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Discussione: Essere depressi e non saperlo Rispondi alla discussione
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Oggi 19:24
cuginosmorfio
Re: Essere depressi e non saperlo

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Originariamente inviata da Palmiro Visualizza il messaggio
Mmh, ni.

Adeguarsi agli altri? Si ma fino ad un certo punto.

Adeguarsi lavorando sugli aspetti caratteriali che ci rendono incompatibili con la socialità (chiusura in sé stessi, voglia di restare a casa anziché uscire) ? Assolutamente sì!

Adeguarsi assecondando gli altri solo per comprare la loro approvazione e non avere una propria opinione o peggio personalità? Assolutamente no !

È importante lavorare sulla propria autostima prima di tutto e accettare che le nostre opinioni, i nostri valori e in generale il nostro mondo può non andare a genio a tutti .
È importante sviluppare una propria personalità e non avere timore di esporsi . Se rimani all'angolo per paura sperando di venire accettato lo stesso dagli altri, nessuno verrà a prenderti per mano.
Capisco il discorso ma personalmente mi pare tutta una brodaglia generica da corso aziendale col sedicente coach motivazionale al microfono cuffia che parla alla platea o al team.
Oggi 19:08
Nightlights
Re: Essere depressi e non saperlo

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Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Grazie per la condivisione personale.

Non entro nel merito di tutti gli utenti, però a quanto leggo molti si sforzano e ciononostante continuano a vivere queste esperienze con difficoltà e malumore.

Posso chiederti ora come stai?
Ora sto meglio, non sono più depresso.
Ho comunque delle giornate più buone e altre meno buone, ma sono cose che rientrano nella normalità.
È tutta un altra cosa rispetto a quando ero malato.
Ma comunque anche se non sono più depresso di certo non mi sono trasformato in una di quelle persone iperdinamiche iperattive megaestro ecc..
Oggi 18:50
Palmiro
Re: Essere depressi e non saperlo

Grimmijow ma in tutto questo tu sei single o accoppiato/in una frequentazione?

Perché il quadro cambia non poco, posto che comunque le amicizie e la socialità "esterna" vanno coltivate a prescindere dal proprio status.

Chiaro però che per un single amicizie e socialità hanno un peso maggiore, in quanto, tolti i rapporti lavorativi e familiari, sono di fatto le uniche interazioni umane che si hanno.

Inviato dal mio 25080RABDG utilizzando Tapatalk
Oggi 18:47
Grimmjow
Quote:
Originariamente inviata da Nightlights Visualizza il messaggio
Questo topic mi sta facendo riflettere su quanto possano essere diverse le situazioni tra un contesto depressivo e uno di ansia/fobia sociale.
Ad esempio quando sono andato io in terapia si appurò che era in gran parte una depressione reattiva, causata da eventi scatenanti.
Ma di solito (almeno per me è stato cosi) i terapeuti dicono che quando arriva la depressione, a meno che non sia endogena e quindi causata da fattori puramente genetici, è un segnale che c'è qualcosa di profondo da cambiare nella propria vita.
E questo lo si fa in psicoterapia più che col discorso farmacologico.
E nel mio caso, per farla breve, il lavoro che ho dovuto fare è stato praticamente l'opposto di quello che verrebbe consigliato a una persona fobica/ansiosa/timida, vale a dire l'esposizione, "buttarsi".
Nel mio caso è stato il contrario, ho dovuto imparare a dire di no più spesso, perché prima che mi ammalassi ero una persona che tendeva a dire sempre di sì per non scontentare mai nessuno, finendo però a volte in situazioni che non mi piacevano, che mi facevano stare male ecc...
Grazie per la condivisione personale.
Non entro nel merito di tutti gli utenti, però a quanto leggo molti si sforzano e ciononostante continuano a vivere queste esperienze con difficoltà e malumore.
Posso chiederti ora come stai?
Oggi 18:42
Grimmjow
Quote:
Originariamente inviata da Atlas2 Visualizza il messaggio
complimenti per i traguardi raggiunti, non darli per scontato,
per me uscire e fare cose nuove non è mai un'atto di spontaneità o di piacere, ma un bisogno che devo espletare per non stare peggio. personalmente farei la larva, ma fisiologicamente so che ho bisogno di farlo per non stare infinitamente peggio.
Ti ringrazio.
Hai toccato un altro punto importante. Per me è inammissibile, posso capirlo se parliamo di lavoro o di studio ma non di uscite mirate allo svago. Praticamente la scelta è tra stare male e stare malissimo. Non so di quali attività tu stia parlando ma questo ti accade sempre? Come ti senti dopo aver "espletato il tuo fabbisogno fisiologico"?
Oggi 18:39
Grimmjow
Quote:
Originariamente inviata da meno Visualizza il messaggio
Ciao, credo che probabilmente ti accada ciò che (credo) accade a molti di noi qui dentro; ovvero che le situazioni sociali da una parte ti attirino, visto che è normale e "umano", e ne percepisci la mancanza. Ma dall'altra è un forte investimento di tempo ed energie, per cercare di tirare fuori dei "discorsi interessanti", dare di te un'immagine socievole e "aperta", facendo trasparire una certa "gioia" di stare insieme agli altri. Per carattere, traumi o altri fattori come l'educazione familiari, non tutti ci sentiamo "adatti" alle interazion sociali. Forse potrebbe essere questa la dinamica che accade a te e a tanti di noi qui.
Ciao, credo che in parte tu abbia ragione. Personalmente continuo a credere che sia più che altro un problema di compagnia e che quella attuale mi stia stretta. Ti dico questo alla luce del fatto che fino a qualche anno fa non era così, soprattutto quando frequentavo l'università. Mi è sempre piaciuto socializzare, mi affascinano le nuove conoscenze e le nuove esperienze, il problema è che le mie alte aspettative vengono spesso deluse. Spesso ci provo, quasi sempre mi sforzo, il 99% delle volte mi sento sollevato una volta a casa.
Quasi mi ricorda la barzelletta di Proietti: "la mia fabbrica è fallita, i miei figli sono delinquenti o drogati, mia moglie mi ha tradito e sono un poveraccio. L'unico sollievo rimasto è che quando torno a casa mi tolgo le scarpe"
Oggi 18:36
idk
Re: Essere depressi e non saperlo

Chiedo scusa, la depressione dov'è?


Oggi 18:32
Grimmjow
Quote:
Originariamente inviata da Winston_Smith Visualizza il messaggio
Secondo me più alla compagnia. L'uscita in sé non credo sia da disprezzare, alla fine un po' di sforzo può "valere la pena", appunto, se si fanno quattro chiacchere in un clima piacevole. Mentre costruire delle amicizie abbastanza solide è tutta un'altra storia.
Sicuramente, però il punto è che mentre voler fare una certa cosa che ti piace è qualcosa che può dipendere quasi esclusivamente da te ed è da te controllabile, le uscite in compagnia hanno delle variabili che sfuggono al tuo controllo ed è qui che bisogna considerare lo spirito di adattamento al quale si alludeva in precedenza.
Ad esempio, se volessi visitare il Giappone da solo, dovresti chiedere le ferie, valutare se hai una disponibilità economica, prenotare e partire. Una volta lì potresti organizzarti come meglio credi, visitare ciò che vuoi, andare a mangiare dove vuoi, partire e tornare quando vuoi. Sicuramente un viaggio in compagnia (per me) sarebbe un'altra cosa, soprattutto perché considero la condivisione un aspetto importante. D'altro canto, dovresti adattarti, trovare un compromesso sul mangiare, sul cosa visitare, sul dove dormire, sul giorno della partenza e del ritorno ecc.
E se non avessi alcun amico/conoscente che volesse visitare il Giappone? Andresti a precluderti questa "eventualità"?
Questo è ciò che intendo sul mettere al centro l'esperienza in sé e non la compagnia. Però mi rendo conto che è molto difficile (almeno per me)
Oggi 18:11
Nightlights
Re: Essere depressi e non saperlo

Questo topic mi sta facendo riflettere su quanto possano essere diverse le situazioni tra un contesto depressivo e uno di ansia/fobia sociale.
Ad esempio quando sono andato io in terapia si appurò che era in gran parte una depressione reattiva, causata da eventi scatenanti.
Ma di solito (almeno per me è stato cosi) i terapeuti dicono che quando arriva la depressione, a meno che non sia endogena e quindi causata da fattori puramente genetici, è un segnale che c'è qualcosa di profondo da cambiare nella propria vita.
E questo lo si fa in psicoterapia più che col discorso farmacologico.
E nel mio caso, per farla breve, il lavoro che ho dovuto fare è stato praticamente l'opposto di quello che verrebbe consigliato a una persona fobica/ansiosa/timida, vale a dire l'esposizione, "buttarsi".
Nel mio caso è stato il contrario, ho dovuto imparare a dire di no più spesso, perché prima che mi ammalassi ero una persona che tendeva a dire sempre di sì per non scontentare mai nessuno, finendo però a volte in situazioni che non mi piacevano, che mi facevano stare male ecc...
Oggi 17:41
euridice_
Quote:
Originariamente inviata da Trinacria Visualizza il messaggio
.
Chi sono le persone con cui esci? Come le hai conosciute?
Oggi 17:32
euridice_ Beati voi che potete scegliere di farlo oppure no
Oggi 17:01
Atlas2
Re: Essere depressi e non saperlo

complimenti per i traguardi raggiunti, non darli per scontato,
per me uscire e fare cose nuove non è mai un'atto di spontaneità o di piacere, ma un bisogno che devo espletare per non stare peggio. personalmente farei la larva, ma fisiologicamente so che ho bisogno di farlo per non stare infinitamente peggio.
Oggi 15:59
meno
Re: Essere depressi e non saperlo

Ciao, credo che probabilmente ti accada ciò che (credo) accade a molti di noi qui dentro; ovvero che le situazioni sociali da una parte ti attirino, visto che è normale e "umano", e ne percepisci la mancanza. Ma dall'altra è un forte investimento di tempo ed energie, per cercare di tirare fuori dei "discorsi interessanti", dare di te un'immagine socievole e "aperta", facendo trasparire una certa "gioia" di stare insieme agli altri. Per carattere, traumi o altri fattori come l'educazione familiari, non tutti ci sentiamo "adatti" alle interazion sociali. Forse potrebbe essere questa la dinamica che accade a te e a tanti di noi qui.
Oggi 15:49
Winston_Smith
Re: Essere depressi e non saperlo

Quote:
Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Della serie "ne vale la pena?"
Condivido ma questo pensi sia dovuto alla compagnia o all'uscita? Io credo che bisognerebbe lavorare sulle nostre aspettative e valorizzare maggiormente il secondo aspetto. Questo significa che magari anche nel caso in cui la compagnia non fosse delle migliori, in ogni caso avremmo fatto qualcosa che molto banalmente ci piace e che volevamo fare fin dal principio.
Mi rendo conto che non sia facile però, almeno per una persona come me che vede nella socialità un aspetto fondamentale e molto più importante dell'uscita in sé
Secondo me più alla compagnia. L'uscita in sé non credo sia da disprezzare, alla fine un po' di sforzo può "valere la pena", appunto, se si fanno quattro chiacchere in un clima piacevole. Mentre costruire delle amicizie abbastanza solide è tutta un'altra storia.
Oggi 15:41
Maffo
Re: Essere depressi e non saperlo

Quote:
Originariamente inviata da cuginosmorfio Visualizza il messaggio
Mi complimenti per i risultati ottenuti (laurea e lavoro).

Io, da profano, posso azzardare che se la tua vita dipende così tanto dal socializzare bè, allora devi imparare ad adeguarti agli altri perché sei tu che hai bisogno di loro e non il contrario...forse.

Come con le donne, del resto
È più semplice cercare gente compatibile piuttosto che cambiare per adeguarci agli altri
Oggi 12:42
Palmiro
Re: Essere depressi e non saperlo

Quote:
Originariamente inviata da cuginosmorfio Visualizza il messaggio
Mi complimenti per i risultati ottenuti (laurea e lavoro).

Io, da profano, posso azzardare che se la tua vita dipende così tanto dal socializzare bè, allora devi imparare ad adeguarti agli altri perché sei tu che hai bisogno di loro e non il contrario...forse.

Come con le donne, del resto
Mmh, ni.

Adeguarsi agli altri? Si ma fino ad un certo punto.

Adeguarsi lavorando sugli aspetti caratteriali che ci rendono incompatibili con la socialità (chiusura in sé stessi, voglia di restare a casa anziché uscire) ? Assolutamente sì!

Adeguarsi assecondando gli altri solo per comprare la loro approvazione e non avere una propria opinione o peggio personalità? Assolutamente no !

È importante lavorare sulla propria autostima prima di tutto e accettare che le nostre opinioni, i nostri valori e in generale il nostro mondo può non andare a genio a tutti .
È importante sviluppare una propria personalità e non avere timore di esporsi . Se rimani all'angolo per paura sperando di venire accettato lo stesso dagli altri, nessuno verrà a prenderti per mano.


Inviato dal mio 25080RABDG utilizzando Tapatalk
Oggi 12:27
cuginosmorfio
Re: Essere depressi e non saperlo

Mi complimenti per i risultati ottenuti (laurea e lavoro).

Io, da profano, posso azzardare che se la tua vita dipende così tanto dal socializzare bè, allora devi imparare ad adeguarti agli altri perché sei tu che hai bisogno di loro e non il contrario...forse.

Come con le donne, del resto
Oggi 12:26
Palmiro
Re: Essere depressi e non saperlo

Intanto complimenti @grimmijow per i cambiamenti messi in atto nella tua vita! Hai comunque raggiunto degli obiettivi non da poco , e non devi abbatterti se non vengono soddisfatte al 100% le tue aspettative. Devi darti tempo e avere pazienza, i rapporti sociali hanno dinamiche intrinseche che non sempre possiamo controllare. Ad esempio, possiamo frequentare un determinato numero di persone e non trovare feeling/affinità con nessuna (in tal caso bisogna cercare negli ambienti più compatibili con noi) , oppure frequentare un solo circolo sociale (ad esempio, un'attività o uno sport, o il lavoro stesso) e trovare subito il migliore amico/la migliore amica o addirittura il partner della vita ! Sono dinamiche totalmente aleatorie che vanno accettate, e non bisogna farsene una colpa se le cose non vanno come ce le si aspetta.
Se vuoi un consiglio, se senti che le persone che frequenti non ti danno nulla, tieniteli come conoscenti "tanto per" ma cerca di trovare un'attività o un hobby che ti piace e cercare di socializzare in quel contesto, facendo leva sugli interessi in comune. Condividere interessi , passioni o stili di vita è un collante molto potente tra le persone! Poi chiaramente i rapporti vanno coltivati e ci vuole impegno da ambo le parti.
E magari da cosa nasce cosa ...
Quote:
Originariamente inviata da Maffo Visualizza il messaggio
Ce l'hai la vagiangia a casa che ti aspetta?
Me lo auguro per lui, in ogni caso se così non fosse io sono la prova vivente (v. mio diario) che se non si impara a stare bene con sé stessi dedicandosi al 100% a rendere la propria vita il più meravigliosa possibile (a prescindere dalla presenza o meno di un partner, e io di strada da fare ne ho eccome sotto questo punto di vista! ) , non si potrà mai essere davvero sereni e in pace col mondo. Si avvertirà sempre quel vuoto e quella mancanza che ci porterà a farci percepire dagli altri come "disperati" e bisognosi di attenzioni dall'altro sesso.
La nostra felicità non deve MAI dipendere da qualcun altro! Qui purtroppo predico bene e razzolo male. È il mio obiettivo arrivare allo stato in cui sento che la mia vita è piena e soddisfacente a prescindere dalla presenza o meno di una donna, mi basta una situazione come quella di cui ho parlato nel mio topic che ci ricasco un po', almeno nell'immediato.
Per realizzare l'obiettivo - e ci arriverò, cazzo se ci arriverò - della totale indipendenza emotiva, i rifiuti e le delusioni purtroppo "servono" in qualche modo perché aiutano a desensibilizzarsi, però è necessario svincolarsi dal meccanismo malato della ricerca dell'altrui approvazione e del legare la propria felicità a qualcun altro.

Inviato dal mio 25080RABDG utilizzando Tapatalk
Oggi 12:09
Grimmjow
Quote:
Originariamente inviata da Winston_Smith Visualizza il messaggio
Dall'altra il pensiero negativo, che arriva un po' dopo, che evidenzia tutto lo sforzo e l'ansia anticipatoria e il fatto che certe uscite restano fini a sé stesse, ovvero non contribuiscono a creare dei rapporti di amicizia solidi e affidabili al di là delle circostanze contingenti.
Della serie "ne vale la pena?"
Condivido ma questo pensi sia dovuto alla compagnia o all'uscita? Io credo che bisognerebbe lavorare sulle nostre aspettative e valorizzare maggiormente il secondo aspetto. Questo significa che magari anche nel caso in cui la compagnia non fosse delle migliori, in ogni caso avremmo fatto qualcosa che molto banalmente ci piace e che volevamo fare fin dal principio.
Mi rendo conto che non sia facile però, almeno per una persona come me che vede nella socialità un aspetto fondamentale e molto più importante dell'uscita in sé
Oggi 12:04
Maffo
Re: Essere depressi e non saperlo

Quote:
Originariamente inviata da Grimmjow Visualizza il messaggio
Non so cosa potrei aggiungere di concreto, ditemi la vostra e in caso aggiungerò degli esempi.
Grazie mille
Ce l'hai la vagiangia a casa che ti aspetta?
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