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24-08-2025, 20:34
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#1
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Intermedio
Qui dal: Jan 1970
Messaggi: 200
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Ultima modifica di cancellato25952; 03-07-2026 a 15:55.
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24-08-2025, 20:47
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#2
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Avanzato
Qui dal: Jan 2025
Ubicazione: Amabile indomabile
Messaggi: 482
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La società,ovvio
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24-08-2025, 20:48
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#3
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Esperto
Qui dal: Sep 2015
Ubicazione: R'lyeh
Messaggi: 16,786
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A me diffondere il mio DNA non ha mai interessato, né metter su famiglia, ecc. Ho altri interessi.
Mi interessa ad esempio avere rapporti umani significativi, amicali se vogliamo usare questo termine, ma se non ci riesco mi rendo conto che il problema è soprattutto mio e dei miei limiti mentali, visto che vedo che altre persone hanno rapporti significativi senza problemi, anche duraturi. Non mi piace addossare alla fantomatica società quelli che sono problemi miei, mi sembra una soluzione troppo facile e banale, poi avrei da dire sul concetto stesso di "società", che trovo in gran parte fallace.
Mi chiedo se abbia senso fare paragoni tra il presente, che almeno conosciamo bene perché lo viviamo, e un passato al quale non abbiamo accesso, che si conosce vagamente, e che per conoscere bene richiederebbe studî lunghi e serî, quelli fatti dagli specialisti nell'arco di una vita intera. Altrimenti è come se io mi mettessi a parlare di un paese lontano, chessò, la Nuova Zelanda o l'Isola di Pasqua, senza mai esserci stato, in base a quel poco che ne ho sentito dire vagamente, che spesso sono due o tre nozioni stereotipate, quelle che andando sul posto vengono smentite in meno di ventiquattr'ore.
Riguardo alla contrapposizione tra presente liquido e passato solido, nel passato una certa solidità era garantita dalle norme, che vietavano il divorzio, i rapporti prematrimoniali, quelli fuori dal matrimonio, ecc.
Ok, ma in passato le istituzioni di controllo erano comunque più deboli e meno capillari di oggi: era vietato il divorzio, era punito l'adulterio, ma questo sulla carta e nel frattempo chissà quante corna c'erano...
Ma anche qui si dovrebbe fare studî serî e lunghi per capire come stessero effettivamente le cose, cos'è cambiato davvero, e così via.
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24-08-2025, 20:57
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#4
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 5,932
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Anche se il figlio dovesse essere gay quale sarebbe il problema?
Le cene da pagare dovrebbe essere un momento conviviale di divertimento, quando esco a mangiare con conoscenti (non uso la parola amici per una mia fissa) ogni volta tutti vogliono pagare e finisce che un giorno pago io per tutti la prossima un altro etc, de esco con una donna non voglio sentire ragioni pago sempre io.
Si ci vedo una visione del mondo opposta alla mia, il fatto che le coppie non durino più è semplice uso del libero arbitrio, la società liquida è sempre più libera e quindi conta sempre di più la responsabilità individuale, chi è solo dovrebbe farsi qualche domanda su se stesso oltre che sulla società, e lo dico da single inveterato.
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24-08-2025, 21:02
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#5
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Banned
Qui dal: May 2022
Ubicazione: Agartha
Messaggi: 2,655
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Bisognerebbe vedere chi è quel ''noi'' perché io ho difficoltà a socializzare ma mi sento molto distante da altre persone apparentemente simili e mi darebbe fastidio essere messo nella stessa scatola. Anche loro, per quanto mi riguarda, fanno parte della cosiddetta società, tutto ciò che è al di fuori di me costituisce la società, quella società infame e maledetta che mi ha fatto ammalare. Sposarmi o crescere bambini non mi interessa, mi basterebbe scollarmi di dosso la maledetta depressione.
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24-08-2025, 21:10
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#6
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Esperto
Qui dal: Jun 2024
Messaggi: 2,636
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noi,ovvio
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24-08-2025, 21:28
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#7
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Esperto
Qui dal: Dec 2024
Ubicazione: Skynet
Messaggi: 1,233
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Sicuramente ci vuole fortuna nel trovare persone adatte a noi e parlo anche a livello di amicizia. I rapporti sono diventati molto superficiali , è vero, non saprei dirti di chi è la colpa, ma di sicuro l'unica certezza che abbiamo è il cambiamento. La società ora è così ma cambierà col tempo, sicuramente poi arriveranno i robot e poi addio esseri umani .
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24-08-2025, 21:39
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#8
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 1,030
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il punto drammatico e tragico.. è che non c'è più proprio la società
siamo nell'era dell'invididu(alism)o.
Raga, il punto vero è questo: ma che fine ha fatto la società ?
Non c'è più.
(eccezioni a parte) Ci son leggi, ipocrite ma senza alcuna utilità pratica.. che alimentano un'economia della finta <solidarietà> che fa più male che bene (tranne a chi ci ricava i soldi) .. e tante fregnacce.. ma poi alla fine questa società cos'è ? dov'è ?
Non è questione di chi sbaglia: qui il problema è che non frega più un cazzo di niente a nessuno (almeno chi conta, istituzioni, servizi.. è tutto allo sfacelo).
La società.. boh... è come dio.. la fantasia.. é un sogno che evapora al mattino.
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24-08-2025, 21:56
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#9
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 5,932
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Quote:
Originariamente inviata da Sheev Palpatine
Le discriminazioni, le varie problematiche che la condizione comporta. Sicuramente rispetto a vent'anni fa le cose sono cambiate, ma si tratta comunque di una situazione che non vorrei. E i figli si sa, vanno per conto loro, un genitore non ha il controllo assoluto.
Guarda io parto dal presupposto che se gli altri sono individualisti e pensano solo per se stessi, allora anch'io devo farlo altrimenti vengo sfruttato e calpestato. Per me le cose si basano sulla reciprocità. Se una persona ci tiene e merita ci sta offrire le cose e tutto il resto. Ma se, come nella maggior parte dei casi, si tratta di gente a cui non frega un cazzo di nulla e che non merita nulla, allora bisogna ricambiare con la stessa moneta.
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Un genitore vuole il bene dei figli, infatti quando un figlio si dichiara gay i genitori se gli volevano bene prima gliene vorranno anche dopo anche se per tutta la vita sono stati omofobi, per quanto riguarda l'essere sfruttati è meglio che sfruttare a propria volta.
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24-08-2025, 22:22
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#10
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Esperto
Qui dal: Nov 2009
Messaggi: 11,007
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Tu parli da uomo ferito (cit).
Sheev, nella vita si possono pensare tantissime cose. E questi pensieri sono destinati con il tempo ad assumere nuove forme, dimensioni. Cresciamo, cambiamo, l'esistenza ci insegna delle cose e ce ne fa dimenticare altrettante. Ogni tanto, poi, ci fa conoscere delle persone che rivoluzionano le nostre giornate per qualche anno o per sempre. Quando capita le calcolatrici finiscono nel cassetto. Certi ragionamenti sbiadiscono e vengono sostituiti da altri più urgenti. Perché il bene che provi in quel momento è più forte di tutto. La persona che ami diventa il centro e in lei non vedi insidie bensì un porto sicuro. I suoi problemi diventano un po' i tuoi perché faresti di tutto per essere di aiuto. E la sua felicità è anche la tua, c'è un filo che le unisce, proprio come succede con i figli.
E' vero, non siamo infiniti. La società può dire ciò che vuole, ma siamo persone e abbiamo dei limiti. In fondo, la società è un costrutto dell'uomo e quindi non può essere esenti da svarioni.
E noi? Noi sbagliamo. Facciamo errori su errori. Sbagliamo da soli e combiniamo cavolate in compagnia.
Però possiamo sempre imparare, crescere, sostenerci l'uno con l'altro mettendo da parte un pochino di egoismo.
Non è facile. Non sempre funziona. Però è una delle speranze più belle.
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24-08-2025, 22:29
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#11
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Esperto
Qui dal: May 2019
Messaggi: 3,226
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Quote:
Originariamente inviata da 忘れられた
il punto drammatico e tragico.. è che non c'è più proprio la società
siamo nell'era dell'invididu(alism)o.
Raga, il punto vero è questo: ma che fine ha fatto la società ?
Non c'è più.
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Condivido, qualunque sia il contesto la sensazione è quella di essere separati meccanicamente gli uni dagli altri.
Sali in treno e pare un obitorio in movimento talmente siamo sconfortati isolati e morti dentro.
L'aridità e il rigore dell'architettura moderna, le tonalità austere di grigio, la disarmonia respingente delle forme, incarna bene lo spirito del tempo, dove il tuo prossimo non è più un'opportunità di condivisione ma un fastidio da scavalcare.
Non sono più case, ma bunker post-apocalittici nel quale rifugiarsi.
Ormai c'è un senso di pudore a mostrarsi sereni, ci vuole moderazione nelle manifestazioni di felicità, o passi per eretico. Ha vinto il neoliberismo.
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24-08-2025, 22:51
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#12
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 1,030
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Quote:
Originariamente inviata da Lost75
La società siamo noi  oppure no?  e chi cazzo siamo noi allora? 
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In un mondo normale e umano la società DOVREMMO essere anche noi, tutti.
Tu la percepisci così ?
Ti senti parte di questo contesto collettivo ?
(io mi sento solo preso per i culo)
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24-08-2025, 22:59
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#13
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 1,030
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Quote:
Originariamente inviata da Lost75
Io non ho niente da spartire con questa società spazzatura piena di stronzi farabutti!!!| (scherzo  )
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La domanda vera.. oggi... è cosa questa società spartisce con te.
Messo da parte l'invidu(alism)o.. la società .. c'è ?
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24-08-2025, 23:05
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#14
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 1,030
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ecco tutta l'ipocrisia.. tutto lo squallore della società moderna (ricca e che conta) in soli 36 secondi (pagati MOLTISSIMO.. direi)
E (purtroppo) è un video vero, non generato dall'i ntellighenzia artificiosa.
https://www.repubblica.it/esteri/202...-P3-S1-T1-r836
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24-08-2025, 23:18
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#15
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Esperto
Qui dal: May 2025
Messaggi: 1,030
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Quote:
Originariamente inviata da Lost75
Il conto da pagare
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ah, beh.. si .. quando c'è da pagare.. figurati... sempre presente.. la "società"
(vi potrei raccontare di quelle storie fantascientifiche che.... ma non mi va)
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24-08-2025, 23:44
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#16
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Esperto
Qui dal: Jun 2022
Messaggi: 2,353
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magari è la natura più che la società. Con la predominanza di quest'ultima si forzano determinate norme e comportamenti; maggiore libertà individuale sarebbe quindi meno società. Sarebbe meglio una maggiore influenza esterrna sulle scelte dei singoli? Dipende dai punti di vista. Per quanto riguarda i rapporti io credo di no, ma è opinione individuale, come lo è quella contraria.
Non è colpa o errore di chi non ce la fa, è inadeguatezza più che altro. Inadeguatezza relativa. Non è colpa neanche della cosiddetta società se uno non ce la fa, magari più di singoli che hanno avuto influenza diretta sull'individuo. Responsabilità più che colpa, oppure, scendendo ancora un po', causa invece che responsabilità.
Secondo me non ha molto senso chiamare in causa genericamente la società senza introdurre nel discorso delle proposte di miglioramento più definite.
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24-08-2025, 23:56
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#17
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Banned
Qui dal: May 2014
Messaggi: 4,484
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Ma il potere in realtà di mantenere salda una relazione perche lo si vuole, non è mai esistito. Si è in due, quindi il tuo potere su quel rapporto è esattamente il potere che l'altro ti concede.
Come farsi volere, come detenere questo potere? Utilizzando una terminologia che non mi piace.
Non dando per scontato sia eterno, dando per scontato che potrebbe finire molto male, includere il tuo dolore, non accanirsi, evitare microtraumi, conoscendo a fondo l'altro soggetto... andando piano, senza paranoie di sorta. Nutrendo il rapporto ogni giorno, come una pianta che vuoi volere crescere.
Comprendi?
Da sè, nulla cresce.
Mi ripeto, cercare una relazione include la possibilità di provare dolore. Aprirsi all'amare significa anche aprirsi a cio' e no, non è detto sia per tutti.
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25-08-2025, 09:12
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#18
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Esperto
Qui dal: Jan 2021
Messaggi: 3,264
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Quote:
Originariamente inviata da Sheev Palpatine
Sappiamo anche che le donne vengono cercate, quindi tendenzialmente, con facilità possono trovarsi nuovi partner. Per un uomo, c'è parecchio da faticare. E anche se tu hai faticato per diversi anni, anni in cui ci saranno state cene da pagare, passaggi, noiosissime serate con i familiari di lei ecc ecc. Lei può comunque decidere di mettere la parola fine al rapporto, cioè lo farà per certo, è solo una questione di quando praticamente.
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Questi discorsi mi fanno veramente girare il cazzo (che non ho). Non capisco perchè non vengano fatti in modo generico ma sempre facendo passare le donne come delle stronze. Gli stronzi e le difficoltà nelle relazioni sono da tutte e due le parti. Come se gli uomini fossero dei santi e le povere vittime di una coppia. Gli uomini non hanno parenti rompicoglioni da assecondare? Mamme assillanti e sempre presenti? Amanti sparse di qua e di là? Loro non lasciano mai le compagne? Perchè questo discorso viene sempre fatto solo da un punto di vista e mai anche dall'altro?
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25-08-2025, 11:45
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#19
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Esperto
Qui dal: Mar 2010
Messaggi: 13,294
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Quote:
Originariamente inviata da Trinacria
Questi discorsi mi fanno veramente girare il cazzo (che non ho). Non capisco perchè non vengano fatti in modo generico ma sempre facendo passare le donne come delle stronze. Gli stronzi e le difficoltà nelle relazioni sono da tutte e due le parti. Come se gli uomini fossero dei santi e le povere vittime di una coppia. Gli uomini non hanno parenti rompicoglioni da assecondare? Mamme assillanti e sempre presenti? Amanti sparse di qua e di là? Loro non lasciano mai le compagne? Perchè questo discorso viene sempre fatto solo da un punto di vista e mai anche dall'altro?
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Il fatto è che uomini e donne sono di classi sociali diverse. Capisco che è difficile capirlo o ammetterlo.
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25-08-2025, 12:14
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#20
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Esperto
Qui dal: Aug 2007
Messaggi: 26,210
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Quote:
Originariamente inviata da Sheev Palpatine
Oggi il sistema è parecchio cambiato
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Si, il sistema è cambiato (a mio modo di vedere le cose però siamo ancora lontani dal parecchio, ci arriveremo nei prossimi decenni forse) ma come un tempo non tutti si adeguavano alle dinamiche che prevedevano il nucleo famigliare e l'adesione ai ruoli comportamentali, così oggi non tutti devono adeguarsi ai modelli cosiddetti "fluidi". Esistono nicchie sociali che permettono di aderire a schemi non completamente allineati (a parte che oggi mi sembra che ognuno vada in direzioni diverse, quindi è difficile parlare di omologazione): conosco persone che hanno avuto anche 5 figli e stanno insieme da molti anni, come è possibile tutto questo? E' necessario che entrambi l'abbiano voluto, certo questo comporta delle condizioni a cui sottostare, nulla arriva dal nulla. Quindi si parla di persone estremamente religiose, che hanno dedicato lavoro e stile di vita ad un progetto famigliare...ad esempio hanno fin da subito scelte professionali che comportavano sacrifici (uno di loro ha fatto tre-quattro trasferimenti all'estero, anche in zona pericolose, prima di trovare la sede in patria, un altro è praticamente schiavo del suo lavoro, è costretto a trasferimento infrasettimanali e orari impossibili).
E questi sono solo esempi, le situazione a cui è sovente necessario soggiacere sono parecchie oltre al lavoro...io quindi mi soffermerei più su un'analisi personale: la società è davvero diventata impossibile o siamo noi che, causa depressione, astenia, ansia, senso di inadeguatezza, non siamo disposti ad affrontare queste "condizioni"? La presa in esame deve prima partire da se stessi...per delle persone che provano disagio a uscire di casa l'analisi sociologica dovrebbe essere l'ultimo dei problemi.
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