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Oggi 16:24
Sasuke
Re: Condividiamo notizie


Vergogna
Oggi 14:44
Mollusco
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da muttley Visualizza il messaggio
Si ma non per la nazionalità del colpevole, bensì per una combinazione di fattori che rendevano l'occasione particolarmente ghiotta: talmente tanti elementi tutti insieme permettevano alla notizia di essere venduta con il massimo dei ricavi.
I delitti passionali ci sono sempre stati e i mass media li hanno sempre strumentalizzati per lucrarci sopra, senza per questo tirare in ballo presunte colpe collettive. Qui e' scattato qualcos'altro.
Oggi 14:34
muttley
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Mollusco Visualizza il messaggio
Appunto, ammetti che c'e' stata una manipolazione da parte dei mass media. Gia' questo basta, non so se poi era solo a scopo di lucro o si sia seguita l'onda dell'autocolpevolizzazione che tanto va di moda in questo periodo.
Si ma non per la nazionalità del colpevole, bensì per una combinazione di fattori che rendevano l'occasione particolarmente ghiotta: talmente tanti elementi tutti insieme permettevano alla notizia di essere venduta con il massimo dei ricavi.
Oggi 14:05
Mollusco
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da muttley Visualizza il messaggio
C'é stato il polverone creato dalla vicenda Cecchettin, dovuto a una serie di fattori per cui l'evento si prestava alla manipolazione dei media a scopo di lucro (delitto passionale, particolare efferatezza, minacce reiterate, occultamento, fuga dell'omicida) a cui hanno poi fatto seguito le dichiarazioni della sorella, le quali sono state amplificate dalla contro reazione di chi si è sentito tirato in causa.
Appunto, ammetti che c'e' stata una manipolazione da parte dei mass media. Gia' questo basta, non so se poi era solo a scopo di lucro o si sia seguita l'onda dell'autocolpevolizzazione che tanto va di moda in questo periodo.

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Originariamente inviata da muttley Visualizza il messaggio
Sono lettura selettive volte a costruire una narrazione, ossia l'idea che l'italiano deve essere sempre e comunque colpevole.
No, non e' questo il punto. Il tunisino ha ucciso la moglie perche' voleva l'affidamento del figlio di 7 anni, da quanto ho letto, e questo sarebbe proprio il movente maturato dalla loro cultura patriarcale: di solito la cultura islamica prevede che dopo i 7 anni il figlio maschio vada con il padre in modo da poterne curare meglio l'educazione -i figli maschi non vanno educati dalla madre- mentre la femmina puo' stare con la madre (i figli sotto i 7 anni stanno sempre con la madre anche da loro). Quindi se e' vero quanto citato dai giornali -ossia che il figlio stava con la nonna materna e il tunisino ne rivendicava la tutela- in questo caso la cultura conta eccome in quanto legge e pratica tuttora vigente in quel paese, a differenza della presunta "cultura del possesso" che sarebbe un residuo di pratiche e istituzioni patriarcali che non esistono piu' in Italia da decenni.

Io non amo questo tipo di aggravanti sociologiche, in nessun caso, anche nel caso di omicidi commessi da musulmani. Per me un omicidio resta un omicidio, e se proprio esiste un'aggravante, che sia l'aggravante di quel particolare assassino, non di tutta la sua cultura di provenienza, ne' italiana ne' musulmana che sia. Ma se proprio le aggravanti sociali bisogna attuarle, che le si attuino in modo coerente e non alla cazzo, come fa comodo e neppure tanto in buona fede mi pare (la colpevolizzazione della cultura islamica puzza di razzismo, per cui solitamente si soprassiede) e in questo caso il movente patriarcale e' molto piu' evidente che nel caso della Cecchettin.
Oggi 13:53
Nightlights
Re: Condividiamo notizie

https://youtu.be/1fAK5It9ppA?is=_axfa13U53DGNS4V
Oggi 13:42
muttley
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Mollusco Visualizza il messaggio
Pero' guarda caso quando una donna viene uccisa da un italiano, si levano voci contro il patriarcato e la cultura del possesso che "ci sono ancora in Italia". Perche' in questo caso si specifica il luogo e la provenienza della cultura maschilista allora? Se riguarda tutti gli uomini, resti "la cultura maschilista di tutti gli uomini" (sottintendendo anche chi viene da altre culture, dove anche li' esiste eccome il patriarcato, anzi, diciamo anche piu' che da noi spesso) senza fare troppe distinzioni culturali che puzzano di autolesionismo se non di razzismo al contrario (come se il maschilismo ci fosse piu' da noi che nei paesi poveri e arretrati).
Non posso che concordare con gli interventi prima del mio: la tua è una costruzione narrativa basata su elementi dissezionati in maniera mirata ma tendenziosa.
C'é stato il polverone creato dalla vicenda Cecchettin, dovuto a una serie di fattori per cui l'evento si prestava alla manipolazione dei media a scopo di lucro (delitto passionale, particolare efferatezza, minacce reiterate, occultamento, fuga dell'omicida) a cui hanno poi fatto seguito le dichiarazioni della sorella, le quali sono state amplificate dalla contro reazione di chi si è sentito tirato in causa.
Ci sono stati altri delitti della stessa natura in cui gli artefici erano italiani o stranieri e non hanno ricevuto la stessa risonanza mediatica perché fattori contingenti non hanno fatto si che il fatto di cronaca ricevesse altrettanta visibilità.
Anche prendere affermazioni isolate (per esempio le dichiarazioni di quel giudice donna che sosteneva che gli stranieri non possono sapere che non si possono violentare le donne sulla spiaggia, come se il semplice fatto che a dirlo sia stata una donna, la qualificasse in automatico come femminista e quindi come ipocrita) per costruire impianti narrativi, è manovra assai comune al giorno d'oggi ma non descrive in maniera obiettiva un fenomeno. Sono lettura selettive volte a costruire una narrazione, ossia l'idea che l'italiano deve essere sempre e comunque colpevole.
Oggi 13:30
claire
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Mollusco Visualizza il messaggio
Pero' guarda caso quando una donna viene uccisa da un italiano, si levano voci contro il patriarcato e la cultura del possesso che "ci sono ancora in Italia". Perche' in questo caso si specifica il luogo e la provenienza della cultura maschilista allora? Se riguarda tutti gli uomini, resti "la cultura maschilista di tutti gli uomini" (sottintendendo anche chi viene da altre culture, dove anche li' esiste eccome il patriarcato, anzi, diciamo anche piu' che da noi spesso) senza fare troppe distinzioni culturali che puzzano di autolesionismo se non di razzismo al contrario (come se il maschilismo ci fosse piu' da noi che nei paesi poveri e arretrati).
Visione del tutto tendenziosa.
Non è che sia meno grave, è il contrario: è sempre più grave per certa opinione pubblica quando le violenze sulle donne avvengono da extracomunitari ( poveri, non calciatori, lì parte il double standard: eehnh ma bisogna vedere, ma ste troiette ma perché vanno in camera ma é per fare soldi, ma lo dice lei che è andata così ecc.) E su questi si ottiene tanto consenso,voti,prestigio,potere. E si ritiene anche che le violenze abbiano etnia.
Poi ci sono i dati.
E i dati parlano chiaro: le violenze per la maggior parte sono in famiglia, da partner, da ex. Non da sconosciuti che ti zompano addosso in strada. E sì, ci sono anche quelle ,ma quando si dice che " quelle dei neri valgono di meno ", si dimentica che certi politici, quelle dei bianchi di malefatte che di solito vengono attribuite agli extra, le omettono dalla narrazione.
Allora se sì vuole parlarne se ne parli, ma se si deve parlare solo degli stupratori immigrati, non si sta parlando del problema delle violenze sulle donne, si sta parlando degli immigrati che delinquono, per genetica, per cultura, dimenticandosi "dei problemi degli italiani" che stanno tanto a cuore. Not all men è tutto quello che sanno dire quelli che puntano il dito sui violenti stranieri, perché parlare di femminismo, di patriarcato, di queste questioni qua è da zecche. Sono temi validi solo se sono strumentali a qualcosa, per il resto si va dal "troppo libere le donne, sono loro che provocano, lo fanno per tirare i soldi", a "sono un incel". O peggio.
Quando un incel vuole parlare di come trattano le donne gli altri, io non so se ridere o cosa.
Not all men, Ok allora per primo piantala tu di odiare, poi pensa agli stupratori in generale e poi focalizzati sui dati per etnia, e poi questo dati analizzali senza pregiudizi.
Sennò è aria fritta e stantia.
Io mica mi offendo se dicono che l'Italia è generalmente razzista; non lo sono io, non significa che in termini generali non esista il problema e non sia di rilievom altrimenti Salvini Vannacci e altri guru del nulla sarebbero a tagliare l'erba dei campi sportivi.

Sul moralizzare e poi farne come Bertoldo, qualcuno ricorda come Benito trattava le sue mille donne e i figli illegittimi?
Eppure sosteneva a gran voce l'importanza della famiglia tradizionale e ne aveva una di facciata, costruita su sofferenze personali di tante donne e figli. Lui s'è divertito.
Silvio mandava a casa della gente l'album fotografico della sua storia famigliare coi bambini e i nipotini. Poi però..
Adinolfi, adesso... Qualcuno ancora si sorprende che siano ipocriti fino al midollo? Un conto e ciò che serve al consenso quando non vali nulla, un conto i fatti.
Vannacci la donna ce l'ha straniera.
E avanti!
Oggi 13:23
忘れられた
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Mollusco Visualizza il messaggio
Pero' guarda caso quando una donna viene uccisa da un italiano, si levano voci contro il patriarcato e la cultura del possesso che "ci sono ancora in Italia". Perche' in questo caso si specifica il luogo e la provenienza della cultura maschilista allora? Se riguarda tutti gli uomini, resti "la cultura maschilista di tutti gli uomini" (sottintendendo anche chi viene da altre culture, dove anche li' esiste eccome il patriarcato, anzi, diciamo anche piu' che da noi spesso) senza fare troppe distinzioni culturali che puzzano di autolesionismo se non di razzismo al contrario (come se il maschilismo ci fosse piu' da noi che nei paesi poveri e arretrati).
Secondo me il problema è che (anche manipolati dai vostri referenti politici) alla fine vedete un po' quel che vi va di vedere e basta, non l'insieme. La violenza - e il maschilismo - non riguarda specifiche etnie o culture... capita di continuo ovunque.. anche nella meravigliosa italia futurist(ic-)a del generale vanna marchi.. (da parte di italiani). La maggior parte delle donne uccise dai <mariti/compagni/fidanzati/frequentatori> .. si parla sempre di ITALIANI.. dunque qualcosa di profondo che non va in questo paese a riguardo c'è. E rigirare la frittata - per fini politici o propagandistici - .. non aiuta a superare i problemi veri, no... anzi.
Oggi 13:08
Mollusco
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Winston_Smith Visualizza il messaggio
Quelle che dicono (sbagliando) che bisogna applicarla a tutti gli uomini, direi che includano appunto tutti gli uomini.
Pero' guarda caso quando una donna viene uccisa da un italiano, si levano voci contro il patriarcato e la cultura del possesso che "ci sono ancora in Italia". Perche' in questo caso si specifica il luogo e la provenienza della cultura maschilista allora? Se riguarda tutti gli uomini, resti "la cultura maschilista di tutti gli uomini" (sottintendendo anche chi viene da altre culture, dove anche li' esiste eccome il patriarcato, anzi, diciamo anche piu' che da noi spesso) senza fare troppe distinzioni culturali che puzzano di autolesionismo se non di razzismo al contrario (come se il maschilismo ci fosse piu' da noi che nei paesi poveri e arretrati).
Oggi 11:07
Winston_Smith
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da muttley Visualizza il messaggio
Non saprei: tu che sei passato dal sud al nord, noti differenze in generale nell'aspetto fisico e nelle abitudini tra le due parti della penisola?
Nell'aspetto fisico vedo talmente tante differenze e varianze individuali che mi riesce difficile estrapolare una media Sud diversa da una media Nord.
Nelle abitudini, direi che la mancanza di senso civico, di cui noi Untermenschen venivamo accusati da superuomini tipo Bossi e Calderoli, ormai è appannaggio di una netta maggioranza pressoché omogenea, per la gioia del marchese d'Azeglio (abbiamo fatto gli italiani).
Oggi 11:05
muttley
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da TheCopacabana Visualizza il messaggio
Infatti
Non ho sentito nessuna femminista gridare che bisogna applicare la rieducazione affettiva a tutti i musulmani
Oggi 11:03
muttley
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Winston_Smith Visualizza il messaggio
Essendo io terrone, secondo qualche luminare del forum (tipo chi dice che più si va verso l'Africa e più la civiltà degrada) quest'affermazione potrebbe essere discutibile.

Non saprei: tu che sei passato dal sud al nord, noti differenze in generale nell'aspetto fisico e nelle abitudini tra le due parti della penisola?
Oggi 10:50
Winston_Smith
Re: Condividiamo notizie

Quote:
Originariamente inviata da TheCopacabana Visualizza il messaggio
Infatti
Non ho sentito nessuna femminista gridare che bisogna applicare la rieducazione affettiva a tutti i musulmani
Quelle che dicono (sbagliando) che bisogna applicarla a tutti gli uomini, direi che includano appunto tutti gli uomini.

E comunque anche in questo caso c'è chi in campo femminista non ha condiviso la scelta di non applicare la contestazione del reato di femminicidio e ha parlato di "cultura" da adeguare:

La norma sull’omicidio volontario, con una pena non inferiore a 21 anni, punisce chi causa intenzionalmente la morte di una persona per motivi diversi dalla violenza di genere. La norma sul femminicidio, che porta all’ergastolo, ricorda invece che l’uccisione di una donna avviene in quanto tale, che sia oggetto di odio costante, reiterato, di continue violazioni, intimidazioni e aggressioni. «E allo stato attuale questo non emerge», ribadisce Lioniello. In passato Khemaies era conosciuto per vicende legate alla droga, tanto da essere finito per cinque anni in carcere a Piacenza, «ma ai carabinieri non sono mai risultati segnalazioni per maltrattamenti, vessazioni od offese». Una scelta, quella di non indagare sul femminicidio, che non piace per nulla a Cristina Carelli, presidente di “D.i.Re - Donne in Rete contro la Violenza”.
«La norma è valida, il problema è la sua applicazione — commenta — La vera differenza la farà la capacità degli operatori della giustizia di riconoscere il risentimento, l’odio e tutte le forme di violenza che esistono dentro una relazione». Molto spesso la violenza psicologica, economica o le limitazioni imposte alla donna «non vengono riconosciute perché sono ancora legittimate dalla cultura - aggiunge -. Per questo la formazione obbligatoria prevista dalla riforma è fondamentale: solo così gli operatori della giustizia potranno far emergere quelle condotte che oggi rischiano di restare invisibili». Un tema, quello della capacità di interpretare correttamente il contesto di violenza, già richiamato anche «dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che nei giorni scorsi ha nuovamente condannato l'Italia per la rivittimizzazione di una donna all’interno di un procedimento giudiziario».
Oggi 10:49
Winston_Smith
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da muttley Visualizza il messaggio
A proposito di QI anche quelli che sostengono che la genetica contribuisca alle differenze nell'intelligenza, si soffermano più sulle differenze individuali che non su quelle medie tra gruppi umani. In pratica se è vero che la genetica può influenzare il qi, lo fa tra una persona ed un'altra più che tra un'etnia e un'altra.
Io e Winston ad esempio possiamo avere molte più differenze in fatto di iq score pur appartenendo allo stesso gruppo etnico.
Essendo io terrone, secondo qualche luminare del forum (tipo chi dice che più si va verso l'Africa e più la civiltà degrada) quest'affermazione potrebbe essere discutibile.
Oggi 10:46
muttley
Re: Condividiamo notizie

A proposito di QI anche quelli che sostengono che la genetica contribuisca alle differenze nell'intelligenza, si soffermano più sulle differenze individuali che non su quelle medie tra gruppi umani. In pratica se è vero che la genetica può influenzare il qi, lo fa tra una persona ed un'altra più che tra un'etnia e un'altra.
Io e Winston ad esempio possiamo avere molte più differenze in fatto di iq score pur appartenendo allo stesso gruppo etnico.
Questo lo sostenevano anche gli autori del contestassimo The Bell curve
Oggi 10:30
Winston_Smith
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Maffo Visualizza il messaggio
Potrebbe essere proprio un problema di QI, se non sbaglio in Africa centrale la media è tipo 60, da noi invece 60 è considerato ritardo mentale
Secondo te il QI è determinato esclusivamente da fattori genetici?

Il quoziente intellettivo (QI) medio stimato per l'Africa subsahariana è storicamente oggetto di un'accesa controversia scientifica. In alcune contestate stime tradizionali, le medie sono state calcolate tra circa 70 e 82. La comunità scientifica oggi concorda nel considerare questi dati inattendibili e viziati da forti distorsioni culturali e metodologiche.
Molti psicologi ed esperti sottolineano che i test standardizzati misurano le capacità cognitive acquisite nel contesto culturale e scolastico occidentale, non l'intelligenza innata.
I critici degli studi sull'Africa evidenziano tre problemi principali:
Fattori socio-economici: L'accesso all'istruzione, la malnutrizione e la povertà incidono pesantemente sui risultati dei test.
Bias culturali: I test non sono stati standardizzati in modo equo per popolazioni con culture e sistemi linguistici radicalmente diversi.
Metodologia non sistematica: Esperti come J. Philippe Rushton e Richard Lynn sono stati ampiamente criticati per aver selezionato i dati in modo parziale, escludendo ricerche che mostravano punteggi più alti.
Oggi 10:28
Winston_Smith
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da gaucho Visualizza il messaggio
Statisticamente secondo l’istat ho una buona probabilità di averci azzeccato, mai visto norvegesi agli angoli delle strade per tutta Torino, o magari ci sono ed è un mio bias

Si scherza ehhh
Risposta a), come previsto.
Con il tuo uso a cazzo delle statistiche, davanti alla foto di un italiano io dovrei pensare = mafioso/corrotto.
Oggi 09:59
TheCopacabana
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da idk Visualizza il messaggio
Dopo che i Cecchettin e Gramellini ci hanno fatto una testa così, salta fuori che il tunisino che ammazza la moglie italiana non è femminicidio, non è figlio malato del patriarcato, che circo madonna
Infatti
Non ho sentito nessuna femminista gridare che bisogna applicare la rieducazione affettiva a tutti i musulmani
Oggi 09:44
Maffo
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da cuginosmorfio Visualizza il messaggio
Ma è un problema anche in Europa, se devi spiegare a degli adolescenti che da un incendio in un luogo chiuso devi fuggire, non filmarlo.
I ragazzini sono stupidi, yep, sono d' accordo
Oggi 08:42
cuginosmorfio
Re: Condividiamo notizie

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Originariamente inviata da Maffo Visualizza il messaggio
Potrebbe essere proprio un problema di QI, se non sbaglio in Africa centrale la media è tipo 60, da noi invece 60 è considerato ritardo mentale
Ma è un problema anche in Europa, se devi spiegare a degli adolescenti che da un incendio in un luogo chiuso devi fuggire, non filmarlo.
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