Questo è solo un piccolo esempio di come l’Italia non sia strutturata per sostenere flussi migratori indiscriminati, e di come le politiche attuali stiano creando problemi concreti, visibili ogni giorno.
Da anni si vedono immigrati fuori dai supermercati che ti “estorcono” l’euro del carrello. Non è semplice elemosina: è una forma di pressione psicologica. Ti senti obbligato a darglielo per non fare la figura del taccagno, per non sembrare quello “cattivo”, o per evitare discussioni e tensioni inutili.
Ma questo accattonaggio dimostra una sola cosa: **non c’è integrazione reale**. Non c’è inserimento lavorativo, non c’è autonomia, non c’è riscatto. E viene spontaneo chiedersi: se già “non c’è lavoro per noi italiani”, come si pretende che loro trovino un lavoro dignitoso e stabile?
Il risultato è evidente: più accattonaggio, più degrado, più disagio sociale. Una spirale che rischia solo di peggiorare, mentre la politica continua a far finta di niente o a liquidare tutto come “razzismo”.
Personalmente, pagando quasi sempre con la carta, nel tempo ho finito i pochi spiccioli liquidi proprio per queste richieste continue. Alla fine ho smesso di andare in quel supermercato. Il terzo tra l'altro . Un dettaglio? No. È il segno concreto di un disagio reale che mi è stato causato, direttamente e indirettamente, da politiche di immigrazione senza freni.
Politiche che non stanno aiutando nessuno:
* non i cittadini, che subiscono degrado e pressione sociale
* non gli immigrati, lasciati a fare la fame in strada
* non il Paese, che perde controllo e coesione
E questo è solo un piccolo esempio di un problema molto più grande e complesso. Si può anche continuare a negarlo, ma la realtà resta: **così non funziona, e sarà sempre peggio.**
Non è odio. È frustrazione. È rabbia. È il rifiuto di continuare a far finta che tutto vada bene mentre il disagio cresce sotto gli occhi di tutti.