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Vecchio 15-11-2020, 20:24   #1
Principiante
 

Ciao a tutti , dopo essermi presentato ed aver ricevuto l'approvazione per l'attivazione dell'account, eccomi qui, come promesso a partire sin da subito con il mio contribuoto.

Premettendo che ho letto le varie sezioni e sperando che sia quella giusta, parto...

Giunto alla soglia dei 30 anni, solo biologici perché mentalmente e praticamente me ne sento almeno 50 per via della vita che conduco, tendo a fare qualche bilancio, voluto o meno che sia.
Penso che dentro me siano esistiti sempre due Io che si sono alternati l'un l'altro o due anime se preferite, non troppo in contraddizione tra loro dal punto di vista emotivo, quanto distanti dal punto di vista dell’approccio alla vita ed al modo di porsi.
Il tutto ha portato ad un unico e solo risultato: l’immobilismo cronico, misto a pigrizia, avversità al cambiamento e timoroso al mettersi in gioco.
Se in tanti, quelli che sanno solo vedere da fuori, credono che io sia una persona realizzata, con un lavoro stabile, relazione stabile, famiglia stabile, casa e lavoro , casa e lavoro e ancora casa e lavoro, penso che si sbaglino di grosso ma non perché non mi senta realizzato; probabilmente questo non è il vero e proprio metro di giudizio che reputo coerente e che possa essere utilizzato per dare vita ad un vero e proprio bilancio alla soglia dei 30 anni.

La quasi totalità della mia vita l’ho condotta a fare una guerra tra i miei due io: da un lato, quello timoroso di tutto e tutti, introverso, sempre e molto spesso cupo, incapace e non troppo voglioso e curioso di instaurare relazioni con il prossimo; dall’altro quello che invece voleva, poteva e doveva sconfiggere questo suo dannato alter ego, tanto debole quanto opprimente all’interno della mia persona, che non mi ha mai dato aria e che nei pochi momenti di tregua, dava la possibilità invece alla seconda anima di dare una sistemata un po' a tutto e di rimediare, quindi instaurare relazioni, conoscere persone, evolversi, trovare un lavoro.. insomma, se non lo avete capito è sempre stato un conflitto tra un Io che sosteneva fermamente nella mia mente con una piccola vocina, tanto docile quanto ossessiva, che IO NON POTEVO FARE NULLA e tra un’altra anima che invece cercava di ribellarsi. Questa seconda anima, la più coraggiosa, ha sempre avuto un punto debole: nonostante la buona volontà, si è sempre portata appresso durante quei pochi momenti di tempo a disposizione possibile per agire, gli strascichi della prima anima: di conseguenza i risultati ottenuti sono sempre stati discretamente sufficienti, in linea con gli standard dell’uomo medio ma pur sempre purtroppo influenzati da questa prima anima, fermamente salda dentro me stesso.
Credo che i veri nemici dell’uomo siano la natura ed il tempo: in un certo senso, la prima ti condanna o ti premia dalla nascita e indirizza la tua esistenza verso una strada ben definita. Di conseguenza, se hai una buona materia grezza, intellettiva o fisica che sia, sta poi a te starla ad usare al tempo giusto ed al momento giusto. La seconda invece è un qualcosa che indietro non può tornare per cui, fatta una scelta, presa una strada, ricominciare poi, soprattutto a determinate età, 30,40,50 anni diventa un po' difficile per tutti…è qui che nascono rimorsi e rimpianti.
Un altro vero problema sono stati gli entusiasmi di piccola durata; sono stati troppi, tanto consistenti nella loro intensità quanto facili a spegnersi nella loro durata. La mia persona ha cercato nel tempo di immaginarsi più mentalmente che praticamente alle situazioni cui meglio poteva ritenere più adeguate e conformi per sè stessa. Ho spaziato dunque tra lavori domestici, volantinaggio, cameriere, gestore di b&b nella pratica, a lavori immaginari, mai affrontati, per svogliatezza mista a timore, nella finanza, nel gioco d’azzardo e nell’investigazione. Nella teoria sono anche qui un discreto conoscitore, ma quando non si è né carne né pesce, si è nulla: il tutto ha portato alla concretizzazione della sintesi reale di quella che è la mia persona: l’impiegato…. Quel tipo di lavoro che a pensarci bene fa ridere ma poi a pensarci sul serio non è stato un caso perché è proprio quella professione che si avvicina alla persona ed alle persone come me…quelle persone che inconsciamente non vogliono rischi, non vogliono mettersi in gioco, passano la vita a far gli spettatori/commentatori/critici della vita di altri, il tutto passivamente e, come sembra essere troppo importante, senza rischiare…. Piccolo ma grande effetto collaterale…
Per la verità, io non so davvero cosa comporterà questa via, questo modus operandi nel lungo termine alla mia mente; diceva verdone che “la nostalgia non è altro che lo svago delle persone cha hanno paura del futuro…”
Forse sarà proprio per questo che sono un nostalgico; preferisco vedere dietro, piuttosto che avanti, perché è più comodo, fa meno male, da meno incertezza e crea meno scompiglio interiore:
Guardare avanti significa prendere iniziativa, agire, aver creatività ma probabilmente non ne sono in grado… per questo motivo tendo a guardarmi solo indietro… Ho detto tante volte a chi mi è vicino che non ho paura di morire ma ho paura del futuro e forse è questo il motivo.
La società mi fa paura, non ha pazienza, non cerca coinvolgimento, non è forse adeguata alla persona che sono io; anzi, meglio, sono io a non essere adeguato a lei. Per arrivare dove sono ora ho dovuto molto spesso conformarmi a quella che è la tendenza, il vento di quel momento e la cosa mi ha fatto e mi fa piuttosto male. Non c’è spazio per le ideologie, non c’è spazio per la solidarietà: c’è solo spazio per la competizione, il chiacchiericcio, l’ingratitudine ed il buon viso a cattivo gioco. Il mio problema è proprio questo: davvero non so se riuscirò mentalmente a resistere a tutto questo, a sopportate tutto questo, a vivere in questo contesto per tutta la vita. Per ora non mi sento all’altezza di “sopravvivere” cosi ed avere a che fare con compromessi continui e, soprattutto, non mi va, seppur sia stato in grado di tenere testa a tutte queste circostanze seppur con fatica, sacrificio e costrizione/inibizione/modifica del mio Io: il tutto per poter essere accettati. Vivere con la consapevolezza che quello che fai non sarà mai abbastanza è proprio questa la cosa più struggente…..
Pensare a me stesso fra 10 anni fa davvero paura, specialmente per la vita che ho vissuto io; il mio più grande timore è non riuscire un giorno a metabolizzare, digerire e sopperire a tutto questo quando mi guarderò indietro. Ora sono giovane e riesco a tralasciare; ho paura invece che con il tempo il buco si faccia più grande, gli scompensi sempre più grandi a tal punto da diventare incapace di gestire la situazione perché la mia più grande paura è quella che ho e vedo tutt’ora…guardare dietro e vedere NULLA, nulla di davvero concreto che possa aver arricchito la mia persona, il mio spirito, il mio modo di essere, tutte queste componenti costantemente represse per far spazio ad arricchire solo le competenze per sopravvivere, neanche vivere; e tutto questo a che prezzo?
Ho sempre creduto e pensato, forse grazie alla mia forte immaginazione che io avrei avuto le qualità di essere diverso, di creare un filo, di dare vita ad una nuova voce che potesse raccogliere le voci degli altri ma, ad ora, c’è solo il nulla. A questo punto è evidente che forse non è che poi avessi tutte queste cose da dire e forse non ero questo bomba che doveva esplodere…
Una cosa che mi è sempre piaciuto fare, quando il secondo io me lo permetteva, era conoscere le persone; ho sempre ritenuto in cuor mio che imparare dal prossimo fosse sempre d’auspicio per il futuro. In un modo o nell’altro vivere o sentire con gli occhi degli altri non avrebbe potuto che giovare accrescendo la nostra persona interiormente. Ragion per cui, non mi sono mai posto limiti in questo senso e mi intrattenevo con chiunque fosse ben disposto, donna o uomo che sia, giovane o anziano non contava. Tentavo di far rispondere loro a delle domande che mi ero sempre posto che riporto qui sotto e che sempre, se consideravo all’altezza, ero solito fargli/le; le domande alla fine di ogni discorso erano:
Come vivere una vita che si possa ricordare?
Come essere sicuro di aver fatto la cosa giusta?
L’ho chiesto a tantissime persone ma purtroppo poche hanno saputo accontentarmi non per incapacità ma perché cercavo sempre una risposta profonda che poi non trovavo. Ho pensato spesso di aver bisogno o di seguire un mentore per capire ciò che fosse giusto e ciò che fosse sbagliato; al momento sono ancora alla ricerca e mi ritrovo a fare il mentore di me stesso, seguendo più il mio istinto, le mie riflessioni e cercando di non dare troppo adito all’impulsività che potrebbe recar danni.
Siate curiosi… curiosi di conoscere voi stessi e di non fare il salto più in avanti per paura, retaggi e la solita maledetta pigrizia….
Semmai vorrete ed avrete voglia di rispondermi perchè so che non è facile, risponderò anticipatamente al suo sospetto di aver davanti uno pseudo-scrittore depresso: no, cari amici del forum, non è depressione; è invece consapevolezza di non aver fatto abbastanza, essere cosciente che di tutto ciò che si poteva fare, si è fatto l’1%. Sono una persona che tutti i giorni cerca di “non morire”… cura se stessa per quello che è possibile, si impegna fisicamente, nel lavoro, e nelle relazioni sociale ma è consapevole di essere una persona che ha vissuto con un blocco…..
Vecchio 15-11-2020, 21:40   #2
Esperto
L'avatar di Ezp97
 

Ti capisco purtroppo perché a 23 anni mi sento incapace di vivere delle relazioni...non so come costruirle, gli altri ci riescono facilmente. Cioè non avere quella spontaneità che hanno gli altri è veramente brutto.
Sento che non posso farci niente ma dall’altra parte sento che potrei farci qualcosa...che dilemma
Vecchio 16-11-2020, 01:29   #3
Esperto
L'avatar di pure_truth2
 

Guarda, qui molte persone hanno vissuto anche meno dell' 1%.
Mi rendo conto del disagio del vivere a metà, bloccati, in un modo che porta via importanti risorse psicofisiche solamente per poter "sopravvivere",ma forse stai sottostimando quello che già hai o hai avuto.
Forse lo dai per scontato e pensi che:
"avrei potuto essere più di questo".
Sicuramente avresti potuto,ma al contempo avresti potuto persino essere meno, o non essere affatto.
Io credo che questo tipo di pensiero sia,tra l'altro, pressoché ubiquitario nella popolazione,a prescindere dal fatto di avere o non avere problemi psicologici e difficoltà sociali.
Tutti si sentono immersi nella mediocrità, nella routine della loro esistenza,e vedono il paragone impietoso con le vite patinate, avventurose, spericolate e ricche che vengono dalla retorica del successo.
Questa retorica fa vittime, vittime in senso di insoddisfazione indotta.
Non è pensabile vivere con una costante ansia addosso di "non fare abbastanza" mentre "il tempo scivola via".
L'importante è fare ogni cosa con consapevolezza, perché ogni secondo perso dietro simili pensieri, allora sì quello non è stato vissuto.
Per essere ricordata,la vita non necessita di essere carica di grandi avvenimenti, e la tua sarà sicuramente degna di esserlo anche così,non temere.
Hai già tante belle cose che molti qui si sognano, pertanto non disperare, viviti tranquillamente questa esistenza, lavora,ama la tua donna, conosci gente se ti fa piacere, insomma tutto ciò che già fai,ma con la qualità della presenza, intensamente.
So che questo può anche non essere d'aiuto ,come chi mi dice di non essere triste perche i bambini in Africa stanno peggio,
ma io ho ci ho provato! 😁
Comunque benvenuto
Vecchio 23-11-2020, 09:48   #4
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Ezp97 Visualizza il messaggio
Ti capisco purtroppo perché a 23 anni mi sento incapace di vivere delle relazioni...non so come costruirle, gli altri ci riescono facilmente. Cioè non avere quella spontaneità che hanno gli altri è veramente brutto.
Sento che non posso farci niente ma dall’altra parte sento che potrei farci qualcosa...che dilemma
Ciao, grazie per la risposta; provo a spronarti dicendo che hai 23 anni, ancora niente è perduto! Hai ancora troppo tempo davanti per ribaltare la situazione, mi devi credere! Speso il blocco è nella testa, anche se spesso a realtà non aiuta a farci pensare il contrario; hai però l'età dalla tua parte e sei ancora all'inizio del percorso che poi ti porta ad essere uomo! Devi cavalcare l'onda come un surfista senza farti sopraffare.Forza e coraggio!
Ringraziamenti da
Ezp97 (23-11-2020)
Vecchio 23-11-2020, 09:58   #5
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da pure_truth2 Visualizza il messaggio
Guarda, qui molte persone hanno vissuto anche meno dell' 1%.
Mi rendo conto del disagio del vivere a metà, bloccati, in un modo che porta via importanti risorse psicofisiche solamente per poter "sopravvivere",ma forse stai sottostimando quello che già hai o hai avuto.
Forse lo dai per scontato e pensi che:
"avrei potuto essere più di questo".
Sicuramente avresti potuto,ma al contempo avresti potuto persino essere meno, o non essere affatto.
Io credo che questo tipo di pensiero sia,tra l'altro, pressoché ubiquitario nella popolazione,a prescindere dal fatto di avere o non avere problemi psicologici e difficoltà sociali.
Tutti si sentono immersi nella mediocrità, nella routine della loro esistenza,e vedono il paragone impietoso con le vite patinate, avventurose, spericolate e ricche che vengono dalla retorica del successo.
Questa retorica fa vittime, vittime in senso di insoddisfazione indotta.
Non è pensabile vivere con una costante ansia addosso di "non fare abbastanza" mentre "il tempo scivola via".
L'importante è fare ogni cosa con consapevolezza, perché ogni secondo perso dietro simili pensieri, allora sì quello non è stato vissuto.
Per essere ricordata,la vita non necessita di essere carica di grandi avvenimenti, e la tua sarà sicuramente degna di esserlo anche così,non temere.
Hai già tante belle cose che molti qui si sognano, pertanto non disperare, viviti tranquillamente questa esistenza, lavora,ama la tua donna, conosci gente se ti fa piacere, insomma tutto ciò che già fai,ma con la qualità della presenza, intensamente.
So che questo può anche non essere d'aiuto ,come chi mi dice di non essere triste perche i bambini in Africa stanno peggio,
ma io ho ci ho provato! ��
Comunque benvenuto
Guarda , sentite grazie davvero! Ho riletto più volte il tuo intervento. E mi hai senza dubbio sollevato dal punto di vista mentale. Il problema , probabilmente sorge dalla consapevolezza del sapere ciò che si potrebbe fare e che non si fa per via di questa forza impetuosa e nauseante che mi trascina e mi ha trascinato sempre verso il basso. Come ho scritto anche sopra mentre davo risposta, purtroppo anche l'effettiva realtà dei fatti e ciò che è poi è accaduto , non ha aiutato la situazione....

P.s. Quanto al paragone con gli utenti del forum, credo che la tua risposta abbia centrato il segno, infatti non ho avuto risposte al di fuori delle vostre; probabilmente sono stato visto / interpretato come qualcuno che ha fatto meglio di loro e non hanno commentato, anche se comunque lo avrei apprezzato perchè siamo sulla stessa barca. Forse le ragioni sono due, in base a quanto sto leggendo su questo forum; la prima è che magari la maggior parte degli utenti qui ormai alimenta la propria anima solo di storie che non hanno lieto fine, senza dare spiraglio a via di luce/miglioramento; la seconda perchè magari sono stato interpretato come una persona che alla fine non abbia poi tutti questi problemi , se paragonati ai loro. Non lo so con certezza, la cosa sicura è che mi sembra che purtroppo, ci sia un movimento più propenso al buttarsi giù che a rialzarsi o quantomeno resistere.

Peccato perchè ritengo che questo forum abbia sicneri contenuti dai cui imparare molto...

Ad ogni modo, a Te, grazie ancora.

Ultima modifica di Alter Ego; 23-11-2020 a 10:02.
Ringraziamenti da
pure_truth2 (24-11-2020)
Vecchio 23-11-2020, 10:09   #6
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Tutti possono essere qualcosa in più di quello che sono? Forse, ma forse no. Penso che sia più un problema di avere sempre aspettative troppe alte, di soffrire sempre il paragone con chi ha di più senza mai guardare chi ha di meno o non ha proprio niente.

La percentuale che ci diamo è un riflesso di quello che vediamo confrontandoci con l'esterno e non la reale portata delle nostre possibilità.

"Volere è potere" è il motto con cui cresciamo, ma è una cosa falsa che crea solo malessere e frustrazione. Pensare di poter fare qualsiasi cosa è che a frenarci è solo la scarsa forza di volontà è la chiave per vivere male ed ammallarsi, prendere coscienza dei propri limiti che siano pochi o tanti apre gli occhi e ti mette un minimo in pace. Quello che doveva essere è stato perché queste sono le mia possibiltà, non ci possiamo fare niente se non accettarlo.

Ultima modifica di Black_Hole_Sun; 23-11-2020 a 10:13.
Vecchio 24-11-2020, 01:19   #7
Esperto
L'avatar di Nightlights
 

A volte rifletto sul fatto che mi sembra di non desiderare nulla per quanto riguarda traguardi, progetti, conoscere sempre nuove persone, partner, fare cose...insomma i soliti "obiettivi di vita"...E' da un pò che vado avanti semplicemente vivendo il presente, non riesco a capire bene se è depressione, rassegnazione, o semplice accettazione della realtà...

Ultima modifica di Nightlights; 24-11-2020 a 01:32.
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