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Vecchio 12-09-2026, 15:55   #1
Esperto
L'avatar di Grimmjow
 

Sto da Dio rispetto all'ultima volta in cui ho scritto su questo forum.
Ho ancora diversi problemi ma credo che una buona parte di essi siano la quotidianità dell'individuo.
Tuttavia, ho notato come ad oggi sono molto cambiato sul piano sociale e dei rapporti umani, non tanto caratterialmente, quanto su ciò che i rapporti mi danno.
Oggi, pur essendo migliorato sotto il piano dell'ansia e pur avendo una ristrettissima vita sociale, una laurea e un lavoro, mi sento solo, non compreso dalle persone che mi circondano, in parte vuoto e allo stesso tempo senza alcuna voglia di dare un svolta alla propria vita.
Desidero voler cambiare però non agisco, penso a cosa potrei fare ma alla fine non faccio nulla, provo ad uscire e a fare nuove conoscenze/esperienze ma la parte più piacevole della serata/pomeriggio è il sollievo che provo una volta a casa.
Non so cosa potrei aggiungere di concreto, ditemi la vostra e in caso aggiungerò degli esempi.
Grazie mille
Ringraziamenti da
Atlas2 (Oggi), GioPonti02 (12-09-2026)
Vecchio 12-09-2026, 21:20   #2
Esperto
L'avatar di Keith
 

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Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Desidero voler cambiare però non agisco, penso a cosa potrei fare ma alla fine non faccio nulla, provo ad uscire e a fare nuove conoscenze/esperienze ma la parte più piacevole della serata/pomeriggio è il sollievo che provo una volta a casa.
In effetti siamo simili. E' da più di 2 anni che non faccio uscite di gruppo, e l'ultima volta che l'ho fatto ho provato una sorta di orgasmo una volta finito l'evento mentre ero in auto per tornare a casa.

Chi come me in passato aveva una scarsa capacità di autoanalisi potrebbe rendersi conto moltro tardi di essere depresso, quando ormai la situazione è cronica e quindi quasi del tutto compromessa.
In realtà anche nei miei anni felici sono stato un depresso asintomatico, come quando hai una malattia che però il corpo contiene. Complici anche la giovinezza, le situazioni favorevoli e un pizzico di fortuna. Una volta tolti i fattori benefici la malattia è diventata scompensata, e solo lì è emersa in tutta la sua violenza, però c'era anche prima.
Vecchio 12-09-2026, 21:29   #3
Esperto
L'avatar di cuginosmorfio
 

Non ho capito cosa c'entrino la laurea ed il lavoro.

Semplicemente non devi forzarti a far "cose" tanto da sentirti a disagio. Dovresti capire prima di tutto se lo vuoi veramente quello che stai cercando (ed a quel punto lavorarci sopra caratterialmente) o se è frutto dall'osservazione della vita "normale" altrui che ti influenza.
Ringraziamenti da
Wrong (Ieri)
Vecchio Ieri, 01:40   #4
Esperto
L'avatar di Grimmjow
 

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Originariamente inviata da Keith Visualizza il messaggio
In effetti siamo simili. E' da più di 2 anni che non faccio uscite di gruppo, e l'ultima volta che l'ho fatto ho provato una sorta di orgasmo una volta finito l'evento mentre ero in auto per tornare a casa.

Chi come me in passato aveva una scarsa capacità di autoanalisi potrebbe rendersi conto moltro tardi di essere depresso, quando ormai la situazione è cronica e quindi quasi del tutto compromessa.
In realtà anche nei miei anni felici sono stato un depresso asintomatico, come quando hai una malattia che però il corpo contiene. Complici anche la giovinezza, le situazioni favorevoli e un pizzico di fortuna. Una volta tolti i fattori benefici la malattia è diventata scompensata, e solo lì è emersa in tutta la sua violenza, però c'era anche prima.
La mia ultima uscita è datata ieri sera, non sono stato male ma per me non vedevo nella "pizzata" uno svago bensì un vero e proprio impegno. Nella maggior parte dei casi ti direi che la voglia è poca anche per la compagnia che ho ma in questo caso non sarebbe dovuto essere così. Eppure una volta tornato a casa ero tranquillo e la sigaretta prima di andare a dormire è stata quasi l'apice della serata.

In realtà la mia capacità di autocritica e autoanalisi la ritengo piuttosto elevata, complice gli anni di terapia in passato. Il punto però è questo: o mi sforzo a fare le cose e a volte vanno anche bene oppure non faccio nulla
Ringraziamenti da
Atlas2 (Oggi), Keith (Ieri)
Vecchio Ieri, 02:02   #5
Esperto
L'avatar di Grimmjow
 

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Originariamente inviata da cuginosmorfio Visualizza il messaggio
Non ho capito cosa c'entrino la laurea ed il lavoro.

Semplicemente non devi forzarti a far "cose" tanto da sentirti a disagio. Dovresti capire prima di tutto se lo vuoi veramente quello che stai cercando (ed a quel punto lavorarci sopra caratterialmente) o se è frutto dall'osservazione della vita "normale" altrui che ti influenza.
Considerando che 10 anni fa ero più simile a una larva anziché a un essere umano, direi che aver raggiunto un obiettivo completando in maniera eccelsa un percorso universitario e avere un contratto a tempo indeterminato significa avere una "parvenza di normalità". Sono contento del percorso che ho svolto e poi concluso. Il lavoro che faccio non mi dispiace e da un lato non mi crea alcuna fonte di stress, mentre dall'altro mi concede un'autonomia economica e molto tempo a disposizione per fare ciò che poi alla fine non faccio.

Come faccio a capire se voglio veramente qualcosa senza viverla? Se dovessi assecondare la mia "voglia di fare" probabilmente non farei nulla. Disagio non è il termine che utilizzerei, non sto "male", durante l'uscita. Alla fine il tempo passa e due chiacchiere si fanno, però sono scoglio**to.
Facendo un esempio pratico: Grimmjow preferisci uscire con la tua cerchia di amici per una pizzata/in ludoteca o restare a casa comodo sul divano a guardarti Netflix? Decisamente la seconda e ti dirò che molto probabilmente preferisco persino il mio lavoro. Il problema sono io? Il problema è la compagnia?
Sembrerà assurdo ma per me un'uscita del genere è quasi una fonte di stress e di rotture di @@
Ringraziamenti da
3stm (Ieri), Atlas2 (Oggi), SMS94 (Ieri)
Vecchio Ieri, 16:14   #6
Esperto
L'avatar di Nightlights
 

Quando mi ammalai me ne accorsi immediatamente che qualcosa non andava perchè i sintomi erano anche fisici.
Non avevo mai sentito tutta quella fiacca, pensavo di avere qualche malattia...diciamo di quelle "classiche".
Feci tac, risonanze, analisi del sangue.
Niente.
Quando andai dallo psichiatra si appurò che erano tutte somatizzazioni, e quando indovinò il farmaco giusto tutti i sintomi fisici sparirono.
Poi per il discorso psicologico ci volle un pò di più ma quella è un altra storia...
Vecchio Oggi, 09:22   #7
Esperto
L'avatar di Trinacria
 

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Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Facendo un esempio pratico: Grimmjow preferisci uscire con la tua cerchia di amici per una pizzata/in ludoteca o restare a casa comodo sul divano a guardarti Netflix? Decisamente la seconda e ti dirò che molto probabilmente preferisco persino il mio lavoro. Il problema sono io? Il problema è la compagnia?
Sembrerà assurdo ma per me un'uscita del genere è quasi una fonte di stress e di rotture di @@
Mi succede lo stesso. Ma in più aggiungo che quando resto a casa, sebbene sia l'alternativa che preferisco, poi finisco sempre per sentirmi sola.
Io credo che facciano tanto le persone con cui esci. Se con loro ti trovi bene sentirai a fine serata che ne è valsa la pena. Se a fine serata ti ritrovi a pensare che era meglio stare a casa allora probabilmente non sono le persone giuste o non è l'attività giusta per te. Magari la serata in pizzeria ti annoi ma se te ne andassi a fare qualcosa che ti piace di più forse andrebbe meglio. Io, per esempio, odio andare in discoteca. Quelle rare volte in cui sono andata è stata una tortura per me nonostante mi trovassi con persone con cui mi trovavo bene. In quel caso l'alternativa di stare da sola a casa era sicuramente migliore. Se invece andiamo a fare qualcosa che piace anche a me allora la situazione migliora e mi sento soddisfatta dell'uscita.
Vecchio Oggi, 10:55   #8
Esperto
 

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Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Come faccio a capire se voglio veramente qualcosa senza viverla? Se dovessi assecondare la mia "voglia di fare" probabilmente non farei nulla. Disagio non è il termine che utilizzerei, non sto "male", durante l'uscita. Alla fine il tempo passa e due chiacchiere si fanno, però sono scoglio**to.
Facendo un esempio pratico: Grimmjow preferisci uscire con la tua cerchia di amici per una pizzata/in ludoteca o restare a casa comodo sul divano a guardarti Netflix? Decisamente la seconda e ti dirò che molto probabilmente preferisco persino il mio lavoro. Il problema sono io? Il problema è la compagnia?
Sembrerà assurdo ma per me un'uscita del genere è quasi una fonte di stress e di rotture di @@
Nel mio caso la risposta sarebbe: dipende.
Dall'umore, dalla compagnia, da cosa si fa nel concreto.
Poi alla fine nove volte su dieci mi è capitato di andare, anzi a volte ho organizzato io. Ma ho dovuto spingere su me stesso, cosa che altri non dovrebbero fare praticamente mai.
Vecchio Oggi, 11:29   #9
Esperto
L'avatar di Grimmjow
 

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Originariamente inviata da Trinacria Visualizza il messaggio
Mi succede lo stesso. Ma in più aggiungo che quando resto a casa, sebbene sia l'alternativa che preferisco, poi finisco sempre per sentirmi sola.
Io credo che facciano tanto le persone con cui esci. Se con loro ti trovi bene sentirai a fine serata che ne è valsa la pena. Se a fine serata ti ritrovi a pensare che era meglio stare a casa allora probabilmente non sono le persone giuste o non è l'attività giusta per te. Magari la serata in pizzeria ti annoi ma se te ne andassi a fare qualcosa che ti piace di più forse andrebbe meglio. Io, per esempio, odio andare in discoteca. Quelle rare volte in cui sono andata è stata una tortura per me nonostante mi trovassi con persone con cui mi trovavo bene. In quel caso l'alternativa di stare da sola a casa era sicuramente migliore. Se invece andiamo a fare qualcosa che piace anche a me allora la situazione migliora e mi sento soddisfatta dell'uscita.
Mi ritrovo molto in ciò che dici. Credo che l'unica differenza sia il senso di solitudine quando scelgo di starmene a casa. Ad esempio, ho un amico che è "monotematico". Quando usciamo in gruppo va bene ma quando so che siamo solo io e lui preferisco accampare scuse e restare a casa. La mia è una scelta consapevole e so che guardare una serie sia la scelta migliore .
Per il resto sono d'accordo ma arrivati ad una "certa età" trovo difficile trovare nuove persone con cui condividere nuove passioni. Le possibilità ci sono ma anche se pensassi "amo andare in moto e viaggiare" ora come ora avrei delle difficoltà a rendere concreta la cosa per me, figuriamoci cercare persone con cui condividerla.
Tuttavia, sto qui a lamentarmi di come senta un vuoto, senza capire che le cose non piovono dal cielo.
Pare un cane che si morde la coda
Vecchio Oggi, 11:34   #10
Esperto
L'avatar di Grimmjow
 

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Originariamente inviata da Winston_Smith Visualizza il messaggio
Nel mio caso la risposta sarebbe: dipende.
Dall'umore, dalla compagnia, da cosa si fa nel concreto.
Poi alla fine nove volte su dieci mi è capitato di andare, anzi a volte ho organizzato io. Ma ho dovuto spingere su me stesso, cosa che altri non dovrebbero fare praticamente mai.
Credo che quel "dipende" sia applicabile a chiunque, così come il fatto che ci sia sempre all'interno di un gruppo la persona che organizza. Il terzo punto è quello da considerare maggiormente alla luce della mia situazione. Ti sforzi, esci abbattendo il muro della **** (qui ad ognuno il suo: fiacca, ansia, fobia, apatia ecc.) e poi? Come ti senti durante l'uscita e soprattutto dopo?
Vecchio Oggi, 11:40   #11
Esperto
 

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Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Credo che quel "dipende" sia applicabile a chiunque, così come il fatto che ci sia sempre all'interno di un gruppo la persona che organizza. Il terzo punto è quello da considerare maggiormente alla luce della mia situazione. Ti sforzi, esci abbattendo il muro della **** (qui ad ognuno il suo: fiacca, ansia, fobia, apatia ecc.) e poi? Come ti senti durante l'uscita e soprattutto dopo?
Da una parte c'è la soddisfazione per aver comunque partecipato a un'esperienza di socializzazione, magari anche in maniera abbastanza attiva se ci sono le condizioni giuste. Dall'altra il pensiero negativo, che arriva un po' dopo, che evidenzia tutto lo sforzo e l'ansia anticipatoria e il fatto che certe uscite restano fini a sé stesse, ovvero non contribuiscono a creare dei rapporti di amicizia solidi e affidabili al di là delle circostanze contingenti.
Vecchio Oggi, 12:04   #12
Esperto
L'avatar di Maffo
 

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Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Non so cosa potrei aggiungere di concreto, ditemi la vostra e in caso aggiungerò degli esempi.
Grazie mille
Ce l'hai la vagiangia a casa che ti aspetta?
Vecchio Oggi, 12:09   #13
Esperto
L'avatar di Grimmjow
 

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Originariamente inviata da Winston_Smith Visualizza il messaggio
Dall'altra il pensiero negativo, che arriva un po' dopo, che evidenzia tutto lo sforzo e l'ansia anticipatoria e il fatto che certe uscite restano fini a sé stesse, ovvero non contribuiscono a creare dei rapporti di amicizia solidi e affidabili al di là delle circostanze contingenti.
Della serie "ne vale la pena?"
Condivido ma questo pensi sia dovuto alla compagnia o all'uscita? Io credo che bisognerebbe lavorare sulle nostre aspettative e valorizzare maggiormente il secondo aspetto. Questo significa che magari anche nel caso in cui la compagnia non fosse delle migliori, in ogni caso avremmo fatto qualcosa che molto banalmente ci piace e che volevamo fare fin dal principio.
Mi rendo conto che non sia facile però, almeno per una persona come me che vede nella socialità un aspetto fondamentale e molto più importante dell'uscita in sé
Vecchio Oggi, 12:26   #14
Esperto
L'avatar di Palmiro
 

Intanto complimenti @grimmijow per i cambiamenti messi in atto nella tua vita! Hai comunque raggiunto degli obiettivi non da poco , e non devi abbatterti se non vengono soddisfatte al 100% le tue aspettative. Devi darti tempo e avere pazienza, i rapporti sociali hanno dinamiche intrinseche che non sempre possiamo controllare. Ad esempio, possiamo frequentare un determinato numero di persone e non trovare feeling/affinità con nessuna (in tal caso bisogna cercare negli ambienti più compatibili con noi) , oppure frequentare un solo circolo sociale (ad esempio, un'attività o uno sport, o il lavoro stesso) e trovare subito il migliore amico/la migliore amica o addirittura il partner della vita ! Sono dinamiche totalmente aleatorie che vanno accettate, e non bisogna farsene una colpa se le cose non vanno come ce le si aspetta.
Se vuoi un consiglio, se senti che le persone che frequenti non ti danno nulla, tieniteli come conoscenti "tanto per" ma cerca di trovare un'attività o un hobby che ti piace e cercare di socializzare in quel contesto, facendo leva sugli interessi in comune. Condividere interessi , passioni o stili di vita è un collante molto potente tra le persone! Poi chiaramente i rapporti vanno coltivati e ci vuole impegno da ambo le parti.
E magari da cosa nasce cosa ...
Quote:
Originariamente inviata da Maffo Visualizza il messaggio
Ce l'hai la vagiangia a casa che ti aspetta?
Me lo auguro per lui, in ogni caso se così non fosse io sono la prova vivente (v. mio diario) che se non si impara a stare bene con sé stessi dedicandosi al 100% a rendere la propria vita il più meravigliosa possibile (a prescindere dalla presenza o meno di un partner, e io di strada da fare ne ho eccome sotto questo punto di vista! ) , non si potrà mai essere davvero sereni e in pace col mondo. Si avvertirà sempre quel vuoto e quella mancanza che ci porterà a farci percepire dagli altri come "disperati" e bisognosi di attenzioni dall'altro sesso.
La nostra felicità non deve MAI dipendere da qualcun altro! Qui purtroppo predico bene e razzolo male. È il mio obiettivo arrivare allo stato in cui sento che la mia vita è piena e soddisfacente a prescindere dalla presenza o meno di una donna, mi basta una situazione come quella di cui ho parlato nel mio topic che ci ricasco un po', almeno nell'immediato.
Per realizzare l'obiettivo - e ci arriverò, cazzo se ci arriverò - della totale indipendenza emotiva, i rifiuti e le delusioni purtroppo "servono" in qualche modo perché aiutano a desensibilizzarsi, però è necessario svincolarsi dal meccanismo malato della ricerca dell'altrui approvazione e del legare la propria felicità a qualcun altro.

Inviato dal mio 25080RABDG utilizzando Tapatalk
Ringraziamenti da
Grimmjow (Oggi)
Vecchio Oggi, 12:27   #15
Esperto
L'avatar di cuginosmorfio
 

Mi complimenti per i risultati ottenuti (laurea e lavoro).

Io, da profano, posso azzardare che se la tua vita dipende così tanto dal socializzare bè, allora devi imparare ad adeguarti agli altri perché sei tu che hai bisogno di loro e non il contrario...forse.

Come con le donne, del resto
Vecchio Oggi, 12:42   #16
Esperto
L'avatar di Palmiro
 

Quote:
Originariamente inviata da cuginosmorfio Visualizza il messaggio
Mi complimenti per i risultati ottenuti (laurea e lavoro).

Io, da profano, posso azzardare che se la tua vita dipende così tanto dal socializzare bè, allora devi imparare ad adeguarti agli altri perché sei tu che hai bisogno di loro e non il contrario...forse.

Come con le donne, del resto
Mmh, ni.

Adeguarsi agli altri? Si ma fino ad un certo punto.

Adeguarsi lavorando sugli aspetti caratteriali che ci rendono incompatibili con la socialità (chiusura in sé stessi, voglia di restare a casa anziché uscire) ? Assolutamente sì!

Adeguarsi assecondando gli altri solo per comprare la loro approvazione e non avere una propria opinione o peggio personalità? Assolutamente no !

È importante lavorare sulla propria autostima prima di tutto e accettare che le nostre opinioni, i nostri valori e in generale il nostro mondo può non andare a genio a tutti .
È importante sviluppare una propria personalità e non avere timore di esporsi . Se rimani all'angolo per paura sperando di venire accettato lo stesso dagli altri, nessuno verrà a prenderti per mano.


Inviato dal mio 25080RABDG utilizzando Tapatalk
Vecchio Oggi, 15:41   #17
Esperto
L'avatar di Maffo
 

Quote:
Originariamente inviata da cuginosmorfio Visualizza il messaggio
Mi complimenti per i risultati ottenuti (laurea e lavoro).

Io, da profano, posso azzardare che se la tua vita dipende così tanto dal socializzare bè, allora devi imparare ad adeguarti agli altri perché sei tu che hai bisogno di loro e non il contrario...forse.

Come con le donne, del resto
È più semplice cercare gente compatibile piuttosto che cambiare per adeguarci agli altri
Ringraziamenti da
Hor (Oggi)
Vecchio Oggi, 15:49   #18
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Della serie "ne vale la pena?"
Condivido ma questo pensi sia dovuto alla compagnia o all'uscita? Io credo che bisognerebbe lavorare sulle nostre aspettative e valorizzare maggiormente il secondo aspetto. Questo significa che magari anche nel caso in cui la compagnia non fosse delle migliori, in ogni caso avremmo fatto qualcosa che molto banalmente ci piace e che volevamo fare fin dal principio.
Mi rendo conto che non sia facile però, almeno per una persona come me che vede nella socialità un aspetto fondamentale e molto più importante dell'uscita in sé
Secondo me più alla compagnia. L'uscita in sé non credo sia da disprezzare, alla fine un po' di sforzo può "valere la pena", appunto, se si fanno quattro chiacchere in un clima piacevole. Mentre costruire delle amicizie abbastanza solide è tutta un'altra storia.
Vecchio Oggi, 15:59   #19
Avanzato
 

Ciao, credo che probabilmente ti accada ciò che (credo) accade a molti di noi qui dentro; ovvero che le situazioni sociali da una parte ti attirino, visto che è normale e "umano", e ne percepisci la mancanza. Ma dall'altra è un forte investimento di tempo ed energie, per cercare di tirare fuori dei "discorsi interessanti", dare di te un'immagine socievole e "aperta", facendo trasparire una certa "gioia" di stare insieme agli altri. Per carattere, traumi o altri fattori come l'educazione familiari, non tutti ci sentiamo "adatti" alle interazion sociali. Forse potrebbe essere questa la dinamica che accade a te e a tanti di noi qui.
Vecchio Oggi, 17:01   #20
Avanzato
 

complimenti per i traguardi raggiunti, non darli per scontato,
per me uscire e fare cose nuove non è mai un'atto di spontaneità o di piacere, ma un bisogno che devo espletare per non stare peggio. personalmente farei la larva, ma fisiologicamente so che ho bisogno di farlo per non stare infinitamente peggio.
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