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Vecchio 27-07-2016, 15:52   #1
Principiante
L'avatar di Leonardo90
 

E' una settimana che sono iscritto su questo forum e fino ad adesso non ho mai voluto parlare della mia situazione, forse perché quando "sto bene" preferisco non pensarci o forse perché penso non freghi niente a nessuno (più probabile quest'ultima). Beccatevi sto sfogo bestiale (tanto non lo leggerà nessuno):
Insomma sono tre anni che soffro di una maledettissima forma di Doc che mi mangia la vita, che da un momento all'altro può trasformarmi le giornate in un inferno, con una crisi come quella di oggi. Inizia tutto ieri, quando prendo un oggetto della cui natura non sono sicuro, che penso possa essere "contaminato" (è difficile da spiegare) e inizio a star male, a provare malessere e, sopratutto stordimento. Arrivo a casa e vorrei fare solo una cosa, finire di scrivere il racconto a cui mi sto dedicando da ormai 10 giorni, non ci vuole niente, è tutto il giorno che ci penso, ho tutto in testa. E invece niente, arrivato il momento di mettermi a scrivere sto ancora male e non riesco a fare niente. Forse perché durante la giornata ho preso anche un libro che potrei aver "contaminato" avendolo toccato dopo aver preso quell'oggetto famoso (la contaminazione può trasmettersi con il tocco, e per questo che tra i tanti rituali ho quello di lavarmi le mani) e l'ho poggiato sulla scrivania vicinio al pc. Ci penso tutta la notte. Stamattina ne sono sicuro : Se mi ssbarazzo di quel libro starò di nuovo bene e riuscirò finalmente a finire il racconto. Sono furioso quando non riesco a fare qualcosa per colpa del doc. Cerco di resistere alla compulsione (sono da due anni che faccio terapia), ma è inutile, sono solo una persona debole e insicura, che non riesce a sopportare questo stress, quindi mi piego all'ossessione e sposto il libro nel seminterrato. Nel farlo però mi contamino nuovamente e quindi contamino anche l'asciugamano e quindi debbo cambiarlo. Ma l'asciugamano con cui mi tocca sostituirlo è anch'esso contaminato, e mi fa stare anche peggio, quindi posso scordarmi di ritornare a scrivere, posso scordarmi di ritornare a vivere.
Sono disperato, provo a contattare via mail una delle mie terapeutee, ma non ha tempo per uno scambio effettivo, mi risponde solo una volta. Provo a contattare la psicologa principale per sentirci con una seduta via skype, ma neanche a farlo apposta lei oggi è fuori casa, debbo aspettare domani o addirittura dopodomani. Intanto io sono nel panico perché tra mezz'ora mi debbo vedere con una conoscente, una parente di mia zia che si interessa di editoria e con la quale debbo andare ad incontrare un vecchio scrittore della zona per fargli leggere un paio dei miei racconti. Non so cosa fare: Già normalmente ho delle difficoltà enormi nel rapportarmi con le persone, negli ultimi mesi una parte della terapia la stiamo dedicando proprio a questo ma sono ancora anni luce dal diventare una "persona normale"... non riesco a guardare la gente negli occhi, non riesco a mantenere un tono di voce decente e costante, non so mai cosa dire... tutto questo quando sto male si moltiplica in negativo, mi blocco completamente. Non posso dire a nessuno che sto male (tranne che ai miei genitori, ma neanche a loro lo dico che si agitano in una maniera tremenda e non ci dormono letteralmente la notte), non debbo far trasparire il mio dolore: Debbo essere sempre allegro e sorridente anche se mi sento impazzire, anche se qualche ora prima pensavo che l'unico modo per risolvere la mia situazione fosse quello di buttarmi dal balcone. Quanto invidio chi ha delle malattie "reali", chi ha la febbre, l'influenza, anche cose più gravi: Almeno a loro nessuno rompe i coglioni se non riescono a comportarsi come gli altri, a essere sempre allegri, gentili, educati ecc. Almeno di loro hanno pietà. La verità è che il mondo mi obbliga a fare le compulsioni, a fare gli evitamenti: Se non ho un attacco di doc tutto va bene, riesco a fare quello che voglio e anche a relazionarmi come vogliono loro, se sto male invece è la rovina, e loro (anche i miei genitori) sono i primi a non accettarlo, sono i primi a volermi "normale". E allora io come cazzo dovrei fare a seguire la terapia, a fare quello che mi dicono gli psicologi, se poi se non faccio le compulsioni (e sto male di conseguenza) a voi non sta bene, perché volete far finta di niente, perché volete stare tranquilli?
E domani è il mio compleanno, il compleanno di uno stronzo che in 26 anni non è riuscito a farsi un amico ed è solo come un cane, che ancora non ha combinato niente nella vita, che non riesce a guarire dalla sua malattia perché è sempre il solito ragazzino solo contro il mondo, impaurito da una realtà terrificante che non riesce a gestire tutto questo stress, tutti questi impegni, tutta questa pressione. E domani sera dovrò essere felice e sorridente, dovrò far finta di essere contento che anche questo sarà un anno di merda come gli ultimi 25, nonostante i miei sforzi, e che, nonostante la speranza che ho sempre prende nei giorni più tranquilli, in realtà mi sento sempre un pò di più morire dentro.
Ringraziamenti da
Masterplan92 (28-07-2016), Vale90 (27-07-2016)
Vecchio 27-07-2016, 16:17   #2
Esperto
L'avatar di Aree
 

Mi dispiace davvero tanto per la tua situazione credo di poter capire come ti senti
è possibile che non riesci a trovare neanche una persona con cui parlarne a parte gli psicologi? Anche online... capisco cosa significa tenere tutto per sè...senti di impazzire.

Non sono una professionista, ma dalla mia esperienza ho notato che parlare nel momento clou mi aiuta, mi rimette almeno in parte in contatto con la realtà facendo sì che i pensieri si allontanino per un po' o comunque che io riesca a ridimensionare le paure...
Non ho mai provato questa tecnica (ho solo scritto dei post in cui ne parlo, e quando lo faccio ho almeno un sollievo temporaneo...)
però credo che tenere un diario quando iniziano le ossessioni e le compulsioni possa essere utile, ti metti lì e butti fuori tutte le paure che ti passano per la testa, in qualche modo è un po' come liberarsene e guardarle da fuori, magari riesci ad avere un sguardo più realistico sulla situazione.
Mi sembra un consiglio tutto sommato sensato per gestire temporaneamente la cosa.
Vecchio 27-07-2016, 16:27   #3
Esperto
L'avatar di Qwerty
 

Perdona ignoranza: cosa succede se hai oggetti contaminati? Cosa possono farti? Nel senso se non te ne sbatazzi quale può essere conseguenza peggiore?
Vecchio 27-07-2016, 16:37   #4
Avanzato
L'avatar di argeo.94
 

Posso capirti, anche se la mia situazione è molto più flessibile. Iniziai anni e anni fa a sforzarmi di non compiere alcuni piccoli gesti rituali, alcune volte ci riuscivo altre no, pian piano ho imparato a controllarmi. Bisogna dire che, ripeto, la mia situazione era meno complicata, il mio DOC è leggero rispetto a quello di altri. Cmq sia, frequenti costantemente la tua psicoterapeuta o la senti solo ogni tanto? Forse ti aiuterebbe una terapia costante
Vecchio 27-07-2016, 18:19   #5
Esperto
 

Anch'io credo (in realtà ne sono sicuro, solo che non sono mai passato da uno psicologo per la conferma ufficiale) di avere un disturbo ossessivo compulsivo, e in particolare del tipo 'contaminazione' ma anche con la presenza di qualche altra tipologia. Ricordo che ha iniziato a pressare quando avevo circa 19 anni, un'estate mentre cercavo di studiare per un esame universitario; prima avevo avuto qualche segnale, ma non era così presente (avevo 'solo' gli altri problemi). Da quel momento non sono più riuscito a liberarmene, sono moltissimi anni ormai, si è mangiato buona parte del mio tempo (il tempo migliore) trascinandomi ogni giorno nelle stesse dinamiche di paure e costrizioni, facendomi sentire un malato di mente, come se fossi in una dimensione parallela, dove tutto ciò che conta è quel pensiero, quel pericolo, svuotando la realtà dai sentimenti normali, comprensibili.
Soluzioni?
L'unica cosa che posso dire è che approcciare le ossessioni in modo diretto, razionale (dire che quella paura non ha senso, non ha motivo di esserci) per me non ha funzionato. Bisognerebbe andare al di là della paura immediata (il libro contaminato) e guardare la paura lontana. C'è poi un discorso di 'abitudini', in un certo senso le compulsioni sembrano diventare uno stile di vita.
Poi come mi disse un altro utente con Doc di questo forum, qualcosa contro le ossessioni si può fare, ma sostanzialmente una ossessività come caratteristica personale rimane.

Ultima modifica di alien boy; 27-07-2016 a 18:21.
Vecchio 27-07-2016, 18:58   #6
Principiante
L'avatar di Leonardo90
 

Quote:
Originariamente inviata da alien boy Visualizza il messaggio
Anch'io credo (in realtà ne sono sicuro, solo che non sono mai passato da uno psicologo per la conferma ufficiale) di avere un disturbo ossessivo compulsivo, e in particolare del tipo 'contaminazione' ma anche con la presenza di qualche altra tipologia. Ricordo che ha iniziato a pressare quando avevo circa 19 anni, un'estate mentre cercavo di studiare per un esame universitario; prima avevo avuto qualche segnale, ma non era così presente (avevo 'solo' gli altri problemi). Da quel momento non sono più riuscito a liberarmene, sono moltissimi anni ormai, si è mangiato buona parte del mio tempo (il tempo migliore) trascinandomi ogni giorno nelle stesse dinamiche di paure e costrizioni, facendomi sentire un malato di mente, come se fossi in una dimensione parallela, dove tutto ciò che conta è quel pensiero, quel pericolo, svuotando la realtà dai sentimenti normali, comprensibili.
Soluzioni?
L'unica cosa che posso dire è che approcciare le ossessioni in modo diretto, razionale (dire che quella paura non ha senso, non ha motivo di esserci) per me non ha funzionato. Bisognerebbe andare al di là della paura immediata (il libro contaminato) e guardare la paura lontana. C'è poi un discorso di 'abitudini', in un certo senso le compulsioni sembrano diventare uno stile di vita.
Poi come mi disse un altro utente con Doc di questo forum, qualcosa contro le ossessioni si può fare, ma sostanzialmente una ossessività come caratteristica personale rimane.
Se stai ancora male devi assolutamante fare una terapia, io mi lamento tanto ma quando "facevo da solo" era molto peggio... per quanto riguarda il discorso dell'ossessività io spero solo di riuscire a non farmi più influenzare la vita dal doc, di poter fare quello che voglio senza paura di chissà quali conseguenze e malesseri.
-Per rispondere ad Argeo,(non so fare il multiquote), si di solito mi vedo con la psicologa ma in questo periodo è in maternità e ci sentiamo solo via skype (mi vedo con altre 2 psicologhe per altri aspetti della terapia , anche se tra un pò vanno tutti in vacanza, e anch'io)
- per rispondere a Qwerty quello che mi possono fare gli oggetti, come ho cercato di spiegare è quella di creare una reazione a catena per cui altri oggetti si contaminano ecc. Ovviamente, è tutto nella mia testa.

Comunque grazie delle risposte, vi farà piacere (spero) che adesso, dopo l'incontro di cui parlavo sto un pò meglio, sia perchè impegnare la mia testa in attività per me impegnative come relazionarmi con le persone mi aiuta a distrarmi dalle ossessioni, sia perchè peoprio la paura della "performance" da fare quando debbo stare con gli altri mi peggiora il doc, perchè ho sempre paura di far brutta figura o di far trasparirw il mio malessere, come spiegavo nel post iniziale.
Vecchio 28-07-2016, 09:06   #7
Esperto
L'avatar di Abuela
 

Mi è venuta l'ansia a leggerti
A me succede questa cosa in maniera diversa, più che altro coi vestiti, alcune cose non le ho proprio più indossate perché mi ero convinta indossandole avrebbero causato gravi cataclismi. Mi rendevo conto della stronzata ma non ne potevo fare a meno, non riuscivo neamche a superare la paura cercando di indossarle comunque..
Ultimamente invece mi succede mentre scelgo che mettermi, opto per una cosa e il mio cervello mi invia il segnale: 'se ti metti quella oggi succede questo' e quindi devo cambiare scelta.. Non l'ho mai raccontato. Sta iniziando a darmi fastidio.
Un tempo queste mie tendenze ossessivo compulsivo (anche se non posso parlare di doc, non sono mai stata da un medico) erano diverse e molto peggiori, ogni attività richiedeva tempi infiniti per essere svolta perché magari mi fissavo su dover toccare qualcosa finché non mi sentivo "a posto" solo che non mi sentivo mai a posto. Ricordo che anche solo mettere un tappino su una bottiglia diventava un'impresa spaventosa che non potevo sapere quando si sarebbe conclusa.
Non so neanche se posso dire di essere migliorata, certi gesti compulsivi fortunatamente mi hanno quasi completamente lasciata, così come ho imparato a vivere diversamente i miei pensieri. Ammetto che certi rituali infiniti ho finito per ridurli inventandomi un rituale differente e unico che col tempo ho ridotto sempre più, fin quasi ad abbandonarlo (ora ci faccio ricorso solo raramente). Però a volte mi ci sento ancora schiava e il timore che riprendano il sopravvento c'è.. Insomma diciamo che la testa è sempre quella ho solo cercato un modo per tentare di aggirare il tutto e viverlo con meno orrore.
Io ho trovato molto d'aiuto leggere le esperienze di altre persone, rendermi conto che non stavo impazzendo, che il mio cervello non era il solo detentore di certi orrori..
Anche se a me fa paura parlarne, mi sembra di andare a dare attenzione a un mostro che cerco di non toccare e lasciare buono sperando non si accorga che ci sono.

In bocca al lupo per tutto e auguri
Vecchio 28-07-2016, 13:32   #8
Principiante
L'avatar di Leonardo90
 

Quote:
Originariamente inviata da Abuela Visualizza il messaggio
Mi è venuta l'ansia a leggerti
A me succede questa cosa in maniera diversa, più che altro coi vestiti, alcune cose non le ho proprio più indossate perché mi ero convinta indossandole avrebbero causato gravi cataclismi. Mi rendevo conto della stronzata ma non ne potevo fare a meno, non riuscivo neamche a superare la paura cercando di indossarle comunque..
Ultimamente invece mi succede mentre scelgo che mettermi, opto per una cosa e il mio cervello mi invia il segnale: 'se ti metti quella oggi succede questo' e quindi devo cambiare scelta.. Non l'ho mai raccontato. Sta iniziando a darmi fastidio.
Un tempo queste mie tendenze ossessivo compulsivo (anche se non posso parlare di doc, non sono mai stata da un medico) erano diverse e molto peggiori, ogni attività richiedeva tempi infiniti per essere svolta perché magari mi fissavo su dover toccare qualcosa finché non mi sentivo "a posto" solo che non mi sentivo mai a posto. Ricordo che anche solo mettere un tappino su una bottiglia diventava un'impresa spaventosa che non potevo sapere quando si sarebbe conclusa.
Non so neanche se posso dire di essere migliorata, certi gesti compulsivi fortunatamente mi hanno quasi completamente lasciata, così come ho imparato a vivere diversamente i miei pensieri. Ammetto che certi rituali infiniti ho finito per ridurli inventandomi un rituale differente e unico che col tempo ho ridotto sempre più, fin quasi ad abbandonarlo (ora ci faccio ricorso solo raramente). Però a volte mi ci sento ancora schiava e il timore che riprendano il sopravvento c'è.. Insomma diciamo che la testa è sempre quella ho solo cercato un modo per tentare di aggirare il tutto e viverlo con meno orrore.
Io ho trovato molto d'aiuto leggere le esperienze di altre persone, rendermi conto che non stavo impazzendo, che il mio cervello non era il solo detentore di certi orrori..
Anche se a me fa paura parlarne, mi sembra di andare a dare attenzione a un mostro che cerco di non toccare e lasciare buono sperando non si accorga che ci sono.

In bocca al lupo per tutto e auguri
Si anch'io ho problemi legati ai vestiti (tra le tante cose)... beh sinceramente darei qualsiasi cosa per avere "solo" il timore che le ossessioni prendano il sopravvento In me il doc è talmente radicato che la maggior parte del tempo la sento come una vera e propria realtà parallela a cui solo io ho accesso, fatta di malessere, sensazioni negative, e sonnolenza continua (non l'avevo nominata prima, ma quest'ultima è la conseguenza delle "contaminazioni" più gravi). In questo periodo sono maggiormente frustrato quando ho questi "attacchi" proprio perché avevo trovato delle cose per me importanti (come scrivere) e non riuscire a farlo per via di questa malattia è per me un fallimento e una fonte di rabbia, tristezza e frustrazione continue. Sono molto preoccupato anche per il futuro, dopo due anni di pausa forzata avevo deciso di riprendere a studiare (cambiando facoltà), ma se così stanno le cose ho paura di non essere pronto e di tornare alla situazione degli anni precedenti, quando per preparare un esame finivo per fare le compulsioni e gli "evitamenti" più assurdi...
p.s. scusa se ho usato la risposta al tuo commento come occasione per un ennesimo sfogo
Vecchio 09-07-2017, 16:27   #9
Banned
 

Leggere questa discussione mi sprona ad esternare anche la mia situazione:

su di un solido substrato DOCP hanno sempre svettato queste guglie di DOC di cui una è la mania di accumulo, ovvero collezionare oggetti, conservarli scrupolosamente, disporli magari secondo schemi simmetrici e preservarli dalla contaminazione organica - cioè li posso toccare solo io il minimo indispensabile e di sicuro non lo possono fare gli altri.

Questa è una cosa davvero pesante, difficilissima da far capire ad altri con cui ci si dovesse trovare a condividere spazi.

Naturalmente si innesca anche una condizione di controllo per valutare il più minimo spostamento che potrebbe indicare una manipolazione non gradita.

Nel caso, subentra crisi d'ira e conseguente down depressivo.

Sebbene il DOCP sia egosintonico, e fortemente adattivo al lavoro che svolgo, il DOC è una vera sofferenza.

Da pochi anni ho abolito qualsiasi accumulo di oggetti - preciso che non sono sotto alcuna terapia - e ho guadagnato moltissimo in "libertà psichica", perché i rituali di controllo sono decaduti lasciandomi più respiro.
Vecchio 09-07-2017, 18:29   #10
Esperto
L'avatar di SamueleMitomane
 

Che trip questo sfogo.

Ricordo che anche io in passato(un breve periodo, tipo tre mesi) ho avuto una cosa simile,non so se si può definire DOC, fu molto più lieve comunque non a questi livelli, anche se a volte mi rovinava le giornate.

In particolare mi è familiare la "contaminazione" di cui parli. Incominciavo a prendermi queste fissazioni assurde riguardo le cose che facevo, come se non fossero perfette, tutte le cose che non quadravano (anche un minimo, oppure quadravano ma non bastava) mi rovinavano lo svolgimento di un'azione. Stessa cosa riguardo all'igiene, mi lavavo le mani molto spesso perché me le sentivo "contaminate" da qualcosa, mi facevo spesso anche la doccia e lo shampoo, quasi volessi purificarmi. Diventai un salutista tutto ad un tratto. Scrivevo una sorta di diario dove facevo anche esercizi per migliorare la grafia, e ero talmente fissato col scrivere le cose perfettamente che strappavo le pagine, e alla fine mi rimaneva un quaderno vuoto, stessa cosa per gli appunti di scuola. Per non parlare la fissazione per il numero 9, che un po' mi rimarrà per sempre.

Ero particolarmente incazzato e ansioso quel periodo. Alla fine mi sono rotto e riconosciuto che avevo qualcosa che non andava ho cominciato ad assumere l'atteggiamento opposto, cioè di fregarmene totalmente (quindi bene, ma non benissimo) , e quando nel mio cervello scattavano queste fissazioni, facevo esattamente quello che non mi sentivo di fare, quasi a voler andare contro il mio cervello dimostrandogli che era tutto un'ossessione sua.
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