![]() |
Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Da tante cose viste per TV o lette su internet, spesso ci sono persone che vogliono farla finita ma poi in realtà, nonostante possano soffrire tantissimo, non lo fanno. Questo secondo me è perché nessuno lo vuole veramente o comunque non se la sente. Magari per qualche motivo o l'altro c'è sempre qualcosa che lo mantiene a freno. Anche quando purtroppo uno arriva a farlo, se vai a vedere ci ha impiegato molto tempo, come chi inizia a bere, poi chissà come passa le altre ore, e solo dopo molto tempo, perché anche poche ore in certi casi possono sembrare un'eternità, alla fine si tolgono la vita.
Io non do consigli perché ognuno ha i suoi problemi e nessuno a volte viene mai a capo di niente. Credo soltanto che alla fine ognuno vorrebbe aggravare una situazione che per carità, può essere già gravissima, ma alla fine sembra che poi il momento esatto per dire basta nessuno lo trova. Ovviamente non mi interessa andare contro le regole del forum ma è soltanto uno spunto per ragionare su queste dinamiche. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Dipende dai casi, secondo me è molto significativo il modo in cui uno prova a farsi secco, se lascia qualche possibilità o meno di essere soccorso. Chi vuole morire sul serio il modo lo trova, purtroppo lo so bene.
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
|
Ciao,
io sono una di quelle che ci ha pensato per anni, da quando ero bambina. Sono bipolare figlia di bipolari, mia madre ogni tanto tenta il suicidio, è una realtà tangibile per me. È vero, suicidarsi significa essere persuasi che è una buona soluzione e che nessuno ti può aiutare. Io sono circondata da persone che mi vogliono bene e quindi ci penso mi vengono in mente, mi vengo in mente anche io, come mi sentivo quando mia madre diceva che voleva morire, che era già morta ecc Ci si sente tanto tristi e tanto in colpa, i bambini potrebbero addirittura pensare che è colpa loro o che la vita è brutta e volerti seguire. Io non ho provato tutte le terapie e mi sono imposta che le avrei provate tutte prima di fare questa carognata. Ho conosciuto una persona che ha trovato il genitore morto suicida, quello che non c'è voluto per domare quel dolore. Suicidarsi è facile se sei ubriaco o alterato, altrimenti è difficile. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
Una persona può volere tanto morire oppure ad esempio fare un viaggio in Normandia, ma solo a certe condizioni. Del tipo: una morte semplice quanto spegnere una tv e un viaggio in Normandia in treno con la ragazza amata. Questi desideri possono essere fortissimi, ma finché non si verificano le condizioni appropriate allora non vengono messi in atto. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
Tuttavia penso sia scorretto dire - come scritto nel post di apertura di Aaren - che se si mettono delle condizioni allora non lo si vuole veramente o non ce la sentiamo di attuarlo. La circostanza in cui l'intera volontà sia protesa verso la morte è uno dei casi possibili, ma non l'unico. Ci possono essere altri casi in cui si vorrebbe cessare la vita ma si è comunque abbastanza selettivi riguardo ai metodi. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
La mia condizione è che vorrei avere la certezza al 100% di morire. Il pensiero di sopravvivere e di riportare problemi fisici, magari tanto pesanti da impedire anche di riprovare il suicidio, che si aggiungeranno alle difficoltà della vita già presenti da prima, sinceramente mi spaventa. A qualcuno potrà sembrare una "scusa", amen.
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Chi si suicida lo fa perché prova un dolore insopportabile e non vede vie d’uscita.
Non vuole morire per morire in sè, ma non vivere più in tutta quella sofferenza. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Secondo me il suicidio non è realmente una ''scelta'', la persona sta troppo male per andare avanti e non vede altre opzioni, un pò come quelli che quando c'è stato l'attentato alle torri gemelle si sono buttati dal 7piano perchè bruciava troppo li dentro.
se la persona fosse convinta che c'è davvero un'altra opzione che possa levare la sofferenza senza la morte sono convinta che la prenderebbero. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Chi non si suicida o fa tentativi di avvertimento è perché soffre moltissimo ma ha ancora un po' di gioia per la vita, una speranza.
Chi si sente senza speranze e soprattutto incatenato in certe circostanze secondo me la fa finita. Questo in linea generale, poi ci sono i gesti d'impulso, i suicidi per disonore e tante altre situazioni. |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
si statisticamente fra coloro che stanno molto male la percentuale di chi arriva al suicidio è cmq parecchio bassa, ma questo innanzitutto perchè noi siamo dotati di un meccanismo di protezione naturale che si chiama "istinto di conservazione" che riuscire ad oltrepassare è cmq difficilissimo!
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
Se metto una mano sul fuoco non è l'istinto di conservazione a farmela ritirare, ma il dolore che provo. L'organismo è organizzato in maniera tale che se fa certe cose prova dolore, e generalmente questa cosa spinge a non farle perché si vuol evitare questo dolore. Non so come si possano equiparare dolore fisico e dolore mentale però probabilmente capita che quando il dolore mentale supera di gran lunga quello fisico necessario per suicidarsi con certi sistemi, l'organismo poi ne fa uso. Deve essere una cosa legata a certe soglie, se la soglia di sofferenza necessaria per suicidarsi con certi mezzi è più bassa le probabilità che una persona si suicidi dovrebbero aumentare. Più i mezzi diventano incerti e producono sofferenza, meno è probabile che la persona poi si ammazzi, non c'entra nulla secondo me l'istinto di conservazione. Perché c'è questa enorme opposizione nei confronti dell'eutanasia per tutti? Perché sanno bene che se tolgono certi ostacoli naturali di questo tipo e non esiste alcun istinto di conservazione che fa da blocco, diverse persone che non si sono uccise prima non disponendo di certi mezzi si ucciderebbero poi nel momento in cui questi mezzi diventassero disponibili. Se è vero che era l'istinto di conservazione a bloccarli dovrebbe bloccarli anche quando ci sono questi mezzi, mentre quasi tutti suppongono non sia così, quindi non è vero. Alla fine tanto il medicinale da ingerire sempre la persona decide di prenderlo, il punto è che questo sistema riduce al minimo la sofferenza e le probabilità che la cosa fallisca producendo strascichi di dolore. Ci sono storie di persone rimaste parlalizzate e via dicendo. Immaginate che un tizio si butti da un palazzo come Pessotto e sopravviva tutto fratturato, o peggio, è ovvio che avrà più riserve di un tizio che può ingerire un medicinale e un sedativo sotto stretto controllo medico casomai le cose andassero storte. Comunque probabilmente chi usa sistemi più cruenti soffre diverse tacche in più o viceversa ha una capacità di sopportare il dolore e assumere dei rischi maggiore. Tolti tutti questi ostacoli chi decide di vivere direi che effettivamente vuole vivere ancora, non c'è più nessun ostacolo, per questo a me piacerebbe che fosse liberalizzato tutto, vai dal medico di famiglia e decidi di fare questa cosa, poi magari te la dovrai pagare tu, non dico che debba essere lo stato, però dovrebbe essere libera, se uno può fare queste cose e continua a vivere secondo me è perché adesso non vuole davvero morire, ed è meglio così, uno magari capisce meglio anche che vuol vivere ancora. D'altra parte però liberalizzato tutto, anche se non morissero tutti, morirebbero più persone, questo secondo me è certo. Sono d'accordo con te però sul fatto che magari diverse persone vogliono vivere ancora, ma non tutte quelle che ancora non lo hanno fatto con altri mezzi. Lo sai cosa penso? Penso che in fondo fa comodo alla società tenere in vita persone che si toglierebbero di mezzo una volta eliminati certi ostacoli. Bada bene, non interessa a nessuno il loro benessere, quel che interessa è che rimangano incastrati nel solito gioco di forze, e producano, e campino la famiglia, e facciano questo e quell'altro. |
Uno che vuole veramente farlo lo fa e basta, il modo in cui lo fa è marginale, non lo dice nemmeno ovviamente, si compie il gesto e basta, senza ripensamenti.
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Chi vuole parlare del suicidio solitamente non vuole suicidarsi per davvero ma sente più che altro il bisogno di sfogarsi, di tirare fuori quello che ha dentro e facendolo riesce in qualche modo a stare meglio.
Chi invece si suicida effettivamente o non ha proprio nessuno con cui parlare o non riesce a farlo. Non sono regole assolute ma spesse volte credo sia così |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
|
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
Quote:
Sicuramente è meno doloroso spararsi che ingerire varichina, abbiamo molti veleni in casa, ma già il fatto che uno disponga di una pistola o roba simile aumenta le probabilità che si faccia secco se ha queste tendenze. Secondo me è falsa questa cosa, ma lo sappiamo tutti che è falsa, più ostacoli metti in mezzo tra una persona e il raggiungimento di una meta meno è probabile che la raggiungerà. Togliamoli tutti gli ostacoli e vediamo che succede. Avevo letto che anche piazzare delle reti sotto un ponte che veniva usato spesso per questi scopi aveva ridotto il numero di suicidi. Se fosse vero che uno lo vuol fare e basta e un modo lo trova (e rendere disponibili o meno metodi non influenza il numero di suicidi dato che questi sarebbero indipendenti dalla disponibilità di certi mezzi) come si spiegano queste cose? :nonso: |
Re: Il suicida è uno che vuole forzare la mano?
io mi sento a disagio anche solo a pensarle certe cose.
|
Tutti gli orari sono GMT +2. Attualmente sono le 08:37. |
Powered by vBulletin versione 3.8.8
Copyright ©: 2000 - 2025, Jelsoft Enterprises Ltd.