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scipione96 07-09-2012 21:05

"LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Ciao a tutti, è la prima discussione che creo su questo forum e mi sento un po emozionato xD, vorrei scrivere ilcapitolo "La timidezza" di "pensieri oziosi di un ozioso" dell'umorista Jerome Klapka Jerome, non è cortissimo il capitolo quindi suddividerò il tutto.

"TUTTI I GRANDI LETTERATI sono timidi. Anch'io lo sono, sebbene, a quanto mi dicono, non lo si noti facilmente.
Son contento che non lo si veda. Una volta la mia timidezza era quanto mai evidente, ed era la causa di molta infelicità per me, e di disagio per tutti per tutti coloro che mi circondavano... le signore mie amiche, in particolare, se ne lagnavano amaramente. La sorte del timido non è felice. Gli uomini non lo possono soffrire, le donne lo disprezzano, e lui si disprezza e non si può soffrire. L'abitudine non gli dà alcun sollievo: per lui non c'è altro rimedio che il tempo, sebben io, una volta, abbia incontrato una ricetta deliziosa per ovviare a questo disgraziato inconveniente. Era apparsa tra le "Risposte ai Lettori" d'un giornaletto settimanale, e diceva, non l'ho mai dimenticato: "Adottate un contegno disinvolto e piacevole, specialmente con le signore". Povero infelice! Immagino il sogghigno col quale dopo aver letto tale consiglio! Figurarsi! Non adottare niente di simile, mio caro, giovane amico timido. Ogni tentativo di fingere uno stato d'animo che non sia il tuo, come infallibile risultato ti farà diventare ridicolmente esuberante, e familiare in maniera offensiva. Sii quello che sei, al naturale, almeno la gente pensierà soltanto che sei acido e cretino. Il timido però si prende una piccola rivincita sulla società per la tortura che essa gli infligge. Cioè riesce, fino a un certo punto, a comunicare la propria infelicità. Egli spaventa le altre persone quanto esse spaventano lui. Agisce come uno spegnitoio sull'intera riunionem e le creature più gioviali, in sua presenza, si deprimono e diventano nervose. Gran parte di ciò ha originer dall'incomprensione. Molte persone prendono la sua timidezza per sfacciata arroganza, se ne meravigliano e si ritengono insultate. La sua mancanza di disinvoltura viene irosamente scambiata per un'insolente noncuranza, e quando atterrito dalla prima parola che gli si rivolge, arrossisce come un peperone e gli viene completamente meno il dono della favella, viene considerato uo spaventevole esempio dei malvagi effetti dalle passioni sfrenate. Ma il fato del timido è appunto quello di venir frainteso in ogni evenienza; e, qualsiasi impressione egli cerca di creare, può star sicuro che gli provocherà l'impressione opposta. Se cerca di raccontare una barzelletta, essa viene interpretata come la menzognera narrazione di un fatto reale, e la sua mancanza di veridicità viene seriamente condannata. Il suo sarcasmo è accettato come un opinione letterale, e gli procura la fama di essere un asino; se, d'altra parte, desideroso di rendersi simpatico, il poveretto arrischia un minimo di adulazione, tutta la scambiano per satira e concepiscono, per lui, un odio imperituro.

O domani mattina o lunedì scriverò un altro pezzo.
Ditemi che ne pensate e se vi ci ritrovare in queste parole :D

goodenough 07-09-2012 22:52

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
J K Jerome mi fa morire. Hai fatto bene a postarlo

rainy 08-09-2012 01:02

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Quote:

Originariamente inviata da scipione96 (Messaggio 852118)
"Adottate un contegno disinvolto e piacevole, specialmente con le signore". Povero infelice! Immagino il sogghigno col quale dopo aver letto tale consiglio! Figurarsi! Non adottare niente di simile, mio caro, giovane amico timido. Ogni tentativo di fingere uno stato d'animo che non sia il tuo, come infallibile risultato ti farà diventare ridicolmente esuberante, e familiare in maniera offensiva. Sii quello che sei, al naturale, almeno la gente pensierà soltanto che sei acido e cretino.
[...]
Ma il fato del timido è appunto quello di venir frainteso in ogni evenienza; e, qualsiasi impressione egli cerca di creare, può star sicuro che gli provocherà l'impressione opposta. Se cerca di raccontare una barzelletta, essa viene interpretata come la menzognera narrazione di un fatto reale, e la sua mancanza di veridicità viene seriamente condannata. Il suo sarcasmo è accettato come un opinione letterale, e gli procura la fama di essere un asino; se, d'altra parte, desideroso di rendersi simpatico, il poveretto arrischia un minimo di adulazione, tutta la scambiano per satira e concepiscono, per lui, un odio imperituro

Queste parti mi sono piaciute, perché credo siano vere

Pluvia 08-09-2012 01:46

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Quote:

Originariamente inviata da scipione96 (Messaggio 852118)
"TUTTI I GRANDI LETTERATI sono timidi.

Non è assolutamente vero:pensando:

Betsy Cherry 08-09-2012 18:18

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Esagera su alcuni punti però nel complesso descrive bene le sventure a cui una persona timida va incontro, e io ne so qualcosa :ridacchiare:

scipione96 19-09-2012 13:13

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Dany non hai capito niente di ciò che vuol dire, si parla del carattere intrinseco dei letterati che non può non sfociare nella timidezza, .anche se non appare e non é evidente

Pluvia 20-09-2012 05:07

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Quote:

Originariamente inviata da scipione96 (Messaggio 862828)
Dany non hai capito niente di ciò che vuol dire, si parla del carattere intrinseco dei letterati che non può non sfociare nella timidezza, .anche se non appare e non é evidente

Sì, infatti non ho capito l'inesistente nesso che lega il letterato, cioè un individuo che si dedica allo studio delle lettere e della letteratura essendone erudito ed esperto, al timido, ossia una persona insicura nei rapporti con gli altri e che teme di risultare inadatta o inferiore.
La timidezza non fa parte della natura e dell'essenza di ogni letterato.
Il fatto che costui sia un umorista non gli dà la licenza di scrivere fandonie e frottole di tal fatta.

SottoLaPelle 20-09-2012 09:08

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
Come già accennato da Dedalus, si tratta di situazioni appartenenti a un passato un po' remoto, tra l altro legate strettamente a cerchie di persone da salotto... Dichiaro la mia ignoranza in materia, sono un lettore settoriale ad ampio respiro.
Estremamente interessante ad ogni modo :)

scipione96 30-09-2012 23:22

Re: "LA TIMIDEZZA" parte prima
 
dany spiega le tue ragioni invece di affermare ciecamente e basta, apri la mente non si parla della timidezza classica di cui soffriamo tutti noi, ma di una variante amica, indispensabile per lo studio, per la cultura, una timidezza informale a se stessa, vera e propria energia vitale dell'intelletto intellettuale.


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