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Re: 40... game over
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Re: 40... game over
Io sono per il meglio provare, meglio le figure di merda che vivere di rimpianti.
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Re: 40... game over
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Se io devo impegnarmi molto per ottenere una soddisfazione scarsa finirò col non volerle fare certe cose, questo è, ma non è una spiegazione astrusa, sei tu che - lo ripeto senza usare termini che possono esser scambiati per offese - pare non ci arrivi ad afferrarla questa cosa. Se una persona mi dice, ma vedi che puoi ancora avere una relazione con tipe del genere se fai questo e quest'altro, e a me potrebbe non allettare più questa cosa qua, cosa c'è di così astruso nel ritenere insensato perseguire un progetto che non darà soddisfazione in relazione a quello che è ancora realisticamente perseguibile? :nonso: Si parla tanto di intelligenza emotiva, sopra e sotto, ma qua proprio si sta a zero. |
Io evito di cercare una partner per via di un senso di vergogna che però non dipende dall'inesperienza unità all'età, ma da come mi sento e mi vedo io nel complesso. Se fosse per l'età non me ne fregherebbe molto: se mi si presentasse una a 40, 50, 60, e ancora susciterebbe qualcosa dal quel punto di vista, non vedo perché razionalmente dovrei negarmi quella possibilità. E probabilmente dopo aver "fatto l'esperienza" non avrei neanche tutta questa paura di domande indiscrete: meglio averlo fatto a 50 anni che non averlo mai fatto.
Non capisco questa questione "morale" che uno si autoimpone. Si parla di ipotesi: trovi una, ti piace, le piaci, non sei ancora finito sessualmente (non penso che a 50 anni si perda di default la capacità di fare sesso), cogli l'occasione, no? Che poi a me il sesso fine a se stesso non interessa, ma questo è un altro discorso; comunque si può iniziare una frequentazione tra due persone, se entrambe lo desiderano, a qualsiasi età. Se uno si fa dei problemi, un altro potrebbe non farseli, perché in concreto la cosa non comporta un danno oggettivo, ma più probabilmente sensazioni su come si vivrebbe la situazione a livello personale. |
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Che ti dico?! Bisogna analizzare tanti fattori sia interni che esterni alla persona. Non sei ancora vecchio abbiamo fede. |
Re: 40... game over
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Re: 40... game over
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Se continui ad esser vivo dall'esistenza non ti ritiri, ritiri solo l'investimento in certe attività. Se io mi dedico ad un qualche gioco di azzardo ogni settimana e spendo una certa somma con la speranza di vincere la somma S, può essere che dopo un po' metto sul piatto della bilancia la possibilità di vincere e l'impegno che ci metto a fare questa cosa e non investo più nulla perché valuto secondo i miei parametri soggettivi che non conviene più, mi ritiro da questo gioco qua in termini attivi, certo è che se salta fuori un tizio dal nulla che mi vuole regalare questa somma S, mica la rifiuto. Ma è una cosa ancora più improbabile. |
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Re: 40... game over
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Re: 40... game over
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Continuo a pensare che anche della vita in sé a me non frega nulla, mi interessa cosa ci va a finire dentro, la vita dal mio punto di vista non ha un valore a monte, dipende. Forse altri non hanno mai fatto esperienza del "ma chi me lo ha fatto fare visti i risultati", ma io sì, per questo non riesco a pensare a queste cose come ci pensi tu e riesco a capire chi vuol ritirare certi investimenti definitivamente. Magari uno comunque continua a vivere, se una tipa si sente attratta e farà la prima mossa, ci sarà l'occasione, se non capita, non capita, punto e basta. Ci sono gli incontri a pagamento che in termini di impegno psicologico e stress per qualcuno possono essere meno impegnativi, ma sono costosi in termini economici e non danno lo stesso e si possono beccare delle sòle, e anche qua si valuta tutto, ognuno trae le sue conclusioni. Se qualcuno vuole sono ben disposto a dare qualche consiglio a riguardo. Se ci sono attività gratificanti in sé simili a quelle di muttley uno magari si dedicherà a queste, se non ci sono, si mangia si beve, si dorme, e si sta nel forum magari, finché non si schiatta, questa è l'esistenza, niente di più, niente di meno. :pensando: Comunque anche pensare a questa roba qua è un'attività, e io la svolgo volentieri, se no avrei smesso. |
Re: 40... game over
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Re: 40... game over
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Esistono criteri oggettivi che spingono la persona a giudicare scarsa quella cosa, oppure è la struttura emotiva tipica del depresso che spinge a giudicare tutto in funzione dell'elemento negativo e a produrre rinuncia? Questo non viene mai affrontato nei tuoi discorsi. Pensi che tutte le persone che hanno ottenuto qualcosa, non importa se grande o piccolo agli occhi della collettività, avessero chiaro davanti a loro il rapporto costi benefici per potersi impegnare in quello che facevano? O non era forse una disposizione d'animo (innata o acquisita) a spingerli a fare le cose? Basta dire semplicemente che non si ha voglia di fare qualcosa perché mancano motivazioni e stimoli generali in virtù del proprio mindset dominato da stati depressivi, invece di parlare come se si fosse marketing analyst della vita. |
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Re: 40... game over
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Dal tuo assetto mentale non ci puoi mai uscire. Allora io ti dico che darsi tranvate nei coglioni dà piacere e ti piacerebbe molto di più che suonare la chitarra, questo dipende dal tuo assetto mentale, inizia a dartele anche tu le tranvate nei coglioni, visto che c'è qualcun altro che gode, magari godi pure tu. Anche supponendo che ti trovi in uno stato motivazionale depressivo, da questo parti per fare altro, e non puoi partire da uno stato mentale diverso visto che in questo ci sei dentro. In questo stato per uscirne io cosa posso fare e cosa sono motivato a fare? Prendere una pillola? Se la si prende e non se ne esce che si fa? Operazioni più complicate potresti non esserne capace di portarle avanti con costanza. Ci si comporta come l'ingenuo fumatore che dall'oggi al domani si dice determinato a smettere, ma se nell'insieme i suoi stati mentali non possiedono la motivazione necessaria per portare avanti una forma di astinenza prolungata, così non smetterà. E' chiaro che se gli sforzi motivazionali per uscirne ed eseguire certe cose in quello stato sono superiori a quelli che questo stato permette, ci resti dentro. Tu sei uno spiritualista, io penso che queste siano cazzate, degli stati mentali nei quali ci troviamo non ne abbiamo un reale controllo indipendente, è una nostra impressione illusoria questa, un trucco di certi stati coscienti. Per fare qualsiasi cosa devi avere comunque una spinta motivazionale sottostante, e questa spinta non la controlli, poi insomma dopo una quarantina di anni una persona un po' conosce certe cose come le girano per la testa, o ci si mette nella testa della persona partendo proprio dal suo mindset (quello che desidera lei e quel che le piace e cosa è disposta a fare per perseguirlo cercando la "quadratura del cerchio" che non ha trovato) O è inutile. Dire che dovrebbe desiderare altro o essere disposta a fare di più quando questa disposizione adesso non c'è, a cosa può servire? E' come se io ora invece di usare la tastiera dicessi al computer "scrivi A". Il computer adesso con tutto il suo mindset è disposto solo a stampare una lettera nel caso in cui pigio sul tasto giusto. Posso anche continuare a provare a dirglielo di scrivere certe cose all'infinito e magari prima o poi scrive, ma sono molto scettico in relazione a cose del genere. Potrei dire al computer anche che c'è un altro computer che ha il riconoscimento vocale e i dispositivi appositi per farlo, bene, lo stesso però il computer da cui parto non dispone di un mindset adatto per passare all'altro, che dispone del riconoscimento vocale, grazie soltanto ad un mio suggerimento vocale. Devo continuare all'infinito a discutere con le macchine o cercare di capire come funzionano davvero e intervenire in altri modi casomai io desideri davvero che il mio computer scriva in base a ordini vocali? Ad un certo punto penso che se delle persone vogliono davvero aiutare altre persone bisogna per forza di cose uscir fuori dal semplice dialogo esortativo, in caso contrario se si comprende che altro non si è disposti a fare si lasciano le cose così come sono e in maniera analoga si tiene il computer senza riconoscimento vocale. Se funzionavano le esortazioni ad impegnarsi di più e così via quella persona da quella situazione ne sarebbe uscita fuori da un bel pezzo, è l'unica cosa che si fa sempre il contesto sociale... "Impegnati di più", "Per ottenere qualcosa bisogna darsi da fare", ordini esortativi del genere circolano in abbondanza nel nostro contesto sociale, pensate che ripetendo lo stesso per l'ennesima volta sia davvero di aiuto? Si può intervenire sull'esame di realtà qualora fosse distorto, se si pensa erroneamente di dover fare certe cose che non si dovranno fare per ottenerne altre, o se magari facendo certe cose si otterrà molto di più e con maggiori probabilità, ma non è detto che lo sia, anzi spesso non lo è visto che poi quando si arriva a parlare di cose più concrete si è quasi sempre d'accordo. |
Re: 40... game over
In parole povere.
-Un mindset sano e costruttivo si impegna per ottenere il male minore. -Un mindset depressivo vede il male minore allo stesso livello del male maggiore e quindi non si impegna per ottenerlo. E' chiaro che dopo i 40 con zero esperienze alle spalle si può solo puntare al male minore, ma è il classico esempio di "accetto tutto pur di non invecchiare solo." Questo atteggiamento è considerato positivo e funzionale, rinunciare con consapevolezza è considerato mindset depressivo. E non tiriamo fuori esempi a cazzo come suonare la chitarra a 40 anni perché si parla di hobby e passatempi, non della vita. Io ho iniziato a vent'anni con la chitarra e cmq non ho mai risolto una mazza a causa dei miei problemi caratteriali. |
Re: 40... game over
io adesso ho quasi 47 anni, quando ho toccato soglia 40 non avevo comunque nessuna esperienza alle spalle ed ero a zero.
E quando leggo che comunque anche chi è a zero può recuperare e diventare come gli altri, sinceramente mi sembra un voler far credere alle persone qualcosa di utopistico |
Re: 40... game over
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Non puoi prendere la tua esperienza ed elevarla a regola generale. Dire che dall'assetto mentale non si può uscire è una tua opinione che basi sulla tua esperienza di vita, come se questa riassumesse la totalità dei casi generali. Quote:
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E ripeto anche la domanda: dire che fare sesso a 38-39 anni per la prima volta ha la stessa utilità di prendere la laurea a 50 anni che cos'avrebbe di obiettivo? |
Re: 40... game over
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Ma qua non c'è alcun esame di realtà si ha a che fare con motivazioni soggettive. L'esame di realtà è una cosa del genere: per ottenere x devi fare y, poi cosa sono in termini affettivi y e in termini di fatica x per il singolo sono parametri soggettivi variabili. L' esame di realtà ti dice solo come arrivare in un posto come puoi arrivarci, cosa potresti fare per arrivarci e cosí via, non ti dice se vale la pena fare certe cose in base ad altre. I valori che tu dai a certe cose non fanno parte di alcun esame di realtà per come l'intendevo io. Se una donna rispetto a me desidera molto avere figli, questa cosa non fa parte di alcun esame di realtà, non è che qua se io non ne desidero sono non oggettivo e la donns sí o viceversa, dell'esame di realtà fa parte la conoscenza di come si possono avere e cosa si può fare per averli in certe condizioni e qua poi io e la donna in questione torniamo ad essere d accordo. Ad esempio si è parlato anche del sesso a pagamento, l'esame di realtà ti dice piú o meno cosa devi fare e quanto devi spendere e cose simili non ti dice se desideri fare o meno una cosa del genere, né quanto dovrebbe piacerti e nemmeno se vale la pena spendere dei soldi per questo, se ê morale o immorale per te e cosí via. Questi sono filtri motivazionali e valoriali, di piacere e dispiacere personali non reali e descrittivi della situazione extrasoggettiva. Tu diresti che il sesso a pagamento non dà alcun piacere e non è utile in questa situazione, altri magari sono d'accordo, altri in disaccordo, ora non è che qualcuno qua ha ragione in termini oggettivi, sono preferenze dettate da certe motivazioni personali e cosí via. Valutare di scarso valore qualcosa non fa parte di alcun esame di realtà a meno che non ci si riferisca al valore di scambio mercantile e sociale. Questo poi è oggettivo difficile che riesca a comprare una Ferrari con un euro casomai la ritenessi di scarso valore e spenderei al massimo un euro per comprarla. L' esame di realtà ti dice piú o meno cosa puoi farne della tua vita in termini di azioni e obiettivi raggiungibili tramite queste azioni, non ti dice alcunché riguardo al fatto che tutto questo abbia un qualche senso o valore per te. L'esame di realtà da solo non è capace di rispondere a domande come "nelle mie condizioni per me vale la pena vivere?". Secondo me non riesci ad afferrare queste differenze. Comunque ci sono anche certe tendenze generali riscontrabili, ma anche se si è osservato che il figlio di nazisti è nazista può essere che non sia piú possibile educarlo ad altri valori con qualche esortazione. Oltre poi al fatto di dirgli che non dovrebbe essere cosí perché i suoi valori sono stati plasmati anche dall'ambiente in cui è cresciuto e osservato che questi valori permangono comunque si dirà solo che vuole essere nazista e s è chiusa la questione. Questo significa essere spiritualisti per me. Il supporre che esista questa scelta primaria indipendente per cui un tizio si autodetermina per magia. l'esortazione morale, potrebbe fare leva effettivamente sul sistema motivazionale di certe persone ma non di altre. Ma è solo una strategia poi non spiega perché mai ci sono persone resistenti. A questi altri poi si applicherà la teoria spiritualista che in pratica non spiega niente. Supponendo anche che io sia completamente scemo e permango nell'errore, nonostante tutte le evidenze, che senso può avere curarmi con un discorso logico e sensato visto che sono scemo? È piú scemo di me chi prova a fare una cosa del genere. |
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