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Vecchio 16-11-2021, 21:20   #1
Avanzato
 

Da qualche mese mi è stato diagnosticato il disturbo evitante e leggendo su internet ho letto che tra i sintomi c'è appunto la creazione di mondi di fantasia.

Io a 12 anni tendevo a crearmi un mondo sulla base dei videogiochi, ad esempio quando uscivo mi sentivo più sicuro se immaginavo di essere nel mondo di gta vice city, i posti della mia città li rinominavo con quelli del gioco e di conseguenza mi sentivo meno inadatto.
Invece da adolescente quando giocavo in maniera ossessiva alla xbox360 (vari giochi), stavo continuamente a pensare a quel mondo anche quando ero fuori, ogni cosa che vedevo la associavo comunque ad un mondo irreale, era come non accettare il mondo esterno, una sensazione di inadeguatezza appunto che a mio parere porta a cercare un proprio mondo un po' più rassicurante.

Voi che ne pensate? Esperienze simili?

Ultima modifica di edward00767; 16-11-2021 a 23:34.
Vecchio 17-11-2021, 06:12   #2
Esperto
L'avatar di Kitsune
 

Se ho capito cosa intendi è comune a tutti ma quando è troppo frequente e troppo intenso che compromette la vita viene identificato come disturbo: maladaptive daydreaming.
Si ipotizza sia una fuga dalla realtà perché la realtà è troppo brutta o troppo noiosa, meccanismi di difesa dal trauma che possono diventare dissociazione.
Ben venga la fantasia se aiuta a sopportare la realtà ma occhio quando crea ulteriori difficoltà nel vivere in essa.
Personalmente non mi succede sebbene non vivo nella realtà nel senso che prendo in prestito universi di fantasia temporanei dei film, videogiochi, serie e anime di turno.
Consiglio la visione di benvenuti a Marwen al riguardo.
Ringraziamenti da
edward00767 (17-11-2021)
Vecchio 17-11-2021, 06:29   #3
Esperto
L'avatar di Angus
 

Quote:
Originariamente inviata da edward00767 Visualizza il messaggio
Da qualche mese mi è stato diagnosticato il disturbo evitante e leggendo su internet ho letto che tra i sintomi c'è appunto la creazione di mondi di fantasia.

Io a 12 anni tendevo a crearmi un mondo sulla base dei videogiochi, ad esempio quando uscivo mi sentivo più sicuro se immaginavo di essere nel mondo di gta vice city, i posti della mia città li rinominavo con quelli del gioco e di conseguenza mi sentivo meno inadatto.
Invece da adolescente quando giocavo in maniera ossessiva alla xbox360 (vari giochi), stavo continuamente a pensare a quel mondo anche quando ero fuori, ogni cosa che vedevo la associavo comunque ad un mondo irreale, era come non accettare il mondo esterno, una sensazione di inadeguatezza appunto che a mio parere porta a cercare un proprio mondo un po' più rassicurante.

Voi che ne pensate? Esperienze simili?
Penso che fossi insicuro, come hai scritto, e senza qualcuno a darti aiuto e sostegno.
Sì, cose simile ne ho fatte (e ne faccio) un bel po', e penso che siamo in nutrita compagnia, anche se le illusioni più diffuse sono forse più standard e danno meno nell'occhio.
Ringraziamenti da
edward00767 (17-11-2021)
Vecchio 17-11-2021, 07:55   #4
Esperto
L'avatar di syd_77
 

Quote:
Originariamente inviata da edward00767 Visualizza il messaggio
Da qualche mese mi è stato diagnosticato il disturbo evitante e leggendo su internet ho letto che tra i sintomi c'è appunto la creazione di mondi di fantasia.
O cavolo, io lo faccio Però è relegato solo a prima di andare a dormire, mi rilassa e mi concilia il sonno.
Vecchio 17-11-2021, 09:33   #5
Esperto
L'avatar di JR_Reloaded
 

Anche io lo faccio, lo facevo soprattutto da ragazzina, ero fissata con Harry Potter e cercavo di rifugiarmi in questo mondo fantastico immaginando ad esempio, mentre entravo a scuola, di essere ad Hogwarts e di stare andando alla lezione di pozioni, poi dividevo gli studenti in casate, quelli cattivi con me erano Serpeverde ecc. Poi alle superiori mi sono fissata con Matrix, mi immaginavo di hackerare il governo e che durante l'orario di scuola arrivasse l'fbi ad arrestarmi ed ero veramente felice di questa idea perchè così i miei compagni mi avrebbero notata e sarei stata un'eroina (io me ne stavo li mentre il professore di matematica spiegava che mi facevo questi film mentali e pensavo al ragazzo che mi piaceva e di come avrei potuto impressionarlo se si fosse scoperto che ero un'hacker, perchè sto tipo era un nerd bravissimo con i computer, il fatto è che lui non mi si filava ed era li che faceva le sue equazioni matematiche al contrario di me che perdevo tempo a fantasticare ).

Infatti questi pensieri derivano proprio dal bisogno di crearsi una realtà alternativa in cui si "è speciali" e non invisibili e poco importanti per gli altri. Ora che ho trentanni purtoppo mi faccio ancora questi film mentali, molto più concreti fortunatamente, ma sempre film mentali sono, ad esempio mi immagino di scrivere un best seller mondiale, insomma roba del genere.

Ultima modifica di JR_Reloaded; 17-11-2021 a 09:51.
Ringraziamenti da
edward00767 (17-11-2021), sconfitto (17-11-2021)
Vecchio 17-11-2021, 19:30   #6
Principiante
L'avatar di Broken Mirror
 

L'ho fatto per anni, addirittura in età adulta. A tratti pensavo lo facessero un po' tutti, in fondo. Poi ho scoperto si trattasse di maladaptive daydreaming, una forma di dissociazione dalla realtà dove, addirittura, si possono rischiare pericoli perché si è talmente immersi nel proprio mondo fantastico da perdere il contatto con ciò che circonda il soggetto. Ricordo che, anni addietro, stavo per esser messo sotto dalle auto in strada perché avevo attraversato in uno stato di trance. Mi creavo storie e situazioni parallele, amici immaginari, scenari idilliaci di perfezione e felicità ideali, bellezza, coraggio etc. Non ho mai capito se fosse il mio disturbo evitante di cui oggi conservo comunque dei tratti, le mie linee Asperger / schizoidi o, addirittura, qualche sottile tratto narcisistico adattativo / compensativo (sebbene non abbia affatto questa diagnosi, a differenza delle prime due che son state mosse in passato da specialisti). Spesso avevo fantasie grandiose (?) di quello che non ero in grado di fare o essere nella realtà. Mi galvanizzavo così tanto che mi sembrava quasi di vivere tutto dal vivo, spesso aiutandomi purtroppo con l'uso dell'alcol insieme alla buona musica. Partivo, per sogni a occhi aperti tutti miei. Quando il trip finiva o per qualche motivo interrotto, mi sentivo malissimo. Non solo piangevo, ma provavo frustrazione interiore immensa: la mia vera vita, messa a paragone, era patetica. Spesso mi sentivo poi come un drogato, il daydreaming era diventato il mio allucinogeno rapido, naturale, gratuito quanto legale. Cosa c'era di meglio? Tutto ciò è stato pane quotidiano per anni, poi ho cambiato tantissime cose nel tempo e mai sarei arrivato a dire, oggi, di vivere una realtà che supera persino quei miei sogni che furono.

Ultima modifica di Broken Mirror; 19-11-2021 a 19:36.
Ringraziamenti da
edward00767 (17-11-2021)
Vecchio 17-11-2021, 22:21   #7
Avanzato
 

Grazie di aver condiviso le vostre esperienze, mi fa piacere sapere di non essere l'unico.
Ho sempre avuto dei dubbi esistenziali quando poi mi scontravo con la realtà, stavo proprio male mi sembrava tutto così cattivo...E di conseguenza avevo voglia di isolarmi (cosa che mi è rimasta).
Vecchio 17-11-2021, 23:31   #8
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da edward00767 Visualizza il messaggio
Grazie di aver condiviso le vostre esperienze, mi fa piacere sapere di non essere l'unico.
Ho sempre avuto dei dubbi esistenziali quando poi mi scontravo con la realtà, stavo proprio male mi sembrava tutto così cattivo...E di conseguenza avevo voglia di isolarmi (cosa che mi è rimasta).
Hai creato una discussione che collide molto, secondo me, con il momento.
Non che manchi di percepirlo costantemente, ma durante le stagioni fredde lo sento di più.
Scontrarsi con la realtà è sempre cosi spiacevole e la fantasia invece è sempre qui pronta a inventarsi qualcosa.
La determinazione da impiegare sopratutto, non richiede respiri profondi come nella realtà.
Tutto quel dannarsi per qualcosa più contorto della cattiveria, la miseria, quella che sembra, quando va bene, la carità del mondo.
Io l'ho capito che la mia realtà farà sempre schifo.
La fantasia è davvero l'ultima oasi di pace.
Vecchio 17-11-2021, 23:37   #9
Esperto
L'avatar di Varano
 

Io sognavo di diventare un allenatore di pokemon, chiudevo gli occhi e mi immaginavo in quel mondo. Ero felice quando stavo nella mia fantasia.
Ho sempre cercato di creare mondi miei da che ero bambino, la realtà mi ripugna proprio, mi annoia, è troppo spietata
Vecchio 18-11-2021, 13:02   #10
Principiante
L'avatar di Impasse
 

Si e ci sono molto affezionato, dopotutto posso dire di esserci cresciuto nel mio mondo. Certo, non credo di poter rientrare nel daydreaming: quando sono coinvolto in cose del mondo reale sono troppo depresso per fantasticare. Più che altro sento una nostalgia per qualcosa che avrei preferito esistesse al posto di questo reale, con cui non sono in sintonia.
Ad ogni modo è l'unica cosa che mi ha regalato qualche momento di spensieratezza in una vita di fulmini e saette.
Nel mio mondo ci mettevo (e ci metto) dentro tutto ciò che creavo e creo, tra luoghi e persone, stili di vita e simili. Tutte cose in parte create completamente da me, in parte ispirato da cose create da altri (videogiochi, film, cartoni) o esistenti, ma modificate a mio piacimento.
Credo che crearsi dei mondi o realtà alternative sia quasi fisiologico in chi riscontra difficoltà (o è in contrasto) con quello reale, seppur in maniere differenti.
Vecchio 22-11-2021, 19:17   #11
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da edward00767 Visualizza il messaggio
Da qualche mese mi è stato diagnosticato il disturbo evitante e leggendo su internet ho letto che tra i sintomi c'è appunto la creazione di mondi di fantasia.

Io a 12 anni tendevo a crearmi un mondo sulla base dei videogiochi, ad esempio quando uscivo mi sentivo più sicuro se immaginavo di essere nel mondo di gta vice city, i posti della mia città li rinominavo con quelli del gioco e di conseguenza mi sentivo meno inadatto.
Invece da adolescente quando giocavo in maniera ossessiva alla xbox360 (vari giochi), stavo continuamente a pensare a quel mondo anche quando ero fuori, ogni cosa che vedevo la associavo comunque ad un mondo irreale, era come non accettare il mondo esterno, una sensazione di inadeguatezza appunto che a mio parere porta a cercare un proprio mondo un po' più rassicurante.

Voi che ne pensate? Esperienze simili?
Assolutamente si, io mi ritagliavo ore attaccata alla radio e fantasticavo. Di solito incontravo un ragazzo che altro non ero che io in versione maschile che aveva una famiglia fantastica che mi adottava. In queste fantasticherie ero delicata come una ballerina, con una voce meravigliosa.
Ringraziamenti da
edward00767 (22-11-2021)
Vecchio 23-11-2021, 12:17   #12
Avanzato
 

tra l'altro per sto fatto di sognare ad occhi aperti e fantasticare situazioni mi sono sempre vergognato enormemente, la vedevo come una cosa non normale, da "pazzo" e non l'ho mai confidata a nessuno, e credo che mai lo farò. a parte questo forum anonimo
Vecchio 23-11-2021, 14:34   #13
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da sconfitto Visualizza il messaggio
tra l'altro per sto fatto di sognare ad occhi aperti e fantasticare situazioni mi sono sempre vergognato enormemente, la vedevo come una cosa non normale, da "pazzo" e non l'ho mai confidata a nessuno, e credo che mai lo farò. a parte questo forum anonimo
Fai bene a non confidarlo a nessuno, come minimo la gente si mette a dire "ma questo è pazzo" mentre ridacchiano
Vecchio 23-11-2021, 14:43   #14
Esperto
 

Quote:
Originariamente inviata da Varano Visualizza il messaggio
Io sognavo di diventare un allenatore di pokemon, chiudevo gli occhi e mi immaginavo in quel mondo. Ero felice quando stavo nella mia fantasia.
Ho sempre cercato di creare mondi miei da che ero bambino, la realtà mi ripugna proprio, mi annoia, è troppo spietata
E poi è uscito Pokemon Go
Vecchio 23-11-2021, 16:19   #15
Avanzato
L'avatar di sfigato
 

Io non lo faccio..è roba da sfigati...
Ora scusate ma devo andare a dirigere l'allenamento della mia squadra. Sono l' allenatore del Milan su fm
Vecchio 23-11-2021, 17:48   #16
Esperto
L'avatar di Barracrudo
 

Vanno bene finché si è ragazzini queste cose poi bisogna crescere.
Vecchio 23-11-2021, 18:09   #17
Esperto
L'avatar di Konkurs
 

anche i normies vivono in mondi di fantasia, anziché sposarsi il cuscino-waifu magari vanno in chiesa a mangiare il corpo di cristo o si fanno la spellegrinata in montagna per salutare maometto ma il principio sottostante è lo stesso.
Vecchio 23-11-2021, 19:43   #18
Esperto
L'avatar di Noradenalin
 

Ho passato l'infanzia col maladaptive daydreaming, poi da adolescente mi hanno diagnosticato il disturbo evitante di personalità.

Anche ora ogni tanto fantastico, ma è più una cosa legata al disegno, al mondo che c'è nella mia testa e che vorrei esprimere e quindi ogni cosa che vedo fuori mi è utile come riferimento e mi fa venire in mente idee e immagino quello che potrei inventarmi e disegnare.

Per il resto, le poche volte che esco sono caratterizzate dai sintomi dell'ansia e della fobia sociale quindi non ci sono le condizioni ideali per fantasticare al 100%.


Quote:
Originariamente inviata da Barracrudo Visualizza il messaggio
Vanno bene finché si è ragazzini queste cose poi bisogna crescere.
Se c'è una vera patologia, il cervello se ne sbatte i coglioni della differenza tra ragazzini e adulti...
Vecchio 23-11-2021, 20:02   #19
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Barracrudo Visualizza il messaggio
Vanno bene finché si è ragazzini queste cose poi bisogna crescere.
Si capisco, ma non è semplice, per me almeno un sottofondo di "mondo alternativo" rimane, anche se non come un tempo...
Vecchio 23-11-2021, 20:10   #20
Avanzato
 

Quote:
Originariamente inviata da Noradenalin Visualizza il messaggio
Ho passato l'infanzia col maladaptive daydreaming, poi da adolescente mi hanno diagnosticato il disturbo evitante di personalità.

Anche ora ogni tanto fantastico, ma è più una cosa legata al disegno, al mondo che c'è nella mia testa e che vorrei esprimere e quindi ogni cosa che vedo fuori mi è utile come riferimento e mi fa venire in mente idee e immagino quello che potrei inventarmi e disegnare.

Per il resto, le poche volte che esco sono caratterizzate dai sintomi dell'ansia e della fobia sociale quindi non ci sono le condizioni ideali per fantasticare al 100%.
Come al solito mi rivedo nei tuoi messaggi, nell'infanzia ricordo bene che proprio mi inventavo mondi, mi fissavo sul mondo di super mario e ci fantasticavo, oppure creai un mondo insieme a una mia compagna di classe (che mi vedeva come strano già all'epoca) e lo chiamai "paese della carta", in pratica prendevo pezzi di carta e me li mangiavo da quanto ci ero infognato e ogni singolo giorno parlavo di quello, roba da matti a ripensarci. La psicologa che mi seguiva a 9 anni mi ricordo che mi disse di scrivere una storia su quel mondo immaginario su un doppione, proprio la scorsa settimana l'ho ritrovata e me la sono riletta, sono rimasto colpito di come ero già profondamente disturbato a 9 anni...
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