|
13-04-2026, 17:55
|
#1
|
|
Principiante
Qui dal: Mar 2026
Messaggi: 8
|
A chi va di farsi un giretto in uno spazio liminale della mia psiche?
Scherzi a parte, questa è la mia prima discussione e vi porto subito in profondità.
Da sempre mi sono interessato di occultismo, spiritualità, poi psicologia junghiana, gnosticismo e vari ambiti del paranormale. Dopo un’esperienza piuttosto intensa di OBE, insieme ad altri episodi significativi (contatti inclusi), ho iniziato a distruggere vecchi ego, maschere, strutture, fino ad arrivare a liberarmi anche fisicamente di oggetti, collezioni, cose che non mi rappresentavano più.
Senza accorgermene ero entrato in piena Nigredo.
Per chi non lo sapesse: è la fase alchemica in cui ciò che sei stato muore. Gusti, abitudini, relazioni, identità. Tutto cade. Ti ritrovi in uno stato di vuoto profondo, dove la vita esterna appare come una recita sterile, priva di senso. Subentrano apatia, distacco, nausea verso i ruoli sociali.
L’errore è distruggere senza ricreare. Ed è quello che ho fatto.
Altro effetto: non si torna indietro. Non puoi riprendere la vecchia versione di te senza sentirti falso. È come prenderti in giro da solo.
E poi c’è un’altra cosa: più ti sottrai, più il sistema ti cancella. Non reagisci, non partecipi, non “vibri” e quindi smetti di attrarre. Per attrarre devi incarnare una frequenza. Se sei vuoto, attiri vuoto.
Perché scrivo qui tutto questo?
Perché è circa un anno che non socializzo davvero con nessuno. Non è una lamentela: questo passaggio era inevitabile. Ma ora mi trovo in un punto in cui il senso stesso della ricerca si è sfaldato.
Ho sempre cercato “simili” ma ho trovato soprattutto persone immerse nell’occulto… spesso più contenitori fragili che altro.
E oggi?
Non so più nemmeno quale sia il senso reale di tutto questo.
Ho capito una cosa però: senza una struttura — chiamala ego, maschera, interfaccia — non si vive qui. Questa dimensione è predatoria, e senza forma vieni semplicemente escluso.
Il punto è che quelle forme ora mi danno nausea.
Eppure vivere da eremita, alla lunga, non appaga. Non sono più un ragazzo, e un minimo di esperienza mi ha fatto vedere certi meccanismi per quello che sono.
Mi interessa capire:
qualcuno ha attraversato qualcosa di simile?
|
|
|
13-04-2026, 18:15
|
#2
|
|
Esperto
Qui dal: Sep 2015
Ubicazione: R'lyeh
Messaggi: 16,213
|
Premetto che a tutto l'apparato concettuale di occultismo, junghismo, gnosticismo, ecc., non credo (anche se mi affascina dal punto di vista narrativo)... premesso questo, dicevo, ho subìto un grave tracollo psicologico ormai una quindicina di anni fa, in seguito al quale mi sono completamente isolato. L'isolamento è durato diversi anni, e ho cominciato una risalita solo intorno agli anni della pandemia. Sono molto lento nei cambiamenti, e in seguito ho esplorato diverse strade per ricostruire una socialità. Spesso ho fallito, ma quando ho avuto dei risultati, questi mi hanno solo fatto constatare quanto sia difficoltoso, per me, gestire i rapporti umani, da quando si avviano e poi lungo tutto il processo del mantenimento. Ormai non sono più tanto giovane e sulla socialità sento quasi di aver gettato la spugna. Il problema è che senza la socialità cado in depressione più o meno grave, ma al contempo la socialità non so gestirla.
|
|
|
13-04-2026, 18:23
|
#3
|
|
Principiante
Qui dal: Mar 2026
Messaggi: 8
|
Quote:
Originariamente inviata da Hor
Premetto che a tutto l'apparato concettuale di occultismo, junghismo, gnosticismo, ecc., non credo (anche se mi affascina dal punto di vista narrativo)... premesso questo, dicevo, ho subìto un grave tracollo psicologico ormai una quindicina di anni fa, in seguito al quale mi sono completamente isolato. L'isolamento è durato diversi anni, e ho cominciato una risalita solo intorno agli anni della pandemia. Sono molto lento nei cambiamenti, e in seguito ho esplorato diverse strade per ricostruire una socialità. Spesso ho fallito, ma quando ho avuto dei risultati, questi mi hanno solo fatto constatare quanto sia difficoltoso, per me, gestire i rapporti umani, da quando si avviano e poi lungo tutto il processo del mantenimento. Ormai non sono più tanto giovane e sulla socialità sento quasi di aver gettato la spugna. Il problema è che senza la socialità cado in depressione più o meno grave, ma al contempo la socialità non so gestirla.
|
La tua situazione per molti versi è molto simile alla mia.. ovvero quelle rare volte che mi capita di stare con qualcuno, poi non vedo l'ora di starmene nuovamente per conto mio. La maggior parte della gente o mi annoia o m'infastidisce. Tuttavia ho sempre quel desiderio di provare piacere anche solo per una chiaccherata, cosa che non avviene da molto tempo.
|
|
|
13-04-2026, 18:24
|
#4
|
|
Esperto
Qui dal: Jan 2020
Ubicazione: Beverly Hills
Messaggi: 18,261
|
Io non so se sono un negredo però ormai amici zero, contatti sociali al di fuori di quelli obbligatori a lavoro e i check obbligati con la famiglia (sostanzialmente il weekend vado da mio padre) non ho più una vita.
E come dici tu quando raggiungi questo livello di isolamento ti accorgi come tutti scelgano una parte da recitare nella vita. Io ormai sono completamente avulso da ciò, nel bene e nel male.
Quello che mi mantiene stabile e non mi fa suicidare sono i farmaci, che non mollerò mai più.
|
|
|
13-04-2026, 18:40
|
#5
|
|
Esperto
Qui dal: Sep 2015
Ubicazione: R'lyeh
Messaggi: 16,213
|
Quote:
Originariamente inviata da Spettro
La maggior parte della gente o mi annoia o m'infastidisce.
|
This.
Il punto, almeno per me, è che nel corso della vita ho anche trovato persone con cui riuscire a intavolare rapporti ricchi, che mi hanno dato tanto, ma in un modo o nell'altro sono riuscito a rovinare anche questi.
|
|
|
13-04-2026, 18:50
|
#6
|
|
Principiante
Qui dal: Mar 2026
Messaggi: 8
|
Anzitutto vi ringrazio.. sembrerà strano ma per me, in questo momento è come acqua nel deserto poter interagire liberamente senza filtri.
Quelli come noi (ognuno col suo background ed esperienze), sicuramente sono fuori luogo\frequenza da questa simulazione chiamata vita.
Il problema non è la vita in se ma il contesto in cui si è costretti a vivere.
Non è il fatto di essere sfigati o altro, ma questione di estrema sensibilità, emotività e sincerità.
Come fa un tipo così a stare in mezzo a gente superficiale, competitiva e materiale? Io non riesco né a prendermi in giro né a farlo con altri ma tutto questo ha un prezzo: l'isolamento.
|
|
|
13-04-2026, 19:04
|
#7
|
|
Esperto
Qui dal: Sep 2022
Messaggi: 2,861
|
Davvero un bellissimo thread.
Mi rivedo in moltissime cose che descrivi. Come altri hanno detto, anch'io ormai non ho particolare interesse nell'aspetto più esoterico / mistico di questa situazione. Ho una visione prevalentemente logica e razionale sulle cose.
Penso di aver avuto da tutta la vita un disprezzo pressocchè innato delle forzature imposte dalla società.
Pensa alle tante persone che, pur avendo una certa consapevolezza della propria diversità, preferiscono semplicemente omologarsi. Prendono e si adattano e basta a quello che esige la società (trovare un lavoro, sposarsi con la prima persona che capita e fare figli)... Per poi trovarsi in una vita che è un susseguirsi di impegni e responsabilità, in cui non c'è più alcuno spazio per l'interiorità.
Ricordo poi una celebre frase di Nietzsche che sembra esprimere molto bene il concetto : "Nella solitudine il solitario divora se stesso, nella moltitudine lo divorano i molti. Ora scegli."
Tutti noi qui, in una certa misura, forse più inconsciamente, abbiamo preferito non farci divorare dagli altri. Abbiamo scelto una sorta di fedeltà a noi stessi, che però ha come prezzo la solitudine.
L'idea di un rapporto (anche limitatamente all'amicizia), in cui si possa semplicemente essere se stessi e trovarsi bene, è anche questo un obiettivo difficile da attuare. Io ho avuto delle amicizie molto positive, ma a causa di trasferimenti e impegni nella vita di questi altri amici, praticamente non c'è mai il tempo di vedersi, di stare a parlare ecc ecc.
Quando mi capita di conoscere la maggioranza della gente, i "normie", mi sembra veramente di avere a che fare con dei gusci vuoti. Semplicemente si adattano a certi ruoli, non pensano... non potrà mai esserci granchè di legame tra me e gente di questo tipo. Ne consegue che, semplicemente mi sono abbastanza preparato al mio futuro in solitudine e il più possibile in pace.
Anche uscire dal posto in cui mi trovo, almeno ora come ora, lo vedo troppo complicato.
|
|
|
13-04-2026, 19:42
|
#8
|
|
Esperto
Qui dal: Nov 2009
Messaggi: 10,249
|
Zero relazioni.
E non ho amicizie dai tempi delle superiori.
Spettro, sono certa che il forum ti farà un po' di compagnia. Non risolve tutto, ma è bello poter scambiare due parole con qualcuno, anche se solo virtualmente.
|
|
|
13-04-2026, 19:50
|
#9
|
|
Principiante
Qui dal: Mar 2026
Messaggi: 8
|
Vedo che qui tra di noi ci si capisce.
A volte penso che avrei preferito essere relativamente più leggero e quindi meno profondo, ma la natura ovvero la propria indole non la puoi sostituire ma solo rettificare per certi versi.
In passato mi sono comportato a volte da str.. per poi rendermene conto. Avevo una band che poi ho lasciato per via di un periodo difficile e paranoie varie. Ho continuato a suonare da solo, trovandomi più a mio agio a comporre. Però vedete, ho tagliato, cancellato gran parte del mio passato e ciò che mi resta è una sconcertante lucidità chirurgica che mi sta creando nausea. Nonostante le mie esperienze particolari sono diventato abbastanza razionale e fortemente disilluso. Questa mia fase la chiamo disillusione.
|
|
|
13-04-2026, 21:31
|
#10
|
|
Esperto
Qui dal: Feb 2025
Messaggi: 1,097
|
Quote:
Originariamente inviata da Spettro
Vedo che qui tra di noi ci si capisce.
|
Si vede che sei nuovo
|
|
|
13-04-2026, 22:03
|
#11
|
|
Esperto
Qui dal: Jun 2024
Messaggi: 2,163
|
Quote:
|
Davvero un bellissimo thread.
|
Condivido. Se vuoi raccontare qualcosa in più su di te io leggo volentieri.
|
|
|
Oggi, 00:28
|
#12
|
|
Principiante
Qui dal: Mar 2026
Messaggi: 7
|
Senza non vibri non attrai , è vero .Qualcosa devi esprimere , trasmettere anche solo con il sorriso e il linguaggio del corpo
Ma sai ho riflettuto spesso su cosa possa significare essere davvero sé stessi ,non esiste una versione vera di noi ,siamo così vulnerabili non ha nemmeno senso che restiamo solidi come montagne,non saprei .Vivo anche io con poche occasioni di socialità la mia identità e dove sto bene ,possono essere luoghi fisici ,persone,o immaginazione /visioni .Stare isolati non serve a niente ,fa impazzire per me e una sorta di mania di controllo e mancanza di coraggio di vivere ,e la si paga con depressione e angosce .Si può stare isolati dalle persone ,non avere amici,non avere fidanzata,moglie,etc ma non senza interfacciarsi con il mondo intorno , trama nti,natura,strade ,osservare, cercare il "caso" .Per rispondere alla tua domanda si mi e successo più di una volta una forma di disillusione e di riequilibrario doloroso ,mi mascheravo ,lo faccio ancora .un meccanismo di rifiuto di quello che non volevi facesse parte della tua vita quando sognavi da bambino .Buona notte.
|
|
|
 |
|