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Vecchio 05-04-2018, 21:35   #1
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Non era la prima volta che usava un fucile, era un individuo sensibile e per questo veniva spesso preso di mira dai suoi camerati pure se aveva il rispetto dei suoi superiori, il suo obiettivo era diventare generale di corpo d'armata o colonnello anche se non sapeva quest'ultimo ruolo cosa comportava esattamente anche se lui sicuramente lo avrebbe saputo imparare.

Nel Luglio del 1916 la situazione sul fronte orientale era stabile, ancora non era scoppiata la rivoluzione bolscevica e le truppe rimanevano fedeli allo zar come si è fedeli alla propria madre o al proprio padre.

Era in corso l'offensiva del generale Brusilov contro le forze austroungariche al fine di ridurre la pressione sul fronte occidentale, questa offensiva sarà la più importante dell'impero russo durante la guerra ma il nostro soldato fobico non lo sapeva ancora.

Si passavano le giornate ad addestrarsi e litigare per le razioni alimentari, era una vita dura, tra le truppe un po di malcontento serpeggiava ma tutto sommato si cercava di tirare avanti senza casini e ammutinamenti, il nostro eroe fobico doveva destreggiarsi in questa vita difficile ben sapendo che difficilmente sarebbe tornato a casa visto che di solito veniva scelto per i compiti più pericolosi e non osava ribellarsi da buon fobico qual era.

Il nostro eroe fobico che da adesso in poi chiameremo Aleksey metterà alla prova per l'ennesima volta il suo coraggio nell'attacco del 20 Luglio 1916.

C'era un tempo tutto sommato tranquillo nella steppa ucraina, il freddo invernale era solo un ricordo e anzi c'erano temperature da far invidia ai deserti africani, l'artiglieria iniziò a bombardare le posizioni fortificate tedesche e come al solito ebbe problemi a centrare il bersaglio (l'inefficienza dell'artiglieria russa si dice sia seconda solo a quella italiana), Aleksey e la sua squadriglia potevano finalmente andare all'attacco sperando che i tedeschi non avrebbero usato il gas come era loro solito anche se l'uso più massiccio era sul fronte occidentale dove ci si divertiva a fare i piccoli chimici tra fosgene, iprite e irritanti vari.

Erano le 5 del mattino, il momento ideale per un attacco secondo i comandanti, Aleksey non era molto convinto di ciò e riferì al suo unico amico che si era fatto in tanti anni di guerra che non aveva poi tutta questa voglia di andare all'attacco, Aleksey simpatizzava per gli ideali di sinistra però trovava troppo estremiste le politiche dei bolscevichi, sognava una Russia con una democrazia parlamentare come le grandi democrazie europee senza dover ricorrere alla dittatura del proletariato propugnata dai comunisti.

Solita roba, assalto nella foschia mattutina contro le postazioni tedesche puntualmente respinto, eppure tutto sommato si era all'interno di un'operazione militare che stava per cambiare le sorti della storia militare dato che per la prima volta si usavano tattiche innovative, ma il saliente dove combatteva Aleksey era particolarmente sfigato e faceva fatica ad avanzare, i crucchi erano molto bravi a difendersi e facevano pagare a caro prezzo ogni metro di territorio.

21 Luglio 1916

Caro padre, non so più cosa dirti, qui si sta che è uno schifo, si mangia poco e male, il caldo torrido ci uccide e i tedeschi resistono strenuamente ad ogni nostro attacco, non so se riuscirò a tornare a casa sano e salvo, il nostro è un paese arretrato, lo zar pensa solo alla guerra, spero che questa inutile guerra finisca e io possa tornare a casa da voi, ti prometto che mi metterò seriamente a cercare moglie una volta tornato, Mosca è una città piena di idee e persone interessanti e non capirò mai perché la capitale sia San Pietroburgo e non la nostra bellissima città, spero che mamma stia bene, i miei fratelli come se la passano? Studiano tutti? In un paese di contadini e operai come il nostro è una fortuna far parte di quella fetta di società che può permettersi un'istruzione anche se qui nell'esercito sono ancora soldato semplice, purtroppo ho problemi nel farmi rispettare, qui c'è tutta gentaglia campagnola che non ha il minimo rispetto delle istituzioni, le idee comuniste si diffondono come un virus e ho paura di dover adeguarmi pure io alla situazione, tu sai che ho sempre avuto una certa simpatia per i nichilisti russi che diffusero nel secolo scorso idee contro lo zar e le istituzioni ma questi comunisti non mi convincono mica, cercherò di portare a casa la pelle così potremo tornare a disquisire di politica al lume di candela, i tuoi amici monarchici però mi sono sempre stati particolarmente antipatici, dovremmo conoscere qualche repubblicano, qualche socialdemocratico insomma, odio gli aristocratici così come odio i comunisti.


Il mese di Luglio passò così tra attacchi falliti e attacchi riusciti finchè il nostro Aleksey col suo Mosin Nagant fece la sua prima vittima, non era molto fiero di questo, da buon nichilista disprezzava la guerra dove era chiamato a combattere in nome di un sovrano che doveva essere di discendenza divina, lui sapeva che il potere aveva ben poco di divino, era un materialista, questo c'è da dire che lo aveva in comune coi comunisti che disprezzavano le religioni e i sovrani.

Ad Agosto del 1916 fu spostato più a Nord, nei pressi di Kovel, la sfiga che notoriamente sembra perseguire Aleksey volle che si trovò proprio nella battaglia che decretò il più grande insuccesso di tutta l'offensiva Brusilov che venne praticamente fermata dalle forze austroungariche, tedeschi e austroungarici stavano un po su tutta la linea del fronte e usavano spesso alternarsi nella difesa dei confini, Aleksey disprezzava la monarchia tedesca e austroungarica quasi come quella russa e quindi era più spinto nel combattere il nemico anche se a sua volta combatteva per un sovrano.

Il terreno era pieno zeppo per via delle pioggie estive, Aleksey non ne poteva più, sognava solo che la Russia uscisse in un modo o nell'altro dal conflitto e che lui potesse tornare a casa, in guerra si stava malissimo, almeno i cosacchi potevano vantare le loro imponenti cariche di cavalleria ma per un fante la guerra era uno schifo, spesso pensava se disertare o uccidersi ma poi pensava al suo caro padre e al dispiacere che gli avrebbe dato e quindi teneva duro nonostante tutto.

Nel Settembre del 1916 ci fu un'altra offensiva abbastanza inutile, quella per la Transilvania, il governo rumeno si comportò un po come quello italiano nel corso del primo conflitto mondiale e anche se prima dell'inizio delle ostilità era alleato del governo austriaco non aveva obblighi ad entrare in guerra a fianco dell'Austria, alla fine decise di entrare in guerra contro l'Austria affinché venisse riconosciuta la sua sovranità sulla Transilvania, una regione pianeggiante e molto importante per il governo rumeno.

Aleksey si chiedeva quando sarebbe finito tutto ciò, ultimamente valutava che forse la cosa migliore era non tornare proprio a casa e disertare sperando di essere ospitato da qualche famiglia di contadini, alla fine dei conti la Romania era un paese alleato, la popolazione magari sarebbe corsa in suo soccorso anche se in quanto disertore sarebbe passato per la corte marziale nel caso in cui i rumeni lo avessero consegnato alle autorità russe, la forma di governo della Romania era una monarchia costituzionale, vedeva al governo rumeno come messo meglio rispetto a quello russo però non se la sentiva ancora una volta di abbandonare la sua famiglia, sapeva che presto in patria sarebbero successi casini e doveva stare vicino alla sua famiglia anche se a malapena sapeva sparare, magari a furia di combattere sarebbe diventato un veterano e magari poi un generale come sognava da sempre.

Il tempo intanto passava e si stava arrivando a un post decisamente lungo per cui per ora la storia di Aleksey si ferma al 7 Settembre 1916 nelle pianure rese fangose dalla pioggia incessante che colpisce queste regioni in estate e in autunno, Aleksey non lo sapeva ma tutto ciò avrebbe creato gravi problemi molti anni dopo durante l'invasione nazista dell'Unione Sovietica però non forziamo le tappe e torniamo alla nostra prima guerra mondiale dove le grandi monarchie arrivarono alle armi per via di un banale omicidio.

Quindi abbiamo il nostro Aleksey fermo nelle pianure rumene indeciso su cosa fare nel Settembre del 1916, siccome questo racconto lo sto scrivendo di getto non so nemmeno io quale decisione prenderà Aleksey mentre credo che seguirò gli eventi storici abbastanza fedelmente perché così con la scusa ripasso un po di storia, al limite mi do alla fantasia giusto negli anni finali.

Ultima modifica di Svers0; 05-04-2018 a 21:38.
Vecchio 06-04-2018, 17:23   #2
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Cosa doveva fare Aleksey? Continuare a combattere per il moribondo impero russo o fare qualcosa di diverso tipo disertare o unirsi ai rivoluzionari? Perché l'indecisione lo stava letteralmente divorando dentro? Tanto ormai l'impero russo era fottuto, arretratezza e malcontento interno lo avrebbero portato irrimediabilmente alla disfatta sia nel fronte interno che sul campo di battaglia, bisognava mettere da parte la fobia e fare qualcosa di concreto per il popolo russo.

Quando riuscirà a diventare di un grado superiore potrà guidare lui gli uomini in battaglia per i propri ideali e sarà un tizio importante nell'imminente guerra civile che sempre di più si sente nell'aria.
Vecchio 06-04-2018, 21:28   #3
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Il 20 Settembre 1916 l'offensiva Brusilov segnava uno dei suoi colpi decisivi contro le armate austroungariche e tedesche, entrambe le fazioni subirono ingenti perdite ma fu il più grande assalto russo della guerra e Aleksey ne fu partecipe riuscendo pure questa volta a restare in vita nonostante la carneficina.

Intanto a fianco delle potenze centrali si schierò a fianco la Bulgaria che a sua volta era supportata anche dalla Turchia e in breve tempo asfaltarono l'esercito rumeno mentre intanto in Russia il malcontento saliva sempre di più, Ottobre 1916 passò in modo tutto sommato veloce, la Romania perse gran parte del suo territorio mentre sul fronte italiano si combatteva la nona battaglia dell'Isonzo e sul fronte occidentale accadevano un sacco di cose di cui Aleksey non si interessava più di tanto essendo occupato a lottare per la propria vita giorno dopo giorno.

La Romania fu talmente asfaltata da dover difendere la propria capitale disperatamente dalle forze centrali mentre sul fronte russo le cose rimanevano abbastanza stabili, siamo nel Novembre del 1916.

Alla fine nel Dicembre del 1916 la capitale rumena capitolò, Aleksey pensava che tutto sommato aveva fatto bene a non lasciare il posto di combattimento per rifugiarsi nelle campagne della Transilvania ma ora voleva tornare in Russia il prima possibile.

In patria intanto montava il malcontento, l'apertura del parlamento fu posticipata a Febbraio con grande malcontento dei repubblicani, al fronte la situazione era abbastanza tranquilla e Aleksey si dilettava a scrivere nelle noiose pause tra un attacco di artiglieria e l'altro, sapeva che la guerra non sarebbe durata ancora a lungo ed era pronto in qualsiasi momento a sfruttare questa debolezza dell'esercito per scappare via.

L'8 Marzo scoppia la rivoluzione di Febbrario, la rivoluzione fu chiamata così perché all'epoca si usava un altro calendario in Russia che differenziava un po da quello occidentale, nelle strade di San Pietroburgo scoppia il caos, inizialmente la polizia e i militari sopprimono la rivolta ma in seguito decidono di ammutinare e unirsi ai rivoltosi, lo zar deve abdicare.

In Russia si formò un governo a due tra il governo provvisorio che seguiva gli interessi della borghesia e i vari soviet sparsi per il paese che invece difendevano i diritti di soldati, contadini e operai, inutile dire che erano i soviet ad avere maggior potere in questo governo provvisorio, intanto la divisione di Aleksey fu spostata nelle retrovie nei pressi di San Pietroburgo con grande soddisfazione del nostro eroe fobico che però ambiva comunque di tornare a Mosca, San Pietroburgo la trovava troppo aristocratica e noiosa, preferiva di gran lunga la visione del Cremlino e delle sue stupende torri.

La situazione interna intanto peggiorava, il governo dei soviet e quello provvisorio borghese erano ai ferri corti, nel Luglio del 1917 ci fu una rivolta che rimane un mistero se fu organizzata dai bolscevichi oppure no, il nostro Aleksey si trovò a combattere per la prima volta suoi stessi connazionali ma questa volta gli andò bene, la protesta fu dispersa e il governo potè mantenere l'autorità sulla città che ad essere precisi si chiamava all'epoca Pietrogrado dato che si era preferito il suffisso -grado di origine russa a quello -burgo di origine tedesca visto che i due popoli erano in guerra.

Poi arrivò il generale Kornilov a Pietrogrado con il supporto del governo ma all'ultimo momento il capo del governo provvisorio borghese iniziò a temere un colpo di stato militare e ordinò di fermarsi, Kornilov ignorò l'ordine sentendosi tradito e continuò a marciare minacciosamente verso la capitale, a quel punto il governo provvisorio colto dalla disperazione dovette chiamare in causa le milizie bolsceviche, mensceviche e socialiste rivoluzionarie affinché dissuadessero Kornilov dal prendere il potere, alla fine con grande gioia del nostro Aleksey non ci fu uno scontro ma da questo episodio i bolscevichi ne uscirono molto rafforzati dopo gli arresti di massa che avevano subito per le proteste di Luglio ed erano pronti a scatenare una nuova rivoluzione contro il neonato governo democratico russo che ancora si osteneva a tenere il paese in guerra nonostante le gravi mancanze di cibo e approvvigionamenti in tutto il paese.

Aleksey non sapeva con chi schierarsi sinceramente, tendeva ad avere una sorta di simpatia per i menscevichi più che per il governo provvisorio ed era pronto ad unirsi a loro pur facendo parte in teoria ancora dell'esercito russo che continuava a combattere nella prima guerra mondiale.

I mesi passavano noiosamente, era ormai un continuo comizio, il governo provvisorio cercava di imbuonirsi il popolo in tutti i modi possibili ma esso tendeva sempre più verso le forze rivoluzionarie di sinistra che promettevano cibo, terra e pace al disperato popolo russo.

Verso il Settembre del 1916 con la sua divisione ancora di stanza nei sobborghi di Pietrogrado chiese a un suo superiore se era possibile essere trasferito in una divisione di guardia a Mosca ma la sua proposta fu respinta visto l'alto pericolo di diserzione un po in tutto l'esercito e la situazione politica sempre più difficile, il governo provvisorio sapeva che i socialisti e comunisti bramavano per rovesciare il governo ed erano pronti a una nuova ondata di arresti contro di loro, i bolscevichi intanto preparavano la loro rivoluzione socialista per rovesciare quello che definivano un governo borghese che non aveva a cuore gli interessi del proletariato ma dava riforme giusto per tenere a bada il popolo come fece Bismarck a suo tempo con gli operai tedeschi.

Il 7 Novembre 1917 Aleksey fu svegliato dal trambusto generale, i bolscevichi avevano deciso che era ora di rovesciare il governo borghese, non tutti erano d'accordo con questa decisione nel soviet di Petrogrado e molti lasciarono l'assemblea prima del voto per protesta, era il momento di assaltare il famoso Palazzo d'Inverno e arrestare tutti i membri del governo provvisorio, il capo del governo provvisorio però riuscì a fuggire e ad organizzare a sua volta un esercito, era iniziata la guerra civile russa, i bolscevichi avevano preso il potere con la forza e non avrebbero ceduto facilmente alle armate bianche che erano a favore del governo provvisorio o addirittura dello zar, sarà una guerra civile lunga che costerà la vita a molti uomini.

Il nostro Aleksey era in crisi perché voleva tornarsene a casa ma sinceramente visto che la situazione aveva preso una piega abbastanza complicata si limitò a riconoscere il nuovo governo bolscevico ed entrare ufficialmente nell'Armata Rossa, era il momento che la storia aveva riservato alla Russia che intanto con i bolscevichi al potere si considerava primo stato socialista della storia, la guerra civile sarà lunga e difficile e il nostro Aleksey cercherà nuovamente di portare a casa la pelle e soprattutto raggiungere Mosca, la sua adorata città.
Vecchio 06-04-2018, 22:35   #4
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Da questo momento la storia diventerà ucronica anche perché non ci sarebbe gusto a renderla esattamente fedele alla storia dato che basterebbe leggersi un libro di storia o articoli di Wikipedia.

807186_graymap.jpg


Ho improvvisato con Paint una situazione all'inizio della guerra civile:

- i rossi sono i bolscevichi
- gli arancioni sono i menscevichi o comunque i rivoluzionari antibolscevichi
- i verdi sono gli anarchici
- i neri sono i monarchici e in generale la destra nazionalista

Il puntino blu dovrebbe rappresentare dove si trova Aleksey al momento della guerra civile ma ho notato che nell'allegato non si vede comunque è nei sobborghi di Pietrogrado cioè la città vicina alla Finlandia, si trova nelle fila dell'Armata Rossa, i cerchi rappresentano le città e se le ho collocate bene dovrebbero essere Pietrogrado, Mosca, Minsk, Kiev, Volgogrado e Arcangelo.

Purtroppo non sono molto visibili i cerchi ma con un po di sforzo uno li trova, per vincere la guerra civile è necessario controllare tutte le città.

A questo punto sembrerebbe un gioco più che un racconto ma in realtà resta un racconto, dovrò vedere come implementare l'intervento estero a fianco delle varie fazioni anche se in teoria gli unici che potranno usufruirne sono i neri e cioè i monarchici, ci sarebbe pure la guerra contro la Polonia da aggiungere e devo verificare se ci fu anche con le repubbliche baltiche e la Finlandia ma per ora lasciamo così.

Per ora siamo nel Novembre 1917 ed è appena scoppiata la guerra civile, Aleksey è nell'Armata Rossa come già detto e presto inizieranno i combattimenti senza esclusione di colpi, al momento le fazioni sono un tutti contro tutti ma non è escluso possano sorgere alleanze e tregue come un po in tutte le guerre civili, ovviamente non date per scontato che farò vincere i bolscevichi per rispettare la storia, è tutto da vedere, potrebbero vincere pure gli anarchici per quanto mi riguarda.

Se decidessi di far morire Aleksey perché mi son stufato la guerra civile si interrompe in quel momento e al limite come vincitore si considera la fazione che controlla più città in quel momento.

Ora sono stanco, penso che farò iniziare le ostilità domani.

Ultima modifica di Svers0; 06-04-2018 a 22:38.
Vecchio 07-04-2018, 17:12   #5
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I giorni scorrevano velocemente, un po in tutto il paese scoppiavano scontri tra le forze democratiche, monarchiche e comuniste.

Aleksey lavorava la terra per il suo battaglione dato che con la grave crisi governativa iniziavano a mancare le vettovaglie da parte del governo centrale e i soldati dovevano inventarsi un modo per mangiare e sopravvivere in quella situazione difficile aiutando i contadini a lavorare la terra, ovviamente c'erano pure quelli che disertavano e si comportavano da banditi ma Aleksey col suo senso di giustizia e fedeltà al governo russo, qualsiasi esso sia, decise di rimanere a combattere nelle file dei comunisti pur non essendo lui un fanatico comunista e non avendo insomma le idee sul da farsi, li nella zona di Pietrogrado c'erano pure molti marinai di idee ancora più estremiste dei bolscevichi e vicini all'anarchismo che i bolscevichi minacciavano di guerra se non si fossero piegati alla direzione generale ideologica del partito sotto lo stretto controllo di Lenin e Trotsky.
Vecchio 07-04-2018, 20:13   #6
Esperto
L'avatar di Gummo
 

Interessa anche me. Non ho ancora letto i post, il racconto è già messo in prosa o lo stai descrivendo?
Vecchio 07-04-2018, 21:25   #7
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Originariamente inviata da Sizes Visualizza il messaggio
Scusa Sverso non riesco a leggere tutto perchè sono pigra ma mi dici che storia è? Se l'hai scritta tu la leggo.
Quote:
Originariamente inviata da Gummo98 Visualizza il messaggio
Interessa anche me. Non ho ancora letto i post, il racconto è già messo in prosa o lo stai descrivendo?
La sto scrivendo io quasi di getto come mi vengono le idee, non so ancora come finirà.
Vecchio 07-04-2018, 21:59   #8
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Ci siamo, è l'inizio della guerra civile russa, la più grande guerra civile della storia probabilmente con il nostro Aleksey impegnato nel fronte di Leningrado a difendere la propria vita e l'ideale comunista a cui piano piano si sta avvicinando nonostante un certo scetticismo verso la dittatura del proletariato, preferirebbe un socialismo più di stampo democratico che includa una progressiva riduzione dei poteri della borghesia a favore dei lavoratori con un parlamento che prediligesse gli interessi di soldati, contadini e operai.







Poi posterò una mappa più dettagliata sulla situazione politica all'inizio della guerra civile, cercherò di riprodurre fedelmente la situazione anche se probabilmente qualche inaccuratezza storica ci sarà.
Vecchio 07-04-2018, 22:09   #9
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Ecco una mappa più dettagliata della situazione:

1024px-Russia_edcp_location_map.jpg

Rosso: bolscevichi
Nero: controrivoluzionari monarchici
Verde: anarchici e indipendentisti
Arancione: menscevichi


Vediamo un po chi l'avrà vinta.
Vecchio 07-04-2018, 23:07   #10
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Siamo quindi nel Novembre 1917 con la guerra civile appena iniziata, Aleksey è assegnato al 3° battaglione della 71esima divisione dell'Armata Rossa di stanza a Krasnoye Selo, un piccolo villaggio a Sud di Pietrograd fondato recentemente e città nella quale nei tempi zaristi lo zar ispezionava le truppe e dove prese la fatidica decisione di entrare nella prima guerra mondiale.

A Sud si trovava un territorio in mano ai bianchi, per ordine degli alti comandi bolscevichi Pietrograd fu rinonimata in Leningrado per commemorare il segretario generale del partito comunista che ora era praticamente in guerra contro tutte le altre forze politiche tra cui altri partiti di sinistra ed estrema sinistra.

Dicembre 1917

Le temperature sono proibitive, la guerra avanza lentamente, i morti civili iniziano già a superare quelli militari, l'offensiva ora passa ai bianchi mentre i bolscevichi sono in fase di riorganizzazione dell'Armata Rossa, nei loro ranghi entreranno tantissimi contadini e operai garantendo così ai bolscevichi un esercito numericamente superiore a tutti gli altri.

L'offensiva dei bianchi ottiene un certo successo proprio nella zona di Leningrado e Aleksey si vede a dover combattere in quel territorio difficile di foreste e piccoli laghi contro un nemico ben addestrato e supportato dalla cavalleria cosacca che comunque poteva poco in quel tipo di territorio.

Intanto la guerra continua anche più a Sud con gli anarchici che alleati coi vari indipendentisti locali soprattutto di origine ucraina combattono a loro volta contro tutte le altre fazioni.

Ben presto gli indipendentisti si fecero sentire in nazioni che facevano parte dell'impero russo ma che avevano una cultura differente da quella russa come Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania e zone a Sud confinanti con l'impero ottomano, ben presto però scoppiarono tafferugli tra gli anarchici che essenzialmente volevano comunque uno stato che avesse un minimo di controllo su tutto il territorio e gli indipendentisti che sognavano la libertà dal gioco russo indipendentemente se al potere c'erano i bolscevichi, i socialdemocratici o i monarchici.

Gli indipendentisti verranno rappresentati col colore giallo nella prossima mappa di aggiornamento della situazione.

Come in tutte le guerre civili insomma era un casino e non mancavano gli scontri all'interno di una stessa fazione e Aleksey si trovava nel bel mezzo di questo casino a combattere e cercare di portare a casa la pelle, Mosca al momento era sotto il controllo dei bianchi e quindi tornare a casa era un sogno, avrebbe dovuto lottare duramente per poter tornare a casa e vedere finalmente una Mosca socialista magari capitale del nuovo stato socialista che sarebbe emerso dalla guerra civile ma non essendo un racconto prettamente storico non è detto che vincano i bolscevichi e non è detto che Aleksey sopravviva alla guerra.

I bianchi in quel periodo erano supportati da diverse potenze straniere e godevano del supporto della maggior parte del mondo e allargarono presto la loro influenza anche in Siberia così che molte zone bolsceviche rimanevano isolate tra di loro e con il sistema di comunicazioni arretrato gli ordini non arrivavano o arrivavano in ritardo e i commissari locali dovevano scegliere la propria strategia in modo indipendente e scarsamente coordinato.

I bianchi quindi ebbero vita facile nel periodo iniziale della guerra riuscendo a conquistare molti territori in mano ai bolscevichi e agli anarchici e pure qualche pezzetto di terra ai vari gruppi indipendentisti che militavano ai confini dell'impero, specie nel Caucaso e nella zona della Russia europea.

Il 17 Dicembre 1917 finalmente una svolta, un attacco poderoso dell'Armata Rossa che riesce a indebolire i bianchi nella zona di Leningrado allontanando il pericolo di una possibile presa della capitale e molto probabilmente fine della rivoluzione bolscevica.

Cosa dire di Aleksey in tutto questo? Solita vita da fobico, mentre gli altri soldati frequentavano bene o male le ragazze dei vari villaggi e ogni tanto le lasciavano gravide lui si sentiva diverso, passava i pochi momenti di tempo libero a leggere propaganda comunista e leggersi il famoso libro di Marx che diede origine al movimento comunista in tutto il mondo, soffriva di una certa malinconia per la lontananza da casa ma stringeva i denti e con un po di vodka riusciva a tirare avanti in quell'inverno freddo e povero, vedeva i contadini spesso emaciati perché per via delle politiche del comunismo di guerra imposte da Lenin la priorità di vettovaglie era per i soldati che dovevano combattere il nemico capitalista, nazionalista e anarchico che minacciava il socialismo, tra i bolscevichi e gli indipendentisti invece c'era neutralità dato che Lenin considerava giusta l'emancipazione di quei popoli occupati impropriamente dall'imperialismo zarista.

La notte del 23 Dicembre il battaglione di Aleksey si trovò a combattere in prima linea contro le forze zariste, nel frattempo era stato spostato più a Sud al fronte dove la battaglia per le zone nei dintorni di Mosca continuava senza tregua, i bianchi erano riusciti a riprendere l'offensiva e minacciavano di tagliare in due il grosso del territorio in mano ai bolscevichi mentre nell'estremo Oriente del paese le forze mensceviche e socialdemocratiche sottraevano territorio alle milizie comuniste isolate da Leningrado facendo pressione sul governo mongolo per un intervento militare contro i bolscevichi e cioè i rossi.

Aleksey sopravvisse alla battaglia ma riportò qualche leggera ferita che gli permise di godersi qualche giorno di riposo, le linee di comunicazione erano interrotte con Mosca quindi non aveva la più pallida idea di come stava la sua famiglia anche se essendo simpatizzanti monarchici in territorio bianco probabilmente stavano bene e non dovevano beccarsi la repressione che ogni fazione esercitava sugli avversari politici, spesso e volentieri con processi veloci ed esecuzioni sommarie, se erano i rossi a farlo era terrore rosso mentre se erano i bianchi era terrore bianco, cambiano i colori ma non la sostanza.

Ecco la mappa della situazione aggiornata a Dicembre 1917:

1024px-Russia_edcp_location_map2.jpg


Lasciamo il nostro Aleksey riposare per qualche giorno, ricordo che la storia ruota comunque attorno a lui, se dovesse morire in battaglia o per qualche malattia o di suicidio per l'insopportabilità della propria situazione il racconto non continuerà perché una volta che si è morti non importa se hanno vinto i comunisti, i socialdemocratici o i monarchici, quando si è morti si è morti e tutto diventa quieto e la realtà incasinata in cui si era immersi un secondo prima smette di esistere per sempre.
Vecchio 08-04-2018, 16:54   #11
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Passò un Natale freddo e misero tra le fila dei bolscevichi che non festeggiavano questa festa religiosa dato che seguivano il principio dell'ateismo di stato, si era iniziato a distruggere tutte le chiese sotto il controllo dei bolscevichi, mettere i preti ai lavori forzati e i prelati in carcere.

Il 3 Gennaio i bianchi lanciarono una nuova offensiva ma senza successo, erano supportati dai tedeschi e da altri paesi in questa battaglia, tedeschi che pur essendo ancora in guerra davano una mano alle forze monarchiche a patto che terminassero la guerra una volta giunti al potere, c'erano contrattazioni anche tra bolscevichi e tedeschi affinché si raggiungesse una pace una volta che la guerra civile fosse conclusa, in ogni caso pur essendo formalmente in guerra tutte le azioni belliche sul fronte russo con la Germania cessarono da ambo i lati.

Gennaio 1918

Succedono molte cose ma visto che il racconto ruota sulla vita di Aleksey non ci soffermeremo molto sulle alleanze e guerre che scoppiavano tra le varie fazioni, sul fronte di Mosca la situazione rimaneva stabile ma variava di molto in altri.

Aprile 1918

Passò molto tempo e finalmente Mosca fu liberata dalle forze sovietiche, intanto i sovietici avevano accettato l'indipendenza della Finlandia e smesso di combattere con quegli indipendentisti mentre continuava la lotta contro anarchici e indipendentisti vari, Aleksey fu spostato a Sud di Mosca dove questa volta non era contro i bianchi ma contro i ribelli anarchici, le forze mensceviche intanto erano state completamente sconfitte in Siberia ed erano in generale molto indebolite.

Giugno 1918

Anarchici e menscevichi fecero una tregua per aiutarsi e affrontare il comune nemico bolscevico che intanto sfondava fino a quasi raggiungere il confine tedesco e riappropriandosi di Estonia, Lettonia e Lituania distruggendo i movimenti indipendentisti.

Ottobre 1918

L'Armata Rossa guidata da Leon Trotsky era qualcosa di formidabile, nonostante i tanti nemici e il supporto che questi ricevevano riuscì su tutti i fronti a guadagnare terreno e riuscire a controllare quasi l'80% del paese.
Aleksey intanto si trovava di guarnigione a Mosca e potè finalmente reincontrare la sua famiglia.

Maggio 1919

La guerra civile è quasi conclusa, i bolscevichi hanno praticamente ripreso tutto il territorio dell'impero russo eccetto la Finlandia e la parte più orientale della Siberia dove continuano a resistere i bianchi, anarchici e menscevichi sono stati annientati così come tutti i vari gruppi indipendentisti.

Settembre 1919

Con l'eccezione della Finlandia che si è resa indipendente il territorio è tornato finalmente tutto sotto il controllo bolscevico che ha pure approfittato della rivoluzione per rovesciare il governo mongolo e instaurarne uno socialista.

Ecco la situazione con il paese riappacificato e in mano ai bolscevichi:

1024px-Russia_edcp_location_map2.jpg


Ottobre 1919

Finalmente Aleksey viene smobilitato e può tornare alla sua vita civile come tante persone, prima della guerra ambiva di andare all'università una volta conclusi gli studi inferiori ma ora era indeciso sul da farsi, il padre era un uomo importante nei circoli menscevichi e fu arrestato per poi essere rilasciato su pressione della famiglia che orbitava di più intorno a ideali bolscevichi e promettendo che si sarebbe dato a una severa rieducazione politica.

Ormai Aleksey era un ragazzo di 22 anni e doveva scegliere che strada intraprendere nella sua vita, era affascinato dallo studiare giurisprudenza, chimica o medicina anche se la prima essendo immischiata con la politica e la nuova costituzione sovietica preferiva evitarla ma non si sentiva all'altezza delle altre due.

Alla fine si iscrisse in chimica, alla fine la Russia era stata la nazione di Mendeleev quindi nonostante la prima guerra mondiale e la guerra civile aveva ancora un settore abbastanza avanzato in quell'ambito.

Siamo nel Novembre 1919 e Aleksey inizia gli studi all'università popolare di Mosca..
Vecchio 08-04-2018, 21:20   #12
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Bisognava abituarsi alla nuova realtà, uno stato collettivizzato dove tutto era di tutti bene o male, però sentiva che nelle campagne la cosa non fu indolore, ci furono molti arresti soprattutto tra la media borghesia e i proprietari terrieri, anche tra quelli non proprio benestanti, il nuovo governo pareva più repressivo dello zarismo ma ad Aleksey non interessava, avendo combattuto nell'Armata Rossa era convinto che nessuno gli avrebbe mai fatto niente.

All'università conobbe un tale Vassily, una delle poche persone con cui andava in sintonia, Vassily era un appassionato di chimica a livelli che andavano ben oltre lo studio universitario, Aleksey seguiva i suoi discorsi pieni di tecnicismi ma alla fine era interessato a lui perché nonostante avessero caratteri simili notava che Vassily era molto più sicuro di se, una caratteristica che un po Aleksey gli invidiava.

Un giorno capitarono a un posto di blocco, chiesero come mai era stato allestito e gli risposero gli agenti che c'era stato un omicidio, che stranezza sentire di un omicidio nello stato socialista che doveva rappresentare il paradiso per tutti, la mentalità un po borghese di Aleksey ogni tanto tornava a galla ma avrebbe fatto meglio a reprimerla.

"A cosa stai pensando?" chiese a Vassily che pareva concentrato su chissà quale pippa mentale, "niente, niente, vorrei visitare la Francia, deve essere un posto molto interessante, ho saputo di studenti che vengono mandati li per imparare meglio".

Ad Aleksey l'idea di andare in un posto lontano da casa un po lo spaventava, avrebbe preferito finire gli studi a Mosca e magari dopo la laurea lavorare in qualche fabbrica metallurgica o nello sviluppare materiali migliori per l'edilizia, bisognava pensare al proprio futuro in uno stato che aveva ideologicamente tutto il mondo contro ma anche un esercito immenso che poteva contare sul pieno supporto del proletariato di città come di campagna.

La sua famiglia aveva una casa sul lago a Vjazma, un piccolo centro ad Ovest di Mosca che era andata sotto sequestro, il governo doveva stabilire se per le famiglie della piccola borghesia com'era quella di Aleksey spettasse una seconda casa o se quelle case andavano assegnate ai senza dimora, questa cosa fece un po infuriare Aleksey che andava in quei luoghi fin da piccolo con la sua famiglia, fosse stato un tipo più estroverso forse qualche commissario politico avrebbe chiuso un occhio sul suo caso, chi lo sa.

All'università c'erano pochissime ragazze, nonostante il nuovo governo fosse a favore dell'emancipazione femminile si era ancora agli inizi, Aleksey stava più che altro alla speranza che la sua famiglia gli trovasse qualche ragazza figlia di famiglie amiche come da tradizione nobile anche se lui e la sua famiglia non lo erano, il padre dopo il suo rilascio divenne un fervente marxista e fu assunto alla Pravda come redattore, tutto sommato facevano parte del proletariato ma di quel proletariato che stava un po meglio del resto del proletariato che ancora stentava a vivere nelle campagne.

La situazione politica dell'Unione Sovietica non era facile, alla fine dovette cedere e garantire l'indipendenza di Estonia, Lettonia e Lituania però riusci a reprimere i ribelli ucraini, ora confinava con la Polonia, uno stato nato dalla scissione di tre imperi pronto a difendersi con i denti contro qualsiasi aggressione, lo stato socialista aveva qualche mira su quel paese ma per ora Lenin preferiva non esprimersi, nella Duma cioè il parlamento sovietico c'era sempre un clima incredibile, come se in ogni seduta si decidessero le sorti dell'umanità, queste cose Aleksey veniva a saperle dai giornali, sapeva che non c'erano giornali di opposizione che potessero in qualche modo controbattere alla Pravda ma non gli interessava, la socialdemocrazia non è adatta alla Russia, la Russia ha bisogno di un partito forte che sappia guidarla nei secoli a venire, il problema è che il comunismo era un'ideologia internazionalista e nel momento in cui un partito comunista prendeva il potere in un paese si veniva a creare una situazione paradossale, Trotsky subito disse a Lenin che bisognava riprendere il comunismo di guerra e fare un imperialismo degno dell'impero romano, attaccare nel cuore l'Europa capitalista attraverso la Polonia e spargere la rivoluzione ovunque fino a un unico stato socialista mondiale che poi dopo un po di tempo di dittatura del proletariato sarebbe collassato lasciando spazio a una società senza comandanti e senza sfruttatori, come una cosa del genere fosse possibile sembrava assurdo ad Aleksey e lo sembrava pure a Joseph Vissarionovich Stalin, uno dei più importanti comandanti durante la guerra civile e con una lunga storia di deportazioni in Siberia durante lo zarismo seconda solo a Lenin e ai vari membri della troika come Kamenev e Zinoviev.

La situazione in Europa ora era la seguente:

europa 1919.jpg

L'Unione Sovietica confinava con Finlandia che è la gialla in alto, Estonia, Lettonia e Lituania che stanno in questo ordine appena sotto la Finlandia, ancora più sotto abbiamo la Polonia e sotto la Cosacchia dove gli irriducibili cosacchi si sono rifugiati in seguito alla guerra civile, l'URSS avrebbe una voglia matta di attaccare questo stato ma rischierebbe di trovarsi in guerra con tutto il mondo, ancora più sotto c'è il confine con la Turchia e con l'Iran, ovviamente essendo uno stato enorme confinava anche con altre nazioni ma per la nostra storia interessa di più l'Europa, i confini asiatici e africani sono imprecisi ma pure questi sono irrilevanti alla storia almeno per ora.

Ed ecco un Aleksey allegro più che mai alla stazione ferroviaria di Krasnoye Selo durante la guerra civile:





Intanto ci avviavamo verso il 1920..
Vecchio 09-04-2018, 17:25   #13
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Quasi quasi inizio pure io a studiare chimica per essere in pari con la storia.
Vecchio 09-04-2018, 22:36   #14
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Nel 1920 non successero cose particolarmente emozionanti, lo stato socialista puntava sulla riappacificazione interna tra repressione e promesse alle fasce di popolazione più povere mentre Aleksey seguiva corsi di biochimica e fisica, nel tempo libero disegnava e cercava di socializzare coi colleghi ma da buon fobico usava l'alcol per disinibirsi, un giorno esagerò con la vodka e si ritrovò a letto sporco di vomito e con un taglio netto al piede destro, probabilmente nell'ubriachezza aveva sbattuto a qualche vetro anche se per casa non aveva trovato frammenti, gli venne addirittura il dubbio che qualcuno avesse voluto accoltellarlo e derubarlo mentre era ubriaco.

Il padre lo redarguì per questo suo atteggiamento, non tollerava che suo figlio si comportasse come uno dei tanti ubriachi di strada di cui era popolata Mosca all'epoca, il governo infatti decise di stabilire il coprifuoco dato che la vita notturna di Mosca era particolarmente pericolosa, ovunque c'erano ancora focolai di controrivoluzionari che bramavano in qualche modo per riprendere il potere.

Qualche tempo dopo scoppiarono rogne in estremo Oriente, il Giappone avanzava richieste territoriali su Cina e Mongolia, in Cina c'era una guerra civile tra comunisti e nazionalisti che durava da anni mentre la Mongolia aveva un governo comunista ed era uno stato fantoccio dell'Unione Sovietica, l'ultima cosa che Aleksey voleva era un'altra guerra da combattere, preferiva la vita da studente con voti decenti figlio tutto sommato di proletari nel primo stato socialista della storia, a dir a verità ci fu prima la Comune di Parigi ma ebbe vita molto breve.

Uno stato particolarmente avverso all'Unione Sovietica era la Cosacchia, uno stato essenzialmente composto da tribù cosacche antisovietiche che si erano rifugiati in quel territorio che i sovietici non poterono attaccare perché le potenze occidentali avrebbero dichiarato guerra nel vero senso della parola senza limitarsi a corpi di spedizione come avvenne.
Lo stato della Cosacchia però era uno stato piuttosto arretrato che si basava su un'economia essenzialmente agricola, aveva poche ferrovie e non aveva un'intellighenzia degna di questo nome, politicamente virava a destra con un capoclan che faceva le veci di un sovrano, era tuttavia un sistema elettivo con elezioni che si tenevano ogni quattro anni, anche con questo stato la guerra sembrava vicina.

Aleksey non voleva che la rivoluzione si estendesse a tutto il mondo per il semplice motivo che sapeva che sarebbe dovuto andare a combattere lui e milioni di altri giovani sovietici per il bene di altri popoli, nel suo egoismo la cosa non lo emozionava molto.
Vecchio 11-04-2018, 15:25   #15
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Cosa succederebbe se all'improvviso le masse volessero tornare allo zarismo? Questo problema non sussisteva se non nella mente fobica di Aleksey che temeva una nuova controrivoluzione che però non ci fu.

Con il passare del tempo il governo aveva sempre più supporto popolare e le rivolte antibolsceviche diminuivano sempre di più, il governo combatteva questi ribelli usando il terrore di stato cioè con repressione e carcerazioni di massa ma ad Aleksey tutto questo non tangeva visto che lui aveva combattuto nell'Armata Rossa e quindi si sentiva al sicuro da qualsiasi tipo di indagine da parte della polizia.

Aleksey iniziò ad avere qualche difficoltà con gli esami verso la metà dell'anno, chimica non era una materia a portata di tutti e per quanto fosse intelligente e avesse la preparazione necessaria iniziava ad incontrare qualche difficoltà, Vassily non poteva aiutarlo essendo nel frattempo entrato in politica nel soviet locale e quindi era molto impegnato, altri compagni non ne conosceva e non voleva che la sua famiglia sborsasse soldi per qualche professore che gli ripetesse le lezioni da privatista anche perché era una pratica malvista dal governo che malsopportava che i rampolli di famiglie non propriamente proletarie potessero avere qualche vantaggio rispetto a un figlio di un contadino o di un operaio.

Verso la fine del 1920 Aleksey non sapeva cosa fare, stava pensando se ritornare nell'esercito però dopo aver preso la laurea, magari poteva lavorare in qualche settore specializzato nella creazione di granate e nuovi pezzi di artiglieria ma questa laurea non sembrava a portata di mano almeno per ora, durava cinque anni e si ritrovò a dare giusto un paio di esami il primo anno arretrandosene un po, aveva la sensazione che avrebbe perso qualche anno in più del previsto dietro l'università e temeva soprattutto che il governo potesse levarlo per inadempienza e metterlo a fare altro, funzionava così l'economia pianificata, avevi libertà di scelta molto ridotta sul tuo futuro lavorativo e potevi andare all'università solo se eri veramente bravo.

La situazione infrastrutturale del paese versava ancora in condizioni pietose per via delle guerre e anche spostarsi per raggiungere la casa sequestrata a Vjazma era un problema, Aleksey voleva andare a protestare perché fosse riassegnata alla sua famiglia e non lasciata sottosequestro a marcire nel frattempo che la lenta burocrazia decidesse a quale famiglia assegnarla.

La famiglia di Aleksey era composta da suo padre che come già detto lavorava per la Pravda, sua madre che era casalinga ma cercava impiego verso qualche fabbrica e tre fratelli maschi, due più grandi e uno più piccolo di qualche anno, i loro nomi erano Milan, Grigory e Ivan, il loro patronimico era Nikolayevich e il cognome era Morozov, quindi il nome completo di Aleksey era Aleksey Nikolayevich Morozov.

Pure il 1921 iniziò senza particolari emozioni, qualche guerretta qua e la in giro per il mondo, rivolte in altri paesi ma situazione stabile in Unione Sovietica e a noi questo interessa, Aleksey aveva preso coraggio ed era andato dalle autorità a Vjazma per chiedere la restituzione della casa alla famiglia, gli fu detto che il loro appartamento a Mosca bastava per tutti e sei e che la casa andava assegnata a qualche famiglia di senzatetto, questo fece infuriare non poco Aleksey che giurò che in qualche modo avrebbe riavuto quella casa pur di corrompere il suo amico Vassily che nel frattempo diventava sempre più importante all'interno del soviet locale che essendo quello di Mosca era comunque il più importante dell'intera unione.
Vecchio 12-04-2018, 14:05   #16
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Nel 1921 vennero fondati molti partiti comunisti in giro per l'Europa fomentati dalla vittoria della rivoluzione bolscevica e Adolf Hitler diventava fuhrer di un piccolo partito nazionalista di Monaco insignificante quasi per tutti.

Aleksey intanto era impegnato nella sua lotta contro la burocrazia sovietica per riavere la sua casa, il pensiero comunista iniziava a non piacergli molto, quella casa i suoi se la sono guadagnata in tante generazioni di duro lavoro, non voleva minimamente fosse ceduta a vagabondi senzatetto, possibile che aveva combattuto per un ideale che non gli piaceva più per un bieco interesse personale?

Il fratello più grande, Milan, stava per sposarsi, sarebbe dovuto andare a vivere li ma il governo sovietico a quanto pare aveva altri piani, avrebbero dovuto abitare in una casa popolare con operai nel distretto Tverskoy che era un quartiere centrale ma che era in via di ristrutturazione per dar spazio a tutte queste nuove case popolari, gli edifici religiosi venivano abbattuti in massa per far spazio a case, granai ed edifici governativi, era un paese in completo cambiamento.

Nel 1921 l'Unione Sovietica attaccò la Georgia per portare il socialismo anche a questo paese che faceva parte dell'impero russo e aveva ottenuto l'indipendenza durante la guerra civile russa, i paesi occidentali protestarono ma non se la sentirono di fare troppo rumore, la cartina dell'Europa ora creava equilibri che permettevano all'Unione Sovietica un po di espansionismo, Lenin intanto non stava molto bene e il potere era di fatto in mano alla troika composta da Stalin, Kamenev e Zinoviev.

Le sedute parlamentari in quel periodo erano particolarmente agitate perché i comunisti si erano spaccati in due come successe molto tempo prima al partito socialdemocratico russo, Lenin era molto preoccupato di questo, c'era la fazione capeggiata da Stalin che perseguiva un socialismo che seguisse principalmente gli interessi nazionali e che lentamente poi si sarebbe espanso in tutto il mondo tramite guerre e rivoluzioni mentre l'ala del partito vicina a Trotsky, Kamenev e Zinoviev, a dir la verità c'era pure un'altra ala del partito che era definita di destra che era di importanza minore e faceva capo a Bukharin, le differenze tra le varie fazioni erano minime ma comunque abbastanza da rendere alla Duma e al Politburo le discussioni molto accese, la stessa Duma rischiava di essere sciolta visto il potere sempre crescente della troika e del centralismo democratico che dava molto più potere al Politburo.

Aleksey e Vassily parlavano spesso di questo argomento, Vassily era un convinto sostenitore di Trotsky e ricorda come la sua eccellente guida dell'armata rossa durante la guerra civile sia stata determinante e inoltre il comunismo era un'ideologia che tendeva alla rivoluzione mondiale, se si fermava in un solo paese secondo lui sarebbe stata una degenerazione del socialismo, Aleksey non essendo schierato da buon ignavo cercava di sfruttare l'amicizia don Vassily per riavere indietro la sua agognata casa.

Passarono così anche 1922 e 1923 senza particolari cambiamenti, la lotta all'interno del partito stava diventando violenta con Lenin fuori gioco e i vari suoi compagni storici che lottavano per il potere spaccando il partito che lui aveva faticosamente fondato e portato avanti nella clandestinità prima e nella guerra civile poi.
Vecchio 12-04-2018, 14:58   #17
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Lenin morì nel 1924 e nel frattempo la lotta interna di partito fu vinta da Stalin e i suoi, Trotsky e i suoi alleati dell'ala sinistra del partito furono espulsi dal partito prima e dall'intero paese poi, Trotsky trovò rifugio in Svizzera mentre per altri fu più difficile trovare accoglienza presso le democrazie europee, invece l'ala destra del partito cercava di insistere per le sue idee ma in modo più delicato della sinistra cioè senza opporsi troppo alle idee dello stato burocratico di Stalin e all'idea dei piani quinquiennali, Stalin vedeva male sia la NEP che i kulaki cioè i piccoli proprietari terrieri, la classe in cui si può dire provenisse la famiglia di Aleksey anche se negli ultimi tempi si erano impoveriti avvicinandosi alla piccola borghesia che vive fianco a fianco del proletariato.

Nel 1924 Aleksey stava ultimando i suoi studi, alla fine era riuscito a trovare una passione nella chimica e recuperò il gap iniziale, la casa di Vjazma alla fine era stata ceduta a una famiglia di contadini e lui e la sua famiglia si erano trasferiti in una casa popolare come il governo aveva deciso, intanto anche il secondo fratello di Aleksey si sposò ma lui nonostante le pressioni della famiglia a trovare moglie voleva starsene per i fatti suoi e studiare chimica, biologia e letture politiche nel tempo libero, ovviamente aveva a disposizione solo i libri dei vari ideologi della dottrina comunista dato che su tutti gli altri vigeva la censura, lo stato socialista faceva il bene del popolo ma allo stesso tempo lo incatenava, un po come si fa con un cane a cui si vuole bene e si da da mangiare ma lo si tiene saldamente legato al guinzaglio, ma per ora al popolo sovietico bastava avere da mangiare, la libertà poteva aspettare.

Intanto il paese era colpito da carestie dovute a raccolti scarsi e la guerra che un po era rimasta a bassa intensità con simpatizzanti dei bianchi che facevano continui sabotaggi alle campagne che erano state collettivizzate e che combattevano ancora nell'estremo oriente siberiano, a Sud si combatteva contro i musulmani invece che non accettavano l'idea dell'ateismo di stato e ad Ovest contro i cosacchi, insomma lo stato socialista era tutt'altro che in pace come sembrava, era tutto un guerreggiare sia all'interno del partito che all'esterno.

Stalin consolidò il suo potere nel 1925 e iniziò una dura campagna di repressione sia contro la sinistra che la destra del partito, il centro del partito aveva vinto la battaglia ideologica e Stalin e i suoi si diedero da fare per applicare le proprie idee e fare piazza pulita degli avversari, fu approvato il terrore di stato e stabilito il coprifuoco, inoltre chiunque uscisse senza documenti era passabile di arresto e rischiava di finire in Siberia, i sobborghi di Mosca erano pieni di contadini che scappavano dalla carestia e il governo non riusciva a gestire efficacemente questa emergenza e rifiutò di chiedere aiuto alle potenze estere perché sarebbe stato come ammettere il fallimento di un sistema quando invece la carestia era una delle tante che accadevano dal tempo dell'impero russo e che erano dovute alla crescita incredibile della popolazione e al tempo stesso dalle piogge troppo violente che tendevano a distruggere i raccolti e in parte anche dai sabotaggi.

La vita di Aleksey continuava ad essere la stessa di sempre però l'idea di vivere con i genitori mentre i fratelli si facevano una famiglia iniziava a dargli fastidio però al tempo stesso non era molto attratto all'idea di trovarsi moglie e fare famiglia, preferiva starsene in casa a studiare, raramente usciva per ubriacarsi perché non amava particolarmente l'alcol da quando alcuni studi sospettavano una certa neurotossicità della sostanza a lungo termine, l'idea di vivere coi suoi genitori che invecchiavano però non gli piaceva nemmeno, avrebbe voluto trovarsi una tipa però non voleva procreare, non gli piaceva molto la piega che stava prendendo il socialismo e stava sviluppando una certa misantropia, a volte sognava di avvelenare i tizi della stanza di fianco alla sua che erano molto rumorosi, soprattutto la notte, Aleksey ci teneva al sonno e l'idea di essere disturbato lo innervosiva molto, da quando il governo aveva sequestrato alla sua famiglia la seconda casa si sentiva oppresso e covava sentimenti di odio verso la società e il socialismo in particolare, non trovava assolutamente giusta questa cosa, avrebbe preferito essere ucciso durante la prima guerra mondiale o la guerra civile ma non vivere con questa umiliazione, con questo ringraziamento del governo per i propri sforzi nelle due guerre anche se il governo sovietico non riconosceva gli anni combattuti per l'impero russo dato che era una pagina da cancellare dalla storia.

Intanto scoppiava pure una guerra di confine con la Polonia che a un certo punto arriva a minacciare la capitale stessa della Polonia, sotto pressione delle potenze occidentali viene firmato un trattato di pace con concessioni territoriali all'URSS, l'esercito del popolo sembrava invincibile, contro chiunque combattesse vinceva infatti stavano arrivando aspirazioni imperialiste a Stalin circa i vecchi paesi che facevano parte dell'impero russo ma per ora la priorità era ricostruire il paese e industrializzarlo, l'espansione della rivoluzione poteva attendere.

Aleksey intanto una notte fu beccato da una pattuglia della polizia in orario da coprifuoco e fu portato in caserma..
Vecchio 19-04-2018, 14:50   #18
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"Alt!"
"Sono un cittadino sovietico."
"Non lo sa che è vietato girare per Mosca di notte?"
"Ho sforato il coprifuoco solo di 5 minuti, abbiate pietà."
"Nessuna pietà per spie e sabotatori."
"Sono uno studente universitario, posso spiegarvi tutto."
"Si va in caserma bello, così potrai spiegare tutto ai colleghi."

Aleksey fu preso di forza e portato nella caserma più vicina, lì fu interrogato e picchiato ogni volta che diceva qualcosa che non piaceva al maresciallo, alla fine si decise di internarlo per una notte, c'era un treno che stava per partire per la Siberia ma il maresciallo pur avendo dal governo delle quote imposte di gente da arrestare e deportare non se la sentiva di toccare un giovane di una famiglia tutto sommato credibile, sarebbe toccato a qualche altro miserabile finire in Siberia, i barboni alla fine stavano sempre fuori, si poteva mandare uno di loro, i barboni ubriaconi però, quelli con un minimo di senso nel cervello andavano ai vari dormitori pubblici.

Il giorno dopo fu liberato, fu un'esperienza traumatica per Aleksey che decise di non uscire più dopo le 21, il rischio di sforare il coprifuoco era troppo alto.

Intanto crescevano le tensioni per l'imperialismo giapponese in estremo Oriente, il Giappone muoveva guerra contro la Cina per l'annessione della Manciuria, l'URSS era in una situazione difficile, alla fine si decise di non intervenire per non mettere lo stato troppo in difficoltà visto che la ripresa economica era ancora lenta e l'URSS continuava ad essere indietro rispetto la maggior parte delle potenze occidentali.

I musulmani del Caucaso erano una vera rogna, Stalin decise di attaccarli militarmente come si fa con una potenza straniera pur essendo ribelli interni, in quei territori furono schierate ben 32 divisioni dell'esercito, c'erano missioni di bombardamento sui villaggi che si sapeva nascondessero miliziani e fu vietata ogni forma di religiosità, la battaglia per il Caucaso era appena iniziata.

I giovani furono chiamati nuovamente alla mobilitazione, Aleksey fu esentato in quanto studente universitario e fu molto felice di questo, ne approfittò per studiare intensamente sperando un giorno di trovare lavoro in qualche centro per lo studio di fertilizzanti in modo da evitare al suo popolo le gravi carestie che stava affrontando.

Siamo nell'autunno del 1925 e nel mondo ci sono al momento queste guerre:

Giappone - Cina
Perù - Bolivia

Tutto sommato era un'epoca relativamente tranquilla, ecco una cartina europea della situazione:

europa 1925.jpg




Come si può notare la Cosacchia è sparita annientata dall'Armata Rossa e parte della Polonia è diventata sovietica.




Aleksey finisce il 1925 bene, con gli studi si cerca di mantenere avanti e pensa al suo futuro lavoro anche se nella vita non vede una vita di coppia per lui ne una cerchia stabile di amici.
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