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I miei 4 mesi in comunità.
Farò un po' fatica a raccontare questa storia ma pazienza, 'sta sezione non sembra nemmeno troppo frequentata :sisi:
Due anni fa, a seguito di un DEVASTANTE periodo di depressione, subii alcuni ricoveri in psichiatria. Entraii ed uscii dal reparto 4 volte, nell'arco di 3 mesi, per una durata variabile del singolo ricovero dai 3 ai 15 giorni. Il reparto di psichiatria fu... l'inferno. Letteralmente l'inferno. L'unica cosa in cui ritengo utile l'esistenza di posti del genere è intervenire nelle fasi più acute del malessere del paziente, e ficcarlo in una stanza, sedato e senza possibilità di farsi del male (ti levano persino il caricabatterie del cellulare, perchè han paura che ti ci strangoli)... ma dev'essere per meno tempo possibile secondo me. Continuavo a pensare al film "Qualcuno volò sul nido del cuculo", uno dei miei preferiti anche prima di questa vicenda. Dopo il primo ricovero, rientrando a casa, la prima cosa che feci fu rivedermi suddetto film. Dopo psichiatria venni forzato a intraprendere la strada del day hospital e, ogni mattina, mi recavo all'ospedale a fare una flebo di non so che farmaci. Altra situazione infernale: il day hospital era pieno di gente che soffriva proprio come in psichiatria; mi rimarrà per sempre impressa una signora che mormorava continuamente da sola riguardo a quanto volesse terminare la sua vita: era iscritta ad Exit Italia (l'associazione per il suicidio assistito) e portava sempre con se' un libro che parlava di morte (non ne ricordo il titolo). Fu orribile, non potevo sentirla, in quel momento per me quella signora incarnava il malessere in terra, tanto che iniziai a pensare di iscrivermi anche io a quest'associazione, nel tentativo di ottenere una morte indolore. A seguito di questo mi proposero di frequentare una comunità, idea che non mi piacque eccessivamente al sentirmela proporre, ma non riuscivo più ad essere sereno nemmeno in casa mia, per cui non rifiutai. Era la fine di agosto. Entrai in questa comunità che all'esterno sembrava un edificio vecchio, dei primi del '900, molto tetro e lugubre, all'interno invece era molto più allegro e vivace. Si trattava di un lungo corridoio sito al secondo piano di questo edificio, questo corridoio terminava da una parte con l'accesso alle camere dei residenti (20 persone alla volta, 10 maschi e 10 femmine) e dall'altra alle aree destinate ai pazienti diurni, cioè quelli che frequentano il centro senza però rimanervi a dormire, dalle ore 9 circa alle 16, da lunedì al venerdì. La comunità era piena di stanze particolari, ciascuna dedicata ad un'attività differente, ed era provvista pure di una ampia stanza riposo con una TV, una piccola palestra, una sala ricreazione col biliardo etc. Il primo giorno fu.. particolare, e positivo. Feci immediatamente conoscenza dei ragazzi e ragazze più "espansivi" presenti, o meglio quelli che erano disponibili a fare conversazione. Passai la serata a vedere un film con una ragazza piuttosto carina (eroinomane) che mi chiese se potevo essere suo amico. Mentre guardavamo il film arrivò un altro paziente e le stampò un bacio sulla bocca, ma in quel periodo non avevo la minima idea di stringere una relazione o cose del genere per cui la cosa mi lasciò indifferente, ero contento di essere in compagnia di una coetanea a guardarmi un film quando la sera prima ero chiuso in casa mia in preda alle mie angoscie. Nei giorni seguenti conobbi altri pazienti, sia maschi che femmine, con cui creammo una simpatica routine. Si mangiava insieme e poi si andava in saletta ricreazione dove c'erano un tavolo da biliardo ed uno da ping pong. C'era pure una saletta con un paio di computer. Insomma, mi sentivo immediatamente meglio. La comunità, oltre che vitto ed alloggio, offriva anche occasionali uscite al cinema, colazioni al bar e addirittura un paio di viaggi (io approfittai solo di un viaggio a Firenze, esperienza carina). Col passare del tempo strinsi mooolto gradualmente un rapporto con una paziente che parlava poco l'italiano, ed essendo io bilingue non ebbi alcun problema con lei. Alle volte mi rattristo a pensare che forse fu questo a far iniziare il rapporto, più che il fatto che le piacessi effettivamente... boh, preferisco non pensarci ora. Con questa ragazza abbiamo iniziato a organizzare una sorta di cinema privato, guardandoci film sul suo portatile e, piano piano, abbiamo iniziato una sorta di relazione. Inizialmente la componente sessuale era limitata perchè tra le dosi di farmaci pesanti, la depressione, l'inattività fisica e la lontananza dal sesso femminile da parecchi mesi, ero un po' limitato da quel punto di vista, ma per lei non fu un problema. Nel giro di un paio di mesi, complice anche il fatto che avevo smesso di prendere i farmaci di nascosto, recuperai e quindi potemmo anche iniziare ad avere una relazione sessuale. La relazione con questa ragazza fu la cosa che mi riportò definitivamente ad una dimensione di normalità, sebbene all'inizio ero scoraggiato dal fatto che non potevamo avere un rapporto del tutto completo. E... nulla, potrei dilungarmi su mille altre cose ma per ora preferisco fermarmi qui. La permanenza in questa comunità poteva essere teoricamente di 18 mesi ma io smisi molto prima, volevo riprendere una vita normale. Mi frequentai con questa ragazza per qualche mesetto e poi la cosa finii perchè il problema costante di ritenere che la ragazza di turno si acocntenti di me si perseguita, complici anche un paio di situazioni che ho scelto di interpretare nella maniera peggiore possibile (è un mio problema). Qualcun altro ha vissuto esperienze simili? |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
Vorrei aggiungere qualcosa riguardo al supporto che si riceve, che è molto importante ma mi è venuto in mente dopo: in questa comunità ciascun paziente aveva il suo "educatore" personale, cioè una persona, piuttosto giovane, che serviva come mix di confidente e psicoterapeuta. Gli educatori eran quasi tutte ragazze e VERAMENTE carine e giovani, la qual cosa mi metteva lievemente a disagio, tant'è che smisi piuttosto rapidamente di usarle come terapeute (cosa vai a spiegare che sei brutto a ragazze con dieci anni di meno di te e tutte, coincidentalmente, molto attraenti).
Gli educatori, così come lo psicologo, erano presenti dal lunedì al venerdì, dalla mattina presto alla sera. In qualsiasi momento, se stavi male e c'era disponibilità (ed essendo in 20 pazienti c'era quasi sempre) potevi andare a parlare con qualcuno. Oltre a loro bisognava aggiungere due o tre dottori per le faccende strettamente di salute, presenti tutte le mattine, da cui si andava per farsi eventualmente rimodellare la terapia. Ed infine gli infermieri, la "bassa manovalanza". Personale piuttosto pittoresco, dal ragazzo giovane e muscoloso e rozzo alla vecchia arcigna potenziale serial killer, passando per persone relativamente normali... ma non so, erano l'anello debole della catena. 2 infermieri erano presenti sempre e comunque, 24h/24, 7 giorni su 7. Per le emergenze vere si faceva riferimento a loro, specie di notte. Fa indubbiamente piacere sentirsi controllati e protetti quando si sta male. |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
Io pure ho avuto due mezze storie in comunità
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
Ps repatame,hai la stoffa del playboy
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
È andata abbastanza bene a te rispetto a me. Io ero l'unico maschio in mezzo a tutte le ragazze, qualcuno aveva pure ipotizzato un avvicinamento tra me e una ragazza che è molto carina. Vabbè c'era il pensierino in mente ma l'approccio da parte mia era zero. Il problema più grande per me è stato che non tanto mi sentivo a mio agio a stare in mezzo a tutte le ragazze, però da una parte mi consolavo con un operatore maschio, quando era di turno sparavamo un sacco di stronzate e risate garantite a tutte. :)
Quando venne il periodo che dovevo tornarmene nella mia regione è quindi automaticamente a casa mia si è riaccesa la depressione, la psichiatra e le psicologhe di allora non hanno ritenuto positivo già sottopormi a stress lavorativo. Questa fu' una bella batosta soprattutto perché ho visto anche poco però fu' tanto ciò che il Veneto aveva da offrire e che sono grandi opportunità per chi ha problemi psicologici. |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Dobbiamo iniziare ad istituire delle comuni per fobici e depressi, maschi e femmine! |
Come previsto, ennesima discussione che finirà sull’argomento relazioni sessuali.
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Ho aperto un nuovo thread apposta, non leggerlo se ti urta così tanto l'accenno al sesso (ho scritto un papiro e ti stai volutamente concentrando su quel particolare). |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
Io quasi quasi segnalo utopia.
Che consideri il sesso sporcizia va bene, ma perché deve infliggere a noi la sua distruttività? |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Che regola avrei infranto? Quote:
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Re: I miei 4 mesi in comunità.
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E non è mia intenzione “perseguitarti”. Sono intervenuto qui solo perché stavamo parlando proprio di questa discussione dall’altra parte. Avendola effettivamente aperta ero curioso di leggerla. Avendo però constatato che è l’ennesima discussione il cui potenziale andrà sprecato a causa di questa tendenza a sottolineare dettagli a sfondo sessuale, ci tenevo a dirlo. Niente di più Ora non ho motivo di continuare a intervenire qui e abbandono la discussione (a meno di dover replicare ad ulteriori attacchi diretti). |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
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Per la cronaca, per un certo periodo ebbi come compagno di stanza un ex carcerato :sisi: Doveva farsi un anno e mezzo li dentro. Con me si comportava piuttosto bene ma era palesemente un violento, l'importante era non "mancargli di rispetto". Quando faceva qualcosa che mi faceva incazzare glielo dicevo chiaramente in faccia, ma in maniera da non attaccarlo... e funzionava, si scusava spesso e volentieri. Un altro paziente invece lo prese di petto e si ritrovò gli occhiali rotti. Ecco, la presenza di gente come sto tizio (che arrivò dopo) rendeva la comunità molto meno piacevole. |
Re: I miei 4 mesi in comunità.
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