Buongiorno, voglio raccontarvi la storia del rapporto tra me e mio padre, ovviamente il più sbrigativamente possibile.
I miei sono divorziati da quanto sono molto piccolo, io vivevo con mia madre e mio padre dall'altra parte dell'Italia. Da racconti di varie persone, finché vivevamo tutti e tre insieme era mio padre che si occupava in tutto e per tutto di me, nonostante lavorava tutto il giorno e non vicino, mentre mia madre si faceva la sua vita. Divorziano, vado a vivere con mia madre, viene disposto che lui lo vedo solo in estate, vacanze di Natale e vacanze di Pasqua, e per me quando andavo a trovarlo erano momenti bellissimi e spensierati. Mio padre mi portava ovunque, eravamo complici e faceva salti mortali per me.
Arrivo ai 10-11 anni, si sposa di nuovo, cambia completamente. Rendeva sempre conto a sta donna, mettendola prima di me, non mi festeggiava i compleanni o il Natale perché lei non voleva, lavorava lui ma per farmi un regalo doveva rendere conto a lei o farmelo di nascosto, lei mi teneva chiuso in casa mentre mio padre lavorava, mi trattava male (non fisicamente), mio padre ha iniziato a isolarsi da tutti, quando scendevo l'estate iniziavo a passare due mesi quasi chiuso in casa perché lui rendeva conto a lei di ogni cosa e tanto altro ancora. Non si è mai reso conto di questo, tipo non vedo non sento non parlo.
Si lascia da questa donna, che lo rovina economicamente, pian piano torna una persona normale, riprendiamo un ottimo rapporto, di amici e complici (ero già grandicello, superavo i 20).
Da qualche anno sta con un'altra donna, che ha letteralmente il profilo di una stalker, e non scherzo: lo picchia, lo controlla, gli controlla il telefono, le deve rendere conto di ogni cosa e via dicendo. Ho iniziato a notare una cosa: quando scendevo a trovarlo, circa due volte all'anno per 4-5 giorni a volta, lui era sempre attaccato al telefono a litigare con lei, perché era gelosa anche del rapporto tra me e lui. Proponevo di andare al mare o in qualche posto, iniziava a trovare scuse, oppure se veniva iniziava a litigare con lei al telefono perché evidentemente non la coinvolgeva o non le aveva reso conto. Magari volevo passare del tempo da solo con mio padre, lei iniziava a tempestarlo di chiamate o avevano litigate pesanti perché non era coinvolta. Insomma, tutte una serie di situazioni che non sto a descrivere, posso andare avanti mesi. Il sunto è: lui nuovamente perde il rapporto con me per stare dietro ad una donna, con cui non sa mettere un paletto. Perché non mi chiede più se vado a trovarlo, non si propone più di venire lui a trovarmi, quando scendo dice bugie per non uscire così non le rende conto (sono arrivato a scendere e ad uscire con altri parenti), dice bugie su bugie e tanto altro. Non scendo per un anno e mezzo.
Ma il peggio non è questo: nel frattempo mia madre si ammala, mi trovo ad affrontare per un anno una lunga malattia. In questo anno lui? Non è mai venuto a trovarmi, non si è mai interessato a chiedermi di scendere, al telefono si fa sentire si e no una volta ogni 20 giorni.
Decido di scendere di recente, perché mia zia decide di ospitarmi a casa sua, capisce il mio malessere, e passo giorni stupendi, mi porta ovunque, mi porta al mare, in ristoranti, mi fa star molto molto bene. Mio padre? Una sera esce con noi, un giorno interno che era di riposo dice che non sta bene e che non esce (= è andato al mare con la donna), un giorno viene con noi a fare una gita ed è col muso tutto il tempo e litiga al telefono con lei circa due ore, il giorno dopo ancora passa 5 minuti a salutare. Pensate sia il peggio? No. Chiama mia zia dopo che me ne sono andato, redarguendola che ha fatto troppo per me (?) e che l'ha messo in cattiva luce per le sue iniziative, che io e mia zia lo abbiamo isolato, che dovevamo andargli incontro e stare a casa, così lui veniva quando poteva (chiaramente così da non rendere conto alla donna che usciva con noi) e tanto altro.
Pensate sia il peggio? Lo chiamo per chiarire, è stato un continuare a prendermi in giro al telefono, ridermi sopra, rimangiarsi quello detto a mia zia (non sapendo che io sapevo), accusarmi che ero manipolato dal mio partner e che questo non ero io (?), rinfacciandomi che in passato faceva tanto per me e che ora era giunto il momento che ricambiavo, quindi dovevo andare io a trovarlo, occuparmi io di lui, di mantenere il rapporto ecc In più mi ha detto che non doveva starmi vicino perché la malattia c'è l'ha mia madre e non io. Mi ha detto cose assurde, tipo che io dovevo andare a chiarire con la sua compagna, che io dovevo scendere e andare da lui anche se a lui non è mai venuto di cercarmi perché io sono il figlio e gli devo, più molte altre cose che non sto a dirvi, fatto sta che gli riattacco il telefono in faccia dopo un po' e da li sono 10 giorni che non lo chiamo.
Io penso di averci chiuso, quanto meno finché non mi chiede perdono, e dopo avermelo chiesto parliamo di tutto, non faccio finta di niente.