi.
Non sono tutti uguali.
Una soluzione non vale per tutti.
Vecchio 30-06-2021, 18:16   #7
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Goh Visualizza il messaggio
prima che nascesse come stavi?

Sentiti libera di non rispondere, se non ti va.
Mi tenevo occupata, lavoro lavoro lavoro. Ero tutta nella testa.
Vecchio 30-06-2021, 23:25   #8
Banned
 

Passo le giornate a contatto con la mia vulnerabilità, non ho bisogno che me lo venga a dire lo psicologo.
Ringraziamenti da
Desire (30-06-2021)
Vecchio 01-07-2021, 07:27   #9
Principiante
 

In che senso? Che ti "concedi di essere vulnerabile" senza che questo ti influenzi troppo o che ti appanichi perché ti senti sempre vulnerabile e cerchi di sentirti meglio facendo cose controproducenti?
Vecchio 01-07-2021, 12:31   #10
Intermedio
L'avatar di Bamboladipezzi
 

Mi hai fatto ricordare mia madre che mi prendeva in giro dicendomi che ero troppo piagnucolona. In realtà eragelosa del rapporto che mio padre aveva con me e le cercava tutte per farmi piangere e allontanarmi da lui. Mamma mia, questo ricordo è davcero schifoso. Vorrei non aver avuto una madre.
Vecchio 04-07-2021, 19:28   #11
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Che sono vulnerabile lo so, e già ci sono in contatto con questa cosa qua visto che evito un mucchio di situazioni che reggerei poco.
Io ci sono in contatto ma non è che sto bene.
Di quattro ossa in croce siamo fatti, non è che ci vuole molto a capire che si è praticamente sempre in una situazione abbastanza precaria.
Ricordo vagamente l'aneddoto di un regnante molto alto che per distrazione andò a sbattere con la testa contro un passaggio del suo castello piuttosto basso e morì così.

Ultima modifica di XL; 04-07-2021 a 19:33.
Vecchio 05-07-2021, 05:57   #12
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

Questo succede quando lo psicologo/psicoterapeuta invece di curare fa il guru
Vecchio 09-07-2021, 05:20   #13
Principiante
 

Più che altro, visto che siamo nella sezione dep, parlavo di vulnerabilità nelle relazioni. Se mi mordesse un serpente non mi sentirei affatto vulnerabile, anzi, mi sentirei forse più in grado di sopravvivere di altri, proprio per l'abitudine a cavarmela da sola. Sono le persone che temo.
Vecchio 11-08-2021, 22:59   #14
Esperto
L'avatar di _Diana_
 

Tu volevi morire, io almeno tentare di scappare. Pur andando avanti con il percorso, gli schemi sono sempre quelli... di cosa hai paura ora?
Vecchio 23-11-2021, 13:14   #15
Principiante
 

Il fatto è che esiste un "dolore sociale", quello che si prova quando ti criticano, ti rifiutano, ti umiliano...è veramente doloroso, non ha nulla da invidiare al dolore fisico e porta a conseguenze molto brutte come i pensieri di suicidio. Io me la sono sempre cavata decentemente con i miei pari, che non erano male: sono i miei genitori che mi hanno ammazzata e io rivivo molto molto spesso sofferenze passate anche per mano di chi non sa niente ed è convinto di non fare nulla di male. Adesso non vi sto a raccontare ma ogni cosa mi ricorda quella volta in cui...
E io mi sento male, e allora sto zitta o sto a casa o rispondo male eccetera
Ringraziamenti da
andre71to (23-11-2021)
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