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Un'altra storia
LASCIATE MORIRE QUESTO TOPIC PER FAVORE
È la mia breve storia centrata sul percorso scolastico. L'ho parzialmente riscritta e accorciata, inoltre ne ho migliorato la forma per renderne agevole l'eventuale lettura. Non è una descrizione di come sono e della mia attuale personalità. Periodo della scuola elementare e degli scout Alle elementari ero abbastanza normale, anche se per la mia costituzione gracile mi pesava il fatto che molti intorno a me si "fidanzassero" e si baciassero, mentre io mantenevo solo amicizie. Le prime difficoltà sociali importanti sono nate agli Scout. Soprattutto ai campi non volevo mai andarci, piangevo sempre sia perché volevo tornare a casa sia perché non mi trattavano bene, non mi rispettavano; non avevo stretto amicizie e il mio ruolo era quello di lavoratore, "lavora" è la frase che mi veniva continuamente ripetuta, con un po di gusto perché già lo facevo. Praticamente lavoravo e piangevo. C'è stato un giorno in cui ho beccato i capi mentre parlavano di me. Ho sentito qualcosa come "non è possibile che quel bambino stia sempre solo..." e ho scoperto in un istante qual'era la mia reputazione; mi sentivo solo, dopo quel campo non sono mai più tornato. Periodo della scuola media In quel periodo iniziavano le medie e il tema sessuale diventava quello più pesante. Attorno c'era un vortice di scambi, fidanzamenti, le prime esperienze. Feci chiedere ad una ragazza con la quale avevo più confidenza, la prima volta, se si voleva mettere con me... dice no, "è simpatico ma non mi piace". Oltre basso ero anche molto magro. Mi ricordo che una volta si erano spaventati, vedendomi le caviglie ad un centro di medicina sportiva solo con l'accappatoio (mi ero spaventato più io). A scuola andavo malissimo ma fui promosso per il rotto della cuffia. I miei mi iscrissero per la seconda ad una scuola nota per seguire più i ragazzi. Lì iniziano a prendermi in giro seriamente. Continuavo ad essere l'ultimo della classe e le pagelle erano piene di "coraggio" e "forza" et c.; non ero ingrassato di un chilo e avevo un solo amico con cui giocavo alle mini4wd negli intervalli. Tra i corridoi iniziava a girare il suono del mio cognome storpiato, ma gli insegnanti non dicevano niente. I rapporti con la famiglia sono stati quasi sempre assenti. Vivevo con mia madre e non facevo che portare a casa insufficienze, e non sapevano cosa fare. Un giorno ho detto che mi prendevano in giro, ma non era scusante per i voti. Comunque mi fecero passare. Durante la terza media iniziano a prendermi in giro le seconde, ogni volta che ero visto da certi ragazzi si sentiva urlando quel suono e risate fragorose seguivano. Anche le ragazze lo facevano, poteva capitare ad esempio che si avvicinassero e con una voce sensuale facessero tipo delle avances, o cose del genere. Mio padre è andato a dire agli insegnanti che non avevo i quaderni di niente, e qualche giorno dopo lo sapeva tutta la scuola per cui giù con i versi. In quel periodo si acuisce una compulsione iniziata già molto prima, che mi portava a strapparmi la pelle dalle labbra, operazione le quali conseguenze mi porto dietro ancora adesso e che costituisce il mio secondo problema, la secchezza cronica della mucosa labiale (il primo è un'ipercifosi dorsale). Periodo della scuola superiore Uscii con sufficiente dalle medie, fui praticamente obbligato ad iscrivermi ad un liceo tra i più difficili della città. Intanto ero cresciuto, sempre magrissimo, l’atteggiamento cifotico che avevo era diventato un’ipercifosi dorsale di oltre 30 gradi. Non mi ricordo di aver preso un voto superiore al 3-- in quella scuola, e dopo un mese fui trasferito ad un istituto classico. Lì l'isolamento e le prese in giro, ma più che altro lo scarto totale furono pesantissimi. I voti erano leggermente migliorati, nel senso di tre, quttro, a volte cinque; in mensa quando mi sedevo per primo ad un tavolo mangiavo da solo. Numerosi episodi accaddero in classe, in gita, di disprezzo e rifiuto totale. Non biasimo nessuno perché effettivamente ero strano, stupido, e mi comportavo in un modo che apparentemente poteva essere visto come un lieve ritardo mentale, una mentalità infantile o qualcosa del genere. Ad esempio tendevo a parlare e ridere da solo, mi muovevo e gesticolavo senza motivo. Tipico era tirare calci alla cartella e poi ridere. Quello che facevo era solo imitare i personaggi di Dragonball. Quell’anno non mi fecero passare. L'anno successivo cambiai scuola, era un liceo scientifico. Non sapevo molto su come dovevo comportarmi per essere normale. La paura di sbagliare era costante e accanto c'era costante, più forte e vecchia, quella per le ragazze. Quando mi capitava di dovere interagire con una, diventavo un fascio di nervi. Evitavo ogni contatto che si poteva evitare. Ero terrorizzato dal contatto fisico, e odiavo il mio corpo quanto quelli che stavano intorno a me. Quell'anno non fui preso in giro, ma ero ugualmente escluso da tutte le amicizie e i gruppi, e andavo malissimo a scuola. Seconda bocciatura. Mi iscrissero in un'altra scuola, privata questa volta, nessuno mi conosceva e avevo nascosto le bocciature. Appena arrivato una ragazza si dichiarò, ma sia per paura, sia perché non mi piaceva, sono scappato senza rispondere. I lineamenti del viso nella norma erano l’unico punto a mio favore, per il resto ero uno scheletro con acne visibile e postura curva, vestito male, con una massa di capelli spettinati. Mi mettevo solo abiti extra-large perché pensavo che occultassero la magrezza. Durante quegli anni mi hanno preso in giro molto. Continuavo ad andare malissimo a scuola, a non avere nessuno amico e praticamente, conoscevo solo il mio compagno di banco. Gli intervalli tra le lezioni li passavo a guardare il muro e essere sfottuto. Uscivo da casa solo per andare a scuola e passavo dieci/dodici ore al giorno ai videogiochi. Ogni anno c'era la fatidica gita-inferno. Contavo le ore che mancavano per tornare a casa. L'argomento ragazze si faceva sempre più pressante man mano che l'età cresceva e ci era socialmente richiesto di avere esperienze con l'altro sesso. Mi vergognavo a morte per non aver mai avuto una ragazza, cosa che avevano capito tutti nonostante le acrobazie. Sport zero. Mi vergognavo della mia magrezza, e non volevo farmi vedere. L'ortopedico e i miei genitori continuavano a dirmi che dovevo andare a fare nuoto, pensavano che fossi pigro; ma tutti gli sport più comuni che più o meno comportavano una certa esposizione del corpo, mi erano preclusi. Iniziai a recuperare con i voti in quarta liceo. In quinta nelle materie scientifiche ero bravo, il che mi aveva dato un po di autorevolezza. Anche la mia mente in quegli anni si è sviluppata, direi che mi sono normalizzato. Per questi motivi, durante l’ultimo anno avevano smesso di prendermi in giro. Periodo dell'università e attuale Ho preso il diploma e sono andato via senza portarmi dietro neanche il più piccolo legame. Passavo le giornate curvo al computer, pranzavo e cenavo al computer, ci stavo da quando tornavo a casa fino a notte inoltrata. I momenti 'hot' erano Bleach il mercoledì, Naruto il venerdì, One Piece e via dicendo. Il primo anno di università non ho conosciuto nessuno, e come al solito la mia paura che si traduceva in un comportamento estremamente evitante, funzionò come una profezia che si auto-avvera: mi evitavano anche loro, ridacchiavano, ho iniziato a saltare le lezioni. Un giorno la prof. mi fece un Cazziatone in aula perché ero rimasto indietro rispetto al programma delle lezioni; mi dice che se stavo lì per parcheggiare potevo andarmene fuori, poco dopo smisi di frequentare abbandonai il corso di studi. L'estate la passai come tutte le altre, siccome non andavo in vacanza stavo dal mattino alla sera tardi al computer. Mi iscrissi poi ad un'altra facoltà dove sto attualmente. Allo stato attuale continuo a non avere amici. Frequento un'associazione dove avevo conosciuto alcune persone di età adulta che mi hanno più o meno accettato. Questo forum mi ha dato conferma di quanti problemi abbia ad entrare in relazione. Non faccio così schifo attualmente perché nel tempo sono cambiato; ma la vita resta senza senso com'era prima. |
Re: Un'altra storia
Mi dispiace,è sempre triste leggere storie come queste,anche se non ti conosco personalmente.
Purtroppo i bambini/ragazzini sono davvero cattivi a volte e non si rendono conto del male che fanno con le loro battutine infantili. |
Re: Un'altra storia
la tua sarà solo " un'altra storia", ma in confronto alle altre che ho letto sei stato poco prolisso riuscendo a raccontare tutto e a trasmettermi certi fastidi che ho conosciuto dal vivo... mi dispiace sul serio... non chiuderò con la solita frse " buona fortuna " o " vedrai che ce la fai " ... ti posso dire che ti capisco, come molti altri qui dentro...
l'unica cosa o consiglio ( i consigli sono fatti per essere presi o lasciati ) che posso darti è di passare il meno tempo possibile in questo forum, cercando solo di prendere da esso il meglio ... |
Re: Un'altra storia
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Se sento ancora queste discussioni tipo: vita senza senso ecc... giuro che non ci vengo più in questo forum |
Re: Un'altra storia
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Benvenuto Grande Fobia! X caostotale p.s. Sbaglio o oggi sei un po' scontroso? Non mi pare il caso di dare consigli del genere: in questo forum ci sono persone molto sensibili e con le tue parole potresti peggiorare la loro situazione emotiva. Che bisogna c'è di offendere chi è appena arrivato? |
Re: Un'altra storia
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Scout, centri ricreativi estivi, sport tutto ciò che viene imposto per assecondare l'imperativo della socializzazione è il male |
Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
Che tristezza.
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Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
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Ora immagino che vorrai diventare il nuovo Oceanus. |
Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
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se una ragazza deve scegliere tra un introverso che si è conformizzato ed un estroverso che è già conformizzato, continuerà a scegliere il secondo. non ci sono cazzi, non si nasconde ciò che si è. |
Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
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Non hai presente che angoscia mi veniva di sabato sapendo che ci dovevo andare mi mancava l'aria, al campo estivo: al tempo ero bassetta e non facevo sport e mi facevano portare delle taniche di acqua su di una salita per arrivare alla tenda e loro "cucinavano" che il massimo che facevano era mettere su l'acqua per la pasta mi sfottevano di contnuo perché non parlavo e mi dicevano che ero flemmatica e mi facevano anche notare il fatto che sembravo più piccola della mia età ecc ecc |
Re: Un'altra storia
mi trattavano come una merda 2 settimane da incubo per il campo estivo
per fortuna che in quello invernale mi ero fatta male ad un braccio cosi non sono andata E poi anche tutti i sabato ci dovevo adare eppure mia mamma insisteva a mandarmici perché lei avrebbe tanto voluto da piccola e quando le parlavo di quello che mi facevano diceva "eh al lavoro roverai anche di peggio" |
Re: Un'altra storia
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Re: Un'altra storia
orange se ti puo interessare
http://www.facebook.com/pages/io-odi...050576?v=box_3 Alessio 19 aprile 2010 alle 13.00 sn stato scout per 8 anni e ho trovato solo violenza, bullismo e principi morali d'anteguerrai.Ma perfavore pensate davvero che tutte le agenzie scout o come si chiamano facciano un beneficio?? io credo di no... e poi il mio capo bestemmiava mi prendeva a bastonate e mi ha tirato una chiave inglese sul cell dopo avermi puntato un'accetta. c'era persino un tizio che accompagnava i capi di 19 anni che l'abbiamo visto farsi di cannoni in patro.... |
Re: Un'altra storia
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