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Vecchio 09-04-2008, 13:11   #1
Esperto
L'avatar di Vento_del_Sud
 

Frequentando questo forum ho scoperto che ci sono parecchi utenti che hanno l'hobby della lettura o che più in generale apprezzano il piacere di un buon libro...Ma come insegna Calvino, ciascuno di noi, quando si tratta di leggere, possiede le proprie abitudini, il proprio stile, i propri gusti arrivando a comporre un identikit che differisce da quello di chiunque altro...Io sono un lettore che tende a privilegiare la quantità piuttosto che la qualità, nel senso che preferisco ultimare due libri diversi tra loro piuttosto che soffermarmi a lungo su un unico titolo, magari leggendo e rileggendo lo stesso passaggio più e più volte, fissandomi sulle singole parole...Di recente mi sono accorto che quest'abitudine, frutto di tante estati passate a leggere perchè non avevo di meglio da fare ( ops: :? ), mi porta ad afferrare quasi subito il significato del libro ma non mi fa apprezzare quelle sfumature di cui parlavo prima...Sto iniziando pertanto a rileggere alcuni libri che avevo "divorato", anche perchè penso che le riletture, come i viaggi, portino sempre alla scoperta di nuovi significati e di nuove associazioni mentali!
Invito tutti voi ad esporre le vostre abitudini a riguardo!!!E...perchè no?Dite anche dove - come - quando - leggete, se avete preferenze particolari o per un tema o per un autore...
Vecchio 09-04-2008, 14:09   #2
Zed
Avanzato
L'avatar di Zed
 

Ciao Vento!

Mi piace la tua idea: sono un divoratore di libri!!

Personalmente preferisco la qualità alla quantità.. nel senso che non prendo tutto ciò che trovo in libreria ma me li scelgo con cura, questo però non vuol dire che sia alla ricerca del Kafka di turno.. anzi!
I miei tre generi preferiti sono la fantascienza, il fantasy e l'avventura ma non disdegno gli altri.
Leggo abbastanza velocemente e se proprio il libro mi appassiona posso finirlo in pochi giorni, penso dovrei rallentare la lettura perchè mi godrei di più il racconto.. ma ormai sono troppo abituato così!
Per il dove come e quando diciamo che ho i miei "rituali":
L'ideale per un buon libro secondo me è una sera piovosa d'inverno sotto le coperte con una luce soffusa, soprattutto se si tratta di un fantasy.
Se invece sono in estate preferisco un bel prato o semplicemente il poggiolo di casa intorno alle 6 di sera, specie se si tratta di racconti di avventura!
Poi ci sono quelli che vanno bene ovunque in treno, in aereo o in vasca da bagno

Sul rileggerli invece non lo faccio spesso, eccetto quelli del mio autore preferito, Terry Pratchett: li ho riletti tutti più di due volte, ma mi fanno sempre morire dal ridere! :P
Vecchio 09-04-2008, 16:21   #3
Zed
Avanzato
L'avatar di Zed
 

Quote:
Originariamente inviata da harvest
Io mi scrivo i libri in proprio . Questa è la carta su cui riverso la mia genialità (lascio immaginare con cosa scrivo) :

Scrivo quasi tutti i giorni , ma non leggo mai le mie opere .

Questa si che è CULtura! :lol:
Vecchio 09-04-2008, 17:23   #4
Esperto
L'avatar di Chioccioccolata
 

Mi garba un monte questo topic,leggere è una delle cose che adoro di più!
Io prediligo i romanzi alla poesia o alla saggistica,non sono attirata dal genere fantasy,ma in genere sono aperta a tutto;leggo per il piacere di leggere,quindi se una certa cosa non mi appassiona la lascio perdere,mi riesce difficile leggere solo per apprendere delle informazioni.Leggo ovunque,ma raramente a letto prima di dormire,perchè di solito appena tocco il letto mi addormento di schianto.Rileggo tantissime volte i miei libri,se così non è vuol dire che un libro o non mi è piaciuto oppure che era esageratamente deprimente;in effetti non capisco come si fa a non rileggere i libri che ami:è come non mangiare mai più un cibo che ti è piaciuto o guardare una sola volta un film che ti appassiona!
Leggo molto velocemente,per ore e ore;se il libro mi prende in maniera particolare,faccio delle pause per elaborare emotivamente ciò che ho letto e per avere il piacere dell'attesa.Faccio le orecchie ai libri per tenere il segno(anche perchè i segnalibri li perdo tutti) ma,a parte scrivere il mio nome all'inizio,non sottolineo nè scrivo pensieri,lo considero uno sfregio(a meno che ovviamente non sia un testo di studio).Per quanto riguarda gli autori,i miei preferiti sono:Amèlie Nothomb,Stefano Benni,Guy Maupassant,Patricia Highsmith,Patricia Cornwell,Stephen King,Andrea Camilleri,Gianrico Carofiglio,Antonio Tabucchi,James Herriot,Milan Kundera,Peter Cameron,Giorgio Scerbanenco,Agatha Christie,Arthur Conan Doyle,Marco Vichi,Daniele Luttazzi,Roald Dahl(i libri non li dico sennò intaso il topic)
Come forse si evince dalla scelta degli autori non sono schizzinosa,nel senso che non apprezzo soltanto l'alta letteratura approvata dalla critica con la puzza sotto il naso:leggere è per me prima di tutto un piacere,e siccome esistono tanti tipi di goduria ogni libro può avere un suo fascino speciale,per apprezzarlo basta che sappia toccare una certa corda in te,che sia un trattato di semiologia,un horror o una lettura frivola.Sono diffidente verso i libri "alla moda",quei libri che ogni tanto saltano fuori e che hanno molto successo grazie alla facilità di lettura:capita che siano anche letture gradevoli,ma mi da fastidio che vengano acclamati come capolavori da gente che solitamente legge al massimo il libretto di istruzioni del telefono;odio invece con tutto il cuore la letteratura adolescenziale,l' orripilante moccia su tutti,con le sue fan esaltate.
Vecchio 09-04-2008, 18:24   #5
Avanzato
L'avatar di Pride3
 

Purtroppo non leggo quanto vorrei.

1)Poesia (Leopardi,Carducci,Pascoli,Shelley,Keats,Montale,S aba)
2)Letteratura Russa (Dostojevskij e Gogol',Tolstoj non lo conosco purtroppo)
3)Letteratura per ragazzi ("Cuore","Capitani coraggiosi","Pinocchio","Il giro del mondo in 80 giorni" etc.)
4)Giornalismo/reportage (tipo i libri di Oriana Fallaci,di Indro Montanelli,di Enzo Biagi e di Dominique Lapierre)
5)Atlanti (tipo "Il Milione",bellissimo atlante mondiale edito negli anni '60)
6)Libri di storia (ancora Montanelli tra gli altri)
7)Libri di grammatica e vocabolari,di lingua Italiana e di altre lingue
8)Saul Bellow mi intriga molto,anche se ho letto solo un libro suo
9)Kafka
10)"Madame Bovary"
11)"Il rosso e il nero"
12)"Ulisse" di Joyce (l'ho letto per davvero)
13)Libri di misteri,paranormale etc.

E mi fermo qui.
Mi piace molto leggere sotto le coperte,e anche davanti a un caminetto,le rarissime volte che ne ho la possibilità.
Vecchio 09-04-2008, 18:28   #6
Esperto
L'avatar di Lice
 

Quote:
Originariamente inviata da Chioccioccolata
Mi garba un monte
MERAVIGLIOSA...
Quanti ricordi d'infanzia la Toscana!
Certo che i ragazzi toscani...vabbè.... :roll:
Vecchio 09-04-2008, 19:45   #7
Avanzato
 

[quote="Pride3"]12)"Ulisse" di Joyce (l'ho letto per davvero)
Ti invidio.

Io leggo parecchio, sono molto vorace, ma sono anche un lettore indisciplinato. Leggo più libri in contemporanea, li prendo, li mollo, li riprendo, non li finisco, raramente rileggo, accumulo sul comodino. Fa tutto parte dei famosi diritti del lettore che stilò Pennac qualche anno fa, ma ogni tanto mi piacerebbe essere un po' più lento e calmo e assaporare di più le parole. Forse ci arriverò con la vecchiaia :lol:
Vecchio 10-04-2008, 18:37   #8
Avanzato
L'avatar di Pride3
 

Anch'io sono un lettore piuttosto disordinato,ma in genere i libri li finisco.Ne ho sempre una pila sulla moquette vicino al letto.
Vecchio 10-04-2008, 23:09   #9
Avanzato
L'avatar di Pride3
 

Quote:
Originariamente inviata da -Lilly-
Quote:
Originariamente inviata da Pride3
Anch'io sono un lettore piuttosto disordinato,ma in genere i libri li finisco.Ne ho sempre una pila sulla moquette vicino al letto.
Hai la moquette in camera? che figata..
Anche a me piace molto...avrebbe bisogno di una bella pulita però (non sto dicendo che devi venire a pulirmela).
Vecchio 11-04-2008, 01:06   #10
Avanzato
L'avatar di Pride4
 

Quote:
Originariamente inviata da -Lilly-
Quote:
Originariamente inviata da Pride3
Quote:
Originariamente inviata da -Lilly-
Quote:
Originariamente inviata da Pride3
Anch'io sono un lettore piuttosto disordinato,ma in genere i libri li finisco.Ne ho sempre una pila sulla moquette vicino al letto.
Hai la moquette in camera? che figata..
Anche a me piace molto...avrebbe bisogno di una bella pulita però (non sto dicendo che devi venire a pulirmela).
8O quindi mi stai dicendo che non ho un futuro come tua colf? peccato era un mio sogno nel cassetto.. :P

p.s. scusate l'off topic..
Ah beh,pensavo non ti avrebbe fatto piacere l'idea,ma se sei disponibile ne possiamo parlare
Vecchio 11-04-2008, 05:35   #11
y
Banned
 

io leggo a periodi.
questo è un periodo che non leggo niente.

Alcuni che mi son piaciuti:

Umberto Eco - Il nome della rosa
Italo Calvino - Se una notte d'inverno un viaggiatore
Primo Levi - Se questo è un uomo
Daniel Pennac - La fata carabina
James Ellroy - Dalia Nera
Fruttero e Lucentini - La donna della Domenica
Giuseppe Pontiggia - Nati due volte
J. D. Salinger - Il giovane Holden
Elsa Morante - La Storia

poi anche Lo hobbit e Il signore degli anelli di Tolkien, Good Omens di Pratchett (ma l'ho letto in inglese..), La guida intergalattica per autostoppisti, alcuni racconti sparsi di Lovecraft, un paio di Agata Cristie (Assassinio sull'orient express e 10 piccoli indiani)

poi...
boh, non mi viene in mente altro..

comunque mi piace leggere.
magari faccio fatica a iniziare il libro, ma se riesco a iniziarlo poi lo leggo volentieri.
Vecchio 11-04-2008, 09:32   #12
Esperto
L'avatar di Vento_del_Sud
 

Quote:
Originariamente inviata da -Lilly-
- Post office di Charles Bukowski
indovina perchè l'ho trovato delizioso?! :wink:
Ah sì certo...perchè ti ha ricordato i tempi in cui lavoravi alla...BANCA! :P 8)
Vecchio 11-04-2008, 14:49   #13
Esperto
L'avatar di paccello
 

Leggo parecchio. Mi piace e non ho mai considerato la lettura un semplice riempitivo. Circa tre libri al mese li leggo, quando ne finisco uno vado a procurarmene un altro, solitamente nell'usato. Mi oriento sulla letteratura italiana del 900, ma gradisco anche romanzi noir, qualche classico. Ora sto leggendo "Soffocare" di Chuck Palahniuk, poi mi sa che compro "Quer pasticciaccio brutto di via Merulana" di Gadda.
Vecchio 11-04-2008, 20:23   #14
Esperto
L'avatar di clizia
 

Allora, il mio approccio alla lettura cambia a seconda i periodi e gli stati d’animo….ad esempio, da due annetti a questa parte sono talmente un turbine di impegni e pensieri che ho difficoltà a concentrarmi , di conseguenza sto leggendo poco, anche se è una delle cose che più amo fare…

Posso dire che sulla lettura ho degli strani imperativi categorici:
prima di tutto se inizio un libro devo assolutamente finirlo, perché prima di giudicarlo veramente penso che debba essere letto nella sua interezza (senza saltare le pagine!!)…certo, non sempre rispetto questa regola e difatti è appena un mese e mezzo che ho accantonato “Guerra e pace” perché non si conciliava con l’umore lunatico, distratto e strabordante di preoccupazioni di questo ultimo periodo ops: .

Secondo poi mi piace scegliere il libro da leggere in base alla stagione (Dostoevsky d’inverno, Dickens d’autunno, Proust d’estate) o allo stato d’animo e, se so di dover fare un viaggio in un determinato paese, incomincio a farmi una scorpacciata di autori di quel luogo, al fine di costrurimi un immaginario personale su quella realtà che andrò poi a conoscere dal vivo…ad esempio avverto il forte fascino per la Vienna di inzio ‘900, per la mitteleuropa in genere, così mi piace spaziare in saggi e letture che vanno da J. Roth a Freud, alle biografie su Sissi per arrivare a scrittori di frontiera come Svevo, Saba ecc…dopo tutto questo immaginare, mi piacerebbe tornare aVienna dopo anni di assenza per scoprirla sotto l’ottica rinnovata dalle mie stesse letture.

Mi ha sempre affascinato il rapporto tra vita reale e scrittura, così c’è stato un periodo della mia esistenza in cui ho divorato le biografie, i diari, le memorie di scrittori celebri. La biografia che mi è rimasta più impressa è stata quella di Simone De beauvoir con le sue “Memorie di una ragazza perbene”, perché - soprattutto nella tarda adolescenza - mi piaceva identificarmi nella feroce solitudine della protagonista che, ancora ragazzina , lotta e affronta il difficile affrancamento dal suo mondo alto-borghese per andare alla ricerca di quell’identità di donna e di intellettuale che le aprirà la strada verso il mondo dei cafè parigini, dei filosofi francesi antiborghesi ecc. Ho sempre ammirato la sua capacità di allontanarsi dal mondo delle convenzioni ipocrite, ma soprattutto il coraggio di sopportare a testa alta una completa solitudine, frutto di scelta consapevole, e non di qualcosa di subìto….
Ora – dopo tanto tempo – sto di nuovo ritornando alle biografie perché è un momento della mia vita in cui ho bisogno di confrontarmi con un tipo di scrittura più immediata e sincera, senza troppe sublimazioni estetiche o schermi dettati dalla finzione letteraria…ora sto appunto leggendo i diari di Sylvia Plath

In genere nelle mie letture do la priorità ai classici (es Dostoevsky, Kafka, Dickens ecc) o a quei libri di autori contemporanei considerati anch’essi oramai dei classici (come Marquez, G. Grass ecc) e a quei libri contemporanei di cui si parla tanto e di cui si riconosce subito il valore nell’immediato (tipo “il cacciatore di aquiloni”, “leggere lolita a Teheran” ecc).
Non disdegno la letteratura per ragazzi (dai classici ai contemporanei) e devo dire che tra i miei scrittori preferiti ci sono due scrittori fantasy per ragazzi, anche se hanno abilità e capacità tali da superare, attraverso le loro opere, le riduttiva classificazione nel genere fantasy: Ende de La storia infinita e P. Pullman della trilogia “queste oscure materie”.
Mi piacciono anche i saggi di letteratura (letti tanti per gli esami all’università!) e di antropologia, ma ora ho iniziato un po’ a leggere anche alcune cose di psicologia
Non disdegno altri generi, ma la mia preferenza rimane comunque ancorata alla letteratura con la L Maiuscola.

Quello che cerco in un opera di letteratura è la destabilizzazione, la scomposizione, la dissezione del mondo affinchè esploda nelle sue contraddizioni, ma tutto ciò deve poi essere ricomposto nella sublime armonia dell’opera e dalla magnifica abilità dello scrittore, in grado di ricreare mondi possibili fatti di spessore, audacia ed efficacia immaginativa. Poi è ovvio, che il tutto deve essere anche accompagnato dal piacere della lettura; talvolta permane in me il retaggio adolescenziale della necessità di identificarmi con lo scrittore o il personaggio del libro, messo in scena in un romanzo (penso alle eroine delle Bronte che adoravo da adolescente e alla forte identificazione che avvertivo con le scrittrici stesse, che immaginavo solitarie, vaganti e pensierose per la cupa brughiera dell’austero Yorkshire, intente a elucubrare i loro romanzi).

Questi i libri (parlo solo di letteratura però) che mi hanno più segnato:

- La ricerca del tempo perduto di Proust (anche se non ho ancora letto tutti e 7 i volumi!!)
- Cent’anni d solitudine di Marquez
- Madame Bovary di Flaubert
- Se questo è un uomo di Levi
- La storia infinita di Ende
- Queste oscure materie di Pullman
- Memorie di una ragazza perbene di S. De beauvoir
- La nausea di Sartre
- Morte a Venezia, Tonio Kroeger e i Budeembrok di T. Mann
- L’idiota di Dostoevsky
- Il processo di kafka
- Il buio oltre la siepe di Lee
- Calderon e affabulazione di Pasolini (teatro)
- La marcia di Radezky di J. Roth
- Leggere lolita a Teheran di Nafisi
- Canti di leopardi
- Ossi di seppia di Montale
Vecchio 13-04-2008, 01:02   #15
y
Banned
 

e infatti, se non ricordo male, quel libro ha pure vinto il premio campiello.

curiosamente mi ricordo due frasi di quel libro, probabilmente perché in quel periodo ero ancora irritato da un litigio con una persona (una donna, chissà se è un caso..) che mi aveva srotolato addosso un mare di assurdità, tentando di "spronarmi" (tipo calci in culo per svegliarmi, metaforicamente parlando, perché evidentemente riteneva che fosse quello il problema, e soprattutto che lei fosse la cura)...
e queste 2 frasi si incastravano maledettamente bene, figurati se non me le stampavo in testa..

una era in quella scena in cui il figlio non riusciva ad allacciarsi la scarpa per via della sua malattia e il fratello invece di aiutarlo lo lasciava nell'impiccio, perché era geloso di tutte le attenzioni che lui riceveva..
quando la madre vede la scena e gli chiede perché non lo aiuta, lui risponde che lo fa apposta perché così impara da solo.
L'autore commenta "Infinite sono le ragioni con cui gli altri ci negano il loro aiuto, ma la più astuta è che vogliono aiutarci."

Dell'altra non mi ricordo il contesto, ma è un'altra frase interessante: "Trovi sempre qualcuno disposto ad indicarti la strada che tu percorri ogni giorno. E lo fa, dice, nel tuo interesse. E devi persino ringraziarlo!"

hehe.. non vi suona un campanello in testa a leggerla?
a me si. quando l'ho letta la prima volta ho pensato "minkia quant'è vero! e quant'è triste anche.."
Vecchio 13-04-2008, 23:17   #16
Principiante
L'avatar di BraveMargot
 

Quote:
Un altro libro che mi è rimasto nel cuore è Diario di un curato di campagna, di Bernanos..
Dato che ho visto che sei appassionata di cinema, ti consiglio il film di Bresson (anzi consiglio tutta la sua filmografia) tratto da questo libro. Fra l'altro Bresson è anche regista di Quattro notti di un sognatore dalle Notti bianche di Dostoevskij, e rende il protagonista molto più solo e impacciato di quanto non sia nel libro.
Vecchio 15-04-2008, 01:01   #17
Principiante
L'avatar di BraveMargot
 

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