Per un certo periodo lo feci. Non per rabbia, ma per il dolore lasciato dalla perdita del mio migliore amico in seguito ad un incidente.
Cercavo modalità che riducessero la sofferenza e mi ricordai di quando, anni prima, frequentavo un gruppo su Facebook di persone aventi disturbo borderline di personalità con lo scopo di cercare di aiutare, o almeno comprendere, un’amica affetta proprio da esso. Lì non era affatto raro che gli utenti aprissero thread postando le foto delle lesioni autoinflitte; anche quando la pratica venne in seguito vietata de iure da regolamento, essa continuò comunque de facto, senza alcuna differenza.
Fu tutto meditato e voluto, lo provai di proposito per vedere se fosse in grado di distogliere l’attenzione dal dolore emotivo, angoscia e senso di vuoto. Praticavo tagli e bruciature di sigarini e pure sigari.
Ma la gente vede tutto e giudica tutto: che potessi essere notato, non mi era neppure passato per la mente.
In palestra un uomo con cui mi allenavo nello stesso corso vide le bruciature e mi chiese che cosa fossero.
Risposi essere punture di insetto: colto di sorpresa non mi venne in mente altro. Dall’asimmetria nel viso, le sopracciglia arcuate da un solo lato, lo sguardo interrogativo, gli occhi spalancati e la mascella un poco cadente, colsi non essere stato creduto; dal successivo suo arricciamento del naso, lessi disgusto e repulsione.
Lui non fu neppure l’unico a vederli, tanto che per un po’ girai con delle fasce atte a coprire.
Un po’ con la gestione nel tempo del dolore e perdita, un po’ con la presa graduale di coscienza che non stesse affatto servendo né aiutando, smisi.
Mi rimangono i segni sulle braccia – specialmente i tagli - a ricordarmi quanto sia diverso. Oggi già vengo disgustato per essere un olio di palma, mi mancano solo le ferite aperte sulle braccia.
Non essendo border non ho quella intensa instabilità emotiva, né dissociazione, né impulsività, perciò il substrato è proprio differente.
Mi verrebbe da chiederti, Juan, se non ci sia anche in te una forma di comunicazione e tentativo di farsi capire: nel gruppo dei border mi pareva ci fosse ed avesse funzione di segnalazione di un dolore interno, una richiesta di aiuto che non si era in grado di esprimere a parole.
Credo che dell’esercizio fisico intenso possa aiutare come sfogo; forse anche tenere un diario o aver qualcuno con cui parlare apertamente delle emozioni e che non giudichi.