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Vecchio 11-03-2016, 22:49   #1
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Come sono per voi le persone con una buona autostima? Ne avete mai conosciuta qualcuna? Come si comportavano? Che esempio potreste prendere da loro?
Vecchio 11-03-2016, 23:02   #2
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Una persona con una buona autostima? Datemi uno specchio

Formule esibizioniste a parte, credo che sia molto difficile per chi non ha autostima, acquisirla da chi l'ha.

La mia autostima non è nient'altro che consapevolezza delle mie qualità e dei miei limiti/deficit unitamente alla centralità della mia persona nel rapporto con gli altri.

Sul comportamento che si ha, c'è poco da dire: non si teme il giudizio altrui e non si da all'altro il ruolo di giudice o di persona che ha un peso maggiore di sé stessi.
Questo porta a parlare senza problemi, esprimere la propria opinione e non osservare ogni movimento/parola di quello che si fa, con l'intenzione di non perdere il consenso altrui.

Per me il prossimo, se non sono un semplice ascoltatore, è in una posizione di subordine rispetto a me. E' lui che deve conquistare la mia stima e plauso, non io che devo convincerlo del contrario.

Per dire... Nei colloqui di lavoro ho sempre parlato a braccio col selezionatore ed, anzi, ho sempre cercato d'invertire i ruoli, incalzandolo io con domande oppure "portandomelo dietro" nel discorso.
Stesso discorso nei rapporti interpersonali.

Ho solo avuto un periodo buio nel lontano passato ed era una bassa autostima a livello sessual-sentimentale, dettata solo dal fatto che l'ambiente che frequentavo esasperava certi canoni estetici che non rispecchiavo.
Quando ho capito che non era condizione necessaria per l'intero genere femminile che mi attraeva avere il bel faccino, essere palestrati e trendy, ho risolto quel problema e, di conseguenza, ho avuto un boost a livello d'autostima.

Certo, avere troppa autostima fa correre il rischio di sopravvalutarsi ma, anche qui, l'ammenda deve nascere da noi e non, magari, dall'idiota di turno, rancoroso, che scambia una spiccata autostima, magari esposta in modo un po' esibizionista, come spocchia o mediocrità malcelata ma vabbeh di tali giudizi da mentecatti se ne fa tranquillamente a meno...
Vecchio 11-03-2016, 23:42   #3
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Essere consapevoli di avere capacità sufficienti alla situazione che si ha davanti, e quindi agire di conseguenza: con disinvoltura e sicurezza
Vecchio 11-03-2016, 23:52   #4
Esperto
 

Come si distingue una persona con molta autostima da una arrogante?

Perchè di persone arroganti ne ho conosciute ma forse erano solo portatrici di autostima e ho frainteso tutto.
Ringraziamenti da
XL (12-03-2016)
Vecchio 12-03-2016, 00:09   #5
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Credo che dipenda strettamente dal rapporto con il giudizio e/o le capacità degli altri.
Per fare un esempio stupido, se vivessi da solo in una caverna e volessi cimentarmi nel costruire una capanna rudimentale (che non sia essenziale per la sopravvivenza visto che comunque potrei rifugiarmi nella caverna) il fatto che ci riuscissi o meno e/o come risulterebbe il lavoro finito non dovrebbe incidere sulla mia autostima, non ne sono sicuro ma è una mia impressione al momento. Mi rattristerei per il fatto di non essere riuscito ma propbabilmente non penserei 'che sfigato, che buono a nulla, ecc.', supponendo che avessi dimenticato tutti i paragoni tipici che sono insiti nel vivere in società.

Invece cambia il discorso con la frequentazione e il confronto con gli altri.
Poco tempo fa dovevo fare una cosa veramente banale e che tutti, a parte persone evitanti, avrebbero fatto senza neanche pensarci.
Ho pensato che avrei potuto avere un incremento di autostima (non ho pensato proprio in questi termini ma il concetto era quello) se ci fossi riuscito.
Una volta tanto ci riesco ma l'impressione è stata quella dell'assenza di una risalita dell'autostima, c'è stato soltanto un evitare al momento un crollo della stessa.
Cosa che ripensata mi ha provocato successivamente pure un calo della suddetta (poi dicono che non devi evitare), perchè pensavo: 'ma insomma se considero un traguardo questa str*nzata che per quasi tutti è come bere un bicchier d'acqua cosa dovrò pensare di me? Che sono messo male, no?' e quindi la fiducia in sè è scivolata via.
Vecchio 12-03-2016, 00:09   #6
Banned
 

Una persona che ammiro perché ha fiducia in se stessa senza strafare è mia cugina. E' una persona equilibrata, ottimista (ma non da sindrome di pollyanna capiamoci) affidabile e mai arrogante. E ragiona con la sua testa senza farsi ostacolare. L'unica persona che mi fa pensare che gli esseri umani non sono, in un modo o in un altro, tutti matti.
Vecchio 12-03-2016, 00:34   #7
XL
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Come sono per voi le persone con una buona autostima? Ne avete mai conosciuta qualcuna? Come si comportavano? Che esempio potreste prendere da loro?
In generale dagli altri io riesco a prendere ben poco, perché loro son loro ed io sono io. Risulta difficile per me imitare schemi che poi mal si adattano alla mia persona, posso prendere qualche spunto generale, ma poi in concreto devo sempre e comunque inventar qualcosa che si adatti davvero a me per combinar qualcosa. Per migliorare in qualcosa riesco ad afferrare che bisogna esercitarsi, ma come mettere in atto praticamente tutto questo per me risulta ostico: non basta osservare quel che fanno altre persone, perché io non sarei capace di imitarle certe persone.

Io comunque il termine autostima lo eliminerei direttamente, non si capisce mai bene di cosa si sta parlando.

Una persona può valutare da sé come viene stimata socialmente, e abbiamo un valore, oppure può stimare da sé se risulta capace, che so, di sollevare un oggetto (è un esempio) e abbiamo un altro valore ben diverso che va distinto dal primo... E così via, questi parametri sono tutti diversi e significano cose diverse, ma in ogni caso non è che la stima sia cattiva o buona al più può essere realistica o scollata dalla realtà in diversi sensi, non buona o cattiva, alta o bassa. Se si parla di alto e basso immagino che bisognerebbe riferirsi a delle quantità di capacità, chi è capace di far più cose ha una stima maggiore, chi ne sa fare di meno, stima minore. So guidare un po' l'auto? Acquisto punteggio rispetto a chi non sa manco dov'è la frizione... E così via.

Chi non sa far certe cose e stima di non saperle fare, ha una buona o una cattiva stima rispetto a chi sa farle e stima di saperle fare?

Io ad esempio so nuotare e prevedo che non affogherei se mi gettassero in mare dove non ho piede: ho una certa sicurezza in tal senso. Un'altra persona invece potrebbe non saper nuotare ed esserne consapevole che non ne è capace di farlo adesso. Ora io che stimo di esser capace di nuotare ho una stima maggiore rispetto all'altra persona che stima di non esserne capace? Sì o no? Sarebbe questa l'autostima? O come funziona il tutto?
Avere una buona autostima significa saper fare un certo tot di cose insieme anche al ricevere effettivamente certi feedback sociali positivi? O significa tutt'altro? Se la prima ipotesi è corretta bisognerà stabilire quali sono queste cose che si dovrebbero saper fare in assoluto e quali feedback sociali minimi si dovrebbero ricevere per poter dire che la stima è buona (insomma serve un riferimento). Io non scherzo affatto quando dico che ancora non ho capito di cosa diavolo parlano gli psicologi, che spesso davvero amano usare termini vaghi per non far capire un cavolo a nessuno.
Io posso stimare di saper fare certe cose e non saperne fare altre, ma per sapere se questa stima è buona o cattiva come faccio? Devo osservare gli altri mediamente cosa riescono a fare e sanno fare?
Se so fare più cose è buona, se meno cattiva, se uguali normale.

Attribuire il termine "buona" a "stima" funziona come l'attribuire il termine "bassi" a "prezzi", "prezzi bassi sempre"... "fico" dice il tizio della pubblicità... Ma i prezzi sarebbero bassi rispetto a cosa? Il prezzo medio degli stessi ed identici prodotti sul mercato? Se è così si ha un riferimento, ma se non è così e si lasciano le cose nel vago, non si capisce mai niente. Buono, cattivo, molto, poco, con dei termini che hanno un senso soltanto in ambito comparativo, e vengono usati come assoluti (che non hanno bisogno più di riferimenti), non si capisce mai di cosa si parla.

Ultima modifica di XL; 12-03-2016 a 01:42.
Ringraziamenti da
alien boy (12-03-2016)
Vecchio 12-03-2016, 02:06   #8
y
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E' un argomento importante quanto complicato.

La mia (personale, lo sottolineo) ipotesi è che l'autostima sia il puro e semplice (si fa per dire) risultato di un normale processo di sviluppo e maturazione. Per questo, per quanto si continui nella necessità a cercare di "capirla", temo risulterà sempre ostica come questione. : /

E' un po' come se ci fosse una base, fatta di informazioni che ti vengono date in molte forme (verbali, di comportamento, affetto, acquisite per osservazione, ecc...) quando sei piccolo, sostanzialmente dai genitori. Se questa base rientra in una misura sufficiente e in una combinazione adeguata, man mano che cresci e ti trovi a dover affrontare le esperienze della vita, essa ti consente di farvi fronte e superarle. Magari non sempre al meglio, ma quanto basta da permetterti poi di costruire (in modo automatico e naturale) una catena di successive rielaborazioni basate sul risultato delle varie esperienze vissute, per cui l'autostima matura e col passare del tempo in un certo senso tende a stabilizzarsi.

Il fatto è che, pur non essendo un elemento di sviluppo uguale per tutti (come per tutte le altre caratteristiche umane, c'è chi ne ha di più e chi meno), solitamente le persone tendono a svilupparne comunque una misura sufficiente per affrontare la vita.
Nel caso nostro invece è come se qualcosa fosse andato storto nel processo. : /
Va a capire dove, forse all'inizio, forse un trauma a metà strada che ha sballato tutto, dipende dai casi, non ne ho idea.

Lo sbaglio fondamentale che facciamo un po' tutti (seeempre secondo me, per carità) è il ricondurla ad una semplice idea si sé, e quindi a intenderla come una mera consapevolezza, come fosse una cosa da capire e spiegarsela. Io penso sia invece una cosa molto più profonda, radicata.

Si può metterla a posto? Penso di si. Il problema è che è un lavoro che ha bisogno del suo tempo, e dei suoi propri mezzi. Non puoi ricostruire un processo di maturazione del genere buttando lì due stupidate. Sarebbe come pensare di costruire una casa tirando su quattro pali: al primo colpo di vento vien giù tutto. E magari ti fai pure male.

E il peggio è che noi lo dobbiamo fare in corso d'opera! Dovremmo mettere tutto in pausa e dedicarci solo a quello, ma questo non è del tutto praticabile, perché siamo già lanciati e la vita ci richiede questa qualità che ci manca. Un po' come dover costruire questa casa proprio mentre piove, fa freddo e tira vento.
Va da sé che doverlo fare da soli, senza le capacità, senza i mezzi, mentre piove, il massimo che si può riuscire a fare è un riparo di fortuna, e quando avrai finito e ci andrai dentro a ripararti avrai già preso la polmonite. Ecco perché, nonostante gli sforzi, i risultati sono così magri. : /

Ricostruire un'autostima valida probabilmente richiede una sperimentazione in prima persona. Dovremmo sperimentare, sentire, elaborare e assimilare la soddisfazione e il riconoscimento in conseguenza del nostro operato. Per tutto il tempo necessario. Ma andrebbe fatto per gradi, con modalità proprie, e con un minimo di tutela contro incidenti e un minimo di garanzia dei risultati.

Provo a spiegarmi. Immagina di dover fare fisioterapia per restituire la funzionalità alle gambe e ricominciare a camminare. Non è una cosa per cui basti che ti si spieghi e che tu capisca come si fa (metti il piede avanti, sposta il peso, ecc...), e che poi tu vada a provarlo nella vita di tutti i giorni. (Così come non è sufficiente guardare come fa un altro.) Appena ti alzi dalla carrozzina caschi per terra.
Devi cominciare con poco, in ambiente consono, con strumenti adatti e con la supervisione di una persona che ti faccia fare degli "esercizi" studiati apposta, controllando che tu non ti faccia male, e che tu faccia tutto lo sforzo necessario ma non di più, aumentando via via che arrivano i risultati. Il corpo si deve riadeguare e reimparare a farlo.

E qui probabilmente ci siamo già capiti. La fregatura è che tutto questo ambaradan per l'autostima (ancora) non esiste (per quanto in molti casi possa essere certamente d'aiuto e non vada assolutamente scartata a priori, a parer mio la psicoterapia, per lo meno come l'ho provata io, è ancora piuttosto lontana da questo livello di supporto). Quindi tocca almeno in parte arrangiarsi. : (

Probabilmente il massimo su cui possiamo fare affidamento sono delle indicazioni di base, tipo cercare per quanto possibile di prendersi i propri spazi e tempi, riposarsi (nel senso più ampio del termine), trovare qualcosa che impegni e rilassi la mente, partire con cose piccole e più sicure (hobby, interessi) così da provare piccole soddisfazioni senza rischiare delusioni troppo pesanti, rimandando le prove più ostiche e senza mirare troppo in alto o almeno non subito, spezzettare i problemi per risolverli meglio, cercare qualcuno (sperando ci sia) che ci dia una mano, ecc...

Purtroppo non è un granché, lo so. : (
E comunque, naturalmente, questa è solo una mia interpretazione, prendetela con le pinze. : )
Ringraziamenti da
alien boy (12-03-2016)
Vecchio 12-03-2016, 03:16   #9
Intermedio
L'avatar di Jen525
 

Beh, si ho conosciuto diverse persone con una buona autostima o comunque sicuramente maggiore della mia...direi la maggior parte delle persone. Io credo che l'autostima sia un processo, come una sorta di sviluppo acquisito man mano nella crescita fino a poi essere consapevoli di noi stessi e percepire in noi un senso di buona autostima o cattiva autostima. L'autostima può dipendere da molti fattori. Fattori che riguardano i rinforzi positivi o negativi di cui abbiamo esperienza. Se la maggior parte sono negativi, ovvio che una persona tende ad essere più insicuro e con meno autostima. Può dipendere dai nostri genitori da come noi pensiamo ci vedano, da quello che ci hanno sempre ripetuto da piccoli, da esperienze scolastiche, amicali o anche con partner eventuali. Si, perché per me, una persona può anche avere autostima per certe cose e meno per altre. Ad esempio, una persona può essere una "secchiona" a scuola ed essere sicura in quell'ambito mentre una "schiappa" nel creare dei rapporti d'amicizia e di conseguenza avrà meno autostima in quello. Più generalmente capita di essere insicuri su tutto in generale e quindi con poca autostima in genere....questo è il mio caso. Vorrei infatti essere totalmente diversa, essere più sicura di me, più disinvolta, non avere paura di parlare e dire la mia per paura di essere giudicata, di sbagliare , di fare brutta figura ...eeehhh, brutta la sorte di persone come me. Va beh, c'è sempre speranza di migliorare...
Vecchio 12-03-2016, 10:41   #10
Banned
 

poi capita che puoi ricevere (o credere di ricevere) diversità di feedback a seconda della persona e dei parametri secondo cui valuta, rendendo ancora più incerta la testa di chi sta cercando un equilibrio.
E, come è stato detto, ci possono essere 'angoli' di vita in cui ci si sente più a proprio agio, in grado di sfruttare delle proprie capacità, e da cui si può cercare di dare un significato a se stessi e al proprio modo di agire.
Alla fine credo che il discorso sull'autostima sia relativo al trovare, conquistare, un proprio spazio, essere in grado di difenderlo e riuscire contemporaneamente a gestire le relazioni con gli altri, senza barcollare tra sensazioni di aver sbagliato in un senso e nell'altro.
Vecchio 12-03-2016, 11:50   #11
Banned
 

Ho conosciuto varie persone con una buona autostima. Molte di queste ci marciano molto su qualche superiorita visibile rispetto al altro per esempio avere una professione figa, richezza acquisita , bellezza , altezza ecc.Specia i piu vecchi. Io non ho nessuna di queste superiorita
Ci sono anche persone che sono in un po illuminati di autostima senza fare niente di speciale. Ci sono anche certi giovani che sembrano avere una luce speciale pur non avendo fato niente ed affrontato niente .
Non posso imparare niente da loro non sapendo cosa succede dentro di loro. Non so se e legata in qualche modo all ambiente in cui ti trovi.

Sull autostima posso solo riferirmi a me stessa da bambina. In certi anni avevo una buona autostima . Credo sia un questione chimica del cervello. Centra in qualche modo avere i propri desideri come riferimento iniziale per valutare se stessi e non vedere se stesssi iattraverso gli altri o non avere come riferimento iniziale le paure.
La cosa piu importante appunto era la rilevanza di quello che desideravo fare e non il risultato preciso perche insieme al risultato ce anche la paura inevitabile di non farcela. Allora pur avendo una buona autostima non ero spesso sicura dei risultati, spesso non ci pensavo proprio.

Ultima modifica di cancellato13248; 12-03-2016 a 11:52.
Vecchio 12-03-2016, 12:04   #12
Esperto
L'avatar di Wrong
 

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Originariamente inviata da ~~~ Visualizza il messaggio
Come sono per voi le persone con una buona autostima? Ne avete mai conosciuta qualcuna? Come si comportavano? Che esempio potreste prendere da loro?
Gente che se ne racconta troppe Ne ho conosciute: abbastanza ridicole e pure dannose: possono fare danni ad altri con la loro sicurezza nelle azioni. Come esempio sono utili: un esempio negativo da non seguire.

Ultima modifica di Wrong; 12-03-2016 a 12:08.
Vecchio 12-03-2016, 12:16   #13
Esperto
 

SEcondo me avere autostima significa riuscire ad essere pienamente se stessi, con se stessi e con gli altri. In adolescenze avevo ben poca autostima, sono sempre stata un pò strana, da piccola avevo passioni ed interessi strani, ad esempio, ad undici anni già mi appassionavano l'astronomia ed i film di fantascienza, per il mio compleanno avevo richiesto ai miei un telescopio e loro me lo avevano comprato, mi piaceva scrivere e leggere più che uscire, mi piacevano le storie fantasy, mi piacevano i video giochi ed ero propensa ad interessarmi di tutto quello che mi suscitava curiosità, difatti leggevo molti libri di scienza, i libri di medicina di mio nonno ad esempio, impressionandomi anche parecchio alla vista delle immagini del corpo umano, ma ne ero incuriosita e passavo ore a sbirciare tra quei libri, c'erano anche libri di psichiatria/psicologia, io non ci capivo niente ma ci curiosavo comunque. però vedevo che cera qualcosa che non andava, a nessuno interessavano queste cose, le mie compagne parlavano di trucchi e ragazzi, ad un certo punto decisi che non era il caso di essere me stessa e che dovevo adeguarmi a come erano gli altri. Ho passato anni della mia vita a cercare di imitare le altre persone, a scuola rimanevo in silenzio ad ascoltare i loro discorsi,poi tornavo a casa e cercavo di informarmi su quello che avevo sentito, se per esempio le mie compagne erano in fissa con Paolo Meneguzzi io tornavo a casa ascoltavo le canzoni di Paolo Meneguzzi e facevo finta che interessasse anche a me, il problema è che facendo così ero sempre un passo indietro agli altri, se il giorno prima era Paolo Meneguzzi il giorno dopo era Tiziano Ferro, e quindi io sapevo tutto di Paolo Meneguzzi ma non sapevo nulla di Tiziano Ferro e dovevo ancora una volta rimanere in silenzio.
Ad un certo punto ho iniziato a ribellarmi, ho iniziato a vestirmi di nero, volevo essere "neutra", diversa da tutti, ho iniziato ad ascoltare musica che disgustava le mie amiche, ma a me infondo piaceva disgustarle e scandalizzarle, ero stanca di fare finta di essere chi non ero, non sapevo letteralmente più chi ero. Alla fine del liceo mi sono praticamente reclusa in casa, avrei continuato a farmi influenzare dagli altri se non lo avessi fatto. Ho così facendo avuto il tempo di capire cosa mi piaceva e cosa no, cosa mi appassionava e cosa no. Ho letto quello che piaceva a me, ascoltato quello che piaceva a me, guardato quello che piaceva a me, studiato quello che piaceva a me, però a quel punto ero diventata molto chiusa in me stessa, avevo sviluppato un disturbo narcisistico non indifferente, pensavo che gli altri fossero troppo "normali" per capirmi e non riuscivo più a stare con nessuno, stavo solo con il mio ragazzo, la cosa terribile è che pensavo anche di lui che non potesse capirmi. Dal non avere alcuna autostima all'averne troppa. Piano piano però questo narcisismo si è ridimensionato, tornando ad aprirmi agli altri che ho scoperto essere molto più "tridimensionali", ho capito che il mondo è pieno di gente che può capirmi, gente strana quanto me, interessante, "speciale" ed ho inoltre capito che nonostante ci siano persone che non possono capirti non è detto che non possano apprezzarti, e non è detto che io non possa apprezzare loro e "imparare" qualcosa anche da loro, non omologarmi totalmente alla loro personalità, ma prendere giusto quel pò che mi manca e che può tornarmi utile.
Ringraziamenti da
cancellato13248 (12-03-2016)
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