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Vecchio 22-01-2020, 19:22   #1
Principiante
 

In uno dei miei primi post, e non sono tanti dato che sto qui da poco più di una settimana, parlavo del circolo vizioso.
Un pensiero pessimista porta a un altro pensiero cattivo, e così via, sino a portarti all'immobilismo.

Non posso parlare per tutti. Ma credo che alcune esperienze infantili non positive, mi abbiano portato a guardare il mondo con pessimismo, oltre al fatto di avere un padre che faceva di tutto fuorché inculcarti fiducia ( cosa che dovrebbe fare un genitore ).
Alla fine c'è un trauma iniziale che, se non hai gli strumenti per reagire, ossia la fiducia che ti potrebbe infondere un genitore, ti scappa di mano, finendo per farti condizionare a vita, ingigantendolo a sua volta coi pensieri, senza riuscire a trovare più una via d'uscita.
Quando pensi troppo a un'esperienza negativa non risolvi un problema, ma solidifichi la sua natura di "problema". Reagire con tempismo appena si pone il problema, è l'unico modo per risolverlo, o almeno uno dei pochi modi per non farti fagocitare da esso.
Credo il discorso che sia chiaro, ma per farvi un'esempio più chiaro è compresibile ecco questa storia:
ho una sorella che ha un ottimo posto di lavoro, è in gamba e intelligente. E' fatta per risolvere le questioni burocratiche, è nata per quello, una cosa che io non sarei in grado di fare nemmeno fra un miliardo di anni. Eppure in adolescenza, la sua prima storia d'amore è stata una pessima storia d'amore, e questa l'ha portata a vedere tutte le storie d'amore con paura, pensado che alla fine possano finire in modo negativa.
Questa mia sorella si è lasciata andare. Era una bella ragazza, ma adesso è ingrassata e sta in casa con cani e gatti. Non si cura, ma allafine quei animali sono un bisogno di compagnia, certo, ma che non credo possano sostituire il calore che ti può dare una persona.
Il tema è questo: il trauma.
Io ho alcuni traumi che mi porto dall'infanzia, du o tre, ma la fregatura è stata avere il genitore sbagliato che mi faceva sentire sempre sbagliato, facendomi accrescere il senso di colpa piuttosto che la fiducia in me. Non mi ha dato gli strumenti per affrontare il mondo...
Avete dei traumi che vi hanno condizionato particolarmente sio ad oggi, molto prima che passaste dall'adolescenza?
Ringraziamenti da
arruz (22-01-2020)
Vecchio 22-01-2020, 19:36   #2
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da marco82 Visualizza il messaggio
credo che i traumi infantili/adolescenziali ce li abbiamo tutti qui. Il problema difficile da scardinare è che proprio nella fase evolutiva della mente i traumi squarciano la struttura emotiva ed è impossibile recuperare, proprio perchè si tratta di emozioni, quindi un qualcosa che non si può riparare con bisturi, ago e filo di sutura. L'unica cosa è saper accettare e gestire i disagi conseguenti senza farsi schiacciare. Non si può uscirne. La malattia mentale è tra le cose più brutte che possano capitare perchè invisibile agli altri ma chi ne è affetto soffre in modo dilaniante.
Bisognerebbe riuscire a fermare la catena del circolo vizioso. Ma è ancora più dura
Vecchio 22-01-2020, 19:50   #3
Esperto
L'avatar di Black_Hole_Sun
 

Potrà sembrare una cazzata ma se devo identificare un trauma è nell'unica volta in cui feci a botte sul serio, in terza media. Il ragazzo con cui mi azzuffai era stato uno dei miei migliori amici prima, poi non ricordo per quale futile ragione litigammo fino a darcele di santa ragione. Durante la rissa mi colpì con un cazzotto in pieno naso, iniziai a sanguinare come una fontana. Era Gennaio e faceva un freddo della madonna, sentii chiaramente il setto nasale che si incrinava. Per mesi e anni divenne il mio incubo, mi svegliavo di soprassalto nel cuore della notte con quell'orribile sensazione del pugno che si infrangeva sulla mia faccia e il rimbombo del colpo dentro la mia testa come un martello pneumatico che mi trapanava il cervello. Da quel momento ho iniziato ad avere paura di tutto, a tirarmi indietro in qualsiasi alterco, ogni volta era come se sentissi di nuovo quel cazzotto in piena faccia in quella mattina di Gennaio. Col tempo un po l'ho superata sta cosa, ma mai del tutto.

Ultima modifica di Black_Hole_Sun; 22-01-2020 a 19:52.
Ringraziamenti da
Melkor84 (22-01-2020)
Vecchio 22-01-2020, 19:57   #4
Esperto
L'avatar di Masterplan92
 

State scrivendo dei bellissimi post
Ringraziamenti da
Melkor84 (22-01-2020)
Vecchio 22-01-2020, 20:01   #5
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Masterplan92 Visualizza il messaggio
State scrivendo dei bellissimi post
Merito mio �� ( vano tentativo di infodermi autostima )��
Vecchio 22-01-2020, 20:09   #6
Hor
Esperto
L'avatar di Hor
 

Per quanto mi riguarda ho subìto un trauma in età adulta per "merito" di una persona a cui ero molto legato. Ci ho messo anni per riprendermi, e per certi versi non ne sono ancora uscito, sto ancora arrampicandomi lungo la china per risalire. Non voglio entrare nei dettagli.
In ogni caso volevo dire che i traumi li si può subire in età adulta e non vanno sottovalutati supponendo che "da grandi" tutti abbiano gli strumenti per affrontarli. Purtroppo non è sempre così. Anche al CSM che frequento ho conosciuto più di una persona finita in terapia per traumi subìti in età adulta.
Ringraziamenti da
arruz (22-01-2020)
Vecchio 22-01-2020, 20:17   #7
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Hor Visualizza il messaggio
Per quanto mi riguarda ho subìto un trauma in età adulta per "merito" di una persona a cui ero molto legato. Ci ho messo anni per riprendermi, e per certi versi non ne sono ancora uscito, sto ancora arrampicandomi lungo la china per risalire. Non voglio entrare nei dettagli.
In ogni caso volevo dire che i traumi li si può subire in età adulta e non vanno sottovalutati supponendo che "da grandi" tutti abbiano gli strumenti per affrontarli. Purtroppo non è sempre così. Anche al CSM che frequento ho conosciuto più di una persona finita in terapia per traumi subìti in età adulta.
Interessante.
Per subirli in età adulta vuol dire che non si ha la scorza di un adulto. Ho 35 anni, ma mi sento come se ne avessi 16. È snervante
Vecchio 22-01-2020, 21:27   #8
Banned
 

Posso dire di avere avuto un trauma nei miei 20 anni che mi ha fatto cadere, comunque il fatto è che traumi ne abbiamo tutti, ma se non hai qualcuno alle spalle che ti ha trasmesso forza non puoi superarli da solo.
Ringraziamenti da
Melkor84 (22-01-2020)
Vecchio 22-01-2020, 21:41   #9
XL
Esperto
L'avatar di XL
 

Non ho subito traumi, ma forme di svalorizzazione costanti in diversi ambiti.
Si giocava, che so, a pallone, ed ero l'ultimo ad essere scelto, cose del genere.
Non chiamerei traumi queste esperienze, è la reiterazione che ha generato danni nel mio caso, come una piccola goccia che a furia di cadere sempre sullo stesso punto buca la roccia.
Piccoli colpi non generano nemmeno forme di rimozione, uno si ricorda tutto bene, ma a lungo andare la cosa diventa sfiancante.

Ultima modifica di XL; 22-01-2020 a 21:43.
Vecchio 22-01-2020, 22:10   #10
Banned
 

In famiglia nessun trauma, a scuola purtroppo sì. Cose nemmeno troppo gravi, ma che hanno fatto danni gravissimi su una persona ipersensibile come me. Ero diversa, in tutti i sensi, e me lo facevano notare. Da lì è iniziato tutto: la fobia, la misantropia, i tratti narcisistici, la depressione. Poi altri traumi da adulta, sul lavoro, sempre per la mia diversità. A quel punto, mi sono chiusa definitivamente in me stessa.
Ringraziamenti da
Viewer (23-01-2020)
Vecchio 22-01-2020, 23:53   #11
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da incompresa88 Visualizza il messaggio
In famiglia nessun trauma, a scuola purtroppo sì. Cose nemmeno troppo gravi, ma che hanno fatto danni gravissimi su una persona ipersensibile come me. Ero diversa, in tutti i sensi, e me lo facevano notare. Da lì è iniziato tutto: la fobia, la misantropia, i tratti narcisistici, la depressione. Poi altri traumi da adulta, sul lavoro, sempre per la mia diversità. A quel punto, mi sono chiusa definitivamente in me stessa.
Si, e poi pensi sempre a quel momento. Il momento peggiore. È un autoavvelenarsi.
Io ormai mi sento soffocare. Non riesco più a uscire dalla mia comfort zone. E finirci è la cosa peggiore...
Vecchio 23-01-2020, 00:26   #12
Avanzato
L'avatar di sfigato
 

1) Scuola media: isolato, emarginato e preso in giro;
2) Scuola superiore: isolato, emarginato e preso in giro;
3) Cambio scuola superiore: isolato, emarginato e preso in giro;
4) comitive varie: sempre ai margini;
5) sempre ignorato dalle ragazze, assistevo ai successi dei miei amici;

Traumi che sono cresciuti fino a diventare macigni dentro di me... Macigni che mi hanno sventrato l'anima e reso un asociale, pauroso, introverso, taciturno..un caso umano..
Vecchio 23-01-2020, 01:52   #13
Banned
 

Bah, secondo me ero introverso fin da piccolo. Sapete le feste di compleanno di quando si é bambini e si invita un animatore per organizzare giochi e gare. Indovinate chi era l'unico che non giocava ?

Non ricordo perché non giocassi, forse avevo paura di mettermi in gioco. Ma in quel caso sarei già stato insicuro in giovanissima età. Come é possibile?

Diciamo forse anche un altro trauma per un fetish particolare e la Chiesa. Non mi ha fatto bene di certo l'idea che sarei finito all'inferno. Più che altro nessuno doveva saperlo, come avrebbe reagito la nonna in fondo a sapere che io sarei finito all'inferno ? E papà e mamma ? Gli amici ? Nessuno doveva scoprirlo ed ecco la dissimulazione e la maschera. Sono astemio del tutto per quello, se bevessi troppo farei qualcosa di sconsiderato certamente ...

Poi solito copione da introverso.

Alle medie isolato ... qualche bulletto ...

Alle superiori isolato per i primi due anni ... poi svalutazione progressiva con voci che mi davano dell'autistico ...

Autostima a pezzi ... incapacità totale di relazionarmi ... e blablabla

Sono solo 19 anni, ne vivrò minimo una trentina ancora, tutti in solitudine, i miei se ne andranno, i miei fratelli si faranno la loro vita e io sarò il classico zio scapolo, in ogni famiglia ne trovi uno, ebbene tocca a me.

E il naufragar (non) m'é dolce in questo mare (di merda)

*** WARNING questa é la versione non censurata di Leopardi, quella che avete studiato a scuola é falsa !!! ***

Ultima modifica di Pima; 23-01-2020 a 01:55.
Vecchio 23-01-2020, 02:34   #14
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da Pima Visualizza il messaggio
Bah, secondo me ero introverso fin da piccolo. Sapete le feste di compleanno di quando si é bambini e si invita un animatore per organizzare giochi e gare. Indovinate chi era l'unico che non giocava ?

Non ricordo perché non giocassi, forse avevo paura di mettermi in gioco. Ma in quel caso sarei già stato insicuro in giovanissima età. Come é possibile?

Diciamo forse anche un altro trauma per un fetish particolare e la Chiesa. Non mi ha fatto bene di certo l'idea che sarei finito all'inferno. Più che altro nessuno doveva saperlo, come avrebbe reagito la nonna in fondo a sapere che io sarei finito all'inferno ? E papà e mamma ? Gli amici ? Nessuno doveva scoprirlo ed ecco la dissimulazione e la maschera. Sono astemio del tutto per quello, se bevessi troppo farei qualcosa di sconsiderato certamente ...

Poi solito copione da introverso.

Alle medie isolato ... qualche bulletto ...

Alle superiori isolato per i primi due anni ... poi svalutazione progressiva con voci che mi davano dell'autistico ...

Autostima a pezzi ... incapacità totale di relazionarmi ... e blablabla

Sono solo 19 anni, ne vivrò minimo una trentina ancora, tutti in solitudine, i miei se ne andranno, i miei fratelli si faranno la loro vita e io sarò il classico zio scapolo, in ogni famiglia ne trovi uno, ebbene tocca a me.

E il naufragar (non) m'é dolce in questo mare (di merda)

*** WARNING questa é la versione non censurata di Leopardi, quella che avete studiato a scuola é falsa !!! ***
Anch'io sarò l'ennesimo zio scapolo.
Dio come vorrei invece far l'amore.
No il sesso, ma l'amore.
C'è da impazzire
Vecchio 23-01-2020, 03:03   #15
Intermedio
L'avatar di pure_truth2
 

Quote:
Originariamente inviata da Black_Hole_Sun Visualizza il messaggio
Potrà sembrare una cazzata ma se devo identificare un trauma è nell'unica volta in cui feci a botte sul serio, in terza media. Il ragazzo con cui mi azzuffai era stato uno dei miei migliori amici prima, poi non ricordo per quale futile ragione litigammo fino a darcele di santa ragione. Durante la rissa mi colpì con un cazzotto in pieno naso, iniziai a sanguinare come una fontana. Era Gennaio e faceva un freddo della madonna, sentii chiaramente il setto nasale che si incrinava. Per mesi e anni divenne il mio incubo, mi svegliavo di soprassalto nel cuore della notte con quell'orribile sensazione del pugno che si infrangeva sulla mia faccia e il rimbombo del colpo dentro la mia testa come un martello pneumatico che mi trapanava il cervello. Da quel momento ho iniziato ad avere paura di tutto, a tirarmi indietro in qualsiasi alterco, ogni volta era come se sentissi di nuovo quel cazzotto in piena faccia in quella mattina di Gennaio. Col tempo un po l'ho superata sta cosa, ma mai del tutto.
Pensa invece se l'avessi dato tu, quel pugno. La sensazione di vincita, l'ammirazione e il rispetto (paura) da parte degli altri. Sembrano,e di fatto sono, cavolate,ma spesso gli adolescenti sì costruiscono autostima in questo modo. Forse,e dico forse,ora la situazione sarebbe diversa, questione di attimi,o di fortuna
(Tralasciamo per ora la possibilità,ancora più negativa, di fare del male sul serio e beccarsi una denuncia)
Per onor del vero, comunque, anche coloro che picchiano ogni tanto le prendono,ma non si traumatizzano,anzi ne escono per così dire fortificati. Per loro il vecchio adagio "ciò che non uccide fortifica" funziona.
Inoltre è meglio prendere un pugno,fare una rissa o più,che subire angherie ed ingiustizie reiterate, magari per anni,senza reagire. Nel senso che i dolori fisici vanno via in fretta,ma le umiliazioni permangono nella psiche perennemente.
Pertanto caro amico, seppur ti sia andata male,ti riconosco il coraggio di averci almeno provato. Io,sebbene non abbia mai subito violenza o bullismo grave, in varie occasioni avrei voluto comunque farlo,ma non ce l'ho fatta, ho avuto paura anche per via di un fisico inadatto allo scontro. Ma in seguito ciò si paga,tra le altre cose con una buona dose di rabbia repressa e timore dello scontro in senso lato.
Vecchio 23-01-2020, 08:11   #16
Esperto
L'avatar di Masterplan92
 

Quote:
Originariamente inviata da sfigato Visualizza il messaggio
1) Scuola media: isolato, emarginato e preso in giro;
2) Scuola superiore: isolato, emarginato e preso in giro;
3) Cambio scuola superiore: isolato, emarginato e preso in giro;
4) comitive varie: sempre ai margini;
5) sempre ignorato dalle ragazze, assistevo ai successi dei miei amici;

Traumi che sono cresciuti fino a diventare macigni dentro di me... Macigni che mi hanno sventrato l'anima e reso un asociale, pauroso, introverso, taciturno..un caso umano..
Mi dispiace..potrei averlo scritto io
Vecchio 23-01-2020, 08:19   #17
Esperto
L'avatar di varykino
 

vero , molte volte i traumi ti cambiano completamente .... io so cambiato tantissimo dopo l incidente in motorino a sedici anni , è come se prima vivevo in un mondo dove ero immortale , ero il piu forte in tutto , ero positivo , propositivo , mi contornavo di gente , venivo cercato etc... dopo l esatto opposto , è come se mi so accorto che ero mortale , vedevo e vedo tutto in chiave pessimista , in modo che nn m'aspetto più niente di buono da nulla , ancora penso di potermela cavare in varie situazioni ma ci vado coi piedi di piombo , invece prima mi buttavo e sapevo che avrei "vinto" sicuramente , senza dubbi .... probabilmente se restavo come prima ero già morto però si sa mai , avrei affrontato sta parte di vita in modo differente ... o ero già sotto terra boh , inutile cmq pensarci
Vecchio 23-01-2020, 08:36   #18
Esperto
L'avatar di Xchénnpossoreg?
 

Quote:
Originariamente inviata da Melkor84 Visualizza il messaggio
Alla fine c'è un trauma iniziale che, se non hai gli strumenti per reagire, ossia la fiducia che ti potrebbe infondere un genitore, ti scappa di mano, finendo per farti condizionare a vita, ingigantendolo a sua volta coi pensieri, senza riuscire a trovare più una via d'uscita.
Purtroppo i genitori non sempre riescono ad essere vicini ai figli nel modo opportuno.
Alla fine sono persone e come tali hanno i loro problemi, limiti, paure e difficoltà assortite.
Inoltre non tutti i traumi sono superabili attraverso la fiducia di una figura di riferimento.

Quote:
Originariamente inviata da Melkor84 Visualizza il messaggio
Quando pensi troppo a un'esperienza negativa non risolvi un problema, ma solidifichi la sua natura di "problema". Reagire con tempismo appena si pone il problema, è l'unico modo per risolverlo, o almeno uno dei pochi modi per non farti fagocitare da esso.
A volte è impossibile non pensarci e reagire nel modo giusto porta comunque delle conseguenze. Penso, ad esempio, a traumi di una certa entità prolungati nel tempo. Alla malattia di un genitore e all'eventuale perdita. Sono situazioni che fanno sempre male, da giovanissimi poi.. si finisce per crescere prima, ci si trova ad avere delle responsabilità molto grandi.
Tuttavia al mondo questo interessa relativamente, la vita prosegue. E soprattutto in età adulta sta a noi cercare di capire come superare o almeno convivere con cicatrici simili.
Non è facile ma bisogna fare quanto possibile per trovare un equilibrio.

Certi traumi ti modificano completamente, cambiano il tuo modo di osservare la realtà e ti portano quindi a interagire con gli altri in termini sicuramente diversi dalla media.
Però sono cose che succedono... e di fondo l'unica è cercare di andare avanti.
Vecchio 23-01-2020, 10:22   #19
Principiante
 

Quote:
Originariamente inviata da arruz Visualizza il messaggio
io lo sono già purtroppo. il fatto è che oltre alle situazioni tanto o poco traumatizzanti che si vivono in giro c'è la famiglia...che molto spesso non solo non aiuta a rimettersi in sesto ma addirittura peggiora le cose o ostacola il processo (magari fisiologico) di ripresa. senza contare le offese o gli insulti.
per immaginare una situazione è come se uno viene investito da una macchina e la gente intorno lo schernisce dicendo "guarda questo che dorme sull'asfalto, che gente"
Tra il 2009 e il 2010 ho subito mobbing famigliare.
Penso che non mi riprenderò più da quell'esperienza.
L'ultimo scoglio affettivo a cui ero aggrappato è andato completamente in frantumi
Ringraziamenti da
arruz (23-01-2020)
Vecchio 23-01-2020, 12:25   #20
Avanzato
 

Credo sia nell'ordinario, per chi è in questo forum, avere almeno un trauma. Io ne ho tanti, infatti le paure tipiche di un sociofobico/evitante nascono proprio da questi.

Edit: Comunque sì, ho subito traumi già prima dell'adolescenza. Non ero un bambino vivace come tutti gli altri, bensì diverso e ipersensibile. Questo ha contribuito a far sì che la gente scagliasse le proprie frustrazioni su di me fino a piantarmi nella testa il seme del fallito. Trattato da sempre come un errore umano, poi cresci coi complessi e si domandano pure perché.

Ultima modifica di Viewer; 23-01-2020 a 12:39.
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