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Re: Lettera di un suicida
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Re: Lettera di un suicida
I propri fallimenti, in queste condizioni, sono generati anche (e soprattutto) dalla fobia sociale, dall'evitamento o da qualsivoglia patologia.
E' come il quesito "è nato prima l'uovo o la gallina"? Ma non è che uno sceglie consapevolmente di soffrire di fobia sociale, disturbo evitante ecc., che sia adulto o meno. |
Re: Lettera di un suicida
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L'ho scritta io e no non provo alcuna empatia per la società umana: mi fa schifo. Ho solo scritto quello che pensavo senza mezzi termini. Non che io mi stia così simpatico: la convivenza con me stesso è stata la cosa più difficile della mia vita. Tutto qui. Grazie a chi ha partecipato alla discussione, vi ho letto con interesse. |
Re: Lettera di un suicida
Vorrei abbracciarvi, ma non posso e non riuscirei a farlo.
Volevo anche partecipare ma non riesco. Grazie Noradenalin |
Re: Lettera di un suicida
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Se togliamo la sovrastruttura dell'odio sociale, che è comprensibile ma non è l'unica causa della nostra condizione (mi ci metto anche io) e nemmeno la più grande, da quello che scrivi mi arriva poco di te. Te lo ripeto, non è una critica, è la mia sensazione. E' naturale chiedere che il mio prossimo - proprio nel senso di prossimità, vicinanza - mi sia vicino, mi sostenga. Ma perché possa farlo noi per primi dobbiamo esporci con sincerità, o per loro sarà più difficile. Ti abbraccio. |
Re: Lettera di un suicida
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Re: Lettera di un suicida
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Re: Lettera di un suicida
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