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Oggi, 17:32
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#21
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Esperto
Qui dal: Feb 2022
Messaggi: 1,361
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Beati voi che potete scegliere di farlo oppure no
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Oggi, 17:41
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#22
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Esperto
Qui dal: Feb 2022
Messaggi: 1,361
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Originariamente inviata da Trinacria
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Chi sono le persone con cui esci? Come le hai conosciute?
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Oggi, 18:11
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#23
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Esperto
Qui dal: Oct 2014
Messaggi: 15,314
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Questo topic mi sta facendo riflettere su quanto possano essere diverse le situazioni tra un contesto depressivo e uno di ansia/fobia sociale.
Ad esempio quando sono andato io in terapia si appurò che era in gran parte una depressione reattiva, causata da eventi scatenanti.
Ma di solito (almeno per me è stato cosi) i terapeuti dicono che quando arriva la depressione, a meno che non sia endogena e quindi causata da fattori puramente genetici, è un segnale che c'è qualcosa di profondo da cambiare nella propria vita.
E questo lo si fa in psicoterapia più che col discorso farmacologico.
E nel mio caso, per farla breve, il lavoro che ho dovuto fare è stato praticamente l'opposto di quello che verrebbe consigliato a una persona fobica/ansiosa/timida, vale a dire l'esposizione, "buttarsi".
Nel mio caso è stato il contrario, ho dovuto imparare a dire di no più spesso, perché prima che mi ammalassi ero una persona che tendeva a dire sempre di sì per non scontentare mai nessuno, finendo però a volte in situazioni che non mi piacevano, che mi facevano stare male ecc...
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Ultima modifica di Nightlights; Oggi a 18:13.
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Oggi, 18:32
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#24
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Esperto
Qui dal: Jul 2015
Messaggi: 1,583
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Quote:
Originariamente inviata da Winston_Smith
Secondo me più alla compagnia. L'uscita in sé non credo sia da disprezzare, alla fine un po' di sforzo può "valere la pena", appunto, se si fanno quattro chiacchere in un clima piacevole. Mentre costruire delle amicizie abbastanza solide è tutta un'altra storia.
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Sicuramente, però il punto è che mentre voler fare una certa cosa che ti piace è qualcosa che può dipendere quasi esclusivamente da te ed è da te controllabile, le uscite in compagnia hanno delle variabili che sfuggono al tuo controllo ed è qui che bisogna considerare lo spirito di adattamento al quale si alludeva in precedenza.
Ad esempio, se volessi visitare il Giappone da solo, dovresti chiedere le ferie, valutare se hai una disponibilità economica, prenotare e partire. Una volta lì potresti organizzarti come meglio credi, visitare ciò che vuoi, andare a mangiare dove vuoi, partire e tornare quando vuoi. Sicuramente un viaggio in compagnia (per me) sarebbe un'altra cosa, soprattutto perché considero la condivisione un aspetto importante. D'altro canto, dovresti adattarti, trovare un compromesso sul mangiare, sul cosa visitare, sul dove dormire, sul giorno della partenza e del ritorno ecc.
E se non avessi alcun amico/conoscente che volesse visitare il Giappone? Andresti a precluderti questa "eventualità"?
Questo è ciò che intendo sul mettere al centro l'esperienza in sé e non la compagnia. Però mi rendo conto che è molto difficile (almeno per me)
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Oggi, 18:36
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#25
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Esperto
Qui dal: May 2019
Messaggi: 3,407
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Chiedo scusa, la depressione dov'è?
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Oggi, 18:39
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#26
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Esperto
Qui dal: Jul 2015
Messaggi: 1,583
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Quote:
Originariamente inviata da meno
Ciao, credo che probabilmente ti accada ciò che (credo) accade a molti di noi qui dentro; ovvero che le situazioni sociali da una parte ti attirino, visto che è normale e "umano", e ne percepisci la mancanza. Ma dall'altra è un forte investimento di tempo ed energie, per cercare di tirare fuori dei "discorsi interessanti", dare di te un'immagine socievole e "aperta", facendo trasparire una certa "gioia" di stare insieme agli altri. Per carattere, traumi o altri fattori come l'educazione familiari, non tutti ci sentiamo "adatti" alle interazion sociali. Forse potrebbe essere questa la dinamica che accade a te e a tanti di noi qui.
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Ciao, credo che in parte tu abbia ragione. Personalmente continuo a credere che sia più che altro un problema di compagnia e che quella attuale mi stia stretta. Ti dico questo alla luce del fatto che fino a qualche anno fa non era così, soprattutto quando frequentavo l'università. Mi è sempre piaciuto socializzare, mi affascinano le nuove conoscenze e le nuove esperienze, il problema è che le mie alte aspettative vengono spesso deluse. Spesso ci provo, quasi sempre mi sforzo, il 99% delle volte mi sento sollevato una volta a casa.
Quasi mi ricorda la barzelletta di Proietti: "la mia fabbrica è fallita, i miei figli sono delinquenti o drogati, mia moglie mi ha tradito e sono un poveraccio. L'unico sollievo rimasto è che quando torno a casa mi tolgo le scarpe"
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Oggi, 18:42
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#27
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Esperto
Qui dal: Jul 2015
Messaggi: 1,583
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Originariamente inviata da Atlas2
complimenti per i traguardi raggiunti, non darli per scontato,
per me uscire e fare cose nuove non è mai un'atto di spontaneità o di piacere, ma un bisogno che devo espletare per non stare peggio. personalmente farei la larva, ma fisiologicamente so che ho bisogno di farlo per non stare infinitamente peggio.
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Ti ringrazio.
Hai toccato un altro punto importante. Per me è inammissibile, posso capirlo se parliamo di lavoro o di studio ma non di uscite mirate allo svago. Praticamente la scelta è tra stare male e stare malissimo. Non so di quali attività tu stia parlando ma questo ti accade sempre? Come ti senti dopo aver "espletato il tuo fabbisogno fisiologico"?
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Oggi, 18:47
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#28
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Esperto
Qui dal: Jul 2015
Messaggi: 1,583
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Quote:
Originariamente inviata da Nightlights
Questo topic mi sta facendo riflettere su quanto possano essere diverse le situazioni tra un contesto depressivo e uno di ansia/fobia sociale.
Ad esempio quando sono andato io in terapia si appurò che era in gran parte una depressione reattiva, causata da eventi scatenanti.
Ma di solito (almeno per me è stato cosi) i terapeuti dicono che quando arriva la depressione, a meno che non sia endogena e quindi causata da fattori puramente genetici, è un segnale che c'è qualcosa di profondo da cambiare nella propria vita.
E questo lo si fa in psicoterapia più che col discorso farmacologico.
E nel mio caso, per farla breve, il lavoro che ho dovuto fare è stato praticamente l'opposto di quello che verrebbe consigliato a una persona fobica/ansiosa/timida, vale a dire l'esposizione, "buttarsi".
Nel mio caso è stato il contrario, ho dovuto imparare a dire di no più spesso, perché prima che mi ammalassi ero una persona che tendeva a dire sempre di sì per non scontentare mai nessuno, finendo però a volte in situazioni che non mi piacevano, che mi facevano stare male ecc...
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Grazie per la condivisione personale.
Non entro nel merito di tutti gli utenti, però a quanto leggo molti si sforzano e ciononostante continuano a vivere queste esperienze con difficoltà e malumore.
Posso chiederti ora come stai?
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Oggi, 18:50
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#29
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Esperto
Qui dal: Apr 2017
Ubicazione: Genova
Messaggi: 2,766
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Grimmijow ma in tutto questo tu sei single o accoppiato/in una frequentazione?
Perché il quadro cambia non poco, posto che comunque le amicizie e la socialità "esterna" vanno coltivate a prescindere dal proprio status.
Chiaro però che per un single amicizie e socialità hanno un peso maggiore, in quanto, tolti i rapporti lavorativi e familiari, sono di fatto le uniche interazioni umane che si hanno.
Inviato dal mio 25080RABDG utilizzando Tapatalk
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Oggi, 19:08
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#30
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Esperto
Qui dal: Oct 2014
Messaggi: 15,314
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Quote:
Originariamente inviata da Grimmjow
Grazie per la condivisione personale.
Non entro nel merito di tutti gli utenti, però a quanto leggo molti si sforzano e ciononostante continuano a vivere queste esperienze con difficoltà e malumore.
Posso chiederti ora come stai?
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Ora sto meglio, non sono più depresso.
Ho comunque delle giornate più buone e altre meno buone, ma sono cose che rientrano nella normalità.
È tutta un altra cosa rispetto a quando ero malato.
Ma comunque anche se non sono più depresso di certo non mi sono trasformato in una di quelle persone iperdinamiche iperattive megaestro ecc..
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Oggi, 19:24
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#31
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Esperto
Qui dal: Aug 2022
Messaggi: 5,125
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Quote:
Originariamente inviata da Palmiro
Mmh, ni.
Adeguarsi agli altri? Si ma fino ad un certo punto.
Adeguarsi lavorando sugli aspetti caratteriali che ci rendono incompatibili con la socialità (chiusura in sé stessi, voglia di restare a casa anziché uscire) ? Assolutamente sì!
Adeguarsi assecondando gli altri solo per comprare la loro approvazione e non avere una propria opinione o peggio personalità? Assolutamente no !
È importante lavorare sulla propria autostima prima di tutto e accettare che le nostre opinioni, i nostri valori e in generale il nostro mondo può non andare a genio a tutti .
È importante sviluppare una propria personalità e non avere timore di esporsi . Se rimani all'angolo per paura sperando di venire accettato lo stesso dagli altri, nessuno verrà a prenderti per mano.
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Capisco il discorso ma personalmente mi pare tutta una brodaglia generica da corso aziendale col sedicente coach motivazionale al microfono cuffia che parla alla platea o al team.
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