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Essere depressi e non saperlo
Sto da Dio rispetto all'ultima volta in cui ho scritto su questo forum.
Ho ancora diversi problemi ma credo che una buona parte di essi siano la quotidianità dell'individuo. Tuttavia, ho notato come ad oggi sono molto cambiato sul piano sociale e dei rapporti umani, non tanto caratterialmente, quanto su ciò che i rapporti mi danno. Oggi, pur essendo migliorato sotto il piano dell'ansia e pur avendo una ristrettissima vita sociale, una laurea e un lavoro, mi sento solo, non compreso dalle persone che mi circondano, in parte vuoto e allo stesso tempo senza alcuna voglia di dare un svolta alla propria vita. Desidero voler cambiare però non agisco, penso a cosa potrei fare ma alla fine non faccio nulla, provo ad uscire e a fare nuove conoscenze/esperienze ma la parte più piacevole della serata/pomeriggio è il sollievo che provo una volta a casa. Non so cosa potrei aggiungere di concreto, ditemi la vostra e in caso aggiungerò degli esempi. Grazie mille |
Re: Essere depressi e non saperlo
Quote:
Chi come me in passato aveva una scarsa capacità di autoanalisi potrebbe rendersi conto moltro tardi di essere depresso, quando ormai la situazione è cronica e quindi quasi del tutto compromessa. In realtà anche nei miei anni felici sono stato un depresso asintomatico, come quando hai una malattia che però il corpo contiene. Complici anche la giovinezza, le situazioni favorevoli e un pizzico di fortuna. Una volta tolti i fattori benefici la malattia è diventata scompensata, e solo lì è emersa in tutta la sua violenza, però c'era anche prima. |
Re: Essere depressi e non saperlo
Non ho capito cosa c'entrino la laurea ed il lavoro.
Semplicemente non devi forzarti a far "cose" tanto da sentirti a disagio. Dovresti capire prima di tutto se lo vuoi veramente quello che stai cercando (ed a quel punto lavorarci sopra caratterialmente) o se è frutto dall'osservazione della vita "normale" altrui che ti influenza. |
Quote:
In realtà la mia capacità di autocritica e autoanalisi la ritengo piuttosto elevata, complice gli anni di terapia in passato. Il punto però è questo: o mi sforzo a fare le cose e a volte vanno anche bene oppure non faccio nulla |
Quote:
Come faccio a capire se voglio veramente qualcosa senza viverla? Se dovessi assecondare la mia "voglia di fare" probabilmente non farei nulla. Disagio non è il termine che utilizzerei, non sto "male", durante l'uscita. Alla fine il tempo passa e due chiacchiere si fanno, però sono scoglio**to. Facendo un esempio pratico: Grimmjow preferisci uscire con la tua cerchia di amici per una pizzata/in ludoteca o restare a casa comodo sul divano a guardarti Netflix? Decisamente la seconda e ti dirò che molto probabilmente preferisco persino il mio lavoro. Il problema sono io? Il problema è la compagnia? Sembrerà assurdo ma per me un'uscita del genere è quasi una fonte di stress e di rotture di @@ |
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