Sul tema credevo di pensarla un po' come idk.
Di recente, però, mi sono accorta che la mia era solo una valutazione teorica. In realtà sotto c'è dell'altro.
Mi spiego: giorni fa ho deciso di riprendere una serie che avevo visto ai tempi del Covid. Nel primo episodio, verso la fine, un personaggio fa un augurio a un altro. Immaginate una frase normale, nulla di particolarmente eclatante, però pensata. In sostanza dimostrava una forma di attenzione reale, vera. Ecco, quanto mi è piaciuta! Ho bloccato il filmato e l'ho riportato indietro per rivederla almeno tre volte... e credo che sul momento la mia espressione fosse esattamente questa
Poi mi sono chiesta perché avesse fatto tanta presa su di me, in fondo non era nulla di stratosferico. E ho capito. È che mi mancano quel genere di attenzioni (o premure).
Per fare degli esempi: soffro di insonnia da anni e anni. Ogni tanto avrò anche la faccia stanca, ma nessuno mi chiede mai niente al riguardo. Nessuno mi domanda "Come stai?". Non ho la macchina, mi sposto sempre a piedi o con i mezzi. Nessuno lo nota. Nessuno mi dice "Domani c'è sciopero, come pensi di fare?" oppure "Che tempaccio, e tu sei a piedi" o "Che scomodo, sei anche carica come un mulo". Due anni fa un tizio molto adirato ha urlato per ore, preso a calci ogni cosa e lanciato minacce pesanti sotto la finestra dell'edificio in cui mi trovavo. Non ce l'aveva con me, però io ero lì... e nessuno mi ha poi chiesto se quella scena mi avesse un pochino turbata.
Ora, io solitamente faccio caso a questo genere di attenzioni quando le vedo in tv o nella quotidianità rivolte agli altri. E temo di ritrovarmi sempre, sul momento, stampata in faccia quell'espressione un filo rintronata O_O.
Evidentemente sono comportamenti che ricerco sottotraccia... in modo del tutto involontario