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Vecchio 15-07-2006, 18:02   #1
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Teorie cognitive e modelli cognitivi dell'ansia: un'introduzione

Non esiste un'unica teoria o un singolo modello riguardo ai disturbi d'ansia. Questo volume si concentra principalmente sulla teoria di Beck e sugli approcci cognitivisti, perche' questi sono basati su rigorose indagini sperimentali e hanno influenzato profondamente la psicoterapia.
E’ necessario fornire inizialmente una definizione di sistema cognitivo, in
quanto tale concetto è fondamentale ai fini di questa trattazione. In senso
lato, per sistema cognitivo s'intende sia l'intera gamma di funzioni e
meccanismi che permettono di elaborare pensieri, sia il contenuto dei pensieri
. medesimi. La premessa alla base delle teorie cognitive inerenti i disturbi
ì' emozionali e che una disfunzione deriva dall'interpretazione personale dei
singoli eventi. 1 comportamenti connessi a tali interpretazioni personali con-
tribuiscono, inoltre, all’allineamento del problema emozionale stesso.
L'approccio cognitivo di Ellis i 1962) si fonda sul principio che "i pensie¬ri irrazionali" siano la fonte del disturbo emozionale e delle sue conseguen¬ze comportamentali. I pensieri irrazionali consistono essenzialmente in imperativi ("devo"), comandi e presupposti che conducono a elaborazioni illogiche e disturbi emozionali. Ellis ha descritto inizialmente Ie credenze predisponenti reazioni emotive negative: quello che segue ne è un esempio: "Una persona deve essere perfettamente competente per essere considerata meritevole: una persona deve essere amata e rispettata dalla maggioranza degli individui della comunità in cui vìve". Dal momento che tali credenze vengono spesso rinforzate dalla società e dalle convinzioni personali e pos¬sono avere una base ereditaria, è opportuno che siano vigorosamente sfidate nel corso delle sedute terapeutiehe.
La teoria cognitiva dei disturbi emozionali di Beck 11967. 1976) afferma che ansia e depressione si accompagnano a vere e proprie distorsioni del pensiero. Un processo disfunzionale di questo tipo si manifesta a livello superficiale come un (lusso di pensieri automatici negativi nell'esperienza cosciente del paziente. Le disposizioni nell'elaborazione cognitiva e i pen¬sieri automatici negativi riflettono le convinzioni e le assunzioni soggiacenli immagazzinale nella memoria dell'individuo, Tali e-o convinzioni e assunzioni sono rappresentazioni relativamente stabili della conoscenza immagazzinata nel sistema di memoria, chiamale "schemi" (Barllell, 1932). Una volta attivati. gli schemi influenzano il processo di elabora/ione dell' informazio-ne. modellano le interpretazioni delle esperienze e condizionano il compor¬tamento. Anche se il comportamento o il pensiero di un individuo ansioso può superficialmente definirsi "irrazionalc", in realtà deriva logicamente da convinzioni e credenze esistenti. I difetti di elaborazione dell'informazione nei disturbi emozionali si evidenziano nelle credenze, nelle distorsioni cognitive e nei pensieri automatici negativi del paziente.
Teorìa cognitiva dell'ansia
Nel disturbo d'ansia, il difetto di elaborazione dell'informazione, causa della vulnerabilità e della persistenza dell'ansia stessa, può essere visto da un lato come una preoccupazione o "fissazione" relativa al concetto di pericolo dall’altro come una sottovalutazione delle capacità individuali di farvi Ironie iBcck. F.merv e Greenberg. I985). La tematica del pericolo si estrinseca nel contenuto degli schemi ansiosi (assunzioni e convinzioni) e nel contenuto dei pensieri automatici negativi. La dominanza di pensieri relativi al pericolo nell'elaborazione cosciente del paziente ansioso (per es., Beck, Laude e Bohnert, I974a: Ilibberl. 1984: Raehman. Lopalka e Levili. IWIS) contrasta con le tematiche di perdita e autosvalutazione presenti nei pensieri automatici negativi di tipo depressivo (per es.. Beck. Rush. Shavv e Emerv. 1979'): Beck. 1987) e rappresenta la base dell'ipotesi contenuto-specifica in forza della quale ansia e depressione si differenziano per la presenza di pensieri a diverso contenuto.
; La sovrastima del pericolo e la sottostima della capacità di fronteggiarlo.
riflettono nei disturbi d'ansia l'attivazione dei cosiddetti "schemi di pericolo": "il nodo del disturbo degli stati d'ansia non coinvolge il sistema affettivo. come si è portati a credere, ma gli schemi cognitivi connessi alle sensazioni di pericolo, a causa dei quali la realtà esterna viene vissuta come estremamente pericolosa e il proprio sé come estremamente vulnerabile'" (Beck. 1985 p. 192).
Una volta attivata la valuta/ione di pericolo, si crea una sorla di circolo vizioso clic rinforza le manifestazioni d'ansia. I sintomi ansiosi sono essi stessi, infatti, una fonte di minaccia: per esempio, possono condizionare il comportamento dell'individuo ed essere interpretali come segnali dell'esistenza di un grave disturbo fisico o psicologico. Questi effetti accrescono il senso di vulnerabilità dell'individuo e di conseguenza rinforzano l'iniziale

reazione ansiosa inducendo una serie di risposte slavore\oh, le quali a loro volta non l'anno altro che esasperare la vantazione di pericolo.
malfunzionanti
Con il termine "schema" si indica comunemente una struttura cognitiva. Nella teoria dei disturbi emozionali, il contenuto specifico di tali schemi assume particolare importanza. Nella teoria di Beck due diversi tipi di infor¬mazioni o conoscenze vengono presi in considerazione a livello di schemi cognitivi: convìnzionì e assunzioni. Le convinzioni sono affermazioni incondizionate sul sé e sul mondo (per es.. "sono un perdente". "sono una persona di poco valore". "sono un debole", "sono un essere inferiore"). Le assunzioni sono affermazioni più relative dal momento che rappresentano connessioni tra gli eventi esterni e le opinioni dell'individuo (per es.: "se mi faccio vedere ansioso, le altre persone penseranno che sono un debole: avere pensieri negativi significa essere persone negative; sintomi fisici poco chiari sono solitamente segni di una malattia molto grave: se non riesco a controllare il mio stato d'ansia sono un completo fallimento"). Le convin¬zioni sono espresse tipicamente mediante asserzioni categoriche dell'indi¬viduo ("sono un perdente"), mentre le credenze vengono esplicitate nell'orma di proposizioni "se-allora" (se mostro segni d'ansia, allora tutti mi eviteranno).
Gli schemi disadattivi che caratterizzano i disturbi emozionali si presentano come più rigidi, concreti e inflessibili degli schemi normalmente impiegati dagli individui sani (Beck. l967). Il contenuto di uno schema è specificamente connesso a un determinato tipo di disturbo: gli schemi dell'ansia contengono assunzioni e convinzioni inerenti le tematiche di minaccia che interessano specificamente la sfera personale dell'individuo (Beck e coli.. I985) e le sue capacità di fronteggiamento. Speciali modelli di disturbi. come l'attacco di panico [Clark. 1986), la fobia sociale (Clark e Wells. 1995) e il disturbo d'ansia generalizzata (Wells. 1995). descrivono specifiche modalità di valutazione e specifici schemi che alimentano il disturbo medesimo. Nell'ansia generalizzata, per esempio, si evidenziano modalità di rimuginazione cronica, convinzioni relative alla propria incapacità di fronleggiare l'evento e pensieri positivi e negativi relativi al processo stesso di rimuginazione (Wells. 1995). Nell'attacco di panico, in cui il paziente è portato a interpretare erroneamente le proprie sensazioni corporee come prodromi di un'imminente disgrazia, predominano la vantazione e le assunzioni circa la natura minacciosa dei sintomi ansiosi e dei segnali corporei (Clark. 1986). Nelle fobie specifiche, l'individuo associa una situazione o un deter[CUT-continua]
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