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Vecchio 14-04-2022, 10:08   #1
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Riflessioni sparse della mattina.

In questi giorni sto eseguendo un reso per un prodotto acquistato a prezzo elevato che mi era arrivato difettoso.
A me basta già una cosa del genere, che per giunta finora non avevo mai fatto, per mandarmi in tilt, rovinarmi le giornate e farmi sperare che l'operazione finisca il prima possibile per ritrovare la tranquillità.
Ne ho scritto anche nel forum.
Poi penso che ci sono altri forumisti che hanno problemi che si potrebbero considerare ben maggiori: c'è chi vive ancora in ambienti familiari deleterî, c'è chi non trova lavoro in nessun modo, c'è chi non riesce nemmeno a uscire di casa, c'è chi pensa spessissimo a togliersi la vita.
E allora un po' mi viene da vergognarmi per tutte le paranoie che mi faccio solo per la spedizione di un pacco e per dover aspettare un corriere.
Però... però mi viene in mente quello che mi disse una volta una mia compagna di università, anche lei con una vita disastrata, con cui discutevo spesso dei rispettivi problemi: "Io rispetto il dolore anche di chi si sente morire perché le si è rovinato lo smalto sulle unghie".
È una frase che al tempo mi aveva colpito molto.

E quindi mi chiedo: esiste una gerarchia oggettiva dei problemi?
Ci sono dei problemi che possono essere considerati oggettivamente più grossi e più serî e altri che sono delle minuzie ingigantite solo dalla soggettività di chi li vive?
Ma poi mi dico: se una persona arriva a star male per problemi "piccoli" non è questo comunque un indizio che quella persona vive male la vita in genere e che quindi il suo malessere, la sua incapacità di affrontare anche le minuzie della vita, è comunque rispettabile?
Mi vengono in mente molti thread in cui si finisce per fare, credo anche involontariamente, le famigerate gare "a chi sta peggio": possono essere risolte dicendo che esiste una gerarchia oggettiva dei problemi e che quindi chi ne ha pochi o poco gravi dovrebbe stare zitto di fronte a chi ne ha gravi e tanti? O bisogna invece rispettare la prospettiva soggettiva di tutti?
Mi viene in mente la famosa espressione "first world problems", coniata appositamente un po' per deridere e un po' per rimettere in prospettiva quelli che molti nei paesi ricchi vivono come "grandi problemi", ma che forse sono solo inezie a confronto di chi abita in paesi dove ci si sveglia la mattina senza sapere neanche se ci sarà abbastanza da mangiare...

Non credo di avere risposte alla domanda che ho posto nel titolo del thread, forse nemmeno voglio averle.
Volevo solo buttare un po' di riflessioni aperte, magari per dar forma migliore alle idee che queste giornate mi hanno suscitato.
Ringraziamenti da
spezzata (14-04-2022), _Luna_ (14-04-2022), ~~~ (14-04-2022)
Vecchio 14-04-2022, 10:37   #2
Banned
 

1) malattie gravi incurabili
2) bassezza
3) calvizie
4) altri difetti estetici
5) tutto il resto
Vecchio 14-04-2022, 10:38   #3
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

1) Depressione
2)Tutto il resto
Vecchio 14-04-2022, 10:55   #4
Super Moderator
L'avatar di Daytona
 

Bella domanda. Credo che di oggettivo ci sia la sofferenza e il dolore, poi l'importanza delle cause scatenanti credo sia difficile poterle inserire in una gerarchia. Questo credo che valga sia per il soggetto sano, sia per chi ha disturbi veri e propri, che possono sballare i patter comuni che esistono nei soggetti sani.
Ponevi il quesito sulla liceità del rispettare chi non sa affrontare le minuzie della vita. Secondo me é un grosso si, dal momento che queste piccole cose possono far stare male il soggetto, anche in modo serio. E nel dubbio é sempre carino, almeno provare, a non pisciare sulla sofferenza altrui.
Vecchio 14-04-2022, 11:05   #5
Esperto
L'avatar di Xchénnpossoreg?
 

Sì, secondo me esistono oggettivamente problemi più gravi di altri.
Un lutto è più grave di un sabato sera passato a casa, la malattia di una persona cara è sicuramente più pesante di un rifiuto ricevuto da X o Y.
Però nella vita si può soffrire anche per situazioni più leggere, è normale e non c'è da vergognarsene. Tuttavia - quando se ne parla - conviene sempre usare il registro giusto. Sarebbe un bene non calcare troppo la mano anche perché non sappiamo cosa può aver vissuto il nostro interlocutore.
E chi legge (dato che siamo in un forum) dovrebbe avere la maturità giusta per evitare di entrare a gamba tesa con il classico "io cosa dovrei fare, mi è capitato questo e quello". La gara a chi sta peggio non porta mai a nulla.

Insomma, secondo me alla fine è una questione di rispetto.. bisogna rispettare tutto e tutti e per farlo occorre mantenere i discorsi entro certi binari di buona educazione.
Ringraziamenti da
euridice_ (14-04-2022)
Vecchio 14-04-2022, 11:06   #6
Banned
 

Beh sì, esiste. Tutti noi presenti in questo forum abbiamo meno problemi di un bambino del Ruanda costretto a lavorare a 10 anni e che non mangia da 3 giorni, è oggettivo. Ma esistono anche le nostre emozioni e i nostri pensieri, che non sono certo da ridicolizzare o sminuire. Se noi stiamo male per una cosa, è una cosa da rispettare e non giudicare. Cioè, non ci dobbiamo sentire in colpa di star male soltanto perchè uno sta peggio. Abbiamo la nostra storia, i nostri valori, i nostri desideri che ci portano a star male, la vita è nostra, non fa certo star meglio pensare eh però pinuccio sta peggio...già la vita è una merda, se ancora abbiamo sensi di colpa è finita
Vecchio 14-04-2022, 11:19   #7
Esperto
L'avatar di Darby Crash
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
E quindi mi chiedo: esiste una gerarchia oggettiva dei problemi?
Ci sono dei problemi che possono essere considerati oggettivamente più grossi e più serî e altri che sono delle minuzie ingigantite solo dalla soggettività di chi li vive?
è fattuale che esista. Basta chiedersi: se avessi questo problema, di quanto la mia vita sarebbe peggiore?
Allora si vede che questo problema che al momento non si ha è superiore ad alcuni che si hanno.
Vecchio 14-04-2022, 11:31   #8
Esperto
L'avatar di barclay
 

Io rispondo a questa domanda sempre così: ognuno ha il suo inferno personale.
P.es. Sarebbe facile dire che una malattia fisica è peggio di una mentale, ma ci sono malattie mentali che ti fanno desiderare la morte e non me la sento di definirle meno gravi di quelle fisiche.

Ultima modifica di barclay; 14-04-2022 a 11:34.
Vecchio 14-04-2022, 11:44   #9
Esperto
 

1. Guerre, delinquenza ( omicidi, stupri,..)
2. Incidenti mortali o che portano a invalidità
3. Malattie gravi ( sia fisiche che mentali)
4. Povertà ( a livelli di fame)
5. Solitudine.
Vecchio 14-04-2022, 11:44   #10
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Darby Crash Visualizza il messaggio
è fattuale che esista. Basta chiedersi: se avessi questo problema, di quanto la mia vita sarebbe peggiore?
Allora si vede che questo problema che al momento non si ha è superiore ad alcuni che si hanno.
No non basta, bisognerebbe viverli.
Qua molti vorrebbero essere donna anche con parto e mestruazioni e discriminazioni varie nel corso della vita, perché è facile sottovalutare problemi che non si hanno e non si rischia mai di avere e dire massí, farei a cambio, sono meno invalidanti dei miei, ma bisognerebbe prima provare e poi decidere.
Vecchio 14-04-2022, 11:49   #11
Esperto
L'avatar di Darby Crash
 

Quote:
Originariamente inviata da claire Visualizza il messaggio
No non basta, bisognerebbe viverli.
Qua molti vorrebbero essere donna anche con parto e mestruazioni e discriminazioni varie nel corso della vita, perché è facile sottovalutare problemi che non si hanno e non si rischia mai di avere e dire massí, farei a cambio, sono meno invalidanti dei miei, ma bisognerebbe prima provare e poi decidere.
eh sì, sicuramente il metodo empirico, quello della prova, è il migliore.

Però, non potendo sperimentare tutti i possibili problemi esistenti al mondo, resta la possibilità di provare a mettersi nei panni di chi i problemi a cui si pensa li vive sulla propria pelle.
Vecchio 14-04-2022, 12:16   #12
Banned
 

Sarei portato a dire di sì , alcuni gravi problemi sono oggettivi e soprattutto quelli vissuti da piccolo possono segnare un intera esistenza, va anche detto però che ci sono cose che per alcuni fanno terribilmente soffrire e stare male , mentre ad altri non danno alcun disagio ed anzi sono motivo magari di gioia anche
Vecchio 14-04-2022, 12:28   #13
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Darby Crash Visualizza il messaggio
eh sì, sicuramente il metodo empirico, quello della prova, è il migliore.

Però, non potendo sperimentare tutti i possibili problemi esistenti al mondo, resta la possibilità di provare a mettersi nei panni di chi i problemi a cui si pensa li vive sulla propria pelle.
Ribadisco che serve a pochissimo, sia in positivo che in negativo.
Basti pensare a quante volte pensavamo che ci saremmo trovati male in una situazione o esperienza e poi quando l'abbiamo provata, così male non era. Ovviamente c'è anche il viceversa.
Vecchio 14-04-2022, 12:29   #14
RKO
Intermedio
L'avatar di RKO
 

Non esiste una gerarchia secondo me, perchè il fatto di star male a causa di cose apparentemente molto piccole è il sintomo di un problema più grande.
Tu non stai male perchè non ti è arrivato un pacco, stai male perchè purtroppo per te alla base hai dei problemi più profondi mai risolti e che col tempo sono cresciuti assieme a te, tanto da andare ad invadere ogni sfera della tua vita.
Io non sto male perchè devo partecipare ad una situazione in cui c'è molta gente e mi sento a disagio, sto male per lo stesso motivo di cui sopra.

La tendenza a sminuire i problemi degli altri è propria di chi non può capire, e sappiamo benissimo che spesso la depressione e altri disturbi dell'umore sono affrontati con sufficienza quasi come se fossero un nostro "capriccio" e non una reale patologia.
"Sei depresso? Ma fattela 'na risata, esci, sorridi alla vita!"... e altre stronzate di questo tenore che non significano assolutamente nulla, dato che se fossimo capaci di fare quelle cose allora non avremmo nemmeno quel problema.
E' come se ad un malato di cuore dicessi: "Hai problemi al cuore? E non averceli dai, fatteli passare!"
Vecchio 14-04-2022, 12:32   #15
Esperto
L'avatar di confusa86
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Ma poi mi dico: se una persona arriva a star male per problemi "piccoli" non è questo comunque un indizio che quella persona vive male la vita in genere e che quindi il suo malessere, la sua incapacità di affrontare anche le minuzie della vita, è comunque rispettabile?
Mi associo a questa riflessione, l'ho sempre pensato.
Faccio parte infatti della categoria di persone che "oggettivamente" non ha problemi gravissimi (o meglio, quelli gravi si sono cronicizzati e fanno parte della vita, e parlo della salute dei familiari). Eppure, sto sempre male e basta un'inezia a farmi andare in crisi.
D'altra parte conosco persone che anche con problemi molto gravi non perdono il sorriso, ed è evidente allora che è tutta questione di percezione e di atteggiamento. Quindi si, esistono sicuramente problemi nei fatti più gravi di altri, ma molto è come ti poni nei loro confronti.
Vecchio 14-04-2022, 12:34   #16
Esperto
L'avatar di Darby Crash
 

Quote:
Originariamente inviata da claire Visualizza il messaggio
Ribadisco che serve a pochissimo, sia in positivo che in negativo.
Basti pensare a quante volte pensavamo che ci saremmo trovati male in una situazione o esperienza e poi quando l'abbiamo provata, così male non era. Ovviamente c'è anche il viceversa.
Non hai del tutto torto, però mi sembra sia uno dei modi migliori per rispondere alla domanda di Hor.

Un'alternativa potrebbe essere fare un sondaggio su larga scala per valutare quali problemi recano maggiori sofferenze alle persone.

Oppure mettersi a tavolino a valutare quali problemi possono recare maggiori sofferenze in rapporto ai bisogni umani. Ad esempio un gravissimo problema di salute sarebbe in alto nella gerarchia perché andrebbe a intaccare un po' tutti i bisogni: dolori, insonnia, mancanza di speranza nel futuro, impossibilità di muoversi etc
Vecchio 14-04-2022, 12:36   #17
~~~
Esperto
L'avatar di ~~~
 

Secondo me non hai nessuna colpa a stare male per questioni che — per altri — sarebbero delle minuzie, perché appunto lo sono per altri e non per te.
Penso che già sia abbastanza doloroso e sfiancante stare male per molte piccole cose del quotidiano senza aggiungerci anche il carico dei sensi di colpa.
Vecchio 14-04-2022, 12:53   #18
Esperto
L'avatar di Bluevelvet93
 

Esiste una gerarchia media dei problemi ma poi si coniugano sempre sul singolo inidividuo che ne può spostare il valore. Insomma, avere un cancro al cervello 99 volte su 100 è peggio che avere l'alopecia, ma poi troverai anche chi vive peggio la seconda. E non c' nulla di male.
Vecchio 14-04-2022, 13:09   #19
Esperto
L'avatar di Equilibrium
 

No.
Oggettiva invece sarebbe una gerarchia sul livello di egocentrismo e di autostima.
Ma i problemi ogniuno li vive e li affronta a modo suo.
Per questo screditare o banalizzare un problema che può sembrare sciocco, non é una buona norma anche se l'intento poi può essere quello di sdrammatizzare o di incoraggiare.
Così come non é una buona norma enfatizzare o dare troppa importanza al problema per non alimentare il dramma.
Vecchio 14-04-2022, 13:21   #20
Esperto
L'avatar di Darby Crash
 

Quote:
Originariamente inviata da Bluevelvet93 Visualizza il messaggio
Esiste una gerarchia media dei problemi ma poi si coniugano sempre sul singolo inidividuo che ne può spostare il valore. Insomma, avere un cancro al cervello 99 volte su 100 è peggio che avere l'alopecia, ma poi troverai anche chi vive peggio la seconda. E non c' nulla di male.
esatto, un intervento sintetico ma che già rileva il succo del discorso.

Una gerarchia c'è, ma non può essere completamente oggettiva.

Aver rotto lo schermo del cellulare ad esempio è fattualmente un problema piccolo. Poi, soggettivamente può essere vissuto in modo drammatico e questo va rispettato e trattato con empatia. Ma ciò non toglie che il grado del problema sia piccolo.


Potremmo fare un paragone con una possibile gerarchia degli alimenti più sani e utili per il benessere delle persone. Chiaro che una classifica ci può essere, ma con variazioni dettate da esigenze dei singoli, intolleranze, pareri di medici e nutrizionisti.
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